Testimonianza di Lia Sanicola
Le radici delle famiglie per l’accoglienza sono ben più profonde della data di fondazione dell’Associazione. Per me, e per molti di noi, questa storia non ci sarebbe se non avessimo fatto l’esperienza della caritativa che ci ha introdotto all’incontro con il bisogno e ad una posizione umana degna per farsene carico.
La caritativa mi ha educato alla gratuità, cioè alla capacità di porre un gesto di condivisione semplice - e libero dall’ipoteca della pretesa di una soluzione - avendo come scopo primario il cambiamento di sé. Essa ha inciso profondamente dapprima nel lavoro e, successivamente, nella mia famiglia, poiché ha offerto la possibilità di un metodo per vivere nella Verità, in una profondità che solo nel tempo si è rivelata in tutta la sua portata. Con il passare degli anni, come adulto, è maturata l’esigenza che quei gesti richiedessero una totalità nell’assunzione di responsabilità verso l’altro, che l’io si mettesse in gioco traendo tutte le conseguenze che il gesto stesso poneva. E’ stato così che l’aiuto ad una persona in difficoltà per me e per mio marito ha voluto dire non solo condividere il bisogno, ma farsi carico di esso nella sua totalità di esigenze, aprendoci ad una prospettiva di incontro i cui modi non erano dettati dal nostro progetto, ma da una disponibilità di cuore, di spazi e di tempi che poco a poco hanno assunto la forma definitiva della vocazione.
Credo che sia stata questa posizione di definitività il primo nucleo della coscienza che, dalla semplicità della nostra adesione ad un “avvenimento” che continua ad accadere, stava nascendo un’opera. Nei gesti quotidiani si è andato sedimentando un metodo riconoscibile e trasmissibile, che dice delle nostre famiglie l’essenza della verità della loro posizione, in Cristo che si fa compagnia, che si siede a tavola con noi, abita il nostro tempo e il nostro spazio, si manifesta ai nostri occhi, condividendo la nostra piccolezza e la nostra grandezza, attraverso la presenza di un estraneo che si rende familiare a noi nell’accoglienza in casa nostra. E’ un miracolo che, come ci ha detto don Giussani, eccede ogni progetto e dura da tanti anni ormai.
Lia Sanicola
(da "Lettera periodica", n. 69)