UCIPEM, 15 novembre 2009
La nuova legge introduce una verifica ogni sei mesi dello status giuridico dei bambini assistiti nelle strutture pubbliche e private. In questo modo s’intende contrastare la mancanza d’informazioni sulla condizione giuridica di bambini e adolescenti, una delle cause principali della permanenza in istituto dei minori. La legge inoltre offre appoggio alle donne in difficoltà che intendono dare in adozione il proprio figlio
In Brasile è entrata in vigore lo scorso 3 novembre 2009 la nuova legge sull’adozione. Ne dà notizia oggi il quotidiano brasiliano “Jornal da Manhã”. La nuova legge sancisce la centralità del diritto alla famiglia, assegnando al Potere Giudiziario e alle autorità per l’infanzia – sia federali che statali – la responsabilità di promuovere il reinserimento familiare dei minori ospiti delle strutture d’assistenza e, laddove non sia possibile, di favorirne l’adozione.
Una delle principali novità della legge riguarda l’introduzione di una verifica, ogni sei mesi, dello status giuridico dei bambini assistiti nelle strutture pubbliche e private. In questo modo s’intende contrastare una delle cause principali della permanenza in istituto dei minori, ovvero la mancanza d’informazioni sulla condizione giuridica di bambini e adolescenti.
La legge inoltre garantisce pieno appoggio alle donne in difficoltà che intendono dare in adozione il proprio figlio dopo il parto. In Brasile sono drammaticamente diffusi gli episodi d’abbandono di neonati nelle strade delle principali città del Paese. Il Giudice della Commissione Statale Giudiziaria per le Adozioni, André Luís Amorim Siqueira, evidenzia che la legge rappresenta “un passo importante per stabilire un quadro di garanzie per i bambini e gli adolescenti in situazione d’abbandono”.
Fonte: www.Aibi.it