Il cammino dell’adozione

La scelta adottiva viene maturata in un percorso accompagnato e condiviso che prende le mosse da una iniziale domanda sulla propria vocazione personale, per aprire progressivamente la coppia ad una nuova percezione della vita familiare e delle sue possibilità.

L’inizio di un cammino adottivo avviene a partire da una domanda su di sé. Il percorso adottivo di una coppia può anche cominciare con la scoperta di un bisogno, di una mancanza, ma è necessario che giunga fino allo spalancarsi di un desiderio profondo di relazione con un altro, che ha solo inizio nello stupore dell’incontro con un figlio accolto come dono non progettabile e che chiede nel tempo una grande disponibilità a cambiare e a lasciarsi rimettere in discussione dagli eventi inattesi che la vita tiene in serbo.

Adottare un bambino è una scelta che coinvolge profondamente le domande di significato della propria vita, la vocazione personale e familiare dei coniugi, e insieme – non va mai dimenticato – la sofferenza per l’abbandono, la solitudine e il destino personale del minore adottato. L’adozione è anche un atto sociale, sia nel senso di un inevitabile coinvolgimento di tale scelta con le autorità preposte alla tutela del minore, sia in quello più profondo di una scelta che si compie dinanzi al mondo, capace di fondare nuovi rapporti e nuovi significati della relazione parentale ed educativa.

 I momenti fondamentali del percorso adottivo di una coppia sono in sintesi:

  • L’attesa, che inizia dal primo affacciarsi nella coppia dell’idea di adottare, e si conclude con l’adozione;
  • L’incontro e la prima accoglienza del bambino o coi bambini, che è sempre un’esperienza di stupore, unica e irripetibile;
  • Il dopo-adozione, che inizia con l’ingresso del bambino in famiglia, e si conclude con l’ingresso del figlio nell’età adulta.

In tutti e tre i momenti sopra indicati del percorso Famiglie per l’Accoglienza si offre come compagno di cammino.

I primi due momenti rappresentano la fase iniziale dell’esperienza adottiva, e sono tutelati e accompagnati anche dalle istituzioni ad esse deputate:

  • i Servizi sociali territoriali, che seguono la coppia nella prima fase della scelta adottiva, hanno il compito di redigere una relazione dettagliata sulla coppia da trasmettere al Tribunale dei Minori di competenza territoriale. Quest’ultimo, nel caso dell’adozione nazionale, ha il compito di individuare la coppia ritenuta più idonea cui affidare in prospettiva adottiva i minori in abbandono del territorio su cui hanno competenza*;
  • gli Enti autorizzati per l’adozione internazionale, che dopo la dichiarazione di idoneità della coppia, rilasciata dal tribunale dei Minori, ricevono dalla stessa l’incarico di ricercare all’estero un minore adottabile. Essi agiscono in accordo con le autorità preposte del paese straniero e con la Commissione per l’Adozione Internazionale, istituzione governativa con sede a Roma*.

(*) Queste procedure sono regolamentate per legge (476/98 e 149/2001 per l’adozione nazionale; Legge 149/2001 per l’adozione internazionale) e, per i Paesi che l’hanno sottoscritta e poi ratificata, dalla Convenzione internazionale dell’Aja.

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