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	<title>toscana | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>toscana | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Il racconto di un&#8217;accoglienza</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 10:31:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di una famiglia di Firenze e dell'ospitalità ad una studentessa</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/12/10/il-racconto-di-unaccoglienza/">Il racconto di un’accoglienza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Aprendo il nostro cuore ci siamo resi conto che da soli non possiamo fare nulla, è stato un ricominciare partendo da quell’incontro che avevamo fatto tanti anni fa, siamo ripartiti da quello sguardo che ci aveva accolti”.  Ausilia e Giuseppe hanno portato la loro testimonianza di accoglienza al <strong>pellegrinaggio di inizio anno dell’associazione in Toscana</strong>, che si è svolto al Santuario di Santa Maria delle Vertighe (Arezzo) domenica 13 ottobre.</p>
<p>Rispondendo ad una richiesta di ospitalità, Ausilia e Giuseppe accolgono in casa una studentessa afghana rifugiata in Italia, in attesa di assegnazione di un alloggio universitario. L’incontro con R. è anche incontro con una storia e una tradizione molto diverse, con la sua difficoltà davanti ad alcune situazioni. Un giorno Ausilia la trova in lacrime, la abbraccia e cerca di capire i suoi problemi. Da lì nasce un rapporto di fiducia: “<strong>Grazie all&#8217;unità della nostra famiglia, dove ognuno di noi era per lei un riferimento prezioso, grazie agli amici diventava tutto più bello, più vero non ci sentivamo soli</strong> – racconta Ausilia -. In questo gesto di accoglienza abbiamo affidato tutto ad un Altro, abbiamo capito che tutto è per un compimento ed un arricchimento, un’apertura del nostro cuore a quel qualcosa di bello che ci stava accadendo. Come dice don Giussani, la realtà è un segno che ci spinge su nuovi traguardi e solo se uno è disponibile e positivo capisce il segno”.</p>
<p>R., concluso il periodo di ospitalità a casa di Ausilia e Giuseppe, si trasferisce e scrive così: “Grazie per tutto quello che avete fatto per me. Mi dispiace se ho mostrato qualche reazione o fatto qualcosa che ha reso qualcuno infelice. Ero solo molto spaventata. Ora sto meglio. Ricordo la prima volta che venivo a casa vostra piangevo perché non sapevo cosa aspettarmi e erano molte le cose che mi spaventavano. Ma <strong>dopo aver trascorso tre mesi con voi mi sento al sicuro</strong>. Oggi sono andata in un’altra famiglia senza sentirmi spaventata o preoccupata perché so di essere al sicuro con Voi. Grazie ai vostri amici che hanno contribuito al mio tempo qui”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Abbiamo rivissuto l’incontro con l’accoglienza”</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/10/28/abbiamo-rivissuto-lincontro-con-laccoglienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 14:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’anno sociale in Toscana è cominciato con il pellegrinaggio al Santuario di Maria Theotokos di Loppiano. E' stata anche l'occasione per un dialogo sull'esperienza della Mostra, ospitata a Firenze qualche settimana prima.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/10/28/abbiamo-rivissuto-lincontro-con-laccoglienza/">“Abbiamo rivissuto l’incontro con l’accoglienza”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’anno sociale in Toscana è cominciato con il pellegrinaggio, sabato 7 ottobre, al Santuario di Maria Theotokos di Loppiano. </strong></p>
<p><strong>Dopo la recita del Rosario e la Messa, c&#8217;è stata anche l&#8217;occasione per un dialogo sull&#8217;esperienza della Mostra, ospitata a Firenze qualche settimana prima.</strong></p>
<p>Un momento  forte, questo,  di incontro e di scoperta, come testimoniano alcuni amici.</p>
<p>“Delle alcune ore trascorse con voi sabato pomeriggio – ha scritto Antonio &#8211; trattengo soprattutto una</p>
<div id="attachment_28287" style="width: 340px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-26.jpg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28287" class=" wp-image-28287" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-26-1024x683.jpg" alt="Mostra a Firenze - foto" width="330" height="220" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-26-1024x683.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-26-300x200.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-26-768x513.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-26.jpg 1500w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /> </a><p id="caption-attachment-28287" class="wp-caption-text">La mostra &#8220;Non come ma quello. La sopresa della gratuità&#8221; a Firenze. L&#8217;allestimento del chiostro di San Salvi</p></div>
<p>cosa: il bellissimo chiostro scelto per l’allestimento, che ha moltiplicato il senso dell’esposizione rendendola un’occasione di incontro festoso in cui ho potuto sperimentare personalmente e tangibilmente la bellezza dell’accoglienza che traspariva dai pannelli, dai quadri e dai video in mostra. I bambini che correvano e giocavano, le famiglie che si salutavano e chiacchieravano, il tavolo che offriva a tutti bevande e stuzzichini erano parte integrante dell’iniziativa. Esperienze così non si dimenticano”.</p>
<p>La mostra è stato un momento significativo anche per chi ci ha lavorato,</p>
<p>“Sono grato della proposta di portare la mostra a Firenze perchè ho vissuto dei giorni pieni sotto tanti punti vista – dice Lorenzo – Per prima cosa è stato fondamentale rileggere i suoi contenuti e soffermarmi nuovamente sulle opere d&#8217;arte, che ho guardato con occhi totalmente diversi da quelli dello scorso anno, soprattutto perché mi sono reso conto del cammino fatto in questo periodo che ci ha permesso di ri-accoglierci noi stessi, di ri-accogliere i volti degli amici dell&#8217;associazione e di poter abbracciare nuovamente il nostro cammino di vocazione familiare”.</p>
<div id="attachment_28286" style="width: 386px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-50-e1697651080173.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28286" class=" wp-image-28286" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-50-1024x683.jpg" alt="Mostra a Firenze - Foto" width="376" height="251" /> </a><p id="caption-attachment-28286" class="wp-caption-text">La pittrice Lara Leonardi introduce all&#8217;opera realizzata per la Mostra &#8220;Non come ma quello. La sopresa della gratuità&#8221;</p></div>
<p>“Facendo la guida – aggiunge Lorenzo &#8211; ho potuto ripercorrere tutti i passi del mio incontro con Famiglie per l’Accoglienza, dalla prima giornata di convivenza del 2016 all&#8217;ospitalità di C., l&#8217;accoglienza di V., l&#8217;affido di G. e rivivere l&#8217;abbraccio che ho sperimentato”.</p>
<p>Martina racconta: “Sabato è stato un giorno bellissimo. Il luogo, la mostra, gli amici che la raccontavano, la tanta gente che è venuta a visitarla e che accoglievamo, gli amici con cui ci siamo fatti compagnia, tutto ha contribuito a far riaccadere in me l&#8217;incontro con Gesù che mi si manifestava attraverso dei volti. Mi sono come risvegliata perché ho fatto esperienza della sua compagnia e il cuore ha sussultato riscoprendo il suo vero bisogno”.</p>
<div id="attachment_28285" style="width: 662px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-80.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28285" class=" wp-image-28285" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-80-1024x683.jpg" alt="Mostra a Firenze - Foto" width="652" height="435" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-80-1024x683.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-80-300x200.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-80-768x513.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/10/Non-come-ma-quello-80.jpg 1500w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /> </a><p id="caption-attachment-28285" class="wp-caption-text">Un momento dell&#8217;inaugurazione della Mostra a Firenze</p></div>
<p>La mostra “Non come ma quello. La sorpresa della gratuità” è stata a Firenze dal 22 al 24 settembre. Tante le persone in visita, tra cui alcune autorità come il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, l’assessora del Comune di Firenze Sara Funaro, rappresentanti del territorio come Francesca Ricci segretaria regionale CISL, Serena Perini presidente del Quartiere 3 di Firenze, Michele Pierguidi presidente del Quartiere 2, esponenti del mondo del volontariato, come il presidente del Cesvot Luigi Paccosi, Umberto Viliani presidente del  Forum delle famiglie  della Toscana, il direttore della Caritas di Firenze Riccardo Bonechi e la presidente e fondatrice del Progetto Villa Lorenzi Zaira Conti.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/10/28/abbiamo-rivissuto-lincontro-con-laccoglienza/">“Abbiamo rivissuto l’incontro con l’accoglienza”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Ci vediamo stasera al muretto&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/04/26/ci-vediamo-stasera-al-muretto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 15:24:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un appuntamento quotidiano in videochat per accompagnarsi in questo momento particolare. Lo hanno proposto gli amici di Firenze, fin dai primi giorni della clausura. Il racconto di Daniele.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>In tempi di distanziamento obbligato un videocollegamento è l&#8217;unico modo per incontrarsi, sia pure virtualmente. Per gli amici di Firenze, come racconta Daniele, l&#8217;appuntamento quotidiano in chat è stato l&#8217;occasione per riscoprire il gusto della compagnia.</strong></p>
<p>Lo abbiamo chiamato “Il muretto di FpA”. È l&#8217;id che identifica una delle tante videochat che in questo periodo di quarantena popolano i nostri dispositivi. Il desiderio di farsi compagnia ha preso questo nome. Si chiama così perché abbiamo riscoperto che dentro un&#8217;amicizia c&#8217;è bisogno di uno spazio dove poter rivedere quelle facce. Proprio come il muretto a lato di una chiesa, dove a quella certa ora del pomeriggio sai che troverai sempre qualcuno, arrivato lì per il vespro o semplicemente per vedere un gruppetto di amici a cui raccontare le gioie e le fatiche della giornata.<br />
Tutto è partito dal desiderio di vedersi, almeno online, con gli amici di Famiglie per l&#8217;Accoglienza in questo periodo dove l&#8217;isolamento ha reso tutto più faticoso. Ma da lì è successo che ogni giorno il semplice rivedersi è divenuto un farsi compagnia. Per me e per mia moglie Matilde questo appuntamento quotidiano è diventato un punto di sostegno, un richiamo a vivere questo tempo sospeso strappandoci da quello che potrebbe essere un banale vivacchiare.<br />
Io e mia moglie viviamo questa quarantena da soli e non avendo figli probabilmente ci sono risparmiate anche tante fatiche. Ma ciò di cui spesso ci rendiamo conto è che le nostre giornate sono comunque piene. È una pienezza che non deriva dalla quantità di cose che facciamo, ma è data da alcuni piccoli gesti a cui cerchiamo di rimanere il più possibile fedeli. E “Il muretto di FpA” è proprio uno di questi!<br />
Durante questi piccoli incontri ci raccontiamo gli spunti che durante la giornata ci hanno fatto compagnia: una frase letta, un messaggio arrivato da un amico, ma condividiamo anche le fatiche che si possono incontrare, ad esempio, nel rapporto con i figli.</p>
<p>Il nostro amico Luciano spesso ci invita (già di prima mattina…) a paragonarci con una frase, un articolo trovato sul web, una testimonianza o una breve lettura di cui poi spesso ci troviamo a parlarne durante il collegamento di fine giornata. Finiamo sempre salutandoci con una preghiera che tenga dentro tutti: gli ammalati, i nostri bambini, il lavoro e chi ogni giorno per colpa di questo virus ci ha rimesso la vita.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/04/Foto-preghiera.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-20618" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/04/Foto-preghiera-300x268.jpg" alt="Foto " width="266" height="238" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/04/Foto-preghiera-300x268.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/04/Foto-preghiera-600x536.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/04/Foto-preghiera.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px" /> </a>Per la giornata di Pasqua durante il collegamento c&#8217;è stata anche una bella sorpresa! È stato creato un video realizzato attraverso un montaggio dove i bambini delle nostre famiglie &#8211; e anche i bambini di Casa di Chiara (<em>la casa di accoglienza  in cui lavora Elisabetta e che nasce dalla stessa origine di Famiglie per l&#8217;Accoglienza</em>) &#8211; hanno recitato il Padre Nostro augurando a tutti la buona Pasqua.<br />
E così per me e mia moglie questo piccolo appuntamento quotidiano è diventato il paradigma di una frase di don Burgio indicata fra i numerosi spunti del giorno: «Ho detto ai miei ragazzi che hanno sete di verità che forse “non tutto andrà bene” in questa nostra esperienza comunitaria, ma certamente tutto concorrerà al Bene se sapremo dare voce alle nostre domande più profonde e al nostro rapporto con Dio. Solo così il nostro kairós diventerà un tempo favorevole».</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Daniele</strong></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/04/26/ci-vediamo-stasera-al-muretto/">“Ci vediamo stasera al muretto”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>“Essere padri e madri vuol dire testimoniare la speranza”.</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/06/27/essere-padri-e-madri-vuol-dire-testimoniare-la-speranza/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jun 2019 16:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Rolando Zanon alla giornata conclusiva dell’anno sociale in Toscana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv3186527897ydpcc27062aMsoNormal"><b>L’esperienza della paternità e maternità vissuta da chi, anche per lavoro, deve occuparsi di bambini e adolescenti. La testimonianza di Rolando Zanon alla giornata conclusiva dell’anno sociale in Toscana.</b></p>
<p class="yiv3186527897ydpcc27062aMsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-18345" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/06/fine_anno2019-e1561704953918.jpg" alt="" width="1000" height="360" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/06/fine_anno2019-e1561704953918.jpg 1000w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/06/fine_anno2019-e1561704953918-600x216.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />La storia di Rolando è quella di una vocazione &#8216;incontrata&#8217; sul campo. Dopo il diploma, in attesa di partire per il servizio militare, fa il volontario per un periodo in una comunità con ragazzi disabili. Una neuropsichiatra nota che è bravo con i ragazzi e gli propone di lavorare come educatore a Varese. Inizia da qui un percorso professionale e di vita nel campo del sociale che, complice la ragazza con cui mette su famiglia, lo porta dalla Lombardia alla Toscana. Ora Rolando è responsabile di una comunità educativa per minori in provincia di Arezzo.</p>
<p class="yiv3186527897ydpcc27062aMsoNormal">E’ sua la testimonianza alla giornata di fine anno di Famiglie per Accoglienza Toscana, sabato 15 giugno, sempre seguendo il filo rosso che ha accompagnato gli incontri di tutto l’anno, “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”: &#8220;Il mio lavoro sarebbe quello di assicurare le cure di base come alloggio, cibo, scuola ai ragazzi, ma non è mai così: entrano utenti ed escono sempre figli – ha detto Rolando – in ogni caso entrano a far parte della tua storia&#8221;.</p>
<p class="yiv3186527897ydpcc27062aMsoNormal">Una storia la sua segnata anche da eventi drammatici e dal complicato rapporto con le famiglie di origine: &#8220;Il rapporto quotidiano con i ragazzi è sempre qualcosa che deborda da quello che dovrebbe essere il lavoro e si crea una rapporto di figliolanza. Mi sono domandato che cosa significhi questo per me. Una frase di don Luigi Giussani mi ha aiutato: &#8216;Il compito della vita è la paternità e la maternità, arrivare, cioè, alla maturità dell’amore&#8217;. Ho capito che noi educatori nella comunità viviamo questa paternità e maternità, ovviamente non perché ‘giochiamo’ a fare il babbo e la mamma&#8221;.</p>
<p class="yiv3186527897ydpcc27062aMsoNormal">In cosa si è padri o madri nei confronti dei ragazzi della comunità, così come dei propri figli? &#8220;Nella testimonianza di una speranza e non puoi avanzare nessuna pretesa verso chi hai davanti. Per quello che posso dire io, nel tempo però avvengono veri miracoli. Nessuno rimane sempre allo stesso punto, e questo vale anche il più duro. Spesso viviamo la pretesa di essere noi a determinare una certa riuscita in certe situazioni, ma le cose accadono in modo assolutamente gratuito&#8221;.</p>
<p class="yiv3186527897ydpcc27062aMsoNormal">Nel dialogo con le famiglie presenti all’incontro, è emersa la questione del difficile rapporto con i figli adolescenti. &#8220;I ragazzi hanno bisogno di un paragone, di un termine di riferimento, anche di qualcuno che, all’occorrenza, dica no&#8221; &#8211; ha detto Rolando &#8211; &#8220;Certo non possono ammettere che il babbo e la mamma hanno ragione, è questa è per loro una continua sfida anche con se stessi. Noi adulti dobbiamo esercitare il ragionamento e la pazienza, anche nel misurare le parole!&#8221;.</p>
<p class="yiv3186527897ydpcc27062aMsoNormal">The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/06/27/essere-padri-e-madri-vuol-dire-testimoniare-la-speranza/">“Essere padri e madri vuol dire testimoniare la speranza”.</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;I segni della gratuità nella nostra vita&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/08/i-segni-della-gratuita-nella-nostra-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 18:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla giornata di convivenza della Toscana tre famiglie hanno raccontato la loro esperienza di accoglienza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” Alla giornata di convivenza della Toscana, domenica 31 marzo, tre famiglie hanno raccontato in che modo questo ha preso forma nella loro esperienza.</strong></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17736" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1-241x300.jpg" alt="" width="155" height="193" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1-241x300.jpg 241w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/mariella-1.jpg 507w" sizes="auto, (max-width: 155px) 100vw, 155px" /> </a><strong>Adriano e Mariella</strong> da quattro anni hanno dato vita ad un gruppo di mutuo aiuto sull’affido a Cortona, su richiesta dei servizi sociali. La proposta di creare un gruppo analogo ad Arezzo è arrivata qualche mese fa per il tramite di una coppia di amici, genitori affidatari, a cui i servizi si erano rivolti, colpiti dalla loro testimonianza lieta. Di qui l’incontro: “Psicologa e assistente sociale sono venute a casa nostra a conoscerci – hanno spiegato Adriano e Mariella – Abbiamo raccontato la nostra esperienza: ci hanno detto che avrebbero seguito noi”. Il primo incontro con le famiglie affidatarie di Arezzo, avviene nei locali dello Spazio Famiglia del Comune. Assistente sociale e psicologa, insieme al marito di quest’ultima, hanno preparato il pranzo per le 14 famiglie presenti, hanno servito e riordinato. “E’ nato un rapporto molto bello – ha continuato Adriano – ci sentiamo guardati con una stima che va oltre quello che siamo noi da soli, so che vedendo la nostra esperienza familiare non si può non vedere l’intera storia che l’ha generata, cioè Famiglie per l’Accoglienza”. Tra gennaio e febbraio la famiglia di Adriano e Mariella è stata occupata tutte le domeniche con incontri e gruppi: “Il nostro sì a questo impegno è anche il sì dei nostri figli – ha sottolineato Mariella – che hanno scelto di seguirci e si sono anche resi disponibili a dare un’occhiata ai più piccoli nel corso degli incontri!”.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/stefania_riccardo.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17737 alignright" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/stefania_riccardo-300x227.jpg" alt="" width="208" height="158" /> </a>Per <strong>Riccardo e Stefania</strong>, il sì più recente – dopo tante storie di ospitalità e sostegno &#8211; è quello ad un progetto di affiancamento tra famiglie proposto dai servizi sociali di Firenze, in collaborazione con il Forum: “Abbiamo conosciuto Sheela con il figlio, che ha seri problemi di salute: ci siamo accorti che non si trattava di aiutare qualcuno in difficoltà! Sheela non cercava assistenza, voleva proprio una compagnia &#8211; raccontano Riccardo e Stefania – Abbiamo camminato insieme, dandole una mano in cose pratiche, semplicemente, ed è nata una forte amicizia”. L’invito al pranzo di Natale per Sheela e suo figlio è stata ricambiato con una memorabile cena indiana.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17731" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Luciano_Pietro_Maddalena-e1554793907959.jpg" alt="" width="261" height="151" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Luciano_Pietro_Maddalena-e1554793907959.jpg 900w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Luciano_Pietro_Maddalena-e1554793907959-600x348.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px" /></strong><strong>Maddalena e Pietro</strong> hanno incontrato Famiglie per l’Accoglienza in un momento difficile del loro percorso verso l’adozione. Il dialogo con varie famiglie dell’Associazione li ha aiutati a rafforzare l’intuizione iniziale &#8211; non si accoglie a causa di una mancanza ma per una sovrabbondanza &#8211; ma anche a capire che la strada non è subito chiara: occorre avere la pazienza di seguire le “briciole di pane” che vengono lasciate sul nostro cammino. Il primo sì è a un affido temporaneo di una bambina. Mentre questo si stava concludendo, la proposta di prendere in affido due fratellini: “Ho fatto l’esperienza di essere abbracciato&#8221;.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/08/i-segni-della-gratuita-nella-nostra-vita/">“I segni della gratuità nella nostra vita”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;La gratuità all&#8217;opera&#8221;, il 31 marzo giornata di convivenza a Prato</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/03/26/giornata-di-convivenza-a-prato-6/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 16:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune famiglie affidatarie e accoglienti testimonieranno la loro esperienza di accoglienza in atto. Ritrovo alle 10.30.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giornata di convivenza di Famiglie per l&#8217;Accoglienza Toscana domenica 31 marzo a Prato: alcune famiglie parleranno della loro esperienza in atto.</strong></p>
<p><strong>Dove</strong></p>
<p>Parrocchia di S. Agostino, piazza s. Agostino<br />
Prato (zona Porta al Serraglio)</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<ul>
<li>ore 10.30 &#8211; Ritrovo</li>
<li>ore 10.45 &#8211; &#8220;Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. La gratuità all&#8217;opera&#8221;. Testimonianze di alcune famiglie affidatarie e accoglienti.</li>
<li>ore 12.30 Pranzo al sacco</li>
<li>ore 15.15 &#8211; S. Messa</li>
<li>ore 16.00 &#8211; Conclusione</li>
</ul>
<div class="msg-body P_wpofO iy_A" data-test-id="message-view-body-content">
<div class="jb_0 X_6MGW N_6Fd5">
<div id="yiv2802859926">
<p><strong>Informazioni</strong></p>
<div>E&#8217; prevista l&#8217;animazione per i bambini dai tre anni.</div>
<div>E&#8217; gradita la conferma di partecipazione compilando il modulo a <strong><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdNP7BOLDT28SgrCPiwtpAoILI_7eGTfbfYV6bSFIRUAuX4zw/viewform">questo link</a></strong></div>
</div>
</div>
</div>
<div class="jb_0 X_6MGW N_6Fd5"></div>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/03/26/giornata-di-convivenza-a-prato-6/">“La gratuità all’opera”, il 31 marzo giornata di convivenza a Prato</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Abbracciare quello che ti viene dato&#8221;.</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/01/27/abbracciare-quello-che-ti-viene-dato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 18:51:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[TopHome]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amici di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La gratuità e l'accoglienza in famiglia nell'esperienza di Tiziana e Claudio Caggioni: la loro testimonianza a Firenze.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/01/27/abbracciare-quello-che-ti-viene-dato/">“Abbracciare quello che ti viene dato”.</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Storia di una grande famiglia. Tiziana e Claudio Caggioni ne hanno una così, anche per le dimensioni: cinque figli naturali, una figlia adottata, l’esperienza della disabilità del più piccolo. Hanno raccontato il loro percorso familiare a Firenze, in occasione della giornata di convivenza dell’Associazione, a partire dal tema del ‘filo rosso’ dell’Associazione, “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17031" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019.jpg" alt="" width="1080" height="525" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019.jpg 1080w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-600x292.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-300x146.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-768x373.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-1024x498.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Tiziana e Claudio si sono sposati giovanissimi, e hanno fatto propria la raccomandazione di don Fabio Baroncini (il sacerdote che li ha sposati) di &#8220;tenere sempre viva la memoria di quel sì iniziale, a cui tornare con fedeltà quando ci si sente un po’ persi&#8221;. “Fin dall’infanzia abbiamo ricevuto il dono della fede, la possibilità di trovare un significato nella vita. Di fronte ai nostri figli abbiamo testimoniato questo, nel rispetto della loro libertà – racconta <strong>Claudio.</strong> Mi sono accorto che considerare il comportamento dei nostri figli come ‘prova’ di quanto siamo bravi a educare è sbagliato: questo uccide la loro libertà e ci mette in una posizione &#8216;non centrata&#8217;. Il rispetto della loro libertà è fondamentale, anche quando i figli non corrispondono ai nostri progetti”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17030" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-1.jpg" alt="" width="177" height="179" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-1.jpg 350w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-1-100x100.jpg 100w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/01/firenze20gen2019-1-297x300.jpg 297w" sizes="auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px" />Claudio è agronomo e all’inizio degli anni ’70, pensa di sposarsi e partire per l&#8217;Uganda con Tiziana per un progetto di cooperazione allo sviluppo. Il progetto non si realizza, viene data loro la possibilità di andare a Gubbio dove Claudio inizia a lavorare  in una azienda agraria. Poi la nascita di tre figli e in seguito l&#8217;accoglienza di un figlio difficile. Un’esperienza che negli anni li ha impegnati con fatica.</p>
<p>“Di fronte ad alcune difficoltà quello che ha fatto la differenza non è stato solo l’aiuto dal punto di vista tecnico professionale, che pure abbiamo ricevuto &#8211; sottolinea <strong>Tiziana</strong> &#8211; quanto il sostegno ad imparare come affrontare tutte le circostanze, come guardare alla vita”. E la vita &#8220;E&#8217; qualcosa da abbracciare&#8221;.</p>
<p>A dieci mesi Giovanni, il figlio più piccolo nato con la sindrome di Down e cataratte congenite, è ricoverato per un’infiammazione cerebrale. &#8220;Quando finalmente risponde alle cure, i medici dicono che solo dopo anni si potrà dire guarito. Ho capito in quel momento &#8211; racconta <strong>Tiziana</strong> – che cos’è il &#8216;sì&#8217; di Maria. Non si tratta solo dell’accettazione di quello che accade, per poi farci in qualche modo l’abitudine. Il vero passo chiesto dalle circostanze è abbracciare quello che ci viene dato. Con il dolore non si può essere contenti, ma lieti sì, anche se la ferita è grande”.</p>
<p>Così nasce, in seguito, anche l’esperienza degli <strong><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/aree-di-esperienza/famiglie-con-disabili/">&#8220;Amici di Giovanni&#8221;</a></strong>, famiglie con figli che hanno disabilità, che partecipa al cammino di Famiglie per l’Accoglienza. Claudio: “Da diversi anni facciamo insieme delle minivacanze. La parte più significativa per me è vedere come le famiglie stanno insieme con i loro ragazzi. La vita quotidiana è una testimonianza che coinvolge e muove anche chi non vive le stesse esperienze con la disabilità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/01/27/abbracciare-quello-che-ti-viene-dato/">“Abbracciare quello che ti viene dato”.</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Giornata di convivenza di fine anno sociale: 2 giugno a Firenze</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2018/05/15/giornata-di-convivenza-di-fine-anno-sociale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 15:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adele Tellarini e Irene Lapiccirella intervengono sul tema: "Una dimora accogliente. Dall'esperienza di accoglienza in famiglia alla nascita di opere sociali".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 2 giugno 2018, la giornata di fine anno sociale di Famiglie per l&#8217;Accoglienza in Toscana. Incontro, pranzo, spettacolo per bambini e convivenza.<br />
</strong></p>
<p><strong>Sede</strong></p>
<p>Conservatorio di S. Maria degli Angeli, Firenze (Ingresso da via Giusti 34 &#8211; <a href="http://scuola.conservatorioangeli.it/dove-siamo">Guarda la mappa</a>).</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<ul>
<li>ore 10.30 – ritrovo</li>
<li>ore 10.45 – Incontro &#8220;Una dimora accogliente. Dall&#8217;esperienza dell’accoglienza in famiglia alla nascita di opere sociali&#8221;.<strong> </strong>Partecipano <strong>Irene Lapiccirella</strong>, presidente dell’<a href="http://www.progettosantagostino.it/">Associazione Progetto S. Agostino</a> e fondatrice di Famiglie per l&#8217;Accoglienza a Firenze e <strong>Adele Tellarini</strong>, neuropsichiatra infantile e responsabile di <a href="http://www.casanovella.it/cosa-facciamo/accogliere/casa-accoglienza-san-giuseppe-santa-rita/">Casa S. Giuseppe e S. Rita</a> di Castelbolognese (Ravenna).</li>
<li>ore 12.30 &#8211;  Pranzo su prenotazione</li>
<li>ore 15  &#8211; Spettacolo con il mago Bambi</li>
<li>ore 16.30  &#8211; Merenda per i bambini</li>
<li>ore 17  &#8211; Conclusione</li>
</ul>
<p>Durante l&#8217;incontro è prevista l&#8217;animazione per i bambini dai tre anni.</p>
<p><strong>Iscrizioni</strong><br />
Entro il  29 maggio a questo <strong><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeNZYyFPVY2Fml5saWqvCW5gh-PioEUzKQ8qA6bW3pa90OBcA/viewform">link</a></strong></p>
<p><strong>Informazioni<br />
</strong>Cell. 389/8937193<br />
Email: <a href="mailto://segreteria.toscana@famiglieperaccoglienza.it">segreteria.toscana@famiglieperaccoglienza.it</a></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2018/05/Volantino2018-FineAnno-1.pdf"><strong>Scarica la locandina-invito</strong></a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2018/05/15/giornata-di-convivenza-di-fine-anno-sociale/">Giornata di convivenza di fine anno sociale: 2 giugno a Firenze</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Lasciare spazio all&#8217;altro, scoprire noi stessi</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2018/04/12/lasciare-spazio-allaltro-scoprire-noi-stessi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 16:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[TopHome]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza mamme]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le testimonianze di Matilde, Daniele e Elisabetta alla giornata di convivenza della Toscana documentano che cosa è possibile imparare dall'esperienza di accoglienza.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2018/04/12/lasciare-spazio-allaltro-scoprire-noi-stessi/">Lasciare spazio all’altro, scoprire noi stessi</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perché lasciare posto all’altro è così importante? Lo hanno documentato le testimonianze di Matilde, Daniele ed Elisabetta nella giornata di convivenza dell’Associazione in Toscana (Prato, domenica 8 aprile). Tema dell&#8217;incontro: &#8220;Povertà e condivisione, la strada dell&#8217;accoglienza&#8221;.</strong></p>

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<p>Su questa strada Matilde e Daniele hanno detto sì anche ad un’accoglienza impegnativa, l’ospitalità di una ragazza in attesa di un figlio che ha deciso di tenere con sé anche contro il parere degli altri e che aveva bisogno di una compagnia amorevole e affidabile.</p>
<p>&#8220;Questa convivenza non è sempre facile, ma sta dando tanti frutti&#8221; – ha detto Matilde &#8211; &#8220;In primis quello di abbattere muri che neanche pensavo di avere. Ogni volta davanti a lei devo decidere se accoglierla davvero, farle spazio dentro di me e la mia famiglia e questo mi porta a chiedermi i motivi per cui voglio ridire sì, fino ad arrivare alla consapevolezza che lei mi è data da Cristo e quindi è a Lui che decido di fare spazio. Tutti i giorni dobbiamo ripartire accorgendoci di quanto siamo bisognosi, riscoprendo la bellezza di non essere soli, ma accompagnati da tanti volti di vera amicizia”.</p>
<p>Elisabetta, oltre ad essere madre affidataria, lavora come responsabile di una casa di accoglienza per mamme con bambini, Casa di Chiara, nata da Progetto S. Agostino, associazione che a Firenze ha le stesse radici di Famiglie per l’Accoglienza: “Spesso siamo di fronte a situazioni molto difficili, perché queste mamme non riescono ad avere cura di sé e dei propri figli”.</p>
<p>Davanti a questa povertà, come è possibile condividere e accogliere? “La cosa più bella che ho visto accadere non è solo il cambiamento di queste donne, ma anche quello che abbiamo visto succedere in noi, che siamo lì in quella situazione in veste professionale – ha sottolineato Elisabetta – Lasciare spazio all’altro significa arrivare a riconoscere la mia limitatezza umana, affermare che l’altro c’è e che, alla fine, posso anche imparare da lui. Magari&#8221;, ha detto ancora Elisabetta, &#8220;decidendo di rimettere in discussione una decisione presa e un progetto avviato&#8221;. A Natale, una ragazza, uscita dalla casa al termine del percorso di accoglienza, le ha scritto una lettera : “Ho percepito verso di me un amore che mi ha fatto riscoprire la vita”.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2018/04/12/lasciare-spazio-allaltro-scoprire-noi-stessi/">Lasciare spazio all’altro, scoprire noi stessi</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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