L’esperienza dell’affido apre alla realtà

Tracce

                        

Un’importante forma di accoglienza famigliare è l’affido: spesso se ne parla come di un’esperienza "eccezionale", quasi impossibile, ma sono numerose le nostre famiglie che stanno vivendo quest’esperienza come un fattore decisivo della propria vocazione cristiana.

Perché vale la pena di fare questa esperienza? Innanzitutto essa educa alla gratuità, che significa "dilatare la propria vita fino ai confini della vita di questa persona", cioè del bambino concreto che accogli in casa, fino ad amarne tutta la sua storia, la sua famiglia, la sua diversità. Essa educa soprattutto al "non possesso", che è il vero amore di un padre e di una madre. L'affido è poi un'esperienza possibile per qualunque famiglia: la famiglia, infatti, per sua natura è capace di accogliere senza tornaconto, senza calcolo.

Ma ciò che può sostenere una famiglia nell’affido è la compagnia di altre famiglie che vivono la stessa esperienza e mantengono viva la coscienza del gesto e di ciò che l’ha mosso. Questa compagnia giunge all'aiuto concreto nelle scelte quotidiane, anche le più difficili. Vissuta con questa coscienza, l'esperienza delle famiglie affidatarie è divenuta un fatto socialmente rilevante, capace di generare una posizione culturale esplicita e di incidere anche a livello istituzionale, ponendo le famiglie come consapevoli interlocutrici nel rapporto con i servizi sociali territoriali.

Per chi desiderasse saperne di più per avviarsi su questa strada così affascinante, è possibile riferirsi a Rosi Serio Campodonico (rosiserio@yahoo.it).

Powered by Stefano Matuonto