Testimonianze dell’ospitalità

Una famiglia per amico
Lugo di Romagna (RA), Gennaio 2008

L’idea è nata nel 2006: a Lugo alcune famiglie dell’associazione stavano accogliendo dei bimbi con affidi part-time o sostenendo persone in difficoltà. Così si pensò di incrementare queste forme di accoglienza, meno impegnative per le famiglie ma ugualmente importanti per i bambini, perché creano legami significativi e spesso fanno nascere un rapporto stabile anche con i loro genitori, che trovano nei nostri nuclei familiari degli amici coi quali “fare un pezzo di strada insieme”. Queste forme di sostegno familiare, nella loro semplicità, hanno inoltre una grande valenza sociale: a volte anche solo la disponibilità di un’ora al giorno permette a una madre sola di accettare un lavoro.
Dal momento che questo tipo di accoglienza non è una pratica molto diffusa, in collaborazione coi servizi sociali abbiamo proposto a Lugo un corso intitolato “Una famiglia per amico”. Lo scopo era far conoscere la realtà degli affidi pomeridiani o del week-end, degli affidi estivi a tempo pieno, ma concentrati in un mese o due, per le necessità di lavoro dei genitori, e di quell’esperienza di amicizia solidale che abbiamo chiamato “Famiglia aiuta famiglia”: la possibilità cioè di cominciare a farsi compagni appunto ad una intera famiglia. Ci sono infatti tanti nuclei mono-parentali e situazioni di disagio sociale dovute alla solitudine, all’assenza di legami significativi.
Già dal primo corso del 2006, poi ripetuto nel 2007, l’esperienza ha trovato simpatia tra amici e conoscenti, ma ancor più ci ha stupito l’essere contattati da persone sconosciute che si sono rese disponibili per piccole accoglienze. E’ iniziato così un “lavorio” di contatti, telefonate, rapporti e ad oggi contiamo una decina di nuove famiglie del nostro comprensorio impegnate a vario titolo: da chi semplicemente aiuta bambini e ragazzini a fare i compiti, a chi cominciando con un’accoglienza di tre giorni si è reso disponibile all’affido a lungo termine. C’è poi chi, non potendo fare altro, ha offerto case sfitte o ha cominciato a dormire fuori casa una notte alla settimana per assistere i figli di turnisti. Da ciascuna di queste persone che si sono aperte all’accoglienza riceviamo il segnale di grandi e piccole fatiche, pressoché inevitabili quando si fa spazio nel cuore e nella casa a un “estraneo”, ma tutti ci testimoniano al contempo che questa nuova presenza è un avvenimento talmente bello e carico di significato che fa emergere il meglio dell’umano, come quando arriva Gesù.

Master e ospitalità: spalanca la porta, entra il mondo
Milano, Marzo 2008

“Impegnarsi per un anno? O anche solo per sei mesi? E’ una pazzia: pochi saranno disposti a farlo” Questa è stata la prima reazione alla proposta che veniva da un amico, professore dell’Università cattolica di Milano, che ai primi di novembre ci aveva chiesto di aiutarlo a trovare delle famiglie disponibili ad ospitare i giovani iscritti ad un master in economia, rivolto a studenti prevalentemente africani, o dell’America Latina o dell’India.
Ma ci è subito sembrata una bella sfida, un’occasione per aprire la porta di casa al mondo, per giocarsi la bellezza – e, perché no? anche la fatica – della vita della nostra famiglia offrendola a chi deve stare lontano dalla propria per un anno. Così abbiamo rilanciato la proposta, allargando il più possibile l’orizzonte, a tanti amici, non solo alle famiglie dell’associazione. E sono arrivate tante risposte, inaspettate, anche da chi non aveva mai ospitato prima, né ci aveva mai pensato, ma si sentiva parte di una storia già iniziata. E ora gli studenti sono qui, gli africani, gli indiani e i sudamericani, e ci stanno svelando la realtà, facendoci partecipi delle loro vite, dei loro problemi, delle loro “strane” abitudini. E rivelandosi uomini come noi, con i nostri stessi desideri e le nostre stesse speranze.
Continua così per “Famiglie per l’Accoglienza” una storia ormai lunga di accoglienze internazionali, tutte con un loro fascino e una loro promessa di maturazione dentro all’offerta di qualcosa di sé: moltissime famiglie, infatti, hanno avuto modo, in 25 anni di vita dell’associazione, di fare esperienza dell’accoglienza di persone straniere: negli Anni ’90 in particolare in diverse parti d’Italia furono accolti centinaia di ragazzi e adulti libanesi, albanesi, rumeni, polacchi, croati. Anche in seguito, diversi studenti universitari vennero in Italia a frequentare dei master post-universitari, specialmente dall’America latina. Veramente un abbraccio senza limiti.

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