Corsi di formazione: minicorsi per l’adozione e per l’affido guidati da famiglie con esperienze di accoglienza.
Incontri tra famiglie che praticano diverse forme di accoglienza: adozione, affido, ospitalità di giovani o di adulti, di anziani. Si alternano incontri assembleari finalizzati al reciproco aiuto e interventi di esperti seguiti da dibattito. Momenti di convivenza tra famiglie accoglienti.
Aree di esperienza: l'associazione tende a strutturare la propria attività attraverso amicizie e forme di mutuo aiuto nell'ambito di gruppi di prossimità, spesso secondo le diverse tipologie di accoglienza: gruppi adozione, affido, anziani, ospitalità e "Amici di Giovanni". Questi ultimi sono genitori di figli disabili, biologici o accolti, che nati in modo originale fuori dell'associazione hanno poi confluito in essa, consevando e offrendo la propria specificità come contributo di ricchezza per tutti.
Conferenze, seminari di studi e convegni sull’accoglienza familiare, rivolti alle famiglie e agli operatori sociali.
Segretariato sociale e consulenze professionali ai soci attraverso la presenza di altri soci e di due assistenti sociali e una psicologa (sede nazionale di Milano).
Collaborazioni: alcuni soci partecipano a tavoli di lavoro in collaborazione con iServizi Sociali e gli Enti Locali.
Fondo di solidarietà: consente a tutti di sostenere e partecipare, in modo indiretto e con contributi economici, alle esperienza di accoglienza di altri amici. Così è possibile far fronte alle esigenze economiche che emergono in famiglie con situazioni di accoglienze particolarmente onerose (bambini ammalati, adolescenti a rischio, ragazze madri).
«Lettera periodica»: strumento di informazione e approfondimenti delle Famiglie per l’Accoglienza (amministrazione via Macedonio Melloni, 27 - 20129 Milano).
«Ri-tratti di accoglienza»: una nuova collana di libri dell'edizione Cantagalli, a cura dall'associazione. Responsabile della collana per l'associazione la dottoressa Lia Sanicola.
Case di Accoglienza: Alcune famiglie dell’associazione hanno avvertito il fascino di un’esperienza di accoglienza radicale che si è tradotta nella forma di Case di accoglienza con la caratteristica originale di preservare la soggettività propria delle famiglie che le costituiscono, pur all’interno di un rapporto positivo con i servizi sociali del territorio.