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	<title>Toscana | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>Toscana | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Costruire e custodire legami</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/30/costruire-e-custodire-legami/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I lavori della Giornata dell'affido svolta a Firenze, con la partecipazione di Famiglie per l'Accoglienza. Guarda il video.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Costruire e custodire legami. Generare Futuro&#8221;: a questo tema è stata dedicata la Giornata regionale dell&#8217;affido familiare, svoltasi a Firenze sabato 16 maggio 2026.</strong></p>
<p><strong>La giornata è stata promossa dal Centro affidi del Comune di Firenze in collaborazione con Famiglie per l&#8217;Accoglienza e con &#8220;Ubi minor Toscana&#8221;, coordinamento per la tutela e la promozione dei diritti dei minori, presso la Biblioteca delle Oblate.</strong></p>
<p>Nella mattina si sono svolti alcuni gruppi di lavoro tematici confluiti poi nella tavola rotonda finale.</p>
<p>Quelli dedicati  ad &#8220;accompagnamento dei neomaggiorenni verso l&#8217;autonomia&#8221;,  agli &#8220;strumenti di supporto ai minori nei contesti scolastici&#8221;, ai &#8220;minori e famiglia d&#8217;origine&#8221; sono stati coordinati rispettivamente da Luciano Cristoferi, Lorenzo Usai e Marta Vannucchi di Famiglie per l&#8217;Accoglienza.</p>
<p>Nel video i lavori della tavola rotonda con gli interventi conclusivi della giornata.</p>
<div class="su-youtube su-u-responsive-media-yes"><iframe width="600" height="400" src="https://www.youtube.com/embed/X7KqOLmGTbw?" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; encrypted-media; picture-in-picture" title=""></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/30/costruire-e-custodire-legami/">Costruire e custodire legami</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Giornata regionale dell&#8217;affido, appuntamento alle Oblate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Costruire e custodire legami. Generare Futuro": questo il tema della Giornata di sabato 16 maggio</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/07/giornata-regionale-dellaffido-appuntamento-alle-oblate/">Giornata regionale dell’affido, appuntamento alle Oblate</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Costruire e custodire legami. Generare Futuro&#8221;: a questo tema è dedicata la Giornata regionale dell&#8217;affido familiare, in programma a Firenze sabato 16 maggio 2026.</strong></p>
<p><strong>La giornata è promossa dal Centro affidi del Comune di Firenze in collaborazione con Famiglie per l&#8217;Accoglienza e con &#8220;Ubi minor Toscana&#8221;, coordinamento per la tutela e la promozione dei diritti dei minori e si svolge presso la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze &#8211; </strong><strong>Sala conferenze Sibilla Aleramo | ore 10 &#8211; 17)</strong></p>
<p>Il programma prevede nella mattinata gruppi di lavoro, nel pomeriggio una tavola rotonda e, quindi, un momento di festa finale.</p>
<p>Ai bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni è dedicato uno spazio animazione.</p>
<p><strong>Iscrizioni entro il 13 maggio compilando il seguente modulo</strong><br />
<strong><a href="https://tinyurl/giornataffido2026">https://tinyurl/giornataffido2026</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-2026.pdf">Scarica la locandina</a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/07/giornata-regionale-dellaffido-appuntamento-alle-oblate/">Giornata regionale dell’affido, appuntamento alle Oblate</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Al cuore dell&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 19:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[il miracolo dell'ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Sommacal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato a Firenze sabato 21 marzo 'Il miracolo dell’ospitalità' con un dialogo tra operatori e famiglie: le diverse esperienze hanno raccontato un cammino concreto di amore gratuito</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato a Firenze sabato 21 marzo <em>Il miracolo dell’ospitalità</em> per iniziativa di Famiglie per l’Accoglienza Regione Toscana, Centro Culturale di Firenze, Compagnia delle Opere Toscana e Comunione e Liberazione. L’incontro, che è stato moderato da Stefano Parati, CDO Toscana Opere sociali, ha avuto il contributo del Forum delle associazioni famigliari della Regione Toscana e il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Firenze e del CESVOT.</p>
<p>“<strong>Il dolore nasce dall’impossibilità di corrispondenza dell’assetto o dell’atteggiamento dell’altro con quello che noi abbiamo pensato o immaginato, sia come progetto buono su di lui, sia come soddisfazione di una nostra esigenza affettiva. Il dolore nasce dall’accorgersi di essere incapaci di colmare l’abisso della diversità</strong>”. Il dialogo è entrato direttamente nel vivo, a partire da questo passaggio del libro di don Giussani, proposto al primo relatore dell’incontro: <strong>Stefano Superbi</strong> direttore del Progetto Villa Lorenzi, un’opera molto nota in città perché si occupa da anni di accompagnare ragazzi e giovani in percorsi di recupero da dipendenze e fragilità e anche di dare supporto alle famiglie.</p>
<p>«Lavoriamo con un centinaio di ragazzi, fra bambini e giovani adulti e, quindi, questo è proprio un argomento che ci appartiene – ha detto Superbi –: riguarda quello che affrontiamo ogni giorno e il progetto che cerchiamo di offrire a ragazzi e famiglie perché dal dolore possa nascere un desiderio di vita e di futuro. Giustamente Giussani dice c&#8217;è distanza fra un progetto e la dimensione reale di quello che vive la persona dentro: per questo una proposta educativa come la nostra, che chiede impegno e fatica, è una lotta dura contro le sostanze che garantiscono un paradiso istantaneo». Si comincia a costruire creando un legame di fiducia tra ragazzi e operatori, anche se la strada è spesso difficile e si soffre per chi si è perso. Nello stesso tempo, questa storia è piena di sorprese o, sarebbe meglio dire, miracoli, come la gratitudine espressa da chi, attraverso di essa, è diventato adulto.</p>
<div id="attachment_31747" style="width: 177px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/zaira_conti/" rel="attachment wp-att-31747"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31747" class=" wp-image-31747" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-682x1024.jpeg" alt="" width="167" height="251" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-682x1024.jpeg 682w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-200x300.jpeg 200w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-768x1153.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-1023x1536.jpeg 1023w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti.jpeg 1066w" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" /></a><p id="caption-attachment-31747" class="wp-caption-text">Zaira Conti</p></div>
<p><strong>Zaira Conti</strong>, storica fondatrice e anima del progetto Villa Lorenzi, ha commosso con la sua testimonianza: «Quando i ragazzi mi chiamano anche dopo anni, li riconosco dalla voce, perché sono entrati dentro di me nel cuore, questo per me vuol dire accogliere. Sono una persona amata, perché mi sento amata da Dio: ecco devo trasmettere a loro questo amore in qualche modo…piano piano a piccoli passi, perché arrivino a scoprire il senso della vita. E vi dico: amate, non giudicate».</p>
<p>Il dialogo è proseguito con altre testimonianze: <strong>Antonio</strong> ha raccontato l’incontro suo e della compagna Letizia con la gratuità, attraverso la risposta ad una richiesta di aiuto diffusa da Famiglie per l’Accoglienza. «La proposta era di renderci disponibili a svolgere un servizio di accompagnamento a un centro estivo di una bambina ucraina disabile, fuggita in Italia accompagnata dalla nonna dopo l&#8217;invasione russa del febbraio del 2022». Antonio e Letizia si fanno carico di questo impegno e di altri che via via sono richiesti dalla particolare situazione ormai da due anni. Un gesto apparentemente piccolo, ma grande nel significato, perché ha fatto nascere un’affezione e ha fatto scoprire che non è «frutto della nostra generosità ma di un amore più grande del nostro, nel quale ci siamo imbattuti e che ci ha toccati in modo inaspettato e immeritato. Un amore gratuito che ha afferrato me e Letizia attraverso questi amici e che attraverso di noi ha iniziato ad abbracciato anche la bambina e sua nonna».</p>
<p><strong>Debora</strong> ha poi portato una testimonianza legata all’esperienza dell’affido. Raccontando la partecipazione sua e di suo marito Gabriele al funerale della nonna biologica del figlio, ha descritto l’impatto dell’incontro con il padre naturale: “Abbiamo capito subito chi era: era identico a suo figlio”. Un momento che ha reso evidente l’emergere improvviso dell’appartenenza biologica, vissuto come un’esperienza molto forte: «Quella scoperta ha fatto nascere in noi perfino un sentimento quasi di ostilità verso il ragazzo. Dirlo è difficile, ma è quello che abbiamo provato. È stata un’umiliazione accorgersi di questo». Si fa i conti con una diversità ineludibile e crolla un po’ l’illusione che quel figlio sia completamente tuo. “Ti accorgi di quanto la tua generosità sia fragile, legata ai tuoi istinti. Allora ci siamo chiesti: come può l’umiliazione diventare umiltà?» Da qui, però, si è aperto anche un percorso: «Abbiamo capito che il perdono non riguarda solo ciò che l&#8217;altro fa di sbagliato, ma soprattutto quella ‘diversità’ che l’altro non ha scelto e che ci ferisce. Perdonare significa accogliere l’altro e se stessi per quello che sono. Da qui si può ricominciare. E il perdono – ha concluso Debora – è un ‘super dono’, un dono all’ennesima potenza … è dono di sé come quello di Gesù sulla croce».</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/whatsapp-image-2026-03-24-at-11-33-30-2/" rel="attachment wp-att-31745" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-31745 aligncenter" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-1024x682.jpeg" alt="" width="788" height="525" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-1024x682.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-300x200.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-768x512.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /> </a></p>
<p><strong>Luca Sommacal</strong>, presidente nazionale di Famiglie per l’Accoglienza, ha concluso l’incontro ricordando il valore decisivo della compagnia: «Affrontare il dolore dell’altro e amarlo gratuitamente può essere uno sforzo morale che dura poco, oppure il frutto di un’esperienza vissuta davvero». Un’esperienza che nasce e si sostiene dentro rapporti concreti, perché questa consapevolezza nasce solo dentro un rapporto. Da qui l’importanza di non essere soli: «Ogni esperienza di accoglienza, se non è accompagnata, prima o poi si affievolisce», mentre «essere inseriti in una rete, in un popolo, aiuta a camminare e ad affrontare anche i propri limiti». In questo senso l’associazione è la vita di una compagnia di famiglie che si sostiene e si accompagna nel testimoniare quella dimensione di apertura iscritta nel cuore della vocazione familiare. La famiglia, infatti, non è un nido, ma un nodo di rapporti, chiamata non a difendersi dal mondo ma a esporsi nella relazione. È proprio in questa apertura che si manifesta qualcosa di inatteso: «Aprendo le porte della nostra casa facciamo entrare un mistero», perché «quando entra una persona, entra un ignoto che cambia la vita».</p>
<p>Per questo, ha detto Sommacal riprendendo il testo di don Giussani «non esiste nessun atto più grande dell’ospitalità», un gesto che va dall’adozione fino a un pranzo offerto, e che resta alla portata di tutti. Ciò che prende forma è uno sguardo nuovo sull’altro e su di sé: «l’abbraccio accogliente di una presenza a un’altra è un cammino che ha come destino l’infinito”. Un orizzonte che rende ogni incontro significativo, perché «accogliere l’altro significa riconoscere che è un mistero, un infinito».</p>
<p>L&#8217;incontro è stato aperto con i saluti di <strong>Massimo Cerbai</strong> vicepresidente della delegazione di Firenze del CESVOT, di <strong>don Ernesto Lettieri</strong>, responsabile del Centro di Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Firenze e di <strong>Gianni Fini</strong> a nome del Forum delle associazioni famigliari della Toscana.</p>
[<strong>foto di Chiara Caruso</strong>]The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/">Al cuore dell’accoglienza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Amare la libertà di un figlio, una posizione vertiginosa</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/08/amare-la-liberta-di-un-figlio-una-posizione-vertiginosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 11:43:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Claudia alla giornata di convivenza di Famiglie per l’Accoglienza della Toscana</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p class="yiv1254081086ydped6502d4MsoNormal"><strong>Rispettare la libertà di chi accogliamo nei tempi consoni al loro cammino. La testimonianza di Claudia alla giornata di convivenza di Famiglie per l’Accoglienza della Toscana, domenica 22 febbraio, ha dato carne e sostanza a questo tema, raccontando la propria esperienza di genitore adottivo.</strong></p>
<p class="yiv1254081086ydped6502d4MsoNormal">Claudia ha sottolineato, per prima cosa, che, di fronte alle difficoltà e alle incomprensioni con i figli, «avrei reagito con rabbia, senza l’amicizia di Famiglie per l’Accoglienza, sempre più forte sull&#8217;orizzonte delle mie giornate, come una compagnia sacramentale, che ti scava dentro, ti cambia dall&#8217;interno e ti testimonia dove è possibile attingere l&#8217;energia per riconoscere il bene nella vita nostra e dei nostri figli, un bene che può diventare più grande dell&#8217;attaccamento che abbiamo a noi stessi».</p>
<p class="yiv1254081086ydped6502d4MsoNormal"> <strong>Com’è possibile riuscire ad accettare una diversità tanto differente dei nostri figli? E, per di più, accompagnare con stima i loro progressi e le loro fatiche senza recriminazioni e senza pretese?</strong> «Ho capito che questa possibilità non proviene da una pazienza o da una generosità personale, ma solo dal regalo di quella compagnia che seguo e che, da sempre, mi fa gustare la misericordia come ultima parola sulle difficoltà, le insofferenze, le incomprensioni che incontro strada facendo».</p>
<div id="attachment_31691" style="width: 317px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/08/amare-la-liberta-di-un-figlio-una-posizione-vertiginosa/img_20260222_124801-1/" rel="attachment wp-att-31691"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31691" class="wp-image-31691" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_20260222_124801-1-1024x576.jpg" alt="Daniela, Claudia e Adriano alla giornata di convivenza di Firenze, 22 febbraio 2026" width="307" height="173" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_20260222_124801-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_20260222_124801-1-300x169.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_20260222_124801-1-768x432.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_20260222_124801-1-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px" /></a><p id="caption-attachment-31691" class="wp-caption-text"><em>Da sinistra, Daniela, Claudia e Adriano alla giornata di convivenza </em></p></div>
<p class="yiv1254081086ydped6502d4MsoNormal">Claudia ha raccontato la difficoltà del rapporto con il proprio figlio, spesso contrassegnato da rabbia e da silenzi. <strong>Ma amare i nostri figli non ha bisogno che le cose cambino o sia aggiustino &#8211; perché magari non succederà mai rispetto al nostro immaginario</strong>. «Oggi di fronte al pensiero “Mio figlio non capisce quel che facciamo per lui, mio figlio non sente il bene che gli voglio”, pur dentro la sofferenza di un legame tormentato e spesso negato, l’espressione: “Mio figlio…” in realtà si è trasformata in me in “Figlio mio!”, cioè, “Figlio mio, non stringo più tra le mie mani la pretesa di essere quella che capisce dove sta il tuo bene” ,  “Figlio mio, qualunque sia la tua percezione di me, ti voglio bene e se tu non puoi perdonare la mia diversità, io posso invece abbracciare la tua, con libertà, perché così mi sento abbracciata io nel mio niente”.  “Figlio mio, il tuo bene, pur continuando a fare per te il possibile, lo affido ogni giorno all&#8217;amore senza limiti di Dio”. Vedo così che non c&#8217;è bisogno che le cose vadano a posto per guardare mio figlio come si guarda un figlio grande, anzi, un grande figlio totalmente altro da me, ma ho bisogno che qualcuno quello sguardo me lo continui a insegnare, per non smettere di imparare e di farne memoria».</p>
<p class="yiv1254081086ydped6502d4MsoNormal">E quello sguardo – ha aggiunto Claudia – non ci viene regalato solo per i nostri figli, ma per tutti quelli che incontriamo.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/08/amare-la-liberta-di-un-figlio-una-posizione-vertiginosa/">Amare la libertà di un figlio, una posizione vertiginosa</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il &#8220;noi&#8221; che si dilata oltre le pareti domestiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 14:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[unità coniugale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di due coppie è stata al centro della giornata di convivenza di Famiglie per l’Accoglienza Toscana, a partire dalla ripresa del Filo rosso, traccia di lavoro proposta ogni anno dall'associazione</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/12/17/il-noi-che-si-dilata-oltre-le-pareti-domestiche/">Il “noi” che si dilata oltre le pareti domestiche</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La testimonianza di due coppie, Marta e Lorenzo e Paola e Matteo, è stata al centro della giornata di convivenza di Famiglie per l’Accoglienza Toscana domenica 14 dicembre, a partire dalla ripresa del Filo rosso (<em>la traccia di lavoro proposta ogni anno dall&#8217;associazione</em>), che, in particolare nel secondo punto, sottolinea: “L’amore di cui siamo fatti oggetto trova lo spazio per manifestarsi nell’unità tra gli sposi, svelandone il compito (…)  Questa unità tra gli sposi che si dilata oltre le pareti domestiche e diventa comunione con chi condivide la stessa strada, generando una compagnia di uomini vivi, che si sostengono, incontrano, rischiano, costruiscono nella semplicità della vita quotidiana”.</strong></p>
<p>Marta ha detto: “Ci accorgiamo giorno dopo giorno che l&#8217;altro non è un dono esclusivo per me, ma si ridona, si implica nella vita. È questa per me l&#8217;unità coniugale: ho trovato il tesoro della mia vita e non lo tengo per me, l&#8217;altro si ridona al mondo. Non è il semplice andare d&#8217;accordo o fare insieme scelte importanti: l&#8217;unità coniugale è questo <em>noi</em> che si dilata oltre le pareti”.</p>
<p>“All&#8217;inizio del matrimonio – hanno ricordato Marta e Lorenzo &#8211; eravamo certi di questa unità, ma facevamo fatica perché i figli non arrivavano e sentivamo su di noi il peso di non essere definiti famiglia agli occhi del mondo. L&#8217;incontro con Famiglie per l&#8217;Accoglienza ci ha ridestato, innanzitutto perché si parlava di famiglia già a partire dalla coppia, e perché ha fatto nascere in noi il desiderio di accoglienza, non perché dovevamo allargare la famiglia ma per dilatare il nostro io oltre le pareti. Sentivamo storie faticose ma anche desiderabili per noi, tanto che ci siamo mossi. Ci siamo infatti aperti all&#8217;accoglienza e all&#8217;affido, certi di questa sovrabbondanza di bene ricevuto e che sperimentiamo ogni giorno nella nostra vita matrimoniale. Frequentando l&#8217;associazione, abbiamo visto famiglie liete farsi compagnia nelle difficoltà di tutti i giorni”.</p>
<div id="attachment_31439" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/12/17/il-noi-che-si-dilata-oltre-le-pareti-domestiche/img_20251214_124907/" rel="attachment wp-att-31439"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31439" class="wp-image-31439" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20251214_124907-1024x710.jpg" alt="" width="340" height="236" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20251214_124907-1024x710.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20251214_124907-300x208.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20251214_124907-768x532.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20251214_124907-1536x1065.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px" /></a><p id="caption-attachment-31439" class="wp-caption-text"><em>Da sinistra, Marta e Lorenzo Usai, Adriano Di Sisto (referente regionale dell&#8217;associazione), Matteo e Paola Bianchini</em></p></div>
<p>Per Paola e Matteo l’accoglienza da sempre praticata in casa è diventata definitiva con la nascita di Domitilla, la loro quinta figlia con la sindrome di Down. “Da quel momento è cominciato anche un modo diverso di guardarci e di guardare le nostre figlie”. Lungo questo percorso in certi momenti la fatica fra marito e moglie si è fatta forte: “Ci siamo fatti aiutare – dice Paola – ed è stato importantissimo l’incontro con Famiglie per l’Accoglienza, in particolare con gli Amici di Giovanni”.</p>
<p>Per Matteo l’unità, riscoperta tra coniugi, viene dallo sguardo di un Altro che ti fa crescere. “Pensiamo spesso che l’unità consista nell’andare d’accordo sulle cose, ma se diamo credito alla possibilità di uno sguardo diverso che incontriamo in luoghi come Famiglie per l’Accoglienza, le cose cambiano”.</p>
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		<title>Perché l&#8217;accoglienza è un cammino di speranza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/03/31/perche-laccoglienza-e-un-cammino-di-speranza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 10:56:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Silvia e Gimmy alla giornata di convivenza della Toscana</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perché l’accoglienza è un cammino di speranza? Silvia e Gimmy lo hanno raccontato ripercorrendo la loro storia familiare, in occasione della giornata di convivenza di Famiglie per l’Accoglienza Toscana domenica 23 marzo.</strong></p>
<p>All’inizio per Silvia e Gimmy – sposati da 40 anni, con quattro figli e sette nipoti – l’incontro con alcune famiglie accoglienti a Verona ha fatto nascere il desiderio di imparare la loro apertura di cuore. «Crescendo i nostri figli – raccontano – è cresciuto il nostro desiderio di metterci in gioco e alla fine abbiamo cominciato con l’ospitalità di una mamma straniera per sei mesi». L’impatto con il resto della famiglia, non è semplice, ma ogni giorno l’accoglienza riparte dalla domanda che questa donna pone a loro continuamente: «Mi volete bene?».</p>
<p>Un passo importante arriva nel 2006 a seguito della richiesta della ASL di una famiglia per una casa di accoglienza già esistente. «Abbiamo detto sì, per primo al Signore, e affidandoci alla nostra compagnia: è possibile accogliere se noi stessi siamo accolti per primi».</p>
<p>Ma come si fa ad accogliere ragazzi con storie difficili, “rotte”, con tante problematiche? «Ci siamo resi conto che il Signore chiede di entrare nella nostra casa attraverso questi figli. Ci viene permesso di accompagnare questi ragazzi e ci viene chiesto di guardare a loro, non tanto a quello che fanno. Così come siamo chiamati a voler bene alla loro storia precedente e a quella futura. E questo può avvenire se la nostra vita poggia su un “pieno”: la speranza si trasmette se per primi la viviamo noi! Solo così possiamo sfidare la libertà dei nostri figli».</p>
<p>Tutto questo passa attraverso il quotidiano, alle “solite cose”, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Così succede che, nel tempo, anche se non sembra possibile o quando sembra un fallimento, si vedano i frutti dell’accoglienza. Gimmy cita l’esempio di una ragazza, uscita dalla casa famiglia quasi sbattendo la porta e dopo qualche anno, invitata a raccontare la sua storia, ha testimoniato il bene ricevuto.</p>
<p>L’accoglienza è un cammino in cui non si può essere da soli: «Avere una rete intorno è davvero un dono, per noi stessi e per i nostri figli che possono trovare altri adulti a cui appoggiarsi».</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/03/31/perche-laccoglienza-e-un-cammino-di-speranza/">Perché l’accoglienza è un cammino di speranza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Vivere fino in fondo la realtà della vita</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/20/vivere-fino-in-fondo-la-realta-della-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 11:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza famigliare]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di una famiglia chiamata a “ricevere per poi restituire”. La testimonianza di Carolina e Angelo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come è possibile vivere le circostanze della vita fino in fondo? Carolina e Angelo </strong>(nella foto con Luciano Cristoferi, a sinistra)<strong> hanno raccontato la loro storia di famiglia accogliente in occasione della giornata di convivenza della Toscana il 24 novembre 2024.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La storia della nostra famiglia si caratterizza in un ricevere per subito dopo restituire: è stata punteggiata da figli che arrivavano e che poi ripartivano: S., un bambino di una casa famiglia che abbiamo seguito per alcuni anni; N., un bambino con noi per l’adozione e invece dopo tre mesi i servizi sociali ci hanno detto che c’era stato un errore e quindi è andato con dei parenti. Dopo sei anni di matrimonio abbiamo avuto un figlio, Niccolò, nato con una malattia degenerativa, con una aspettativa di vita di 18 anni. Io e mio marito eravamo pronti per “accompagnare” questo figlio in quella che agli occhi del mondo sembrava una circostanza sfortunata. Un santo sacerdote ci disse che la nostra posizione era sbagliata, perché non si trattava di sopportare una sfortuna, ma di vivere pienamente dentro quella circostanza, in qualsiasi modo si presentasse. Nostro figlio, – ci disse &#8211; con la sua malattia aveva le stesse possibilità di felicità di tutti gli altri uomini, anche nella sua condizione di disabilità, perché tutti siamo disabili, essendo che nessuno può darsi la felicità da solo! Da qui è iniziata un’avventura piena di fatica e sacrificio, ma anche di una grande ricchezza.</p>
<p>Abbiamo sperimentato che quel desiderio di bene si compie, accade, non nella forma che avremmo desiderato, ma in una forma molto, molto più bella! Niccolò poi all’improvviso ci ha lasciato quando aveva 21 anni, e non a causa della sua malattia ma per un banale incidente all’uscita dall’università.</p>
<p><strong>Noi ci siamo accorti che non potevamo tornare a fare la vita di un tempo. La nostra famiglia aveva una risorsa, anzi, era una risorsa, che non poteva essere sprecata. Abbiamo deciso di fare domanda di affido.</strong></p>
<p>Quindi è arrivato J., un ragazzo di 14 anni. Con lui è iniziato un rapporto molto complesso, tutto il   contrario delle esperienze precedenti: aveva già la famiglia e non voleva altri riferimenti affettivi. L’anno scorso, scaduti i due anni di affido, ha chiesto di entrare in una struttura. Il mese scorso, suona il campanello di casa: era lui. Era già venuto altre volte, ma sempre per chiedere qualcosa. Questa volta era venuto solo per salutarci. Ci siamo lasciati con un abbraccio. La nostra fermezza e franchezza nella vita familiare, motivo principale del suo andare via, gli hanno fatto scoprire che può contare su di noi.</p>
<p>E così la storia non è finita: M., un’amica di Niccolò, trovandosi in difficoltà, è venuta a stare da noi per quattro mesi; nostra nipote spesso e volentieri si appoggia da noi quando ha bisogno per lavoro; da qualche settimana è arrivata T., che frequenta il liceo a Firenze.</p>
<p><strong>La libertà della nostra famiglia è l’adesione alla provocazione della realtà, è vivere la circostanza fino in fondo.</strong> Gli amici di Famiglie per l’Accoglienza sono la provocazione, noi aderiamo per quello che ci è possibile, visto che tra l’altro non siamo più giovanissimi. L’adesione alle circostanze comporta il rischio di vivere una cosa che non si conosce, ma qui scatta la speranza, fondata sulla certezza di quello che abbiamo sperimentato nella nostra storia, sulla bellezza di quello che vivono i nostri amici e sulla testimonianza reciproca di noi tutti qui presenti».</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/20/vivere-fino-in-fondo-la-realta-della-vita/">Vivere fino in fondo la realtà della vita</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il racconto di un&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 10:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio inizio anno]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di una famiglia di Firenze e dell'ospitalità ad una studentessa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Aprendo il nostro cuore ci siamo resi conto che da soli non possiamo fare nulla, è stato un ricominciare partendo da quell’incontro che avevamo fatto tanti anni fa, siamo ripartiti da quello sguardo che ci aveva accolti”.  Ausilia e Giuseppe hanno portato la loro testimonianza di accoglienza al <strong>pellegrinaggio di inizio anno dell’associazione in Toscana</strong>, che si è svolto al Santuario di Santa Maria delle Vertighe (Arezzo) domenica 13 ottobre.</p>
<p>Rispondendo ad una richiesta di ospitalità, Ausilia e Giuseppe accolgono in casa una studentessa afghana rifugiata in Italia, in attesa di assegnazione di un alloggio universitario. L’incontro con R. è anche incontro con una storia e una tradizione molto diverse, con la sua difficoltà davanti ad alcune situazioni. Un giorno Ausilia la trova in lacrime, la abbraccia e cerca di capire i suoi problemi. Da lì nasce un rapporto di fiducia: “<strong>Grazie all&#8217;unità della nostra famiglia, dove ognuno di noi era per lei un riferimento prezioso, grazie agli amici diventava tutto più bello, più vero non ci sentivamo soli</strong> – racconta Ausilia -. In questo gesto di accoglienza abbiamo affidato tutto ad un Altro, abbiamo capito che tutto è per un compimento ed un arricchimento, un’apertura del nostro cuore a quel qualcosa di bello che ci stava accadendo. Come dice don Giussani, la realtà è un segno che ci spinge su nuovi traguardi e solo se uno è disponibile e positivo capisce il segno”.</p>
<p>R., concluso il periodo di ospitalità a casa di Ausilia e Giuseppe, si trasferisce e scrive così: “Grazie per tutto quello che avete fatto per me. Mi dispiace se ho mostrato qualche reazione o fatto qualcosa che ha reso qualcuno infelice. Ero solo molto spaventata. Ora sto meglio. Ricordo la prima volta che venivo a casa vostra piangevo perché non sapevo cosa aspettarmi e erano molte le cose che mi spaventavano. Ma <strong>dopo aver trascorso tre mesi con voi mi sento al sicuro</strong>. Oggi sono andata in un’altra famiglia senza sentirmi spaventata o preoccupata perché so di essere al sicuro con Voi. Grazie ai vostri amici che hanno contribuito al mio tempo qui”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/">Il racconto di un’accoglienza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>In fuga dall&#8217;Ucraina senza genitori, accolta da una rete di famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Ramero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 11:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina. Firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>D. è una bimba affetta da disabilità motoria, arrivata in Italia, vicino a Firenze, senza genitori e in fuga dalla guerra in Ucraina</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/11/28/in-fuga-dallucraina-senza-genitori-accolta-da-una-rete-di-famiglie/">In fuga dall’Ucraina senza genitori, accolta da una rete di famiglie</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>D. è una bimba affetta da disabilità motoria, arrivata in Italia, vicino a Firenze, senza genitori e in fuga dalla guerra in Ucraina.</strong></p>
<p>Una storia di accoglienza da parte di un centro della Caritas locale, ma anche di una rete di famiglie commosse dalla sua storia, che si sono unite per permetterle di continuare la riabilitazione. Una storia di speranza dentro la fatica, una speranza che rinasce anche attraverso il suo sorriso ritrovato.</p>
<p><a href="https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/24_novembre_21/in-fuga-dall-ucraina-senza-genitori-il-sorriso-ritrovato-grazie-alla-scuola-5db783aa-5d7c-42cc-b24a-dec48714axlk.shtml?refresh_ce">Leggi tutto</a> sul sito del Corriere.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/11/28/in-fuga-dallucraina-senza-genitori-accolta-da-una-rete-di-famiglie/">In fuga dall’Ucraina senza genitori, accolta da una rete di famiglie</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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