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	<title>anto | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>anto | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Noi e i nostri figli, il luogo della speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 08:12:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Paola al pellegrinaggio di inizio anno della Toscana: amare i figli significa vivere noi genitori la certezza e la letizia dell’incontro con Dio nella Sua compagnia di amici, luogo della speranza</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/10/27/noi-e-i-nostri-figli-il-luogo-della-speranza/">Noi e i nostri figli, il luogo della speranza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La testimonianza di Paola al pellegrinaggio di inizio anno della Toscana: amare i figli significa vivere noi genitori la certezza e la letizia dell’incontro con Dio nella Sua compagnia di amici, luogo della speranza</strong></p>
<p>“Emanuele aveva un tumore. Quando ci siamo sposati nel 1990, lui era a metà del suo percorso di radioterapia. Abbiamo deciso di sposarci <em>dentro questo fatto</em>. La mia famiglia non capiva, non accettava questa scelta. Il nostro biglietto di partecipazione riportava questa domanda a Dio, che ha accompagnato per intero la nostra unione: ‘Ti chiedo di fare del tempo che mi dai ciò che vuoi che io faccia’. Per essere sempre aperti all’evidenza che è un Altro che fa tutto.”</p>
<p>È iniziata con queste parole <strong>la testimonianza di Paola</strong> alla <strong>giornata</strong> comune organizzata l’11 ottobre da <strong>Famiglie per l’Accoglienza della Toscana a Valdibrana</strong>, a pochi chilometri da Pistoia. Poco prima, più di cento persone tra genitori, nonni, bambini e ragazzi avevano partecipato al pellegrinaggio promosso dall’Associazione che partendo dall’antica Pieve di San Romano (XI secolo) ha raggiunto il vicino Santuario della Madonna delle Grazie per confluire poi nell’Aula liturgica della Parrocchia di Valdibrana, costruita nel 2017, dove si è svolto l’incontro. Dopo il canto introduttivo (“Se tu sapessi”, che evoca il dialogo di Gesù con la Samaritana composto da Antonio Anastasio, sacerdote della Fraternità di San Carlo Borromeo morto durante la pandemia di Covid nel 2021), e il benvenuto del responsabile regionale di Famiglie per l’Accoglienza, Adriano Di Sisto, Paola ha parlato del suo matrimonio e della sua vicenda di madre, segnati dalla malattia e dalla morte del marito Emanuele, ma anche dal rapporto con E., il figlio accolto prima in affido e poi adottato. Rapporto reso impegnativo a causa della tossicodipendenza del ragazzo.</p>
<p><strong>A tema c’era “Una relazione che libera”</strong>, testo del <em>Filo rosso 2026-2027</em>, traccia di lavoro offerta all’inizio di ogni anno sociale da Famiglie per l’Accoglienza a chi aderisce e a chi si accosta a quest’esperienza originata dal carisma di don Luigi Giussani. Il <em>Filo rosso</em> proposto quest’anno si articola in tre punti (“Perdonare la diversità”, “Aderire alla presenza che si accoglie” e “Nei cantieri della storia, il luogo della speranza”), il cui nesso stringente con la vita è emerso dalla testimonianza ascoltata. In primo luogo per l’accoglienza, il “perdono” totale della diversità e della fragilità materializzatesi nella patologia di Emanuele durante il matrimonio.</p>
<p><strong>“Amare significa imparare a riconoscere il legame dell’altro con l’Eterno”</strong>, si legge nel <em>Filo rosso</em>. Un amore che nel caso di Paola non è mai stato definito dal limite evidente cui era appesa l’esistenza del marito. Di più, “un amore che – ha aggiunto Paola – la gratuità da lui dimostrata sia nella relazione con nostro figlio, sempre seguito e riabbracciato nei momenti più difficili sia verso gli altri, arrivando anche a cedere la propria casa a chi ne aveva bisogno, ha travolto e plasmato la mia esistenza anche dopo la sua morte, generando rapporti!”. E. a un certo punto ha deciso di entrare in una comunità per seguire un percorso di cura della sua dipendenza.</p>
<p><strong>“Così alla fine è tornato a casa con me</strong> – ha ricordato Paola -. E io l’ho riaccolto da adulto, un trentenne che aveva bisogno di sentirsi amato, voluto bene. E io gli ho voluto bene non con uno sforzo mio ma per la certezza di essere amata io per prima. Così mio figlio ha ricominciato a prendersi cura di sé, ha recuperato l’autonomia personale. Per cui mi sono chiesta: che cosa posso fare adesso per lui? Ho capito che la risposta a questa domanda non può che essere da un lato pregare il suo Angelo custode e Maria perché si occupino loro di lui, ma soprattutto vivere io la certezza di Chi ho incontrato. Perché mi sono resa conto che lo sforzo di piegare la realtà a ciò che penso sia giusto, non funziona. Con i nostri figli – ha concluso Paola – siamo noi genitori che dobbiamo vivere la certezza e la letizia del luogo in cui stare, in cui sperimentare il Suo bene. Solo questo ci rende attraenti agli occhi dei figli. Questo luogo è un esercito di amici che mi vogliono bene e mia aiutano. In una lettera che ci ha scritto a Natale, E. ha ringraziato me ed Emanuele perché non l’abbiamo mai lasciato solo. Lui, che non ha mai smesso di dichiararsi ateo, ha percepito questo amore. E uscito dal suo percorso, ce l’ha voluto dire”.</p>
<p><strong>Ascoltare Paola a Valdibrana</strong> ha permesso a chi c’era di intravedere il <em>Filo rosso </em>che dall’accoglienza e dal perdono della diversità conduce a una fragilità rigenerata dall’amore di un Dio che si china su di noi senza scandalizzarsi mai per ciò che siamo, senza fermarsi davanti a nessuno dei nostri limiti ed errori, portandoci nel “luogo della speranza, che vive nei volti della nostra compagnia umana e che in qualche modo li trascende”. (<em>Antonio Girardi</em>)</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/10/27/noi-e-i-nostri-figli-il-luogo-della-speranza/">Noi e i nostri figli, il luogo della speranza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Accogliere è generare vita&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/10/06/accogliere-e-generare-vita/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:43:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due diverse esperienze di accoglienza, in dialogo a partire dal Miracolo dell’ospitalità di Luigi Giussani. L’incontro si è svolto sabato 26 settembre a Pistoia</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/10/06/accogliere-e-generare-vita/">“Accogliere è generare vita”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Due diverse esperienze di accoglienza, quasi all’estremo opposto – quella di una donna non sposata e quella di un genitore affidatario -, in dialogo a partire dal <em>Miracolo dell’ospitalità</em> di Luigi Giussani. L’incontro è stato organizzato sabato 26 settembre a Pistoia da Famiglie per l’Accoglienza Toscana, Comunione e Liberazione, CDO Opere sociali, in collaborazione con Hyper – Social club e nell’ambito di “Pistoia capitale del libro 2026”.</strong></p>
<p>A nome dell’associazione Giampiero Gori ha moderato il dialogo tra Claudia Cavegn e Luciano Cristoferi, dopo i saluti di Daniele Duccini, per CDO opere sociali, e Luisa Bonafede, per il Centro Affidi del Comune di Pistoia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_32410" style="width: 588px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_20260926_163250_edit_2733974906565106.jpg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-32410" class="wp-image-32410" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_20260926_163250_edit_2733974906565106-1024x702.jpg" alt="" width="578" height="396" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_20260926_163250_edit_2733974906565106-1024x702.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_20260926_163250_edit_2733974906565106-300x206.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_20260926_163250_edit_2733974906565106-768x527.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_20260926_163250_edit_2733974906565106-1536x1053.jpg 1536w" sizes="(max-width: 578px) 100vw, 578px" /> </a><p id="caption-attachment-32410" class="wp-caption-text"><em>Da sinistra, Claudia Cavegn, Giampiero Gori, Luciano Cristoferi</em></p></div>
<p><strong>Claudia Cavegn</strong> non è sposata e da laica, su mandato del vescovo, è assistente spirituale presso l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, una grande realtà di oltre 250 posti letto: suo il primo intervento all’incontro, in cui ha raccontato in modo semplice e intenso la sua dimensione dell’accoglienza. “Provo ad essere una presenza, rispondendo alle richieste di chi è cattolico, per un momento di preghiera o per la comunione, ma anche per un battesimo d’urgenza in rianimazione. Ma provo ad essere presenza anche presso chi non conosce o non riconosce Cristo”. Ma come si può stare davanti al dolore, quale speranza è possibile? “Ho dovuto imparare che io non ho le risposte per gli altri, posso accompagnare le domande che altri si pongono incontrando il dolore sulla propria pelle”. Tra i tanti casi e situazioni vissute, Claudia ha ricordato quella di un neonato, non riconosciuto alla nascita e morto poco dopo: nella sua camera mortuaria, si sono ritrovati più di trenta tra medici, infermieri, operatori e volontari. Una vita così piccola, che però ha incontrato l’amore: “Questo è il miracolo dell’ospitalità, quando nel momento più tragico riusciamo a tirare fuori un bene più grande perché non siamo soli”.</p>
<p>Nella sua testimonianza Claudia ha fatto emergere un’immagine significativa: ogni volta che bussa alla porta di una camera d&#8217;ospedale si ripresenta, intatta, l&#8217;intera dinamica dell&#8217;accoglienza. È un percorso delicato che parte da un livello fisico — il bussare, l&#8217;attesa che aprano, il permesso di entrare e di sostare — per diventare un movimento, fino all&#8217;apertura del cuore. In quel momento, l’accoglienza diventa reciproca: si viene accolti e si può, a propria volta, accogliere l&#8217;altro, fino a far risuonare l&#8217;annuncio della speranza che sostiene.</p>
<p>Non c’è solo il dolore della malattia fisica, accade anche quello personale, di chi si porta dietro le ferite della propria vita: molte famiglie ne fanno esperienza con i figli accolti. Che cosa permette di stare dentro le situazioni difficili, senza che l’esito diventi misura? “Il fattore che più caratterizza l’esperienza di un’accoglienza è l’incontro con una diversità – ha detto <strong>Luciano Cristoferi</strong>, genitore affidatario e già responsabile di Famiglie per l’Accoglienza in Toscana -, ma a guardar bene in realtà riguarda tutti i rapporti. Che cosa rende difficile questo incontro? Spesso i nostri progetti, sia pure buoni, generosi e ragionevoli, finiscono per diventare per noi uno schema in cui l’altro deve entrare a tutti i costi. Ed è rischioso perché quello che ho pensato io vale più della libertà di mio figlio. Come genitori ci preoccupiamo di dare le risposte esatte alle grandi domande dei nostri figli, che a volte ci vengono urlate in faccia – ha aggiunto Luciano – ma la cosa veramente importante è accompagnare queste domande”. Da soli, tuttavia, questo è difficile o faticoso: occorre, come scrive don Giussani nel Miracolo dell’ospitalità, essere accompagnati nella verifica dell’esperienza. “Riconoscersi bisognosi di aiuto e di una compagnia non è una sconfitta: qualcuno ti sostiene e ti fa guardare che c’è chi ti vuole bene”.</p>
<p>L’accoglienza rivela la natura stessa dell’amore, non è solo per chi ha una vocazione particolare o il desiderio di maternità o paternità, è un dono per tutti, che assume le forme più svariate. Ecco le parole di Claudia: “Non possiamo vivere senza aprirci all’altro: accogliere o non accogliere, è come dire ‘essere o non essere’. Accogliere, in qualsiasi gesto, anche piccolo, è generare vita”.</p>
<p>“Il miracolo dell’ospitalità perciò non consiste semplicemente nel fatto che qualcuno apra la porta della propria casa, oppure accompagni la vita dell&#8217;altro nella sua concretezza – ha concluso <strong>Giampiero Gori</strong> -. Il miracolo è che una persona possa fare spazio a un’altra persona, fino a coinvolgere la totalità della propria vita, senza pretendere che l’altro corrisponda ai propri desideri o ai propri progetti; e cosciente dell’enormità del proprio limite, intuisca la grandezza della fiducia accordata nel prendersi cura di qualcuno”.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/10/06/accogliere-e-generare-vita/">“Accogliere è generare vita”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L’umano redento</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/06/24/umano-redento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 19:36:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sede nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[assemblea responsabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' disponibile la dispensa n. 94 che raccoglie il dialogo con don Paolo Prosperi in occasione dell'assemblea responsabili svoltasi 23 maggio scorso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; disponibile e può essere richiesta alla segreteria nazionale e in occasione degli incontri dell&#8217;associazione, la dispensa n. 94, intitolata: &#8220;<strong>L’umano redento</strong>&#8220;. Raccoglie il testo dei dialoghi con don Paolo Prosperi, Fraternità Sacerdotale dei Missionari di san Carlo Borromeo, in occasione dell&#8217;<a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/06/05/unappartenenza-vissuta/">assemblea responsabili</a> svoltasi il 23 maggio scorso.</p>
<p>L&#8217;incontro si è incentrato su tre temi: l&#8217;accoglienza tra i coniugi, l&#8217;accompagnare i figli nella crescita dentro le contraddizioni della vita, l&#8217;amicizia tra chi vive l&#8217;associazione, come compagnia e testimonianza.</p>
<p>Il dialogo è stato ricco di contributi ed interventi e ha offerto importanti spunti di lavoro per la vita dell&#8217;associazione e delle famiglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/06/24/umano-redento/">L’umano redento</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Costruire e custodire legami</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/30/costruire-e-custodire-legami/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:27:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I lavori della Giornata dell'affido svolta a Firenze, con la partecipazione di Famiglie per l'Accoglienza. Guarda il video.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/30/costruire-e-custodire-legami/">Costruire e custodire legami</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Costruire e custodire legami. Generare Futuro&#8221;: a questo tema è stata dedicata la Giornata regionale dell&#8217;affido familiare, svoltasi a Firenze sabato 16 maggio 2026.</strong></p>
<p><strong>La giornata è stata promossa dal Centro affidi del Comune di Firenze in collaborazione con Famiglie per l&#8217;Accoglienza e con &#8220;Ubi minor Toscana&#8221;, coordinamento per la tutela e la promozione dei diritti dei minori, presso la Biblioteca delle Oblate.</strong></p>
<p>Nella mattina si sono svolti alcuni gruppi di lavoro tematici confluiti poi nella tavola rotonda finale.</p>
<p>Quelli dedicati  ad &#8220;accompagnamento dei neomaggiorenni verso l&#8217;autonomia&#8221;,  agli &#8220;strumenti di supporto ai minori nei contesti scolastici&#8221;, ai &#8220;minori e famiglia d&#8217;origine&#8221; sono stati coordinati rispettivamente da Luciano Cristoferi, Lorenzo Usai e Marta Vannucchi di Famiglie per l&#8217;Accoglienza.</p>
<p>Nel video i lavori della tavola rotonda con gli interventi conclusivi della giornata.</p>
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<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/30/costruire-e-custodire-legami/">Costruire e custodire legami</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Quali sfide ci pongono la fragilità e la libertà dei nostri figli?</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/20/quali-sfide-fragilita-liberta-nostri-figli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 14:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[dispensa]]></category>
		<category><![CDATA[I figli diventano grandi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È disponibile la dispensa n. 91, che raccoglie un dialogo con lo psichiatra Cesare Maria Cornaggia sul tema della relazione con i figli accolti che diventano grandi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È disponibile – presso la segreteria centrale, le sedi locali e in occasione delle iniziative promosse dall’associazione – la <strong>dispensa n. 91</strong>, che raccoglie un dialogo con lo psichiatra Cesare Maria Cornaggia sul tema della relazione con i figli accolti che diventano grandi.</p>
<p>La loro libertà nelle diverse circostanze, le loro aspettative di vita, le loro brucianti ferite, che sono anche le nostre, rimandano continuamente all’origine della decisione dell’accoglienza e del rapporto personale con la realtà e con Chi la fa.</p>
<p>«Il mio valore non è l’esito. Ma quanto io ci sto, quanto sto lì, come il padre del figliol prodigo, sul muro più alto della casa a scrutare l’orizzonte, perché (come nella parabola) se io ci sono, tu vali. È il messaggio principale che il figlio ha bisogno di sentire; e, guardandoti, prima o poi vede che tu sei segno (…) di Altro. Io credo che il centro della questione sia proprio la pedagogia della presenza» (Cesare M. Cornaggia).</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/20/quali-sfide-fragilita-liberta-nostri-figli/">Quali sfide ci pongono la fragilità e la libertà dei nostri figli?</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Giornata regionale dell&#8217;affido, appuntamento alle Oblate</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/07/giornata-regionale-dellaffido-appuntamento-alle-oblate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:49:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Costruire e custodire legami. Generare Futuro": questo il tema della Giornata di sabato 16 maggio</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/07/giornata-regionale-dellaffido-appuntamento-alle-oblate/">Giornata regionale dell’affido, appuntamento alle Oblate</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Costruire e custodire legami. Generare Futuro&#8221;: a questo tema è dedicata la Giornata regionale dell&#8217;affido familiare, in programma a Firenze sabato 16 maggio 2026.</strong></p>
<p><strong>La giornata è promossa dal Centro affidi del Comune di Firenze in collaborazione con Famiglie per l&#8217;Accoglienza e con &#8220;Ubi minor Toscana&#8221;, coordinamento per la tutela e la promozione dei diritti dei minori e si svolge presso la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze &#8211; </strong><strong>Sala conferenze Sibilla Aleramo | ore 10 &#8211; 17)</strong></p>
<p>Il programma prevede nella mattinata gruppi di lavoro, nel pomeriggio una tavola rotonda e, quindi, un momento di festa finale.</p>
<p>Ai bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni è dedicato uno spazio animazione.</p>
<p><strong>Iscrizioni entro il 13 maggio compilando il seguente modulo</strong><br />
<strong><a href="https://tinyurl/giornataffido2026">https://tinyurl/giornataffido2026</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA-2026.pdf">Scarica la locandina</a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/07/giornata-regionale-dellaffido-appuntamento-alle-oblate/">Giornata regionale dell’affido, appuntamento alle Oblate</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Uno sguardo che si rinnova</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/30/uno-sguardo-che-si-rinnova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sede nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Dianin]]></category>
		<category><![CDATA[Pacengo]]></category>
		<category><![CDATA[seminario nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stata pubblicata la dispensa n. 92, che raccoglie i dialoghi con mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia, in occasione del seminario nazionale dei responsabili</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; stata pubblicata la dispensa n. 92, che raccoglie i dialoghi con mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia, in occasione del seminario nazionale dei responsabili di Famiglie per l&#8217;Accoglienza</strong> (Pacengo, 25 novembre 2025).</p>
<p>La dispensa raccoglie testimonianze ed interventi che raccontano la vita in atto e riportano le domande suscitate dalle esperienze di accoglienza, secondo la traccia offerta dal Filo rosso dell&#8217;associazione, &#8220;Per l&#8217;umano e per l&#8217;eterno&#8221;.</p>
<p>Una commovente carrellata di contributi, in cui ogni esperienza vissuta rivela un percorso di autocoscienza.</p>
<p>«Mentre ascoltavo le vostre storie mi sono venuti in mente tanti brani del Vangelo e delle Scritture – un susseguirsi di continui rimandi su cui si potrebbero scrivere almeno cinque o sei pagine, brani di storia della salvezza che ciascuno di voi ha testimoniato. Qualcuno assomigliava al libro di Giobbe, qualcun altro all’Esodo, qualcuno rifletteva la gioia o la speranza di Isaia, qualcun altro faceva perfino pensare all’Apocalisse, ma tutte sono parte della storia della salvezza. (…)</p>
<p>Voi siete casa, un luogo dove Dio può essere incontrabile per chiunque arrivi, per chiunque entri. Perciò siete accoglienti. Questo vale anche per la Chiesa: Dio l’ha voluta perché sia un luogo dove le persone possano incontrarlo». (mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/download/31894/"><strong>Scarica la dispensa n. 92, &#8220;Uno sguardo che si rinnova&#8221; </strong></a></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/cultura-dellaccoglienza/le-nostre-dispense/">Consulta il catalogo delle dispense pubblicate</a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/30/uno-sguardo-che-si-rinnova/">Uno sguardo che si rinnova</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Accogliere cambia le storie</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/22/accogliere-cambia-le-storie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[tavolo nazionale affido]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Promosso dal Tavolo Nazionale Affido, a cui partecipa Famiglie per l'Accoglienza, un momento di confronto e riflessione per rilanciare la proposta di istituire la Giornata Nazionale dell'Affido</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Accogliere cambia le storie&#8221; è il titolo dell&#8217;incontro promosso dal <a href="https://www.tavolonazionaleaffido.it/">Tavolo Nazionale Affido</a>, a cui partecipa Famiglie per l&#8217;Accoglienza insieme ad altre venti associazioni o enti, per un momento di riflessione e confronto.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento è martedì 5 maggio (ore 14 &#8211; 17) a Roma presso il Parlamentino INAIL (via IV Novembre 144).</strong></p>
<p>Si aprirà con un momento di saluti istituzionali, a cui sono stati invitati la Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità <strong>Eugenia Roccella</strong>, la Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali <strong>Maria Teresa Bellucci</strong>, l&#8217;Autorità garante per l’infanzia e per l’adolescenza <strong>Marina Terragni</strong>, oltre a <strong>Pasqualina Straface</strong> per la Conferenza delle regioni &#8211; commissione Politiche sociali e a V<strong>ittoria Ferdinandi</strong>, sindaca di Perugia e delegata Anci.</p>
<p>Interverranno, quindi, <strong>Raffella Iafrate</strong>, docente di psicologia sociale e delegata pari opportunità dell&#8217;Università Cattolica di Milano e<br />
<strong>Arianna Saulini,</strong> coordinatrice Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza (Gruppo CRC).</p>
<p>A seguire le riflessioni e proposte del Tavolo Nazionale Affido che, proseguendo il percorso costruito negli anni, intende rilanciare la proposta di istituire la Giornata Nazionale dell’Affido, per riconoscere e rendere visibile un impegno condiviso e per promuovere in dialogo con le istituzioni una cultura dell’accoglienza e della corresponsabilità.</p>
<p>Modera l&#8217;incontro <strong>Giampaolo Cerri</strong>, caporedattore di <a href="https://www.vita.it/">VITA</a>. Sono previste letture di brani da parte dell&#8217;attore <strong>Matteo Di Maggio</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/22/accogliere-cambia-le-storie/">Accogliere cambia le storie</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Al cuore dell&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 19:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[il miracolo dell'ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Sommacal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato a Firenze sabato 21 marzo 'Il miracolo dell’ospitalità' con un dialogo tra operatori e famiglie: le diverse esperienze hanno raccontato un cammino concreto di amore gratuito</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato a Firenze sabato 21 marzo <em>Il miracolo dell’ospitalità</em> per iniziativa di Famiglie per l’Accoglienza Regione Toscana, Centro Culturale di Firenze, Compagnia delle Opere Toscana e Comunione e Liberazione. L’incontro, che è stato moderato da Stefano Parati, CDO Toscana Opere sociali, ha avuto il contributo del Forum delle associazioni famigliari della Regione Toscana e il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Firenze e del CESVOT.</p>
<p>“<strong>Il dolore nasce dall’impossibilità di corrispondenza dell’assetto o dell’atteggiamento dell’altro con quello che noi abbiamo pensato o immaginato, sia come progetto buono su di lui, sia come soddisfazione di una nostra esigenza affettiva. Il dolore nasce dall’accorgersi di essere incapaci di colmare l’abisso della diversità</strong>”. Il dialogo è entrato direttamente nel vivo, a partire da questo passaggio del libro di don Giussani, proposto al primo relatore dell’incontro: <strong>Stefano Superbi</strong> direttore del Progetto Villa Lorenzi, un’opera molto nota in città perché si occupa da anni di accompagnare ragazzi e giovani in percorsi di recupero da dipendenze e fragilità e anche di dare supporto alle famiglie.</p>
<p>«Lavoriamo con un centinaio di ragazzi, fra bambini e giovani adulti e, quindi, questo è proprio un argomento che ci appartiene – ha detto Superbi –: riguarda quello che affrontiamo ogni giorno e il progetto che cerchiamo di offrire a ragazzi e famiglie perché dal dolore possa nascere un desiderio di vita e di futuro. Giustamente Giussani dice c&#8217;è distanza fra un progetto e la dimensione reale di quello che vive la persona dentro: per questo una proposta educativa come la nostra, che chiede impegno e fatica, è una lotta dura contro le sostanze che garantiscono un paradiso istantaneo». Si comincia a costruire creando un legame di fiducia tra ragazzi e operatori, anche se la strada è spesso difficile e si soffre per chi si è perso. Nello stesso tempo, questa storia è piena di sorprese o, sarebbe meglio dire, miracoli, come la gratitudine espressa da chi, attraverso di essa, è diventato adulto.</p>
<div id="attachment_31747" style="width: 177px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/zaira_conti/" rel="attachment wp-att-31747"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31747" class=" wp-image-31747" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-682x1024.jpeg" alt="" width="167" height="251" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-682x1024.jpeg 682w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-200x300.jpeg 200w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-768x1153.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti-1023x1536.jpeg 1023w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/zaira_conti.jpeg 1066w" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" /></a><p id="caption-attachment-31747" class="wp-caption-text">Zaira Conti</p></div>
<p><strong>Zaira Conti</strong>, storica fondatrice e anima del progetto Villa Lorenzi, ha commosso con la sua testimonianza: «Quando i ragazzi mi chiamano anche dopo anni, li riconosco dalla voce, perché sono entrati dentro di me nel cuore, questo per me vuol dire accogliere. Sono una persona amata, perché mi sento amata da Dio: ecco devo trasmettere a loro questo amore in qualche modo…piano piano a piccoli passi, perché arrivino a scoprire il senso della vita. E vi dico: amate, non giudicate».</p>
<p>Il dialogo è proseguito con altre testimonianze: <strong>Antonio</strong> ha raccontato l’incontro suo e della compagna Letizia con la gratuità, attraverso la risposta ad una richiesta di aiuto diffusa da Famiglie per l’Accoglienza. «La proposta era di renderci disponibili a svolgere un servizio di accompagnamento a un centro estivo di una bambina ucraina disabile, fuggita in Italia accompagnata dalla nonna dopo l&#8217;invasione russa del febbraio del 2022». Antonio e Letizia si fanno carico di questo impegno e di altri che via via sono richiesti dalla particolare situazione ormai da due anni. Un gesto apparentemente piccolo, ma grande nel significato, perché ha fatto nascere un’affezione e ha fatto scoprire che non è «frutto della nostra generosità ma di un amore più grande del nostro, nel quale ci siamo imbattuti e che ci ha toccati in modo inaspettato e immeritato. Un amore gratuito che ha afferrato me e Letizia attraverso questi amici e che attraverso di noi ha iniziato ad abbracciato anche la bambina e sua nonna».</p>
<p><strong>Debora</strong> ha poi portato una testimonianza legata all’esperienza dell’affido. Raccontando la partecipazione sua e di suo marito Gabriele al funerale della nonna biologica del figlio, ha descritto l’impatto dell’incontro con il padre naturale: “Abbiamo capito subito chi era: era identico a suo figlio”. Un momento che ha reso evidente l’emergere improvviso dell’appartenenza biologica, vissuto come un’esperienza molto forte: «Quella scoperta ha fatto nascere in noi perfino un sentimento quasi di ostilità verso il ragazzo. Dirlo è difficile, ma è quello che abbiamo provato. È stata un’umiliazione accorgersi di questo». Si fa i conti con una diversità ineludibile e crolla un po’ l’illusione che quel figlio sia completamente tuo. “Ti accorgi di quanto la tua generosità sia fragile, legata ai tuoi istinti. Allora ci siamo chiesti: come può l’umiliazione diventare umiltà?» Da qui, però, si è aperto anche un percorso: «Abbiamo capito che il perdono non riguarda solo ciò che l&#8217;altro fa di sbagliato, ma soprattutto quella ‘diversità’ che l’altro non ha scelto e che ci ferisce. Perdonare significa accogliere l’altro e se stessi per quello che sono. Da qui si può ricominciare. E il perdono – ha concluso Debora – è un ‘super dono’, un dono all’ennesima potenza … è dono di sé come quello di Gesù sulla croce».</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/whatsapp-image-2026-03-24-at-11-33-30-2/" rel="attachment wp-att-31745" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31745 aligncenter" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-1024x682.jpeg" alt="" width="788" height="525" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-1024x682.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-300x200.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-768x512.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-11.33.30-2.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 788px) 100vw, 788px" /> </a></p>
<p><strong>Luca Sommacal</strong>, presidente nazionale di Famiglie per l’Accoglienza, ha concluso l’incontro ricordando il valore decisivo della compagnia: «Affrontare il dolore dell’altro e amarlo gratuitamente può essere uno sforzo morale che dura poco, oppure il frutto di un’esperienza vissuta davvero». Un’esperienza che nasce e si sostiene dentro rapporti concreti, perché questa consapevolezza nasce solo dentro un rapporto. Da qui l’importanza di non essere soli: «Ogni esperienza di accoglienza, se non è accompagnata, prima o poi si affievolisce», mentre «essere inseriti in una rete, in un popolo, aiuta a camminare e ad affrontare anche i propri limiti». In questo senso l’associazione è la vita di una compagnia di famiglie che si sostiene e si accompagna nel testimoniare quella dimensione di apertura iscritta nel cuore della vocazione familiare. La famiglia, infatti, non è un nido, ma un nodo di rapporti, chiamata non a difendersi dal mondo ma a esporsi nella relazione. È proprio in questa apertura che si manifesta qualcosa di inatteso: «Aprendo le porte della nostra casa facciamo entrare un mistero», perché «quando entra una persona, entra un ignoto che cambia la vita».</p>
<p>Per questo, ha detto Sommacal riprendendo il testo di don Giussani «non esiste nessun atto più grande dell’ospitalità», un gesto che va dall’adozione fino a un pranzo offerto, e che resta alla portata di tutti. Ciò che prende forma è uno sguardo nuovo sull’altro e su di sé: «l’abbraccio accogliente di una presenza a un’altra è un cammino che ha come destino l’infinito”. Un orizzonte che rende ogni incontro significativo, perché «accogliere l’altro significa riconoscere che è un mistero, un infinito».</p>
<p>L&#8217;incontro è stato aperto con i saluti di <strong>Massimo Cerbai</strong> vicepresidente della delegazione di Firenze del CESVOT, di <strong>don Ernesto Lettieri</strong>, responsabile del Centro di Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Firenze e di <strong>Gianni Fini</strong> a nome del Forum delle associazioni famigliari della Toscana.</p>
[<strong>foto di Chiara Caruso</strong>]The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/29/al-cuore-dellaccoglienza/">Al cuore dell’accoglienza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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