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“Le periferie? Sono entrate in casa nostra”

Un amico racconta del suo trasferimento con la famiglia in un paesino toscano e degli ospiti imprevisti accolti nella nuova casa.

immagine“Da ottobre viviamo in un paesino dove convivono due realtà: quella di chi è nato e vissuto lì – i paesani doc – e quella di chi si è trasferito per bisogno (extracomunitari, madri separate, lavoratori precari), perché in campagna gli affitti costano meno. E in genere questi ‘ultimi arrivati’ vivono in casa propria incuranti di quello che il paese offre. I miei figli hanno cominciato a invitare e a radunare a casa nostra i figli degli ultimi arrivati.

Ogni giorno la presenza di bambini in casa, e delle merende servite, è variegata: due marocchini, due bimbi trasferiti da poco dopo la separazione dei genitori e già con il fidanzato della mamma in casa; un’altra con i genitori che si dichiarano separati in casa.

Il più piccolo dei due marocchini da noi si considera già di famiglia, ci ha chiesto di andare a vederlo alle partite di pallavolo. E vuole farsi correggere i compiti da noi. Quando chiedo ai miei figli se si sono lavati i denti mi risponde anche lui. Il più grande l’altro giorno alle cinque si è messo in corridoio a pregare.

Sono bambini che non conoscono una educazione completa e quando incontriamo, spesso di sfuggita, i genitori è facile capire perché. Eppure le parole di Papa Francesco, che qualche anno fa ci invitava ad ‘andare nelle periferie’, tornano alla mente. E i bambini tornano alla porta. Allora questi sono i tanti volti con cui Cristo entra. Anche a porte chiuse perché noi non ce lo aspettiamo così e non a quell’ora. Lui entra quando noi non lo stiamo più aspettando o ci siamo appena stancati di farlo e abbiamo chiuso.

In alcuni casi i bambini, in altri i genitori, ci hanno detto che prima il paese non gli piaceva tanto, ma da quando ci siamo noi si sta meglio. Allora dobbiamo riconoscere che Dio solo è grande e usa anche poveracci come noi per abbracciare tutti”.

Testimonianza è senza firma per la tutela di questa esperienza in atto