di Marco Mastella
Cantagalli, 2009
L'autore è medico neuropsichiatra infantile e psicoanalista. Il libro nasce da una profonda rielaborazione della propria esperienza condotto da un gruppo di genitori adottivi con l’aiuto dell'autore. Attraverso l’ascolto delle problematiche contingenti e il racconto dei sogni, è stata possibile la ricostruzione dei legami e della relazione genitori-figlio

Un gruppo di genitori adottivi, con figli ormai adolescenti o giovani adulti, si è incontrato per anni con la guida di
Sognare e crescere il figlio di un’altra donna – Ascoltando e sperando con i genitori adottivi (ed. Cantagalli, Siena) parla di questa esperienza condivisa proponendo, per capitoli, gli argomenti portati alla ribalta dai racconti e dai sogni dei genitori (di cui si avverte forte la presenza, così come è emergente quella dei figli) e da vignette cliniche dello specialista. Si ripercorrono pertanto i vari momenti della vita in comune e della crescita del figlio adottivo all’interno della sua famiglia e del suo mondo più allargato, fino al periodo adolescenziale e a quello in cui anche i figli adottivi diventano genitori. Il tutto con un uso oculato di concetti e lessico psicoanalitico (di cui è riportato un utile glossario finale, punto di partenza per ulteriori approfondimenti). Il volume non è quindi un prontuario di prescrizioni, giudizi, regole, divieti, ma si propone come un affinamento della capacità di rappresentarsi la propria identità e le proprie funzioni genitoriali.
Ne emergono due aspetti fondamentali. Il primo è quello di aiutare anche il lettore a trovare, attraverso risonanze, associazioni, sedimentazioni, un maggior movimento ad essere genitori, superando il dolore, la rabbia e la fatica che spesso l’esperienza genitoriale comporta, aprendo le porte al sollievo e ad una nuova forza. Il secondo punto è la sollecitazione ad avvicinarsi ulteriormente, garbatamente, al mondo interno dei figli, rispettandone i confini e l’originalità, traendo speranza e fiducia nel proprio essere genitore adottivo capace di trasmettere la vita affettiva, psichica e culturale.
Nel volume è contenuta anche una corposa appendice comprendente, tra l’altro, un’esperienza tardiva di ricerca delle proprie origini e una recensione, in forma evocativa, del libro La figlia dell’altra di A. M. Homes (Feltrinelli, Milano, 2007), che ha aiutato il gruppo a prestare ascolto ai vissuti autentici di una scrittrice, figlia adottiva, e che è anche un tentativo di descrivere i vissuti profondi di chi ha perso la madre naturale.
E’ questo, quindi, un libro che ben si rivolge soprattutto ai genitori adottivi o aspiranti tali, perché l’adottare può essere aggiunto alla lista dei “compiti impossibili” - governare, curare, educare – ai quali non possiamo sottrarci, ma può suscitare utili risonanze anche nei genitori naturali e in chi accoglie minori in affido.
Maria Luisa Mastella