Nel giugno 2006 in quattro città del Brasile, San Paolo, Salvador di Bahia, Belo Horizonte e Rio de Janeiro, è stato presentato il libro di don Giussani "Il miracolo dell´ospitalità", recentemente tradotto in portoghese. Di seguito riportiamo uno degli interventi svolti da un’amica brasiliana di "Famiglie per l’Accoglienza".
Cari amici,
Vengo qui con molta semplicità soltanto per dirvi un’esperienza che mi ha molto aiutato a fare la strada che la vita mi offre. Faccio parte di un popolo, di una storia che è nata in Italia e ha percorso tutto il mondo con la pretesa di essere una risposta per vivere con dignità l’umano nell’appartenenza a Dio e alla Chiesa. Comunione e Liberazione è il nome dato a un movimento nato nel segno della Chiesa cattolica e che ha fatto nascere tanti frutti. Qui a Bahia il Movimento di CL è cominciato 11 anni fa e i suoi segni fanno già parte della storia della città di Salvador, dove si può vedere fiorire opere magnifiche che sono presenti principalmente nel quartiere Novos Alagados, attraverso molti amici dell’AVSI e anche nel quartiere Nordeste de Amaralina, attraverso le opere di don Guido. L’esperienza di "Famiglie per l´Accoglienza" è nata dentro questa stessa storia, dove cuori inquieti cercano risposte ai loro desideri. Nel nostro caso, io e Gilberto dall’inizio del matrimonio abbiamo aperto la nostra casa agli amici, avendo compreso che questa era una forma di gratitudine verso il Signore che ci aveva amato in prima persona dandoci amici che ci hanno accolto per quello che eravamo e non per quello che potevamo fare. Questa amicizia, iniziata con Giancarlo Petrini, è cresciuta nel tempo. Solo quando ci sentiamo amati siamo in grado di amare. Immaginate quanto grande può essere questo amore quando ci riconosciamo amati dall’Eterno senza misura. Quando si sperimenta un amore così grande è impossibile non volere che gli altri non partecipino ad esso. Dall’accoglienza degli amici sono venute altre proposte, come quella di ospitare persone di altre comunità del movimento che venivano a Salvador a lavorare o in vacanza. Nei primi 6 anni di matrimonio non riuscivamo ad avere figli nostri. Abbiamo cercato allora delle risposte a questa infertilità, ma abbiamo ricevuto il centuplo quando, guardando all’esperienza di altri amici, abbiamo adottato due bambini che sono divenuti parte della nostra vita in un modo più profondo di quello che mai avremmo immaginato: l’Eterno è venuto ad abitare la nostra casa, e ha dilatato il nostro cuore. Ora c’è stata una nuova opportunità di accoglienza in un affido per i fine settimana di una ragazza con gravi problemi familiari, che ha necessità di un riferimento adulto più sicuro. Questa nuova modalità di accoglienza ha aperto ancora di più gli orizzonti della nostra vita, perché ci chiede una libertà totale di rapporto con questa ragazza, che mantiene il legame con la sua famiglia e si rivolge a noi con una grande domanda, chiedendoci di essere aiutata a rafforzare i legami con la sua famiglia d’origine. Rendendoci conto della grandezza dell’esperienza in cui eravamo immersi, abbiamo poi dato vita a un piccolo gruppo che ci aiutasse a capire più a fondo le ragioni di quello che stavamo facendo. Attraverso un lavoro sul testo di don Giussani Il miracolo dell’ospitalità, ho cominciato a capire come il primo riflesso dell’ospitalità è il cambiamento nei rapporti, prima di tutto con mio marito e i miei figli. La ricchezza di questa esperienza è quella di poter guardare l’altro che mi sta a fianco riconoscendo che lui non mi appartiene, che io collaboro soltanto all’opera divina per costruire il suo destino. L’esperienza dell’accoglienza nata nel seno della famiglia ha una capacità di diffusione che io non immaginavo possibile. Ho cominciato a vedere come quello che è vissuto nell’intimità della famiglia può toccare il mondo e creare un popolo nuovo. Ho visto questa novità quando sono venuta in Italia per conoscere l’esperienza di "Famiglie per l’Accoglienza": una vita che incide nella società in modo reale, che non lascia più la famiglia ai margini, ma le fa essere protagonista di una grande storia. Come non volere un’esperienza così anche per me e come non seguirla? Questo è il significato di "Famiglie per l’Accoglienza": un gruppo di famiglie che si trovano per aiutarsi a vivere la propria umanità in una forma diversa, cercando sempre il significato dell’apertura alla realtà che è data loro di vivere. Questa apertura può essere l’adozione, l´affido, l’ospitalità, oppure l´accoglienza di un figlio malato o di altri familiari: non importa la modalità, ma piuttosto la disponibilità del cuore ad imparare una forma rivoluzionaria di vivere la propria umanità: è la possibilità di cambiare la faccia delle nostre famiglie, la possibilità di creare un popolo nuovo.
Arlette, Salvador de Bahia