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	<title>Svizzera | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>Svizzera | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Incontro con don Emmanuele Silanos</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:49:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 22 aprile abbiamo invitato don Emmanuele Silanos a dialogare con noi.  Lo spunto per questo invito nasce da un dialogo avuto con lui: commentando il quadro Il figliol prodigo di Chagall, ci diceva che non esiste gratuità, né carità, senza festa. Vorremmo approfondire questo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Mercoledì 22 aprile abbiamo invitato don Emmanuele Silanos a dialogare con noi. </b><br />
Lo spunto per questo invito nasce da un dialogo avuto con lui: commentando il quadro Il figliol prodigo di Chagall, ci diceva che non esiste gratuità, né carità, senza festa.<br />
Vorremmo approfondire questo punto, perché accogliere la diversità dell’altro — di un figlio, del marito, della moglie, degli amici o dei genitori anziani — non è sempre un’esperienza segnata dalla gioia: ci sono fragilità, litigi, incomprensioni, pretese. La vita quotidiana non sembra essere sempre una festa.</p>
<p>Eppure sentiamo come desiderabile poter vivere così, ogni giorno.<br />
<b>Allora, di quale gioia stiamo parlando? La gioia può davvero diventare un’esperienza quotidiana?</b><br />
L&#8217;incontro si terrà il 22 aprile, a Massagno, ore 20.45 nell&#8217;aula magna delle scuole elementari Nosedo.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/FxA_Incontro22aprile.pdf">Scarica il volantino.</a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/28/incontro-con-don-emmanuele-silanos-2/">Incontro con don Emmanuele Silanos</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Per l&#8217;umano e per l&#8217;eterno</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 09:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una trentina di famiglie provenienti dalla Svizzera italiana, francese e tedesca si sono incontrate per un weekend di convivenza presso la comunità delle Beatitudini di Venthône, nel canton Vallese. A volte capita di vivere esperienze che rimangono nel cuore, perché mostrano che l’accoglienza non si...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una trentina di famiglie provenienti dalla Svizzera italiana, francese e tedesca si sono incontrate per un weekend di convivenza presso la comunità delle Beatitudini di Venthône, nel canton Vallese.</strong></p>
<p>A volte capita di vivere esperienze che rimangono nel cuore, perché mostrano che l’accoglienza non si esaurisce in un gesto, ma si compie pienamente quando diventa vita quotidiana.</p>
<p>È quanto abbiamo vissuto nei giorni trascorsi insieme alla Comunità delle beatitudini che ha fatto dell’ospitalità e della condivisione la propria identità.</p>
<p>Ogni famiglia ha avuto modo di presentarsi e raccontare perché avesse scelto di essere lì. Più volte, durante i racconti, è emersa una consapevolezza comune: l’accoglienza non può esistere se vissuta da soli. Solo dentro una compagnia,  dentro un’amicizia che fiorisce dal riconoscere un comune destino di bene,  nasce la possibilità di affrontare anche ciò che inizialmente appare impossibile. La comunità diventa così un luogo dove il cuore trova l’energia necessaria per rimettersi in moto, ma anche una benefica pacificazione, una letizia condivisa che rafforza la certezza del cammino.  E’ in questa compagnia consapevole che le relazioni mostrano tutta la loro forza.</p>
<p>Una coppia di amici di Milano, testimoniando la propria esperienza, ha raccontato come nel rapporto con i figli, soprattutto in età adolescenziale, spesso ci si trovi davanti a una scelta: fare la cosa giusta o salvare la relazione con loro. La sfida vera è imparare a fidarsi del figlio, non in senso generico : occorre fidarsi della capacità del suo cuore di riconoscere il vero. Con i tempi che non sono i genitori a decidere, attraversando anche il dolore di momenti in cui ciò sembra non accadere. E non da disperati, ma fino alla consapevolezza che, se Dio chiede grandi dolori, è certamente per un bene più grande. Ma come si può arrivare a questa coscienza? Come si arriva a riconoscere che nell’accoglienza c’è sempre un guadagno? I nostri amici di Milano ci hanno raccontato che ciò può avvenire perché,  pian piano, in ogni passo di questo cammino si scopre che ciò che si guadagna davvero è Cristo, la relazione con Lui. È Lui che poi compie l’opera di cui noi siamo solo strumento.</p>
<p>Il bel tempo ci ha anche regalato un pomeriggio di cammino tra le vigne di Venthône insieme ai nostri bambini. È stato sorprendente vederli così legati, nonostante durante l’anno abbiano poche occasioni di incontrarsi, sparsi come sono nei diversi cantoni. Si percepiva chiaramente il loro desiderio di stare insieme, di aiutarsi nel cammino, di coccolare i più piccoli e chiacchierare con i grandi.</p>
<p>La domenica è stata anche l’occasione per raccontarci le diverse iniziative nate dall’impegno personale di alcuni di noi: associazioni presenti a livello cantonale e federale capaci di incidere concretamente sulla vita pubblica e sulle decisioni politiche. Un risultato significativo di questa collaborazione comune è stato, per esempio, il ritiro della proposta di legge che avrebbe vietato le adozioni internazionali. Un traguardo reso possibile grazie al lavoro congiunto tra famiglie, associazioni e istituzioni.</p>
<p>Dentro questo orizzonte, che spesso si apre davanti a noi in modo inatteso, anche le fatiche si illuminano, l’operare acquista senso e le amicizie che nascono diventano un dono prezioso. Guardando i nostri figli, ascoltando le storie degli amici, ci riconosciamo sempre più in una certezza: l’accoglienza è la dimensione naturale della famiglia. E, quando viene vissuta insieme e fino in fondo, fa fiorire l’umano. E con esso, l’eterno che lo abita.</p>
<p>Elena Bagnoli</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/10/09/convivenza-di-inizio-anno-per-le-famiglie-svizzere/">Per l’umano e per l’eterno</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Che vale la vita, se non per essere data?&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 15:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[Canton Ticino]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano La regione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli amici del direttivo di Famiglie per l'Accoglienza Svizzera hanno scritto e inviato ad un quotidiano locale una riflessione su un tragico fatto di cronaca, che ha visto coinvolta una famiglia adottiva</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/07/14/che-vale-la-vita-se-non-per-essere-data/">“Che vale la vita, se non per essere data?”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli amici del direttivo di Famiglie per l&#8217;Accoglienza Svizzera hanno scritto e inviato ad un quotidiano locale una riflessione su un tragico fatto di cronaca, che ha visto coinvolta una famiglia adottiva. La lettera è stata pubblicata sabato 11 luglio 2025 su La Regione, giornale della Svizzera italiana.</strong></p>
<p><strong>Pubblichiamo di seguito la versione integrale</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Caro direttore,</p>
<p>La notizia di un uomo luganese ucciso a Luino dal figlio adottivo ci ha trapassato il cuore. Scriviamo con pudore e con timore, come si fa quando si entra in una casa ferita, non per dire, non per spiegare, ma per restare in silenzio dentro questa storia.</p>
<p>Non conoscevamo questa famiglia. E non vogliamo colmare con interpretazioni il mistero delle loro vite. Eppure qualcosa ci tocca in profondità. È qualcosa che ha a che fare con il legame tra genitori e figli, con la vocazione di accogliere un altro nella propria vita — a volte uno sconosciuto, spesso uno ferito — e dire con i gesti che la sua esistenza ha un valore infinito.</p>
<p>L’uomo ucciso era un padre. Non solo per via legale, ma nella carne: si era fatto padre di un figlio non generato, aveva scelto di esserci per lui anche quando la vita di quel ragazzo era già segnata dalla ferita. Aveva detto sì a una presenza complessa, difficile, dolorante. Aveva detto sì al rischio dell’amore.</p>
<p>Chi vive l’esperienza dell’accoglienza — e noi come Famiglie per l’Accoglienza la viviamo ogni giorno — sa bene che non è una scelta romantica o ideale. È una strada impervia, sempre carica di domande. Nessuno accoglie un figlio perché ha già tutte le risposte. Lo si fa perché si è stati accolti, perché si è fatto esperienza — spesso fragile, spesso sorprendente — di un bene ricevuto.</p>
<p>Eppure, anche a chi ha scelto con tutto sé stesso, capita di domandarsi se ne valga la pena.</p>
<p>A volte un figlio rifiuta, scappa, si chiude, la rabbia supera le parole, l’amore sembra non bastare. E ci sono ferite che, semplicemente, restano aperte. Sono quelle dell’origine, della perdita, dell’abbandono. A volte restano come una fame mai saziata. E allora l’amore, anche quello più generoso, può sembrare insopportabile, può essere rifiutato. Anche fino all’estremo. Per questo — e lo diciamo con tremore — sentiamo pietà per la rabbia di questo ragazzo. La pietà vera, non quella che assolve, ma quella che guarda oltre. Ha fatto qualcosa di terribile. Ma quel gesto, a leggerlo da lontano, sembra gridare un dolore più grande di lui, una domanda disperata. C’è un momento, a volte, in cui chi è stato ferito profondamente nella propria storia sente di non poter essere amato. E chi prova ad amarlo diventa, per paradosso, una sfida.</p>
<p>Per questo ci viene da abbracciare anche questo ragazzo. Non per giustificare. Non per negare la giustizia. Ma perché ogni gesto disperato nasce da un abisso, e nessuno ha il diritto di dire che quell’abisso è perduto per sempre. Ogni figlio, anche quello che ha fatto il male più grande, resta un figlio. Resta uno che chiede, anche nel carcere, uno sguardo che non si ritiri.</p>
<p>Il Vangelo dice: «Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». Il padre ha dato la vita per suo figlio. Non come un eroe, ma come un padre. La sua vita non è stata vana. È stata data. Ha avuto un senso profondo, come ogni vita che si offre per un altro. Lo ha detto bene uno di noi, qualche giorno fa, ricordando le parole di Paul Claudel: «Che vale la vita, se non per essere data?». E nella sua morte, quest’uomo ha lasciato una testimonianza: che anche nel rifiuto più radicale, il dono di sé resta sacro.</p>
<p>La mamma e i fratelli, gli amici stanno vivendo un dolore immenso. Come si fa a restare in piedi davanti a una simile tragedia? Come si fa a continuare a credere in un destino buono? Non abbiamo una risposta. Ma crediamo che proprio nella compagnia che nasce dalla fede, nel sostegno reciproco, possa accendersi una speranza. Noi stessi, nel cammino dell’accoglienza, abbiamo imparato che non si può camminare da soli. Ci vuole qualcuno che dica: “Non sei solo, non lo sei mai stato”.</p>
<p>A volte, l’accoglienza stessa diventa croce. Ma noi Sappiamo che ogni croce, nella storia cristiana, è promessa di risurrezione. Questo dolore — così grande, così sproporzionato — non sarà inutile. Sappiamo che sarà accolto. Che porterà frutto. Forse non ora. Forse non visibile. Ma qualcosa è già stato seminato. Il padre ha dato tutto. E quando qualcuno dà tutto, nulla va perduto.</p>
<p>Per questo ci inginocchiamo davanti a questa famiglia, davanti a questa storia. E preghiamo — anche noi, piccoli e fragili — che il dolore si trasformi in misericordia. Che il carcere diventi occasione di verità. Che le ferite si lascino fasciare. E che la paternità, quella vera, quella che non si misura con il risultato ma con la fedeltà, continui a generare vita. Anche oltre la morte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Gli Amici di Famiglie per l’Accoglienza, Svizzera</em></p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/07/14/che-vale-la-vita-se-non-per-essere-data/">“Che vale la vita, se non per essere data?”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>È a gennaio che uno impara a sperare la primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 20:03:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come è difficile amare gratis. Come è difficile farlo quando le cose sono imponderabili. Come è difficile amare a gennaio, quando tutto è ricoperto di nebbia e ghiaccio. È da queste riflessioni di Federico Picchetto che vogliamo partire per un dialogo sull’adozione, sul bene che questa è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come è difficile amare gratis. Come è difficile farlo quando le cose sono imponderabili.<br />
Come è difficile amare a gennaio, quando tutto è ricoperto di nebbia e ghiaccio.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/pichetto.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="wp-image-30411 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/pichetto.jpg" alt="" width="181" height="181" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/pichetto.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/03/pichetto-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 181px) 100vw, 181px" /> </a></p>
<p>È da queste riflessioni di <strong>Federico Picchetto</strong> che vogliamo partire per un dialogo sull’adozione, sul bene che questa è per tutti, sulla positività di un’esperienza che don Luigi Giussani definì a suo tempo “<em>l’inizio di una società più umana, perché fatta di persone appassionate al destino degli uomini</em>”.</p>
<p>E vogliamo farlo proprio in questo periodo storico, in cui il progetto che il Consiglio federale svizzero sta portando avanti sembra dirci il contrario, sembra mettere in discussione tutto.</p>
<p>A partire dalla sua esperienza di educatore e di figlio adottivo, Federico Picchetto ci aiuterà a riflettere su un tema che riguarda tutti: quello della genitorialità.</p>
<p>Perché, come ha recentemente scritto, “<em>questo è la chiave della genitorialità: il senso di contributo, di partecipazione, a una vita che non mi appartiene. Ed è in fondo questo l’unico problema che spiega la grande questione del calo delle adozioni: la crisi della speranza</em>”.</p>
<p><strong>Sabato 8 marzo 2025, ore 17:00</strong><br />
Presso l’Aula Magna delle Scuole elementari centro Nosedo<br />
via Madonna della Salute, Massagno (Svizzera)</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/03/03/e-a-gennaio-che-uno-impara-a-sperare-la-primavera/">È a gennaio che uno impara a sperare la primavera</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L’adozione è un bene</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 21:54:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[adozione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Famiglie per l'Accoglienza Svizzera risponde alla proposta di legge del Consiglio federale svizzero in merito all'abolizione delle adozioni internazionali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 29 gennaio il Consiglio federale svizzero, basandosi su un rapporto stilato da un gruppo di esperti dove si evidenziavano irregolarità nell’ambito delle adozioni internazionali, soprattutto nel periodo tra il 1970 ed il 1999, ha incaricato il Dipartimento di giustizia e polizia di elaborare, al più tardi entro la fine del 2026, un progetto di legge sul divieto delle adozioni internazionali da porre in consultazione. Dal rapporto degli esperti emerge che anche un diritto in materia di adozioni severo non può escludere il rischio di abusi. Il divieto è quindi il miglior modo per tutelare tutte le persone in particolare i bambini.</p>
<p>Reagendo a quanto sopra l’Associazione Famiglie per l’Accoglienza in Svizzera ha espresso pubblicamente il seguente giudizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Crescere in una famiglia è un diritto fondamentale, per ogni bambino. È per questo che, la scorsa settimana, abbiamo ascoltato con sgomento le parole pronunciate dal Consigliere federale Beat Jans in merito alla possibilità di vietare l&#8217;adozione internazionale.</p>
<p>Deploriamo fortemente le irregolarità e gli abusi che sono stati rilevati. Lo Stato e le diverse associazioni, questo è certo, si devono prodigare per impedirli. Ma siamo sicuri che siano altre vie per raggiungere lo scopo. Tutelare i diritti e i doveri di ciascuno è il compito di una civiltà matura: vietare le adozioni internazionali rappresenta una resa, non certo una scelta di civiltà.</p>
<p>Al di là dell&#8217;iter che questo progetto del Consiglio federale dovrà seguire, però, è nostro desiderio qui comunicare e testimoniare <strong>la certezza del bene che l’adozione è per tutti</strong>. Lo aveva detto chiaramente, in un incontro con le famiglie adottive del 2000, San Giovanni Paolo II. &#8220;<em>Adottare un bambino è una grande opera di amore. Quando la si compie si dà molto. Ma si riceve anche molto. È un vero scambio di doni&#8230;</em>&#8220;. Il Papa continuava poi affermando che &#8220;<em>adottare dei bambini sentendoli e trattandoli come veri figli, significa riconoscere che il rapporto tra genitori e figli non si misura solo sui parametri genetici. L’amore che genera è innanzitutto dono di sé</em>&#8220;. <em>C’è, insomma, una &#8220;generazione&#8221; &#8211; </em>concludeva Woytila<em> &#8211; che avviene attraverso l’accoglienza, la premura, la dedizione. Il rapporto che ne scaturisce è così intimo e duraturo, da non essere per nulla inferiore a quello fondato sull’appartenenza biologica&#8221;</em>.</p>
<p>L’esistenza di molti bambini senza famiglia rende l’adozione, sostenuta e tutelata giuridicamente, una via concreta per quell’amore paterno e materno di cui il bambino ha bisogno per il suo pieno sviluppo. <strong>Adottare è, in questo senso, un invito al coraggio e alla generosità per tutta la società</strong>. Ed è un bene, ne siamo certi. Anzitutto <strong>per il bambino</strong> che è accolto, poiché crescere in una famiglia è un suo diritto fondamentale. Poi <strong>per la famiglia</strong> che accoglie e per la società intera, poiché la famiglia che adotta è un esempio di amore gratuito e testimonia la possibilità di una accoglienza del diverso fondamentale <strong>per la costruzione del Bene comune</strong>.</p>
<p>Ecco perché, a nostro giudizio, è interesse di tutti difendere l’istituto dell’adozione e continuare a testimoniare la bellezza e la positività di quell’esperienza che un altro grande educatore, don Luigi Giussani, definì a suo tempo &#8220;<em>l’inizio di una società più umana, perché fatta di persone appassionate al destino degli uomini&#8221;.</em></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/02/03/ladozione-e-un-bene/">L’adozione è un bene</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Si riceve molto di più rispetto a quel che si dà&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/10/19/convivenza-del-direttivo-con-le-rispettive-famiglie-sul-passo-del-sempione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[svizzera]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2024 12:17:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.famiglieperaccoglienza.it/?p=29918</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il racconto della convivenza del Direttivo della Svizzera con le rispettive famiglie sul passo del Sempione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il racconto della convivenza del Direttivo della Svizzera con le rispettive famiglie sul passo del Sempione</strong></p>
<p style="margin: 0cm; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Le famiglie dell’associazione presenti nella Svizzera francese e italiana si sono ritrovate per un weekend di convivenza all’Hospice-Simplon, una struttura incastonata come in uno scrigno tra il cielo e la cima della montagna, in cui dal 1831 i Canonici del Gran San Bernardo accolgono le persone offrendo loro una vera oasi di contemplazione, lontana dai rumori e dal ritmo frenetico della vita contemporanea. </span></p>
<p style="margin: 0cm; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">«Qui il Cristo sia adorato e nutrito» recita il motto di San Bernardo che i quattro religiosi oggi residenti nella struttura continuano a fare loro e a testimoniare nell’accoglienza dei pellegrini.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">La mattina di sabato 5 ottobre, dopo un primo momento di preghiera, le famiglie hanno dialogato insieme a Luca Sommacal a partire dalla lettura del Filo rosso 2024/2025, che quest’anno pone l’accento sulla speranza. Nel suo intervento, Luca ha sottolineato come l’esperienza dell’accoglienza sia direttamente legata alla speranza, così come don Giussani la definiva, cioè “la certezza sul futuro in forza di una realtà presente”.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">La speranza non solo può essere vissuta anche dentro il dolore che certe storie di accoglienza portano con sé, ma ne diventa il vero sostegno e centro, concretizzandosi nel perdono senza limiti e misura delle persone accolte.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Quando viviamo un amore e un perdono <i>senza limiti</i> rispondiamo all’invito che lo stesso Gesù rivolge ai suoi discepoli, dicendo loro che si deve perdonare settanta volte sette, cioè perdonare sempre, all&#8217;infinito. E senza la pretesa di giudicare l&#8217;altro, senza porre un confine, appunto, alla misericordia che cambia la vita di ciascuno di noi: solo nel ricevere un perdono così, piccoli e adulti si possono sentire veramente amati. E liberi di amare a loro volta, di vivere una vita viva, di rischiare e anche di sbagliare.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Nel pomeriggio, dopo una gita nell’ambiente naturale che circonda l’Hospice-Simplon, le famiglie si sono coinvolte e impegnate in un’attività di Vision Board sotto la guida esperta di una professionista.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Ogni famiglia ha formato un collage ritagliando immagini e scritte prese da diverse riviste a partire dalla domanda: come vorremmo che fosse la nostra famiglia tra qualche tempo? </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">È stato interessante notare come anche i bambini, proprio grazie alle immagini, alla loro immediata leggibilità, abbiano facilmente rappresentato i loro desideri. Ma anche le domande legate al loro futuro. È nato così un dialogo costruttivo innanzitutto tra i membri delle famiglie stesse e poi tra le diverse famiglie. </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Tra gli altri momenti condivisi durante i due giorni, sicuramente di grande valore è stata poi la testimonianza di Giuseppe e Domenica dell’associazione Fraternità di Crema.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Sposati da 48 anni, sono attualmente alla loro quarantesima esperienza di accoglienza. Inevitabile la domanda che è stata loro posta: qual è la convenienza di un’accoglienza così perseverante e anche così numerosa nel tempo?</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">In un botta e risposta che ha dato l’idea di un matrimonio intenso e vigoroso, i due coniugi hanno spiegato che da sempre hanno avuto il desiderio di fare della loro famiglia qualcosa di grande che potesse durare nel tempo. Che il loro ideale di famiglia non era certo quello di «un marito e una moglie che si mettono le pantofole o seguono le attrazioni del mondo».</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Così, da giovani sposi, provocati dall’invito di don Giussani alle famiglie di aprire la propria casa all’accoglienza, iniziano ad ospitare dei ragazzi tossicodipendenti. Dentro quell’esperienza era chiaro che non bastava soltanto aprire la porta di casa a quei ragazzi, ma che occorreva un cuore aperto e libero, capace di amare l’altro <i>senza limiti,</i> anche dentro e nonostante tutte le sue brutture.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Da allora, tanti ragazzi, ragazze madri, tanti bambini con alle spalle storie difficili hanno fatto parte della loro famiglia, nella quale intanto erano arrivati anche due figli naturali.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Nella conversione del cuore che queste esperienze hanno provocato, Giuseppe e Domenica hanno avuto sempre il coraggio di rischiare tutto. Come, per esempio, prendendo la decisione di licenziarsi entrambi dal proprio lavoro, stabile e sicuro, per aprire una cooperativa che potesse dare lavoro e restituire dignità ad alcuni ragazzi tossicodipendenti che nessuno voleva assumere. E nei momenti difficili che hanno fatto parte del loro percorso, di sfiducia e abbattimento, hanno capito che è Dio che opera. Anche quando si è stanchi. Hanno compreso che &#8220;o ti fidi di Dio in tutto e comunque, oppure ti fidi di quello che sei stato capace di costruire tu&#8221;. E dopo tanti anni e tanta vita vissuti nel dono di sé, è risultato chiaro per loro che l’esperienza dell’accoglienza non risponde innanzitutto al desiderio di un progetto educativo, ma piuttosto vive dentro una realtà profondamente affettiva: i bambini e i ragazzi che accogliamo, ci hanno testimoniato Giuseppe e Domenica, hanno bisogno di essere amati. Sempre, comunque e nonostante. E per far questo non è necessario essere dei super eroi, come a volte capita di essere guardati, a torto. Bisogna essere pienamente uomini. Cosa che si impara. Proprio anche attraverso l’esperienza dell’accoglienza. Per questo è conveniente aprire cuore e casa all’accoglienza: “perché si riceve molto di più rispetto a quello che si dà”.</span></p>
<p style="margin: 0cm; text-align: justify; background: white;"><span lang="IT" style="color: black;">Forse sotto questo cielo azzurro e dentro questa pace del Sempione, grazie agli amici con cui ancora una volta abbiamo condiviso un piccolo pezzetto della nostra avventura, ci è sembrato più chiaro quello che Gesù diceva ai suoi apostoli: &#8220;Vi ho fatti incontrare per farvi capire che cosa avete nel cuore&#8221;. </span></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/10/19/convivenza-del-direttivo-con-le-rispettive-famiglie-sul-passo-del-sempione/">“Si riceve molto di più rispetto a quel che si dà”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;accoglienza riempie di felicità me ed i miei confratelli</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/04/18/laccoglienza-riempie-di-felicita-me-ed-i-miei-confratelli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[svizzera]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 04:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 1 Aprile si è svolta una giornata di convivenza della Svizzera Romanda presso l’Abbazia di Hauterive a Posieux, nel Canton Friburgo. Il monastero di Hauterive ci accoglie nella persona di padre Hermann Joseph in una giornata talmente fredda che fa pensare più al Natale...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 1 Aprile si è svolta una giornata di convivenza della Svizzera Romanda presso l’Abbazia di Hauterive a Posieux, nel Canton Friburgo.</strong></p>
<p>Il monastero di Hauterive ci accoglie nella persona di padre Hermann Joseph in una giornata talmente fredda che fa pensare più al Natale che al tempo di Pasqua che stiamo vivendo. Ma la Svizzera riserva spesso queste sorprese, ormai lo sappiamo!</p>
<p><strong><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/04/Romandia2-scaled.jpg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-27388 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/04/Romandia2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/04/Romandia2-300x225.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/04/Romandia2-1024x768.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/04/Romandia2-768x576.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/04/Romandia2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/04/Romandia2-800x600.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a></strong>Padre Hermann ci porta subito nel chiostro del monastero, dove ci fa alzare lo sguardo alle volte che abbracciano questo luogo da quasi un secolo di storia. E mentre racconta in modo vivo e intenso lo stile di vita semplice dei monaci cistercensi che abitano qui, viene facile immaginarli<br />
passeggiare nel giardino, vederli meditare in silenzio e poi ritrovarsi insieme a fine giornata davanti alla statua della Madonna per pregare il<br />
<em>Salve Regina</em> per la pace di ogni uomo e del mondo intero.<br />
Abbiamo poi l’occasione di potere partecipare alla preghiera dell’ora sesta con la comunità dei monaci e mentre si susseguono letture e orazioni, mi commuove il pensiero di come tutta la loro giornata sia scandita da momenti di preghiera comune, offerta per ognuno di noi. Lascia davvero senza parole e fa bene al cuore che ci siano luoghi dove questo accade da secoli; luoghi in cui, in ogni ora della giornata, senza clamore e senza fare notizia, ogni uomo è custodito e accompagnato nella preghiera. E anche il lavoro quotidiano dei monaci costituisce un luogo di solidarietà con<br />
l’umanità intera, chiamata a portare la creazione al suo compimento e a santificare il tempo per la più gran gloria di Dio, come recita la regola di San Benedetto a cui la comunità si ispira.</p>
<p>Questo anche il senso profondo dell&#8217;accoglienza che, come dice sempre padre Hermann, riempie di felicità lui e i suoi confratelli ogni volta che dei pellegrini arrivano qui desiderosi di conoscere e condividere questa esperienza di vita. E a testimoniare questa grande vocazione all&#8217;accoglienza che è un intero settore del monastero che è stato adibito a foresteria e dispone di una trentina di camere dove singoli, coppie o famiglie possono soggiornare per qualche giorno di ritiro spirituale.</p>
<p>I monaci condividono anche il frutto del loro lavoro: si possono acquistare infatti alcuni prodotti in un piccolo negozio che non è solo un luogo in cui potere fare acquisti, ma costituisce per i monaci un&#8217;altra occasione di incontro con quanti arrivano qui a visitare l&#8217;abbazia.</p>
<p>Per le nostre famiglie che vivono l’esperienza dell’accoglienza in diverse forme è certamente stato un momento di scambio autentico: questi monaci ci testimoniano che la fede non è una questione di forza o di capacità, ma piuttosto un dono che possiamo mendicare anche noi con povertà di spirito, come padre Mauro Lepori, abate generale dell’ordine cistercense, sempre sottolinea nei suoi interventi.</p>
<p>In questo luogo che nasce come monastero di clausura abbiamo incontrato uomini che, nella preghiera continua e quasi senza misura, vivono una passione concretissima per il mondo intero. Sono i testimoni di una fede che, fissando continuamente gli occhi a Cristo, si prende cura di ogni uomo, disegnando un orizzonte e indicando una strada anche per ciascuno di noi.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/04/18/laccoglienza-riempie-di-felicita-me-ed-i-miei-confratelli/">L’accoglienza riempie di felicità me ed i miei confratelli</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Convivenza delle famiglie della Svizzera</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/06/03/la-sorpresa-della-gratuita-non-uno-ma-quello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[svizzera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 18:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata in compagnia in occasione dei 40 anni di famiglie per l&#8217;accoglienza &#160; Giovedì 16 giugno presso la Fondazione Sant&#8217;Angelo di Loverciano (6874 Castel San Pietro &#8211; Svizzera) PROGRAMMA ore 11 accoglienza ore 11:30 Santa Messa ore 13:00 Grigliata insieme ore 15:00 &#8220;40  anni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una giornata in compagnia in occasione dei <strong>40 anni di famiglie per l&#8217;accoglienza</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giovedì 16 giugno presso la Fondazione Sant&#8217;Angelo di Loverciano</h3>
<p>(6874 Castel San Pietro &#8211; Svizzera)</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/06/Volantino_160622.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="size-medium wp-image-26126 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/06/Volantino_160622-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/06/Volantino_160622-212x300.jpg 212w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/06/Volantino_160622-724x1024.jpg 724w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/06/Volantino_160622-768x1086.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/06/Volantino_160622-600x848.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/06/Volantino_160622.jpg 877w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /> </a></p>
<h3></h3>
<h3>PROGRAMMA</h3>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
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<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
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<ul>
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<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>ore 11 accoglienza</li>
<li>ore 11:30 Santa Messa</li>
<li>ore 13:00 Grigliata insieme</li>
<li>ore 15:00 &#8220;40  anni di Famiglie per l&#8217;Accoglienza&#8221;, incontro con Luca Sommacal</li>
<li>ore 16:00 merenda e canti</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi chiediamo di segnalare la vostra presenza entro venerdì 10 giugno scrivendo a <strong>info@famiglieperaccoglienza.ch</strong></p>
<p>Il contributo richiesto per il pranzo sarà di CHF 15 per gli adulti e CHF 5 per i bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/06/03/la-sorpresa-della-gratuita-non-uno-ma-quello/">Convivenza delle famiglie della Svizzera</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Che cos&#8217;é l&#8217;uomo perché te ne ricordi? Genetica e natura umana nello sguardo di Jérome Lejeune</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/05/05/che-cose-luomo-perche-te-ne-ricordi-genetica-e-natura-umana-nello-sguardo-di-jerome-lejeune-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[svizzera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 19:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>2-15 MAGGIO 2022 AULA POLIFUNZIONALE (4 PIANO) SCUOLA MEDIA PARSIFAL via Chiosso 8, Porza (Svizzera) Mostra: CHE COS’È L’UOMO PERCHÉ TE NE RICORDI? GENETICA E NATURA UMANA NELLO SGUARDO DI JÉRÔME LEJEUNE APERTURA AL PUBBLICO LUN-VEN 17:00-20:00 SAB-DOM 14:00-18:00 GIOVEDÌ 5 MAGGIO &#124; ore 20:45...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>2-15 MAGGIO 2022<br />
AULA POLIFUNZIONALE (4 PIANO)<br />
SCUOLA MEDIA PARSIFAL<br />
via Chiosso 8, Porza (Svizzera)</p>
<p>Mostra: <strong>CHE COS’È L’UOMO PERCHÉ TE NE RICORDI?</strong><br />
<strong>GENETICA E NATURA UMANA NELLO SGUARDO DI JÉRÔME LEJEUNE</strong></p>
<p>APERTURA AL PUBBLICO<br />
LUN-VEN 17:00-20:00<br />
SAB-DOM 14:00-18:00</p>
<p>GIOVEDÌ 5 MAGGIO | ore 20:45<br />
<em>Inaugurazione</em><br />
<strong>CHE COS’È L’UOMO PERCHÉ TE NE RICORDI?</strong><br />
Intervengono<br />
André-Marie Jerumanis, professore ordinario di teologia morale, Facoltà di<br />
teologia di Lugano<br />
Pierluigi Strippoli, professore associato di Biologia applicata, Università di<br />
Bologna e membro del Comitato scientifico della mostra<br />
Fabio Cattaneo, medico endocrinologo<br />
Coordina<br />
Mario Bianchetti, professore emerito, Facoltà di scienze biomediche, USI Lugano</p>
<p>MARTEDÌ 10 MAGGIO | ore 20:45<br />
<em>Testimonianze</em><br />
<strong>LA VITA É UNA SFIDA</strong><br />
Intervengono<br />
Monica Induni, fondatrice e direttrice dell’Associazione Avventuno<br />
Paolo Arosio, medico pediatra, presidente dell’Associazione Amici di Giovanni<br />
Luca Janett, direttore “Centro degli Anziani” a Balerna<br />
Coordina<br />
Roberto Laffranchini, presidente del Centro culturale della Svizzera italiana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Entrambi gli incontri sono seguibili online sul canale Youtube del Centro Culturale della Svizzera italiana</p>
<p>https://www.youtube.com/results?search_query=centro+culturale+della+svizzera+italiana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PRENOTAZIONE VISITE GUIDATE</p>
<p>mostraparsifal.lejeune@gmail.com<br />
tel. +41 79 902 07 41</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/05/05/che-cose-luomo-perche-te-ne-ricordi-genetica-e-natura-umana-nello-sguardo-di-jerome-lejeune-2/">Che cos’é l’uomo perché te ne ricordi? Genetica e natura umana nello sguardo di Jérome Lejeune</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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