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Ucraina: dalla guerra, una nuova amicizia nel segno dell’accoglienza e della solidarietà cristiana

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Venerdì 27 maggio al Rosetum di Milano è stato un pomeriggio di arte, solidarietà e accoglienza. Dalle 15.00 alle 21.30, negli spazi del nuovo capannone-laboratorio del Centro Culturale è stata allestita e presentata al pubblico la mostra di icone contemporanee dal titolo “STRUMENTI DI MORTE, IMMAGINI DI VITA”. Era presente  l’artista iconografo Roman Selivachov, che con altri due amici è giunto da Kiev con un carico di una cinquantina di preziosissime opere d’arte. Si tratta di icone “scritte” su particolari materiali delle zone di guerra dell’est Ucraina: pietre per costruzioni (“noi, come ha detto Gesù, facciamo parlare le pietre”), assi tratte dalle casse per le munizioni utilizzate dai militari, frammenti di tele mimetiche, ecc. La presentazione delle icone è stata accompagnata dai canti di Taras Kompanicenko, uno dei più noti maestri di musica tradizionale ucraina.

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In primo piano le foto dell’ospedale mobile

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Il musicista ucraino Taras Kompanicenko

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Icone su assi di casse per munizioni

 

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Sulla destra nella foto, l’artista Roman Selivachov

Durante la presentazione, introdotta dal giornalista Luca Fiore del mensile “Tracce” e tradotta dall’interprete Francesca Perrucchini, l’avvocato Gennadij Druzenko ha spiegato il significato della scelta di questi materiali per la produzione di splendide icone: “Grazie all’arte, oggetti nati per dare la morte diventano icone e punto di luce della resurrezione di Cristo”. Questo non è un fatto solo simbolico: “Attraverso queste icone la vita delle persone viene salvata”, ha spiegato Gennadij, che è stato il promotore di un ospedale mobile, nato per iniziativa di liberi cittadini e non finanziato dallo stato, che opera nelle zone di guerra per la cura di feriti di guerra e di malati in difficoltà economiche. L’ospedale, ha spiegato Gennadij, ha curato più di 5.000 persone, per metà civili e per metà militari, con l’impiego di oltre 150 medici e centinaia di volontari. La vendita di queste icone è a sostegno di questo ospedale. All’indomani, gli artisti, la cui amicizia solidale è nata nel 2013 sulla piazza del Maidan, hanno poi proseguito in auto verso Roma, dove la mostra sarà di nuovo offerta al pubblico italiano, dopo le precedenti tappe a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo, all’Aja, in Lituania e già in Sicilia.
Nel corso della medesima presentazione, Giorgio Cavalli ha ringraziato padre Marco Finco per la generosa ospitalità offerta dal Centro Rosetum e ha illustrato come questo evento di bellezza e solidarietà sia nato nel contesto del progetto “Figli della Speranza” di Famiglie per l’Accoglienza, nato in collaborazione con “Russia Cristiana” e con “I Bambini dell’Est”. Il progetto consentirà l’accoglienza presso 48 famiglie italiane di bambini e ragazzi profughi della guerra d’Ucraina, tuttora in corso, e l’accompagnamento delle famiglie accoglienti e delle famiglie d’origine di questi ragazzi e bambini.