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	<title>Brasile | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>Brasile | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Piccoli segni di bene in un mare di bisogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 14:52:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Giancarlo Petrini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli amici brasiliani dell'associazione hanno promosso un incontro online per presentare Famiglie per l'Accoglienza e il cammino che condividono</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/03/10/piccoli-segni-di-bene-in-un-mare-di-bisogno/">Piccoli segni di bene in un mare di bisogno</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 16 febbraio si è svolto online un incontro di presentazione dell’Associazione agli amici brasiliani. Marco Mazzi, che ha partecipato, racconta com’è andata.</strong></p>
<p>«Per molto tempo l’amicizia e la fedeltà dentro la stessa avventura dell’accoglienza ha superato la distanza e ha mantenuto dei legami preziosi e operosi. In Brasile ci sono famiglie che vivono l’adozione e che si aiutano in questo da diversi anni. Con tenacia seguono i collegamenti periodici e i momenti principali in Italia. Ora è maturato il desiderio di raccontare questa esperienza di gratuità al movimento di Comunione e Liberazione nel cui alveo la nostra storia è nata».</p>
<p>Alle oltre cento persone collegate Luca Sommacal ha delineato i tratti essenziali di Famiglie per l’Accoglienza. «Prima che un’associazione è un’amicizia. Una rete di famiglie amiche che si accompagnano nell’esperienza dell’accoglienza famigliare e che promuovono la cultura dell’accoglienza come un bene per la persona e per la società. Nasce da una commozione, dal muoversi insieme di persone destate dal medesimo desiderio di aprire la propria casa, il luogo più intimo, il proprio cuore, a chi è bisognoso, per farlo entrare nella propria vita definitivamente. Gesti di accoglienza anche semplici, attraverso i quali abbracciamo i bisogni e le ferite di chi incontriamo».</p>
<p>«Il vescovo Giancarlo Petrini, grande amico della nostra storia, ha ricordato che siamo chiamati a partecipare al Mistero e alla resurrezione di Cristo e che ha visto in noi il prevalere di una grandezza umana che il Signore saprà valorizzare – continua Marco Mazzi -. Un piccolo gruppo di famiglie in una nazione sconfinata, piccoli segni di bene in un mare di bisogno. Che commozione testimoniarli, raccontarli come una strada possibile, un cammino pieno di sacrifici e di sorprese, di legami e di fedeltà, di gratuità e obbedienza al Mistero presente nell’altro che abbiamo accolto! Raccontava una persona che l’accoglienza segna la vita e i rapporti, dai più lontani a quelli più intimi, e che la sua esperienza è nata incrociando il sorriso di una bambina abbandonata. Storie piene di dolore, fino alla tentazione di non farcela, piene di mendicanza e preghiera, di obbedienza quotidiana alla circostanza».</p>
<p>Nel corso dell’incontro alcune testimonianze, fra cui quella di una mamma che, dopo due adozioni, si accorge che il Signore continua a prendere l’iniziativa. «Prima era un&#8217;adolescente rimasta incinta che non voleva il bambino. Veniva a casa nostra nei fine settimana e facevamo il corredo insieme, viveva con i miei figli e ha deciso di avere il bambino. La seconda, anche lei adolescente, era maltrattata in casa e voleva vivere per strada, aveva uno sguardo triste, come se avesse già vissuto una vita intera. Anche lei è rimasta incinta e ha avuto il bambino. A volte veniva a stare con noi. Poi abbiamo preso un ragazzo che sarebbe stato adottato da una coppia italiana. È stato difficile perché i miei figli erano già grandi e hanno finito per essere un po&#8217; segnati dalla situazione. Poi ci siamo fermati, ma il destino ci ha richiamati. La madre di mio marito si è ammalata, ha avuto un tumore».</p>
<p>La proposta, al termine dell’incontro di presentazione, è stata continuare un cammino seguendo i contenuti del libro “Il miracolo dell’ospitalità”, perché i gesti siano pieni di consapevolezza e sostenuti da una compagnia che sfida le distanze.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/03/10/piccoli-segni-di-bene-in-un-mare-di-bisogno/">Piccoli segni di bene in un mare di bisogno</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Il tuo cuore è uguale al mio&#8221;: incontro con Rosetta Brambilla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marche]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 21:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosetta Brambilla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tu hai fatto tutto questo male, ma non sei questo, il tuo cuore è come il mio! Racconto dell'incontro di sabato 16 dicembre a Senigallia (AN).</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/12/21/tu-hai-fatto-tutto-questo-male-ma-non-sei-questo-il-tuo-cuore-e-come-il-mio-incontro-con-rosetta-brambilla/">“Il tuo cuore è uguale al mio”: incontro con Rosetta Brambilla</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Tu hai fatto tutto questo male, ma non sei questo, il tuo cuore è come il mio !</strong>” C<strong>osì Rosetta raccontava a Senigallia, sabato 16 dicembre, all’incontro con Famiglie per l’Accoglienza delle Marche.</strong></p>
<p>Al termine dell’incontro, con una forte commozione, le persone presenti al Seminario di Senigallia hanno ringraziato Rosetta Brambilla dell’esperienza che ha condiviso con loro sul tema “La povertà nell’accoglienza, da cosa nasce?”. Una commozione generata dal racconto della sua vita in cui è stata aiutata dall’inizio ad abbracciare il dolore, che fin dalla tenera età ha toccato la sua vita. <img decoding="async" class="alignleft  wp-image-13809" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/12/rosetta-Marche.jpg" alt="" width="231" height="83" />Lo stesso dolore che racconta di abbracciare nelle favelas che è “un pozzo di dolore e di umanità”, umanità da abbracciare come presenza di Dio, che si è fatto uomo per essere abbracciato nel bisogno che ognuno di noi incontra quotidianamente.</p>
<p><strong>Rosetta</strong>, nel raccontare la sua esperienza, il suo incontro con don Giussani, nel ripercorrere la sua storia fino alla sua partenza per il Brasile, nel marzo del 1967, 50 anni fa, ha testimoniato come tutto sia nato dallo sguardo vissuto su di sè, sguardo che oggi lei vive su tutti quelli che incontra e sulla realtà tutta. La sua è un’esperienza di povertà come domanda di aver un cuore spalancato a Cristo, a cui implorare “Vieni”, nella quotidianità della vita. Il suo è un cuore spalancato ai bambini e alle mamme che incontra. Nelle opere educative e di accoglienza da lei nate, i bambini accolti sono voluti bene, come sono volute bene le mamme, che per poter poi volere bene ai propri figli devono “provare un amore su di sè che non hanno mai potuto provare”.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/12/Foto36.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="wp-image-13797 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/12/Foto36-300x200.jpg" alt="" width="131" height="88" /> </a>Tutto questo è sostenuto dall’aver sperimentato la gratitudine di Cristo nella sua vita, che le consente di vivere nella favela con lo sguardo ricevuto da don Giussani, che poi ha capito essere lo sguardo di Cristo, sguardo che l’ha accompagnata nella propria vocazione e nella propria vita di tutti i giorni, con i suoi bambini e le sue mamme di Belo Horizonte.</p>
<p>Proprio questo sguardo ha interrogato Marcelo, il capo della favela e della “boca” dove vendono la droga, durante una festa, quando Rosetta passandogli accanto lo guardava. Alla fine della festa mentre stavano sistemando la stanza, Marcelo è rimasto e ha chiesto a Rosetta “Perché mi guardavi? (…) Lo sai che la settimana scorsa ho rubato qui il ricavato della lotteria, ho ucciso tizio, caio e sempronio, ho sparato a mia moglie sui piedi?”.  Rosetta gli ha detto: “Tu hai fatto tutto questo ma non sei questo, io ti ho guardato non per quello che tu hai fatto ma per quello che tu sei, guarda Marcelo il tuo cuore è uguale al mio cuore, desidera Dio e sei immagine di Dio”. Marcelo ha risposto: “Mi aiuti a cambiare? Posso venirti a trovare?”. “Vieni!”. E dopo sette giorni Marcelo è stato ucciso, racconta Rosetta.</p>
<p>La gratitudine per l’incontro con Rosetta ha subito permesso un dialogo sull’esperienza che alcune famiglie stanno vivendo e ha fatto tornare a casa tutti, anche le tante famiglie nuove, con la certezza della possibilità per tutti di vivere pienamente la propria esperienza in famiglia e con chi accogliamo nelle nostre case. Grazie Rosetta.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/12/21/tu-hai-fatto-tutto-questo-male-ma-non-sei-questo-il-tuo-cuore-e-come-il-mio-incontro-con-rosetta-brambilla/">“Il tuo cuore è uguale al mio”: incontro con Rosetta Brambilla</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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