"Gli ospiti che arrivano siano accolti tutti come se fossero Cristo". Questa frase, tratta dalla regola di San Benedetto, ha introdotto l’assemblea che "Famiglie per l’Accoglienza" della Lombardia ha dedicato lo scorso mese di marzo all’ospitalità. Sono decine in Italia le famiglie che ospitano, per qualche giorno o qualche anno, adulti: possono essere amici del movimento di passaggio ("amici" mai visti prima) o persone che "non sanno dove andare".
Angela ha raccontato come, rispondendo alle circostanze della vita, è entrata in casa Stefania, giovane donna incinta che si era rivolta al Centro Aiuto alla Vita, chiedendo di poter "fare esperienza di come si vive in famiglia": "solo così potrò essere madre per mia figlia", aveva detto. Poi sono arrivate Maria e Rina, due giovani sorelle alla ricerca di un inserimento nel "ricco Nord", che molto promette ma poco mantiene.
Poi Cinzia ha raccontato come le prime ad accogliere Cristina fossero state le sue figlie, che con lei si incontravano in oratorio. Così, per volere di Cristina, Cinzia e Oscar hanno conosciuto le Suore della Riparazione, che a Casa Nazareth di Milano ospitano adolescenti in difficoltà. Il rapporto con le suore, diventato presto intenso, ha permesso a Cristina di passare i fine settimana in casa di Cinzia e Oscar, sapendo accolta da loro anche tutta la sua dolorosa storia.
Queste ed altre testimonianze, raccontate con semplicità ed immediatezza, hanno "dato carne" a quanto dice don Giussani in Il miracolo dell’ospitalità: "Ospitare un altro vuol dire mettere a disposizione casa, tempo, energie: è il proprio io che viene interamente coinvolto"
Gesti semplici, non programmati, belli o faticosi, a volte apparentemente fugaci, dove si capisce che, come ancora Giussani suggerisce, "l’amore a Cristo non è un’emozione, ma una modalità diversa di trattare l’uomo e la natura".