<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ospitalità | Famiglie per l'Accoglienza</title>
	<atom:link href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/tag/ospitalita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it</link>
	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Mar 2025 15:20:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2013/08/logoFPA-100x100.png</url>
	<title>ospitalità | Famiglie per l'Accoglienza</title>
	<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vivere fino in fondo la realtà della vita</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/20/vivere-fino-in-fondo-la-realta-della-vita/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/20/vivere-fino-in-fondo-la-realta-della-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 11:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza famigliare]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.famiglieperaccoglienza.it/?p=30244</guid>

					<description><![CDATA[<p>La storia di una famiglia chiamata a “ricevere per poi restituire”. La testimonianza di Carolina e Angelo</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/20/vivere-fino-in-fondo-la-realta-della-vita/">Vivere fino in fondo la realtà della vita</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come è possibile vivere le circostanze della vita fino in fondo? Carolina e Angelo </strong>(nella foto con Luciano Cristoferi, a sinistra)<strong> hanno raccontato la loro storia di famiglia accogliente in occasione della giornata di convivenza della Toscana il 24 novembre 2024.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La storia della nostra famiglia si caratterizza in un ricevere per subito dopo restituire: è stata punteggiata da figli che arrivavano e che poi ripartivano: S., un bambino di una casa famiglia che abbiamo seguito per alcuni anni; N., un bambino con noi per l’adozione e invece dopo tre mesi i servizi sociali ci hanno detto che c’era stato un errore e quindi è andato con dei parenti. Dopo sei anni di matrimonio abbiamo avuto un figlio, Niccolò, nato con una malattia degenerativa, con una aspettativa di vita di 18 anni. Io e mio marito eravamo pronti per “accompagnare” questo figlio in quella che agli occhi del mondo sembrava una circostanza sfortunata. Un santo sacerdote ci disse che la nostra posizione era sbagliata, perché non si trattava di sopportare una sfortuna, ma di vivere pienamente dentro quella circostanza, in qualsiasi modo si presentasse. Nostro figlio, – ci disse &#8211; con la sua malattia aveva le stesse possibilità di felicità di tutti gli altri uomini, anche nella sua condizione di disabilità, perché tutti siamo disabili, essendo che nessuno può darsi la felicità da solo! Da qui è iniziata un’avventura piena di fatica e sacrificio, ma anche di una grande ricchezza.</p>
<p>Abbiamo sperimentato che quel desiderio di bene si compie, accade, non nella forma che avremmo desiderato, ma in una forma molto, molto più bella! Niccolò poi all’improvviso ci ha lasciato quando aveva 21 anni, e non a causa della sua malattia ma per un banale incidente all’uscita dall’università.</p>
<p><strong>Noi ci siamo accorti che non potevamo tornare a fare la vita di un tempo. La nostra famiglia aveva una risorsa, anzi, era una risorsa, che non poteva essere sprecata. Abbiamo deciso di fare domanda di affido.</strong></p>
<p>Quindi è arrivato J., un ragazzo di 14 anni. Con lui è iniziato un rapporto molto complesso, tutto il   contrario delle esperienze precedenti: aveva già la famiglia e non voleva altri riferimenti affettivi. L’anno scorso, scaduti i due anni di affido, ha chiesto di entrare in una struttura. Il mese scorso, suona il campanello di casa: era lui. Era già venuto altre volte, ma sempre per chiedere qualcosa. Questa volta era venuto solo per salutarci. Ci siamo lasciati con un abbraccio. La nostra fermezza e franchezza nella vita familiare, motivo principale del suo andare via, gli hanno fatto scoprire che può contare su di noi.</p>
<p>E così la storia non è finita: M., un’amica di Niccolò, trovandosi in difficoltà, è venuta a stare da noi per quattro mesi; nostra nipote spesso e volentieri si appoggia da noi quando ha bisogno per lavoro; da qualche settimana è arrivata T., che frequenta il liceo a Firenze.</p>
<p><strong>La libertà della nostra famiglia è l’adesione alla provocazione della realtà, è vivere la circostanza fino in fondo.</strong> Gli amici di Famiglie per l’Accoglienza sono la provocazione, noi aderiamo per quello che ci è possibile, visto che tra l’altro non siamo più giovanissimi. L’adesione alle circostanze comporta il rischio di vivere una cosa che non si conosce, ma qui scatta la speranza, fondata sulla certezza di quello che abbiamo sperimentato nella nostra storia, sulla bellezza di quello che vivono i nostri amici e sulla testimonianza reciproca di noi tutti qui presenti».</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/20/vivere-fino-in-fondo-la-realta-della-vita/">Vivere fino in fondo la realtà della vita</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/20/vivere-fino-in-fondo-la-realta-della-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il racconto di un&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 10:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio inizio anno]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.famiglieperaccoglienza.it/?p=30115</guid>

					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di una famiglia di Firenze e dell'ospitalità ad una studentessa</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/">Il racconto di un’accoglienza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Aprendo il nostro cuore ci siamo resi conto che da soli non possiamo fare nulla, è stato un ricominciare partendo da quell’incontro che avevamo fatto tanti anni fa, siamo ripartiti da quello sguardo che ci aveva accolti”.  Ausilia e Giuseppe hanno portato la loro testimonianza di accoglienza al <strong>pellegrinaggio di inizio anno dell’associazione in Toscana</strong>, che si è svolto al Santuario di Santa Maria delle Vertighe (Arezzo) domenica 13 ottobre.</p>
<p>Rispondendo ad una richiesta di ospitalità, Ausilia e Giuseppe accolgono in casa una studentessa afghana rifugiata in Italia, in attesa di assegnazione di un alloggio universitario. L’incontro con R. è anche incontro con una storia e una tradizione molto diverse, con la sua difficoltà davanti ad alcune situazioni. Un giorno Ausilia la trova in lacrime, la abbraccia e cerca di capire i suoi problemi. Da lì nasce un rapporto di fiducia: “<strong>Grazie all&#8217;unità della nostra famiglia, dove ognuno di noi era per lei un riferimento prezioso, grazie agli amici diventava tutto più bello, più vero non ci sentivamo soli</strong> – racconta Ausilia -. In questo gesto di accoglienza abbiamo affidato tutto ad un Altro, abbiamo capito che tutto è per un compimento ed un arricchimento, un’apertura del nostro cuore a quel qualcosa di bello che ci stava accadendo. Come dice don Giussani, la realtà è un segno che ci spinge su nuovi traguardi e solo se uno è disponibile e positivo capisce il segno”.</p>
<p>R., concluso il periodo di ospitalità a casa di Ausilia e Giuseppe, si trasferisce e scrive così: “Grazie per tutto quello che avete fatto per me. Mi dispiace se ho mostrato qualche reazione o fatto qualcosa che ha reso qualcuno infelice. Ero solo molto spaventata. Ora sto meglio. Ricordo la prima volta che venivo a casa vostra piangevo perché non sapevo cosa aspettarmi e erano molte le cose che mi spaventavano. Ma <strong>dopo aver trascorso tre mesi con voi mi sento al sicuro</strong>. Oggi sono andata in un’altra famiglia senza sentirmi spaventata o preoccupata perché so di essere al sicuro con Voi. Grazie ai vostri amici che hanno contribuito al mio tempo qui”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/">Il racconto di un’accoglienza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Una curiosità che derivava da una sovrabbondanza di bene nella nostra vita&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/09/24/testimonianza-di-nicoletta-e-mirco-alla-giornata-di-inizio-anno-delle-comunita-di-comunione-e-liberazione-di-rimini-forli-cesena-e-san-marino/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/09/24/testimonianza-di-nicoletta-e-mirco-alla-giornata-di-inizio-anno-delle-comunita-di-comunione-e-liberazione-di-rimini-forli-cesena-e-san-marino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[emiliaromagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 19:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.famiglieperaccoglienza.it/?p=29797</guid>

					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Nicoletta e Mirco alla Giornata di inizio anno delle comunità di Comunione e Liberazione di Rimini, Forlì, Cesena e San Marino Nicoletta Siamo sposati da 25 anni e per grazia di Dio abbiamo quattro figli e cinque “angeli” in cielo  (gravidanze non...</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/09/24/testimonianza-di-nicoletta-e-mirco-alla-giornata-di-inizio-anno-delle-comunita-di-comunione-e-liberazione-di-rimini-forli-cesena-e-san-marino/">“Una curiosità che derivava da una sovrabbondanza di bene nella nostra vita”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La testimonianza di Nicoletta e Mirco alla Giornata di inizio anno delle comunità di Comunione e Liberazione di Rimini, Forlì, Cesena e San Marino</strong></p>
<p><strong>Nicoletta</strong></p>
<p>Siamo sposati da 25 anni e per grazia di Dio abbiamo quattro figli e cinque “angeli” in cielo  (gravidanze non portate a termine).</p>
<p>La nostra vocazione nella storia dell’accoglienza è iniziata con il matrimonio, ma la consapevolezza è arrivata solamente dopo. Abbiamo sempre desiderato una famiglia numerosa, ma le cinque gravidanze non portate a termine, dopo l’arrivo di Caterina e Giacomo, hanno messo in evidenza il fatto che il compiersi di questo desiderio non era più reale &#8211; o quantomeno non era reale nella forma che avevamo in mente. Era nata in quel periodo così intriso di dolore (soprattutto per me  dal punto di vista psicologico e fisico) una grande domanda di significato, un grande grido a Dio: cosa ci stai chiedendo? Dietro questa circostanza che promessa di bene c’è?</p>
<p>Posi questa domanda ad una cara amica, Annamaria Chiarabini, che aveva speso parte della sua vita in missione in Africa, consegnandole il grande desiderio di poterci dare e spendere nella vita. Mi rispose citando un brano de <em>L’annuncio a Maria </em>di Paul Claudel: “Santità non è farsi lapidare in terra di Pagania o baciare in bocca un lebbroso ma fare la volontà di Dio con prontezza, si tratti di restare al nostro posto o di salire più in alto”. Questo dialogo ha reso ancor più evidente la domanda: a che cosa siamo chiamati? E ha chiarito che la risposta non era nelle nostre mani.</p>
<p>Un pomeriggio al mare un’amica ci parla della richiesta di accoglienza di una bimba con disabilità, di getto nasce la curiosità di andare a vedere di cosa si trattava, e con grande stupore Mirco mi segue in questo impeto. La cosa chiara sin da subito è che non si trattava di un ripiego, ma di una curiosità che derivava da una sovrabbondanza di bene nella nostra vita, dettata innanzitutto dalla vocazione matrimoniale e dalla certezza della promessa di bene insita in essa, resa concreta dall’amicizia e dalla compagnia della Chiesa e del movimento di Comunione e Liberazione.<br />
Iniziamo a frequentare una casa di accoglienza per minori e ogni volta torniamo a casa più arricchiti. Qui, come cita un canto a noi molto caro, abbiamo iniziato ad intuire che “non mi interessa più dove, come, quando, perché sto iniziando a capire che la domanda che vale la pena farsi è: Chi? La mia più grande vittoria attraverso la mia sconfitta”. Quell’accoglienza non si concretizza, ma subito dopo ci propongono quella di un bimbo di cinque anni, G. Nel paragone con gli amici &#8211; primo ed importante luogo di compagnia &#8211; e in un lungo e bel lavoro tra di noi decidiamo di intraprendere il percorso dell’affido. In questa circostanza veniamo a conoscenza di Famiglie per l’Accoglienza, associazione e luogo di aiuto concreto nella quale è cresciuta la consapevolezza della nostra vocazione e che nel tempo ci ha chiesto un passo di responsabilità.</p>
<p>G. inizia a venire a casa nostra nei fine settimana per l’inserimento. Lo andavamo a prendere in casa di accoglienza il venerdì e lo riportavamo la domenica. Quando arrivavamo a prenderlo gli chiedevo cosa avesse fatto durante la settimana e lui mi rispondeva “Ti ho aspettato”. Che contraccolpo! Dietro al nostro grido e al nostro dolore c’era un volto preciso, che ci stava aspettando.  G. viene ad abitare definitivamente da noi circa 14 anni fa. Non si è trattato di una decisione facile, se fosse stato solo un nostro progetto avremmo desistito. Qui entra in gioco la quotidianità, ma anche l’evidenza che quello che vivevamo nel rapporto con lui era desiderabile in tutti i rapporti della vita. Innanzitutto, con lui era chiaro e lampante che i figli non sono nostri. L’incontro che G. aveva con i suoi genitori biologici, una volta mese, ci metteva di fronte al fatto che noi eravamo chiamati a custodirlo e ad amarlo liberi da ogni risultato. Con lui c&#8217;era in ballo il fattore &#8220;tempo”, l’affido è un percorso che solitamente ha un tempo determinato e questo ci aiutava a gustare quello che ci era dato, seppur nel timore di perderlo. Lui era dato. Nel qui ed ora. Non è forse questo uno sguardo desiderabile in tutti i rapporti?</p>
<p>Un altro aspetto che questa esperienza ci ha costretto ad affrontare è il lavoro di familiarità con un volto inizialmente estraneo. Come dice don Giussani nel &#8220;Miracolo dell’ospitalità&#8221;, la familiarità è il metodo che Dio ha scelto per incarnarsi e venire in mezzo a noi. L’accoglienza, nella forma di cui abbiamo parlato sino ad ora,  riaccade tante volte, anche quando siamo chiamati, ad esempio, ad accogliere o perdonare persone ostili (penso a certe dinamiche lavorative o familiari). Si consolida la consapevolezza che rispondere al bisogno altrui è una grande convenienza per noi, nonostante tutta la nostra inadeguatezza.</p>
<p>Tutto questo ci ha portato all’accoglienza della nostra figlia più piccola (affido che si è trasformato nel giro di breve in adozione), a cambiare casa per cercare un luogo più grande e accogliente insieme ad una famiglia di amici e ad aprire la porta di casa più  volte per accogliere varie forme di bisogno (dalle mamme africane venute in Italia con i loro bimbi per poterli operare al cuore, a studenti universitari che necessitavano di una casa a Rimini per tirocini o studio  ecc.).</p>
<p><strong>Mirco</strong></p>
<p>Nel tempo, nello stare di fronte alla realtà, la diversità stava diventando un problema, un luogo di scontro “sterile”, però avevamo l’intuizione che potesse essere invece una breccia attraverso la quale fare entrare un&#8217;altra misura. La nostra libertà si gioca, e in effetti si è giocata, in questo spazio, nel quale avremmo potuto intavolare discussioni infinite oppure nel quale, riconoscendo per noi un destino buono, un nesso profondo con chi ci ha voluto, ci affidiamo, facendo della nostra vita la risposta ad una chiamata, magari molto diversa da quella che avevamo sino a quel momento immaginato. Questa dinamica si è ripetuta spesso nel nostro matrimonio. Per esempio, quando ci è stata proposta la strada dell’affido, io e Nicoletta non siamo arrivati a quella proposta nella stessa maniera, con lo stesso atteggiamento. Siamo molto diversi. Lei molto celere e certa, io più timoroso e riflessivo. In quella occasione, come in tante altre, il passo lo ha dettato lei. Avrei potuto sicuramente mettere davanti tutta la mia paura e insicurezza, anche con ragioni valide. Quel fatto è diventato invece occasione di obbedienza a una chiamata. Mi sono fidato. Abbracciare questa posizione è stato per me espressione di una piena libertà in una misura che si sta rivelando il passo per il nostro compimento.</p>
<p><strong>Nicoletta</strong></p>
<p>Ho sempre avuto la presunzione di essere un passo avanti, di dover sempre stimolare Mirco a rispondere ai bisogni che ci si presentavano, Quanto è bello invece vedere che lui nella sua capacità di stare e amare gratis chiunque, per me è solo da guardare. Spesso ultimamente nel rapporto con gli amici, mi sono trovata a dire “ma io devo guardare come sta mio marito di fronte ad un figlio a un bisogno”. Così descritto sembra semplice, affascinante e bello ma è passato attraverso tante cadute, crisi e discussioni.  Ad esempio, nelle circostanze relative alle mie interruzioni di gravidanza, spesso, mi sono trovata da lui incompresa nel mio dolore, a volte per me sottovalutato. Proprio in questi giorni un’amica mi ha chiesto di fare una testimonianza alla cerimonia che si tiene il giorno della festa dei Santi in commemorazione dei bimbi mai nati. Sembra quasi che il buon Dio ci chieda misteriosamente, a 18 anni di distanza, di riguardare in faccia tutto questo come dentro ad un disegno sempre buono. Senza ombra di dubbio la sequela alla Chiesa, al movimento e alla nostra compagnia è stato luogo fondante perché ciò potesse accadere.</p>
<p><strong>Piccola chiesa domestica.</strong> La nostra casa, le tante persone che passano e che, per grazia di Dio, riusciamo ad ospitare chiedono una coralità e un aiuto sicuramente importanti. Per i nostri figli è indubbiamente anche una fatica. Abbiamo bene in mente cosa voglia dire per loro ogni volta fare spazio, fare entrare qualcuno. Finché si tratta di una cena o di un fine settimana le cose forse sono più semplici, ma nella convivenza stretta della quotidianità emergono tante dinamiche. Emerge l’uomo. In tutto. Questo chiede che accada una familiarità, appunto, che nel tempo “accorcia sempre più le distanze”, diventa sempre più immediata, educata. Non facile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E&#8217; bello dipendere</strong>. L’ultima accoglienza che siamo stati chiamati a fare è di un ragazzo adulto di 27 anni. E’ un medico che ci ha chiesto ospitalità per qualche mese per un periodo lavorativo nella nostra città. Noi abbiamo sempre accolto persone anagraficamente più piccole e, inizialmente, ci siamo chiesti se cercasse una stanza o un luogo inteso come famiglia, come trama di rapporti generativi. Credo non sia semplice per un adulto il rimbalzo in famiglia dopo tanti anni. La perdita dell’indipendenza già sperimentata è una dimensione con la quale si è trovato a fare i conti e io personalmente non sapevo bene come pormi. In casa nostra  faccio la mamma, per cui alcune attenzioni a partire dal lavare i panni o preparare la cena mi vengono abbastanza spontanee. Un giorno mi guarda e mi dice: “Non mi tratti da giovane lavoratore. Io ho 27 anni!”. Oddio, mi sono detta e adesso come si tratta un giovane lavoratore? Succede che lui partecipa al campo del Disegno di Cesena dove per una settimana si vive a contatto e ci si occupa di ragazzi con disabilità, spesso anche gravi. Quando è tornato ci ha detto: “Guardando quei ragazzi cosi lieti e grati nel lasciarsi fare, ho scoperto che dipendere non è poi cosi male, anzi che tutti dipendiamo e da Chi realmente dipendiamo. L’altro giorno uno scambio di messaggi: “Perdona l’ennesima invadenza da mamma, ma se vuoi mi sono permessa di prepararti il pranzo da portare al lavoro”. Lui risponde: “Ora che ho rivisto quanto è bello lasciarsi fare, grazie mille, perché il problema nella vita non è diventare autonomi, ma compiersi e in questo momento per quel che sta succedendo con voi, e a Rimini in generale, ho visto che la mia realizzazione passa dallo stare in casa vostra”.</p>
<p>Poter guardare l’altro con questo struggimento che possa essere investito dallo stesso avvenimento che riempie e dà senso alla nostra vita è un&#8217;esperienza di cui ci accorgiamo essere spettatori ogni giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Accogliere &#8220;Dio è qui&#8221;.</strong> Nell’esperienza dell’accoglienza delle mamme africane e dei loro bimbi che si trasferiscono in Italia per effettuare delicati interventi di cardiochirurgia all’interno del progetto “Operazione cuore “ di Rimini, ci siamo trovati a vivere un fatto drammatico che tanto ha richiesto delle ragioni del nostro accogliere. Kunashe, il bimbo di un anno con sindrome di Down che è stato con noi e con la sua mamma per quasi dodici mesi, dopo il rientro in Africa ha avuto una polmonite ed è salito al cielo. Lui e la sua mamma erano diventati per noi “casa”, in una familiarità e in un mischiarsi di culture e usanze davvero belle. Inaspettate. Accadute. La notizia della sua salita al cielo ha provocato uno squarcio e un grido di dolore che non poteva trovare risposta. Il dolore innocente (perché ne ha passate tante tra interventi, ricoveri, ecc.) è una questione di fronte alla quale non è facile stare. Che struggimento! Ora quello che spero è che la sua mamma possa essere investita dello stesso avvenimento che ha invaso la mia vita. Diceva Mounier “Niente assomiglia di più a Cristo dell’innocente che soffre&#8221;.</p>
<p>Kunashe nella loro lingua significa “Dio è qui” e mio figlio al momento della sua morte ha detto: “Mamma abbiamo realmente accolto Dio è qui”.  Dalla sera in cui abbiamo recitato il rosario ci siamo resi conto che niente è nelle nostre mani e che c’è un destino che sovrasta ogni nostro immaginabile disegno di bene. Un amica mi dice: “Il piccolo ha terminato il suo compito sulla terra e ora è con Gesù. Conosci un posto migliore? Forse l’Africa per un bimbo down era il posto migliore? Non lo so, ciò che so è che il suo destino è compiuto e tu non sai cosa porterà e come si declinerà questo passaggio e questo incontro per te, Mirco e la tua famiglia&#8221;.</p>
<p>Qualche giorno dopo sono arrivate sei ragazze volontarie per il lavoro del preMeeting. E’ stata l’accoglienza successiva a quella di Kunashe. Quando le ho viste mi sono commossa. Ho detto: “Ecco Dio è di nuovo qui”, ha solo cambiato volto. Così come per la prima volta.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/09/24/testimonianza-di-nicoletta-e-mirco-alla-giornata-di-inizio-anno-delle-comunita-di-comunione-e-liberazione-di-rimini-forli-cesena-e-san-marino/">“Una curiosità che derivava da una sovrabbondanza di bene nella nostra vita”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/09/24/testimonianza-di-nicoletta-e-mirco-alla-giornata-di-inizio-anno-delle-comunita-di-comunione-e-liberazione-di-rimini-forli-cesena-e-san-marino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;L&#8217;ospitalità che stiamo facendo non la facciamo noi soli&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/05/20/lospitalita-che-stiamo-facendo-non-la-facciamo-noi-soli/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/05/20/lospitalita-che-stiamo-facendo-non-la-facciamo-noi-soli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 12:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sede nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[#HelpUkraine Point]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza ucraini]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.famiglieperaccoglienza.it/?p=26085</guid>

					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Vittoria Musso di Lentate sul Seveso (MB), che con Michelangelo e la loro famiglia stanno accogliendo una famiglia di profughi ucraini</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/05/20/lospitalita-che-stiamo-facendo-non-la-facciamo-noi-soli/">“L’ospitalità che stiamo facendo non la facciamo noi soli”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La testimonianza di Vittoria Musso di Lentate sul Seveso (MB), che con Michelangelo e la loro famiglia stanno accogliendo una famiglia di profughi ucraini</strong></p>
<p><iframe title="Di Buon Mattino - puntata del 17 maggio 2022" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/7ATTcd3Yx68?start=4267&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/05/20/lospitalita-che-stiamo-facendo-non-la-facciamo-noi-soli/">“L’ospitalità che stiamo facendo non la facciamo noi soli”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2022/05/20/lospitalita-che-stiamo-facendo-non-la-facciamo-noi-soli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;I segni della gratuità nella nostra vita&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/08/i-segni-della-gratuita-nella-nostra-vita/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/08/i-segni-della-gratuita-nella-nostra-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 18:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://fpa.wifi.pe/?p=17726</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla giornata di convivenza della Toscana tre famiglie hanno raccontato la loro esperienza di accoglienza.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/08/i-segni-della-gratuita-nella-nostra-vita/">“I segni della gratuità nella nostra vita”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” Alla giornata di convivenza della Toscana, domenica 31 marzo, tre famiglie hanno raccontato in che modo questo ha preso forma nella loro esperienza.</strong></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="alignleft wp-image-17736" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1-241x300.jpg" alt="" width="155" height="193" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1-241x300.jpg 241w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1.jpg 507w" sizes="(max-width: 155px) 100vw, 155px" /> </a><strong>Adriano e Mariella</strong> da quattro anni hanno dato vita ad un gruppo di mutuo aiuto sull’affido a Cortona, su richiesta dei servizi sociali. La proposta di creare un gruppo analogo ad Arezzo è arrivata qualche mese fa per il tramite di una coppia di amici, genitori affidatari, a cui i servizi si erano rivolti, colpiti dalla loro testimonianza lieta. Di qui l’incontro: “Psicologa e assistente sociale sono venute a casa nostra a conoscerci – hanno spiegato Adriano e Mariella – Abbiamo raccontato la nostra esperienza: ci hanno detto che avrebbero seguito noi”. Il primo incontro con le famiglie affidatarie di Arezzo, avviene nei locali dello Spazio Famiglia del Comune. Assistente sociale e psicologa, insieme al marito di quest’ultima, hanno preparato il pranzo per le 14 famiglie presenti, hanno servito e riordinato. “E’ nato un rapporto molto bello – ha continuato Adriano – ci sentiamo guardati con una stima che va oltre quello che siamo noi da soli, so che vedendo la nostra esperienza familiare non si può non vedere l’intera storia che l’ha generata, cioè Famiglie per l’Accoglienza”. Tra gennaio e febbraio la famiglia di Adriano e Mariella è stata occupata tutte le domeniche con incontri e gruppi: “Il nostro sì a questo impegno è anche il sì dei nostri figli – ha sottolineato Mariella – che hanno scelto di seguirci e si sono anche resi disponibili a dare un’occhiata ai più piccoli nel corso degli incontri!”.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/stefania_riccardo.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="wp-image-17737 alignright" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/stefania_riccardo-300x227.jpg" alt="" width="208" height="158" /> </a>Per <strong>Riccardo e Stefania</strong>, il sì più recente – dopo tante storie di ospitalità e sostegno &#8211; è quello ad un progetto di affiancamento tra famiglie proposto dai servizi sociali di Firenze, in collaborazione con il Forum: “Abbiamo conosciuto Sheela con il figlio, che ha seri problemi di salute: ci siamo accorti che non si trattava di aiutare qualcuno in difficoltà! Sheela non cercava assistenza, voleva proprio una compagnia &#8211; raccontano Riccardo e Stefania – Abbiamo camminato insieme, dandole una mano in cose pratiche, semplicemente, ed è nata una forte amicizia”. L’invito al pranzo di Natale per Sheela e suo figlio è stata ricambiato con una memorabile cena indiana.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17731" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Luciano_Pietro_Maddalena-e1554793907959.jpg" alt="" width="261" height="151" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Luciano_Pietro_Maddalena-e1554793907959.jpg 900w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Luciano_Pietro_Maddalena-e1554793907959-600x348.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px" /></strong><strong>Maddalena e Pietro</strong> hanno incontrato Famiglie per l’Accoglienza in un momento difficile del loro percorso verso l’adozione. Il dialogo con varie famiglie dell’Associazione li ha aiutati a rafforzare l’intuizione iniziale &#8211; non si accoglie a causa di una mancanza ma per una sovrabbondanza &#8211; ma anche a capire che la strada non è subito chiara: occorre avere la pazienza di seguire le “briciole di pane” che vengono lasciate sul nostro cammino. Il primo sì è a un affido temporaneo di una bambina. Mentre questo si stava concludendo, la proposta di prendere in affido due fratellini: “Ho fatto l’esperienza di essere abbracciato&#8221;.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/08/i-segni-della-gratuita-nella-nostra-vita/">“I segni della gratuità nella nostra vita”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/08/i-segni-della-gratuita-nella-nostra-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Festa di Natale di Famiglie per l’Accoglienza Milano</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/11/29/festa-di-natale-di-famiglie-per-laccoglienza-milano-2/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/11/29/festa-di-natale-di-famiglie-per-laccoglienza-milano-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 11:38:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[casa famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[case famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie profughe]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie ucraine]]></category>
		<category><![CDATA[festa di natale]]></category>
		<category><![CDATA[no profit]]></category>
		<category><![CDATA[non profit]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://fpa.wifi.pe/?p=13638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato 16 dicembre, presso l’Abbazia di Mirasole - Strada Mirasole, Opera (MI) - dalle ore 18.00</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/11/29/festa-di-natale-di-famiglie-per-laccoglienza-milano-2/">Festa di Natale di Famiglie per l’Accoglienza Milano</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Festa di Natale</strong><br />
<strong>Famiglie per l’Accoglienza Milano</strong></p>
<p>Sabato 16 dicembre 2017<br />
Presso l’Abbazia di Mirasole<br />
Strada Mirasole, Opera (MI)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-13639" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/11/natale.jpg" alt="" width="146" height="97" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/11/natale.jpg 626w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/11/natale-600x399.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/11/natale-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 146px) 100vw, 146px" /><strong>Programma</strong><br />
Ore 18.00 : ritrovo<br />
Ore 18.45 : canti e letture di Natale<br />
Ore 19.30 : cena insieme (ciascuna famiglia porta delle pietanze da condividere &#8211; il luogo è dotato di forno a microonde per scaldare le vivande)<br />
Ore 21.00 : canti, panettone e spumante e saluti finali</p>
<p><strong><a href="https://docs.google.com/forms/d/1l7-00HgP0gd2S6hBts2WsvNyF7XnfjFTifnOfH-LF9w/viewform?edit_requested=true" target="_blank">Per iscriverti – clicca qui</a></strong></p>
<p>Contributo liberale suggerito per le spese organizzative dell&#8217;evento: 10 euro per famiglia.</p>
<p>Nel corso della serata raccoglieremo piccoli pacchi regalo destinati ai bambini e ragazzi dai 5 ai 16 anni delle famiglie ucraine profughe di guerra. Per ciascun dono, si prega di indicare età di riferimento e sesso sulla confezione regalo.</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Famiglie per l’Accoglienza<br />
Tel. 02 70006152<br />
<a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2016/12/01/festa-di-natale-di-famiglie-per-laccoglienza-milano/segreteria.milano@famiglieperaccoglienza.it">segreteria.milano@famiglieperaccoglienza.it</a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/11/29/festa-di-natale-di-famiglie-per-laccoglienza-milano-2/">Festa di Natale di Famiglie per l’Accoglienza Milano</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/11/29/festa-di-natale-di-famiglie-per-laccoglienza-milano-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il miracolo dell’ospitalità, l&#8217;incontro del Centro Culturale di Milano</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/06/14/il-miracolo-dellospitalita-lincontro-del-centro-culturale-di-milano/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/06/14/il-miracolo-dellospitalita-lincontro-del-centro-culturale-di-milano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 09:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[TopHome]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[affido famigliare]]></category>
		<category><![CDATA[Alda Vanoni]]></category>
		<category><![CDATA[centro culturale milano]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Burgio]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Giussani]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Terragni]]></category>
		<category><![CDATA[Miracolo dell'ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[Pigi Colognesi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://fpa.wifi.pe/?p=11907</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qui il video dell'incontro sul libro che nasce dal dialogo tra don Giussani e Famiglie per l'Accoglienza</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/06/14/il-miracolo-dellospitalita-lincontro-del-centro-culturale-di-milano/">Il miracolo dell’ospitalità, l’incontro del Centro Culturale di Milano</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo scorso 5 giugno il Centro Culturale di Milano ha organizzato un incontro sul libro <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/cultura-dellaccoglienza/il-miracolo-dellospitalita/">Il miracolo dell’ospitalità</a> che raccoglie interventi e dialoghi tra don Giussani e membri dell’Associazione “Famiglie per l’Accoglienza”. Qui il video dell&#8217;incontro.<br />
</strong></p>
<p>Sono intervenuti: <strong>Alda Vanoni</strong>, Magistrato emerito, Presidente di AVSI, che ha partecipato alla nascita di Famiglie per l&#8217;Accoglienza ed a molti anni di vita dell&#8217;Associazione, <strong>Claudio Burgio</strong>, Cappellano dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano e Presidente dell’Associazione Kayros che si occupa di accoglienza di ragazzi usciti dal carcere, <strong>Marina Terragni</strong>, Giornalista, scrittrice e blogger. Ha coordinato l&#8217;incontro il giornalista <strong>Pigi Colognesi</strong> e <strong>Luca Sommacal</strong>, responsabile di Famiglie per l&#8217;Accoglienza Milano, ha portato un saluto iniziale.</p>
<p>&#8220;L&#8217;incontro con Giussani&#8221;, ha detto <strong>Alda Vanoni</strong>, &#8220;ci ha portato innanzitutto a riflettere su di noi; non sui bambini che avevamo in casa, sulle persone ospitate. Ci ha portato cioè a capire cosa questa esperienza significasse per noi come persone. La valenza educativa di questa esperienza&#8221;.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Il miracolo dell&#039;ospitalità" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/YC82SpWKNYw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/06/14/il-miracolo-dellospitalita-lincontro-del-centro-culturale-di-milano/">Il miracolo dell’ospitalità, l’incontro del Centro Culturale di Milano</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/06/14/il-miracolo-dellospitalita-lincontro-del-centro-culturale-di-milano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Incontro famiglie adozione, affido e ospitalità. Torino</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/02/28/torino-incontro-mensile-adozione-affido-e-ospitalita/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/02/28/torino-incontro-mensile-adozione-affido-e-ospitalita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[piemonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 08:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://fpa.wifi.pe/?p=10652</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato 4 marzo dalle ore 17.30 alla cena il prossimo incontro delle famiglie adottive e affidatarie.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/02/28/torino-incontro-mensile-adozione-affido-e-ospitalita/">Incontro famiglie adozione, affido e ospitalità. Torino</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 4 marzo ore 17.30 in via Brunetta 11/h a Torino il prossimo incontro dei gruppi di approfondimento “Adozione” ed “Affido e Ospitalità&#8221;.</strong></p>
<p>I temi su cui le famiglie si confronteranno durante questo nuovo appuntamento sono:</p>
<ul>
<li>&#8220;Tu sei per me, figlio&#8221;, gruppo adozione</li>
<li>&#8220;Non posso toglierti la fatica, figlio, ma posso camminare con te&#8221;, gruppo affido e ospitalità.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/01/20160814_143457-sito.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10300 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/01/20160814_143457-sito.jpg" alt="" width="111" height="62" /> </a>L&#8217;incontro è aperto a tutti. Sarà fornito un servizio di baby sitter: è necessario comunicare via <strong><a href="asfamaccpi@alice.it">email</a> </strong>conferme ed esigenze, precisando il numero e l&#8217;età dei bambini.</p>
<p>Al termine sarà possibile cenare insieme in condivisione.</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Associazione Famiglie per l’Accoglienza<br />
Sede: Via Brunetta 11/H &#8211; Torino<br />
e-mail: <a href="mailto:asfamaccpi@alice.it" target="_blank">asfamaccpi@alice.it</a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/02/28/torino-incontro-mensile-adozione-affido-e-ospitalita/">Incontro famiglie adozione, affido e ospitalità. Torino</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/02/28/torino-incontro-mensile-adozione-affido-e-ospitalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ospitalità. La mamma racconta: &#8220;Accogliere è un cammino per me&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2016/05/12/ospitalita-terry-accogliere-e-un-cammino-per-me/</link>
					<comments>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2016/05/12/ospitalita-terry-accogliere-e-un-cammino-per-me/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[lombardiabg]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2016 13:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[TopHome]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie per accoglienza Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://fpa.wifi.pe/?p=7968</guid>

					<description><![CDATA[<p>Terry di Bergamo condivide una riflessione sull'esperienza dell'ospitalità vissuta insieme alla sua famiglia</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2016/05/12/ospitalita-terry-accogliere-e-un-cammino-per-me/">Ospitalità. La mamma racconta: “Accogliere è un cammino per me”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Accogliere altri nella propria famiglia. L&#8217;esperienza di Terry</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando penso all&#8217;esperienza di accoglienza che abbiamo fatto, mi torna alla memoria il giorno in cui io e mio marito, abbiamo deciso di ingrandire la nostra casa per rendere più vero e reale il nostro desiderio di accogliere chiunque avesse chiesto ospitalità nella nostra famiglia. E pensavamo a cose semplici, a cominciare dalle cene con gli amici ai compagni di scuola dei nostri figli. Abbiamo semplicemente aumentato la superficie della nostra casa, ma il risultato è stato un inizio di apertura del nostro cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Se penso al mio modo di essere in cui tutto deve essere programmato e il mio primo desiderio è quello di incontrare persone che mi corrispondano, l&#8217;esperienza di accoglienza che abbiamo fatto per 6 mesi mi ha davvero cambiata. Innanzitutto quando ci è stato chiesto di accogliere Irene, mio marito e i miei figli hanno ceduto di schianto! Io ero contenta, ma avevo paura, tormentata da domande su come potesse essere, se mi avrebbe cambiato la vita, se sarei stata in grado di offrirle qualcosa di vero. Pregando, e affidando a Maria il mio sentire diviso tra desiderio e paura Irene è arrivata a casa nostra, e da quel momento il tempo trascorso ad osservarla, accoglierla, accompagnarla e volerle bene è stato molto ed intenso per me.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa accoglienza, mi ha fatto innanzitutto imparare ad accogliere me per ciò che sono, compresa la paura di non essere all&#8217;altezza del compito che mi è affidato di mamma, moglie e professionista: solo dall&#8217;abbraccio a tutto il mio essere, anche attraverso lo sguardo certo di mio marito su di me, è potuta iniziare l&#8217;accoglienza di Irene. Ed è realmente accaduto quello che tante volte sento e ripeto a parole: guardando Irene, scoprendo i limiti e le cose belle in lei custodite, ho scoperto che tutta me stessa era già allo stesso modo voluta ed accolta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è che le fatiche, le difficoltà, le incomprensioni o i fastidi di una routine modificata fossero sparite di colpo, ma di fatto tutto veniva accolto. Ed è stato come un essere accompagnata in un percorso in cui il punto di partenza non erano più le mie paure: ho cominciato a guardare ed accogliere la mia fatica di esteriorizzare il bene e l&#8217;amore che provo verso le persone che mi stanno accanto per poi accogliere Irene, anche quando magari la restituzione era stentata, distratta o magari in alcuni casi inesistente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2015/11/legge_affetti.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-5811" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2015/11/legge_affetti.jpg" alt="legge su affido" width="167" height="65" /> </a>Solo stando davanti ad una diversità, una cosa che non è &#8220;il mio programma&#8221;, ho imparato semplicemente a voler bene a Irene per scoprire di saper voler bene a me, ed oggi posso solo dire grazie perché davvero ho amato, amo la vita e chi cammina al mio fianco mio marito e i miei figli.</p>
<p style="text-align: justify;">13 maggio 2016</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2016/05/12/ospitalita-terry-accogliere-e-un-cammino-per-me/">Ospitalità. La mamma racconta: “Accogliere è un cammino per me”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2016/05/12/ospitalita-terry-accogliere-e-un-cammino-per-me/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
