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	<title>Sicilia | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>Sicilia | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>L’accoglienza che ci fa compagni di cammino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Catia Petta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 08:35:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre aspettiamo, nella casa di Sara alle pendici dell’Etna, che inizi l’incontro con alcune famiglie affidatarie, una coppia, arrivata in anticipo, ci racconta la sua esperienza di accoglienza “involontaria”. Circa vent’anni fa, lei si era presa cura di una bambina cinese, che i genitori per via del lavoro trascuravano. Il suo negozio confinava con il loro e perciò non poteva fare a meno di notarla; trascurata, magra, abbandonata a se stessa: &lt;&lt; non potevo non prendermene cura&gt;&gt; e praticamente la adottava. La faceva mangiare, la portava dal pediatra, al punto che la bambina la chiamava zia. Poi, per motivi sempre di lavoro, la famiglia cinese si è trasferita in Puglia e la bambina non l’ha più vista. Dopo circa quindici anni le arriva una telefonata e guarda chi è, proprio quella bambina ormai donna. Nonostante allora fosse molto piccola, non si era dimenticata affatto di chi l’aveva accolta come una figlia. Le chiedo di raccontare questa storia, per testimoniarci che l’accoglienza, anche se dura un giorno, è per sempre. Al che, ad incontro avviato, ascoltata la storia, tutti i presenti con un po’ di visibile emozione annuiscono, è un’evidenza incontrovertibile.</p>
<p>Leggiamo insieme dal Filo Rosso: “<em>Ogni gesto di accoglienza è un gesto nella speranza. Quando tutto sembra contraddittorio e negativo, l’abbraccio del dolore di chi accogliamo già veicola un’esperienza di bene, che apre ad una prospettiva di certezza per il futuro [..] È questa la realtà che viviamo in ogni gesto di accoglienza e che fonda la nostra spera</em><em>nza. Cuori feriti e bisognosi che accolti e abbracciati, possono scoprire un amore irriducibile che sostiene e accompagna la vita e rende più certo lo sguardo sul futuro”.</em> E’ incredibile, ma alla lettura si fa un gran silenzio, carico di un’attesa quasi inspiegabile, nonostante il chiasso dei bambini che entrano ed escono dalla stanza e i toni alti dei racconti con forti criticità nei rapporti con le istituzioni.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/05/Rebaioli-Nicola-Concorso4.jpg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-30719 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/05/Rebaioli-Nicola-Concorso4-300x200.jpg" alt="" width="404" height="269" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/05/Rebaioli-Nicola-Concorso4-300x200.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/05/Rebaioli-Nicola-Concorso4-1024x683.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/05/Rebaioli-Nicola-Concorso4-768x512.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/05/Rebaioli-Nicola-Concorso4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /> </a>Ma allora perchè l’accoglienza è una strada di speranza? Nelle narrazioni delle famiglie un accenno di risposta c’è: l’accoglienza genera la speranza perchè genera persone libere: “… appassionate della strada su cui stanno camminando e del destino di chi incontrano”, dal Filo Rosso.</p>
<p>Ma cosa c’entra tutto questo con la nostra Associazione? Qualcosa c’entra, perchè durante l’incontro siamo stati aiutati a cogliere il valore delle esperienze raccontate, a sottolineare quel quid  evidente a tutti perchè in un certo senso appartenente a tutti, nonostante la diversità delle storie personali.</p>
<p>Ecco il senso della nostra Associazione, il senso del ritrovarsi lì, a casa di Sara, con lo spettacolo del mare davanti a noi: essere compagni di cammino, condividere se stessi, attendendo magari una parola nuova che faccia ripartire.</p>
<p>Marcello Pisani</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/05/10/laccoglienza-che-ci-fa-compagni-di-cammino/">L’accoglienza che ci fa compagni di cammino</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Accoglienza, strada di speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Catia Petta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 21:14:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tante le testimonianze ascoltate il 6 aprile 2025 nell'incontro a Messina</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Accoglienza, strada di speranza&#8221; è stato il filo conduttore dell&#8217;incontro tenutosi a Messina il 6 aprile scorso presso l&#8217;Istituto Cristo Re, sede di case famiglia e di comunità alloggio gestite dai Padri Rogazionisti.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-03-29-11-39-29.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="size-medium wp-image-30659 alignright" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-03-29-11-39-29-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-03-29-11-39-29-240x300.jpg 240w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-03-29-11-39-29-819x1024.jpg 819w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-03-29-11-39-29-768x960.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-03-29-11-39-29.jpg 1024w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /> </a>In apertura ha preso la parola <strong>Alessandra Calafior</strong>e, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Messina, che dopo un breve saluto, ha messo in evidenza il valore umano e sociale dell&#8217;accoglienza riferendosi in particolare alle opere in carico al suo assessorato, tra cui la &#8220;Casa fratelli tutti&#8221;, comunità destinata ai senza tetto della città. Terminati i saluti, si sono succedute le testimonianze delle famiglie invitate.</p>
<p>L&#8217;amore coniugale &#8220;vissuto nella sua dimensione vocazionale&#8221; è stato raccontato da <strong>Antonella e Rosi</strong> che con le loro famiglie hanno risposto alla chiamata di essere genitori dei bambini accolti nelle case fondate dai Padri Rogazionisti a Messina. La loro testimonianza ha reso ancora più evidente che l&#8217;accoglienza famigliare è un cammino sempre nuovo e affascinante in cui non si può essere da soli. Avere una rete intorno (volontari, figure specialistiche, sostenitori) è un dono che &#8220;indica una speranza al cammino di tutti&#8221;, come si evince dalle parole di <strong>Lorena e Giancarlo</strong> che offrono il loro sostegno come famiglia di supporto.</p>
<p>Che &#8220;ogni gesto di accoglienza è un gesto di speranza&#8221; è chiaro e tangibile nella testimonianza di <strong>Sara</strong>, professionista che svolge il suo lavoro come vocazione  all&#8217;accoglienza e &#8220;ad un amore infinito al destino dell&#8217;altro&#8221;. Quando tutto &#8220;diventa contraddittorio e negativo&#8221;, la casa di Sara e di suo marito Nino continua ad essere una dimora di accoglienza nell&#8217;abbraccio di cuori feriti, portatori di bisogni sempre nuovi e complessi.</p>
<p>La libertà generata dall&#8217;accoglienza è testimoniata da <strong>Anna</strong> che insieme al marito e alla figlia hanno aperto la loro famiglia all&#8217;affido, per lunghi e brevi periodi, a bambini in attesa di adozione oltre che a minori stranieri non accompagnati.</p>
<p><strong>Luca e Lidia</strong> hanno poi raccontato la loro esperienza di famiglia adottiva, maturata e vissuta all&#8217;interno dell&#8217;associazione Famiglie per l&#8217;Accoglienza, e il bene che ne hanno ricevuto. È vivo in loro il desiderio manifestato di una compagnia con cui condividere gioie e fatiche del loro cammino.</p>
<p>Tutte storie di famiglie accoglienti che hanno reso evidente come, vivendo le proprie situazioni particolari, è possibile essere testimoni e compagnia per altri e generare luoghi di speranza in cui si vive l&#8217;esperienza di essere e di sentirsi amati.</p>
<p>Maria Muscherà</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/04/23/accoglienza-strada-di-speranza/">Accoglienza, strada di speranza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Al cuore dell&#8217;educazione: l&#8217;avventura dell&#8217;affido educativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Catia Petta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:16:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Centuripe la testimonianza di Renata e Nuccio D'Arrigo, genitori di tre figli adulti, sulla loro esperienza di affido educativo. Il racconto dell'incontro.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/04/23/al-cuore-delleducazione-lavventura-dellaffido-educativo/">Al cuore dell’educazione: l’avventura dell’affido educativo</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla sempre di famiglia e di come vivere la questione educativa, ecco perché a Centuripe da alcuni anni siamo stati mossi dal desiderio di offrire un contributo, attraverso cicli di incontri, a genitori che desiderassero affrontare insieme cosa significa educare.</p>
<p>L’educazione non è un problema di strategie o di esperti. Il problema dell’educazione dei giovani è che hanno assolutamente bisogno di una sola cosa, ed è quella stabilita dalla natura. Di cosa hanno bisogno? Della presenza di un adulto e questo adulto è uno che rimanda continuamente a Dio a cui appartiene, attraverso un’amicizia concreta come quella di Famiglie per l’Accoglienza. Diceva don Giussani: “Nessuno genera se non è generato”, cioè è impossibile generare se non c’è un luogo di amicizia che fa crescere e rilancia nella realtà.</p>
<p>Abbiamo voluto iniziare il ciclo di quest&#8217;anno con un incontro dedicato all’accoglienza, dal tema: “Al cuore dell’educazione: l’avventura dell’affido familiare”</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-11-07-10-59.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="size-medium wp-image-30654 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-11-07-10-59-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-11-07-10-59-300x149.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-11-07-10-59-1024x507.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-11-07-10-59-768x381.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-11-07-10-59-1000x500.jpg 1000w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-11-07-10-59.jpg 1338w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a>Giovedì 10 aprile 2025, presso la Sala Acutis di Centuripe (EN), abbiamo invitato <strong>Renata e Nuccio D’Arrigo</strong> di Famiglie per l’Accoglienza, per raccontarci l’esperienza di affido educativo che da alcuni mesi stanno vivendo per disposizione del Tribunale dei Minori e con un progetto dei Servizi Sociali e del Centro Affido di Catania. Il loro è un affido molto particolare, reso possibile da uno specifico protocollo tra il Comune di Catania, la Cooperativa Prospettiva Futuro e l&#8217;Associazione Famiglie per Accoglienza Sicilia: attraverso semplici proposte settimanali, come il cinema, una passeggiata, una festa di compleanno, una gita, Renata e Nuccio offrono una compagnia stabile e fedele ad una giovane mamma, affiancandola nel compito educativo con i suoi tre figli.</p>
<p>Siamo rimasti colpiti dalla loro testimonianza anche perché è un gesto alla portata di tutti, tanto da desiderare di avviare qualcosa di simile anche nel nostro Comune.</p>
<p>Nuccio e Renata, attraverso il loro semplice racconto, ci hanno fatto vedere come, nell’esperienza dell’accoglienza, stanno imparando a guardare l’altro come dono, sta crescendo il loro rapporto coniugale, stanno imparando un altro modo di amare e di mettersi in paragone con altre famiglie.</p>
<p>Il desiderio di accoglienza che Nuccio e Renata avevano sempre avuto è diventato una promessa di bene per la loro vita e la certezza che il Signore si fida anche di gesti piccoli e semplici per realizzare cose grandi.</p>
<p>Gaetano Scornavacche</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/04/23/al-cuore-delleducazione-lavventura-dellaffido-educativo/">Al cuore dell’educazione: l’avventura dell’affido educativo</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L’esperienza familiare nel matrimonio cristiano</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/03/18/lesperienza-familiare-nel-matrimonio-cristiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Catia Petta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 22:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 27 febbraio a Catania, S.E. Mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia, ha dialogato con Famiglie per l’Accoglienza Sicilia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Nessuna famiglia è una realtà perfetta, confezionata una volta per sempre, ma chiede un graduale sviluppo della propria capacità di amare”.<br />
</strong>Con queste parole di Papa Francesco, tratte dall&#8217;<em>Amoris Laetitia</em>, si è aperto un dialogo profondo e significativo tra alcune famiglie di Catania e <strong>S. E. Mons. Giampaolo Dianin</strong>, vescovo di Chioggia, il 27 febbraio scorso.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/Peschiera240060_Dianin_rid.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-30058 alignright" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/Peschiera240060_Dianin_rid-285x300.jpg" alt="" width="285" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/Peschiera240060_Dianin_rid-285x300.jpg 285w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/Peschiera240060_Dianin_rid.jpg 351w" sizes="auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px" /> </a>Avevamo avuto l’opportunità di ascoltare un suo intervento a Peschiera del Garda, in occasione del <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/11/29/ogni-accoglienza-e-un-gesto-di-speranza/">Seminario Internazionale di Famiglie per l’Accoglienza dal titolo “Accoglienza, strada di speranza”</a>. Le sue riflessioni sul fondamento ontologico del matrimonio ci avevano colpito profondamente. In particolare, esse si incarnavano in numerosi esempi concreti di vita quotidiana, capaci di rispondere all&#8217;esigenza che avvertiamo tra noi giovani famiglie: essere accompagnati nelle sfide quotidiane ed accolti così come siamo, con tutte le imperfezioni.</p>
<p>Da un paio d’anni si sta costituendo, timidamente e in maniera spontanea, un piccolo gruppo di giovani famiglie legato all’esperienza di Famiglie per l’Accoglienza di Catania. Alcuni stanno affrontando il percorso di adozione, altri vorrebbero essere aiutati nell’esperienza di accoglienza che li ha investiti in maniera non prevista,  altri sentono nel cuore il desiderio di aprire la propria casa, pur non sapendo ancora come.</p>
<p>Con il pensiero rivolto a tutti loro e a tutte le persone con cui condividiamo la vita, abbiamo deciso di invitare Mons. Dianin, il quale si è subito dimostrato disponile e così, con entusiasmo, ci siamo adoperati nell’organizzazione di un <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/event/lesperienza-familiare-nel-matrimonio-cristiano/">incontro pubblico</a> proposto da Famiglie per l’Accoglienza di Catania. Per rendere il dialogo il più pertinente possibile alla nostra esperienza, abbiamo chiesto ai partecipanti di inviare in anticipo delle domande, e con nostra sorpresa, ne sono arrivate numerose, sincere e personali.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-02-27-19-42-26.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-30494 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-02-27-19-42-26-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-02-27-19-42-26-225x300.jpg 225w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-02-27-19-42-26-768x1024.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-02-27-19-42-26-1152x1536.jpg 1152w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-02-27-19-42-26-600x800.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-02-27-19-42-26.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /> </a></p>
<p>La sera dell’incontro, l’Auditorium dell’Istituto Ventorino era gremito di persone di diverse età. Un silenzio attento dominava la sala, mentre l’uditorio era intento a trattenere il più possibile le parole di Mons. Dianin. Con un atteggiamento paterno e accogliente, il vescovo è riuscito ad abbracciare tutti: i ragazzi universitari curiosi di approfondire il significato delle promesse matrimoniali, le giovani coppie alle prese con le prime sfide coniugali, fino a chi portava nel cuore il dolore di una separazione, e anche chi, dopo cinquant’anni di matrimonio, continua ad accogliere e perdonare l’altro.</p>
<p>Al termine del dialogo, Mons. Dianin ci ha augurato di avere una “scorta”, invitandoci a non rimanere isolati, sottolineando come, nell’<em>Amoris Laetitia,</em> papa Francesco metta in discussione la famiglia nucleare chiusa nel nido e ci esorti ad aprirci ad una rete di amicizie, dentro una realtà sociale che dia un respiro più ampio.</p>
<p>Durante i saluti finali, Mons. Dianin ci ha confidato di essere rimasto particolarmente colpito dalla sincerità e dal desiderio delle famiglie di vivere da credenti nel matrimonio. Per noi è stato un richiamo importante a riconoscere il valore di ciò che già c’è, senza dare per scontato la presenza di tante coppie che avevano partecipato alla serata, segno che un’esperienza di condivisione e compagnia reciproca è già in atto.</p>
<p>Caterina Palumbo</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/03/18/lesperienza-familiare-nel-matrimonio-cristiano/">L’esperienza familiare nel matrimonio cristiano</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il racconto del pellegrinaggio in Sicilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Ramero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 20:57:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 ottobre circa quaranta famiglie, giovani e meno giovani, con figli naturali, adottati e in affido, provenienti da varie città e paesi della Sicilia Orientale si sono date appuntamento a Siracusa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 13 ottobre circa quaranta famiglie, giovani e meno giovani, con figli naturali, adottati e in affido, provenienti da varie città e paesi della Sicilia Orientale si sono date appuntamento a Siracusa per il tradizionale pellegrinaggio con cui l’associazione inaugura il nuovo anno sociale. Un gesto iniziato notando un fatto: solo a poche centinaia di metri dal luogo del raduno, la Madonna, nell’agosto del 1953, aveva pianto nella modesta casa di un’umile famiglia di operai.</strong></p>
<p>Per una strana coincidenza con il tema della giornata, “Accoglienza, Strada di Speranza”, San Giovanni Paolo II, in visita nel 1994 per la dedicazione del Santuario alla Madonna delle Lacrime, chiamò quel pianto “Lacrime di speranza”, un giudizio che ci ha accompagnato per tutta la giornata.<br />
Il Pellegrinaggio è stato un cammino, una strada con le sue soste: il rosario meditato, la messa, il pranzo al sacco in condivisione e l’assemblea finale. Una strada senza buche se non le nostre fragilità, le nostre ferite che abbiamo consegnato al grande cuore della Madonna.<br />
Accolti dal saluto di padre Aurelio, rettore del santuario, abbiamo ascoltato la messa e al termine ci siamo recati nel salone delle Opere Pastorali per il pranzo, che è stato un momento di vera condivisione, chiassoso, ma ricco di nuove conoscenze e di storie, con tratti molto comuni.<br />
Dopo aver consegnato i figli ai ragazzi che li hanno intrattenuti con giochi e gare in cui mettersi in competizione, è iniziata l’assemblea, preceduta dalla visione di un video sulla lacrimazione della Madonna e introdotta da un canto, la Canzone del Destino di Claudio Chieffo, che i nostri giovani amici, Giuseppe e Matteo, hanno insegnato ai presenti affinché “l’impegno canoro” fosse partecipato e corale.<br />
“Accettare la sua diversità è faticoso ed è altrettanto faticoso e doloroso accettare di non riuscire a volergli bene come il mio cuore vorrebbe&#8221;: quanti all’assemblea si sono riconosciuti in queste parole di <strong>Francesca</strong>, parole che solo in un Santuario possono essere pronunciate, a condizione che siano mendicate.<br />
Il Filo Rosso sottolinea: “Quando tutto sembra contraddittorio e negativo, l’abbraccio del dolore di chi accogliamo già veicola un’esperienza di bene, che apre ad una prospettiva di certezza per il futuro” : lo sa bene <strong>Sara </strong>che conclude la sua testimonianza dicendo: “Ciò che mi sta più a cuore, ciò che chiedo al Mistero è che mi faccia cogliere dentro la vita di ogni giorno, dentro le cose quotidiane, il respiro dell’infinito, il respiro dell’eterno”, quel desiderio di bene che non si ferma neanche davanti al limite più insormontabile: la morte.</p>
<p>Qualche mese fa è venuta a mancare la nostra cara amica dell’associazione Gianna, e suo marito, <strong>Michele</strong>, ha accolto l’invito a testimoniare questo momento così doloroso per lui e per suo figlio. Terminato il suo commosso, ma misurato intervento, il nostro amico <strong>Giancarlo </strong>di Pescara, ha sottolineato che il filo conduttore della testimonianza è stato un “noi”, come a dire che la famiglia è rimasta intera.<br />
<strong>Matteo e Giuseppe</strong>, i due giovani padri che ci hanno fatto cantare, hanno poi fatto una domanda che riguarda le giovani coppie che si avvicinano all’adozione o all’affido : “come si capisce quando è il momento giusto per accogliere?”. <strong>Alfredo</strong>, chiamato in causa da Giancarlo, ha risposto con molta semplicità dicendo che si capisce perché è un’evidenza, è un fascino che accade e non ci sono istruzioni da seguire. La stessa evidenza di cui abbiamo fatto esperienza in una giornata come questa, dove tutto è apparso legato, dal pranzo, ai momenti insieme alla messa, tutto tenuto insieme dall’origine, Cristo. E la Madonna, con il suo pianto e la sua compassione, non si stanca di farci fare memoria.</p>
<p>Viene in mente l’esordio con cui il servo di Dio don Luigi Giussani, nel 2004, si rivolse ai partecipanti al pellegrinaggio di Loreto: “Oh Madonna tu sei la sicurezza della nostra speranza !”.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2.jpeg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-29982" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-300x169.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-1024x576.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-768x432.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-1536x864.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/11/03/il-racconto-del-pellegrinaggio-in-sicilia/">Il racconto del pellegrinaggio in Sicilia</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Dall’attesa all’accoglienza, il racconto della nostra adozione</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/05/09/dallattesa-allaccoglienza-il-racconto-della-nostra-adozione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Catia Petta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 11:00:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Accogliere è accorgersi di un altro, ogni qual volta lo si incontri, ogni volta ci si accorga di lui e ci si impegni a prendersene cura: è un approccio alla vita</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Accogliere è accorgersi di un altro, ogni qual volta lo si incontri, ogni volta ci si accorga di lui e ci si impegni a prendersene cura: è un approccio alla vita</strong></p>
<p>Costituita la nostra famiglia nel 2017, abbiamo dovuto prendere atto che i figli non arrivavano ed è stato faticoso prendere coscienza di questo dato. Ci rendevamo conto via via sempre di più che ci saremmo dovuti rassegnare a non soddisfare il nostro desiderio di essere genitori. Questo ci faceva star male. Lo scoutismo (siamo stati tutti e due capi educatori) ci aveva dato tanto e ci aveva fatto comprendere nel tempo l’importanza di mettersi in cammino e di affrontare le sfide che la vita pone davanti, senza scoraggiarsi di fronte alla fatica ed alle salite più ardue.</p>
<p>Con questo bagaglio, abbiamo deciso di iniziare il percorso dell&#8217;adozione, consapevoli dell’importanza della scelta, ma totalmente impreparati rispetto al percorso da compiere, dall’iter burocratico alle implicazioni più profonde che comportava. Al compiere dei tre anni di matrimonio ci siamo recati al Tribunale per i Minorenni di Messina, dove ci hanno consegnato la documentazione necessaria. Avevamo finalmente qualcosa in mano, ci eravamo messi in cammino, ma guardando quei moduli e cercando di capire come rispondere, le nostre domande sono diventate più numerose: eravamo partiti sì, ma dentro di noi ci sentivamo ancora fermi. Avevamo bisogno di altro, di qualcuno che ci indicasse la strada.</p>
<p>Abbiamo scoperto così Famiglie per l’Accoglienza e contattato la responsabile di Messina: la prima impressione è stata quella di sentirsi &#8211; finalmente &#8211; accolti. Non sapevamo ancora se le nostre domande avrebbero trovato risposta, ma siamo stati certi che non saremmo stati più soli. Poi è iniziata la pandemia e questo ha rallentato un po’ tutto. Era impossibile proseguire con l’iter fissato e questo stop forzato ci aveva creato un certo sconforto.</p>
<p>Avevamo fretta di iniziare e l’attesa ci pesava. Soprattutto essa ci sembrava vuota, senza senso, insomma una vera perdita di tempo. Ma è successo che tramite un amico dell’Associazione, siamo venuti a conoscenza, del corso on line “Confido”, iniziato a dicembre 2021 e abbiamo deciso di seguirlo. Attraverso il corso, grazie all’incontro con gli altri che vivevano il nostro stesso cammino e le numerose testimonianze proposte, il tempo dell’attesa è diventato un tempo di grazia, durante il quale siamo cresciuti, abbiamo potuto far luce su noi stessi, con i nostri desideri e le nostre paure. Grazie agli spunti che tutto ciò suggeriva, ci siamo confrontati più profondamente tra di noi due.</p>
<p>Finito il Covid, abbiamo ottenuto l’idoneità e siamo stati chiamati diverse volte dal Tribunale per ulteriori approfondimenti o per possibili abbinamenti. Anche alla fine di settembre del 2022 abbiamo ricevuto dal Tribunale una convocazione, accolta da noi con doloroso scetticismo. Pensavamo, anzi eravamo certi, che sarebbe stato un altro buco nell’acqua! L&#8217;appuntamento era fissato per il lunedì e la domenica precedente abbiamo partecipato, insieme agli altri amici, all’incontro di Famiglie per l’Accoglienza ad Enna. Non potevamo non parlare di quello che ci attendeva il giorno dopo e tutti ci incoraggiavano dicendo: «Stavolta andrà bene!».</p>
<p>In Tribunale ci hanno comunicato che una bimba di un mese e mezzo era in attesa di una famiglia disposta ad accoglierla. Abbiamo conosciuto in quel momento anche la sua breve storia, già ricca di passaggi significativi. Sinceramente abbiamo impiegato un po&#8217; di tempo per razionalizzare la notizia, presi dallo stupore e dall’emozione. Abbiamo detto sì e lo abbiamo comunicato alle nostre famiglie. È cominciata così una gara di solidarietà perché ci arrivasse tutto ciò che può servire ad accogliere un neonato.</p>
<p>In una settimana è cambiata la nostra vita e anche la nostra casa!</p>
<p>La famiglia che l’aveva avuta in affido da quando era uscita dall’ospedale era lì ad attenderci, con la bambina in braccio. È stato un bell’incontro, commovente e spontaneo. Non l’avevamo mai vista, nemmeno in foto, ma subito ci siamo riconosciuti e adottati a vicenda.</p>
<p>Noi e la nostra bambina non ci siamo scelti, altri hanno scelto per noi, ma ci siamo accolti reciprocamente fino in fondo. Giorno per giorno affrontiamo quindi la vita con la consapevolezza di aver ricevuto un grande dono, che non è solo la realizzazione di un desiderio, ma è per noi il compimento della promessa che il Signore ha scritto da sempre nei nostri cuori, quella di poter essere genitori.</p>
<p>La nostra esperienza ci porta a dire che l’accoglienza non è solo un fatto privato, ma ha e deve avere una portata più ampia. Accogliere è accorgersi di un altro, ogni qual volta lo si incontri, ogni volta ci si accorga di lui e ci si impegni a prendersene cura: è un approccio alla vita, un modo di intenderla che ha anche una ricaduta sociale e comunitaria.</p>
<p>Luca e Lidia, Messina</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/05/09/dallattesa-allaccoglienza-il-racconto-della-nostra-adozione/">Dall’attesa all’accoglienza, il racconto della nostra adozione</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La sorpresa più grande è la scoperta che l’accoglienza porta il sigillo della gratuità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Catia Petta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 13:35:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho accettato di lasciarlo andare, anzi di accompagnarlo verso questa famiglia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Io e M<a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-28835 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29-189x300.jpg 189w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29.jpg 402w" sizes="auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px" /> </a>arcello siamo sposati da 24 anni ed entrambi viviamo l’impegno con il nostro lavoro quotidiano di insegnanti. Ora che ci stiamo avvicinando alla pensione e i ritmi potrebbero diventare più blandi abbiamo deciso di dare una nuova dimensione alla nostra famiglia, quella dell’accoglienza. Con degli amici, durante un doposcuola, ho incontrato un gruppo di bimbi ucraini in fuga dalla guerra e ospitato presso un istituto di suore della città in cui viviamo, Catania. Da più di un anno, abbiamo cominciato ad accogliere in casa un paio di bambini per volta, cercando di regalare loro momenti di spensieratezza ed affetto e facendogli vivere serene esperienze di vita in famiglia. Qualche sano divertimento al parco giochi, pranzo per lo più in casa, qualche giochino al cellulare, qualche “delizioso” panino al McDonald’s; chi l’avrebbe mai detto che dovessimo cambiare ogni tanto le nostre abitudini alimentari! Ma il tutto fatto con entusiasmo, coinvolti dalla felicità dei bambini nel vivere esperienze nuove. Nel tempo ci si affeziona, si creano legami, in particolare con uno di loro. La sorpresa più grande è la scoperta che l’accoglienza porta il sigillo della gratuità. Sin dall’inizio è nata un’affezione intensa nei confronti di un bambino in particolare. Adesso non viene più con noi la domenica perché è stato abbinato per l’affidamento ad un’altra famiglia del Sud Italia. Il padre viene a prenderlo il venerdì e lo riporta a Catania la domenica sera. Ho accettato di lasciarlo andare, anzi di accompagnarlo verso questa famiglia. Il padre affidatario ci ha chiesto di andare in aeroporto la domenica sera a prendere il bambino per riaccompagnarlo in istituto. Così facciamo e stiamo assistendo al crescere dell’affezione del piccolo per quello che sarà il suo papà, mentre noi diveniamo nel tempo meno importanti per lui. La cosa bella che è accaduta, che non è per nulla scontata, è che questa famiglia è molto cordiale e sta nascendo un’amicizia fra noi, tanto che siamo già stati invitati a trascorrere insieme alcuni giorni di vacanza. Stiamo continuando ad accogliere altri bambini la domenica e poi la sera andiamo in aeroporto e assistiamo, mettendoci un po’ da parte per discrezione, al saluto fra il bimbo e il suo futuro papà… Ora non ha più tanto occhi per noi, che rappresentiamo forse l’istituto a cui deve tornare, ma per il padre. Di fatto lo stiamo accompagnando verso la sua famiglia e ora lui ha una luce nuova negli occhi, perché sa che c’è una prospettiva nella sua vita. Alla domanda sul bene e sul perché continuare, dico che la contentezza viene dall’aver iniziato a comprendere che voler bene significa <em>volere il bene e la felicità dell’altro</em><em>,</em> con la disponibilità pur dolorosa – sembra una contraddizione – a lasciarlo andare per la sua strada. Tutto questo ha fatto bene alla mia famiglia perché osservo mio marito quando sta con i bambini.  Ognuno di noi due ha un modo diverso… eppure facciamo l’esperienza di una profonda condivisione. C’è sempre tanto da imparare in termini di affetto, pazienza e tenerezza dai bambini disagiati. Per questo vale la pena di continuare, cercando di accompagnarli verso il loro destino buono.</p>
<p>Lidia &#8211; Catania</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/01/26/la-sorpresa-piu-grande-e-la-scoperta-che-laccoglienza-porta-il-sigillo-della-gratuita/">La sorpresa più grande è la scoperta che l’accoglienza porta il sigillo della gratuità</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>“Non ci sono circostanze sfavorevoli ma tutto è occasione”</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/05/11/il-gusto-e-il-respiro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 10:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Questo tempo non è sospeso, ma donato": racconto del primo videcollegamento in Sicilia dall'inizio del lockdown.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Questo tempo non è sospeso, ma donato&#8221;: racconto del primo videcollegamento in Sicilia dall&#8217;inizio del lockdown.</strong></p>
<p>Sono le ore 21 del 28 aprile e Famiglie per l’Accoglienza della Sicilia, nelle persone di Paolo ed Alfredo, con Massimo Orselli, inizia un incontro in videocollegamento sull’esperienza del lockdown. Da Ragusa a Centuripe, da Messina a Catania, passando per Barcellona e Lentini, sono tantissime le facce che appaiono sullo schermo, soprattutto quelle dei bambini allegri e sicuri nelle loro case. Sono pochi i volti conosciuti, molti li incontro per la prima volta sullo schermo ed è subito familiarità.</p>
<p><strong>Veronica</strong>, <strong>Gianni</strong>, <strong>Giuseppe</strong>, <strong>Emanuele</strong> cominciano a raccontare le gioie della quarantena delle nuove famiglie adottive che godono i freschi legami di appartenenza familiare, ma dicono anche delle fatiche con i bambini più piccoli e delle difficoltà legate alla gestione scolastica a distanza o allo smart-working sempre più pressante.</p>
<p>Piano piano sgorgano le domande e <strong>Ugo</strong> le pone davvero stringenti: “Come ci aiutiamo nell’esperienza dell’accoglienza, già tra marito e moglie? Cosa ci sta insegnando la realtà di questi giorni?”. <strong>Barbara</strong> avverte forte la precarietà dell’esistenza e il desiderio grande di insegnare ai figli a guardare ed aprirsi alla totalità di ciò che sta accadendo. “Aggrapparsi alla vita”, lei dice, “è risposta al nulla”. Usa altre parole, ma è lo stesso che <strong>Massimo</strong> ricorda: “Vivere intensamente il reale”. Poi, raccontando la sua esperienza, dettaglia: ”Questa obbedienza alla realtà è obbedienza a Gesù, al Mistero che ci ha abbracciato e che ci abbraccia”.</p>
<p><strong>Gaetano</strong> aggiunge che “dire di sì ha la forma del seguire una compagnia. Ogni giorno c’è sempre qualcosa che bussa, che chiede il mio sì”. E <strong>Guglielmo</strong> precisa: “Fare memoria, riandare all’origine del nostro sì all’adozione dei figli, aiuta. Cosa ci ha mossi? Cosa ci ha sostenuti? E’ un Altro che bussa, a Lui dici sì. Riandare all’origine è come per Gesù risorto tornare in Galilea”.</p>
<p>“Il sì è detto ogni giorno – è <strong>Marcello</strong> ad intervenire &#8211; perchè il nulla è il nonsenso delle cose. Accade quando le cose ti sovrastano e tu perdi la direzione. Sono strappato dal nulla grazie alle facce, quella del Papa la mattina, quelle degli amici, quella di Van Thuan: è sempre una presenza che ti tira fuori dal nulla, ti fa guardare dove devi guardare”, perchè “chi hai accanto è il varco per cui un Altro ti cambia”, come testimonia <strong>Catia</strong>.</p>
<p>Nuovamente Massimo rilancia: “Il sì è detto a Uno senza il quale non possiamo far nulla. Letteralmente nulla. Questa carezza, questo abbraccio del Nazareno, per noi ha dei volti molto concreti. Non siamo noi, poveri cristi, in grado di aiutarci, ma è un Altro che ci aiuta in questa compagnia scalcagnata. Il sì è a Cristo dentro tutte le circostanze”.</p>
<p>“Non ci sono circostanze sfavorevoli ma tutto è occasione” riprende <strong>Pippo</strong>, ed esemplifica raccontando come l’impossibilità di continuare, come prima, a portare i pacchi alle famiglie non lo abbia fermato, anzi è diventata occasione per chiedere ad un&#8217;amica di farlo al posto suo. Lei ha accettato ed è ripartita una storia di caritativa interrotta molti anni prima. Ecco perché, conclude Maria, “questo tempo non è sospeso, ma donato. Per una vicinanza più decisiva”.</p>
<p>E mentre i bambini ormai dormono da un pezzo, dopo averci annunciato all’inizio del nostro incontro: “Noi stiamo andando a dormire… un pochino!” mi sorprendo a pensare che razza di casa sia questa compagnia, che ci fa respirare e gustare la Vita così, nei giorni in cui un virus sottrae proprio il gusto e il respiro. È questa la casa in cui, come i bambini, abitare lieti e dormire sicuri per sempre.</p>
<p><strong>Catia Petta</strong></p>

<a href='https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/05/11/il-gusto-e-il-respiro/sicilia-mag2020-b/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/05/Sicilia-mag2020-b-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/05/Sicilia-mag2020-b-150x150.jpg 150w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/05/Sicilia-mag2020-b-300x300.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/05/Sicilia-mag2020-b-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
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		<title>Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 10:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli amici di Famiglie per l'Accoglienza della Sicilia si incontrano in videocollegamento martedì 28 aprile, per "imparare a guardare ciò che accade".</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/04/27/che-cosa-ci-aiuta-in-questo-periodo-di-emergenza/">Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli amici di Famiglie per l&#8217;Accoglienza della Sicilia si incontrano in videocollegamento martedì 28 aprile, per &#8220;imparare a guardare ciò che accade&#8221;.</strong></p>
<p>Abbiamo pensato di rivederci con tutti gli amici di Famiglie per l&#8217;Accoglienza della Sicilia, in video collegamento, martedì 28 aprile alle 21 , per confrontarci sull&#8217;esperienza che stiamo vivendo. Abbiamo capito che il modo migliore per aiutarci è imparare a guardare ciò che accade. Per rendere l’incontro più ordinato, vi suggeriamo delle domande a cui potete rispondere:</p>
<p>Racconta qual è l’esperienza di accoglienza che stai vivendo in questo periodo di crisi, quando la convivenza può essere più faticosa (per accoglienza intendiamo quella dei genitori verso i figli, dei figli verso i genitori, nonni, figli naturali e accolti, del marito,verso la moglie, e viceversa)<br />
Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?<br />
Come si gioca la nostra disponibilità di fronte al maggior tempo per stare insieme?<br />
Che cosa ci strappa dal nulla?</p>
<p>Chi desidera partecipare può inviare una mail a <a href="mailto:segreteria.sicilia@famiglieperaccoglienza.it">segreteria.sicilia@famiglieperaccoglienza.it</a> indicando il proprio nome e cognome: riceverà in questo modo le indicazioni tecniche per partecipare.<br />
Allo stesso indirizzo mail è possibile inviare il proprio contributo scritto in anticipo.</p>
<p>L’applicazione che utilizzeremo per il video collegamento è Cisco Webex, che vi invitiamo a scaricare e a provare.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/04/27/che-cosa-ci-aiuta-in-questo-periodo-di-emergenza/">Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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