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Affido. La cresima di Sara, una festa speciale

«Quando è arrivata nella nostra famiglia, ha portato con sé uno sconvolgimento totale della nostra quotidianità. Sono emersi aspetti del nostro carattere che non pensavamo di avere».

Sara (il nome è di fantasia, ndr) è stata accolta un anno e mezzo fa in affido residenziale. «Un periodo molto difficile, con tanti momenti di scoraggiamento e tante domande aperte», racconta la mamma affidataria Stefania (il nome è di fantasia, ndr): «La domanda che mi ha accompagnato in questo periodo era soprattutto ‘ma chi me lo fa fare?’. Dentro di me desideravo che l’affidamento terminasse. Troppo difficoltoso, ci scombussolava nel profondo». Momenti di grande sconforto. In cui è meglio non restare soli.

Continua Stefania: «Gli amici delle Famiglie per l’Accoglienza ci sono stati vicini. Cose semplici, penso al Capodanno 2014 passato insieme. Ma questa compagnia così concreta ci ha aiutato a superare i nostri limiti. E ora vediamo il miracolo di un cambiamento». Che si concretizza in un’occasione precisa: la cresima di Sara.

Quando la data è fissata, Stefania si mette all’opera. Per Sara questo deve essere un giorno speciale.

cresima«Abbiamo chiesto alla precedente mamma affidataria di farle da madrina. Poi, non senza qualche timore, abbiamo invitato a pranzo i suoi genitori e la nonna, più alcuni amici». Un rischio? «Volevamo che sentisse quanto era fortunata ad avere tutte queste persone che nel corso degli anni l’avevano coccolata e amata e che doveva godere di questa sovrabbondanza di grazia», pur se in una situazione di dolore.

E qualcosa succede. Sara è commossa per la cerimonia e poi per la festa. «Sei fortunata», le dice la mamma naturale, «ad avere così tanta gente che ti vuole bene».

Da allora, tanti piccoli segni di cambiamento. «Innanzitutto nello studio», racconta Stefania: «Per un anno è stato fonte di continui litigi. Invece abbiamo visto Sara cominciare ad impegnarsi». E pensare che nei mesi precedenti i genitori affidatari avevano chiesto aiuto alla scuola e agli assistenti sociali per evitare una rottura definitiva».  Qualcosa è cambiato in lei, «anche nel modo di rapportarsi con noi, da scontroso a più collaborativo. La guardavo proprio qualche giorno fa: che bello vederla, anche solo per un po’, serena e lieta».

(foto di repertorio)