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“I segni della gratuità nella nostra vita”

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” Alla giornata di convivenza della Toscana, domenica 31 marzo, tre famiglie hanno raccontato in che modo questo ha preso forma nella loro esperienza.

Adriano e Mariella da quattro anni hanno dato vita ad un gruppo di mutuo aiuto sull’affido a Cortona, su richiesta dei servizi sociali. La proposta di creare un gruppo analogo ad Arezzo è arrivata qualche mese fa per il tramite di una coppia di amici, genitori affidatari, a cui i servizi si erano rivolti, colpiti dalla loro testimonianza lieta. Di qui l’incontro: “Psicologa e assistente sociale sono venute a casa nostra a conoscerci – hanno spiegato Adriano e Mariella – Abbiamo raccontato la nostra esperienza: ci hanno detto che avrebbero seguito noi”. Il primo incontro con le famiglie affidatarie di Arezzo, avviene nei locali dello Spazio Famiglia del Comune. Assistente sociale e psicologa, insieme al marito di quest’ultima, hanno preparato il pranzo per le 14 famiglie presenti, hanno servito e riordinato. “E’ nato un rapporto molto bello – ha continuato Adriano – ci sentiamo guardati con una stima che va oltre quello che siamo noi da soli, so che vedendo la nostra esperienza familiare non si può non vedere l’intera storia che l’ha generata, cioè Famiglie per l’Accoglienza”. Tra gennaio e febbraio la famiglia di Adriano e Mariella è stata occupata tutte le domeniche con incontri e gruppi: “Il nostro sì a questo impegno è anche il sì dei nostri figli – ha sottolineato Mariella – che hanno scelto di seguirci e si sono anche resi disponibili a dare un’occhiata ai più piccoli nel corso degli incontri!”.

Per Riccardo e Stefania, il sì più recente – dopo tante storie di ospitalità e sostegno – è quello ad un progetto di affiancamento tra famiglie proposto dai servizi sociali di Firenze, in collaborazione con il Forum: “Abbiamo conosciuto Sheela con il figlio, che ha seri problemi di salute: ci siamo accorti che non si trattava di aiutare qualcuno in difficoltà! Sheela non cercava assistenza, voleva proprio una compagnia – raccontano Riccardo e Stefania – Abbiamo camminato insieme, dandole una mano in cose pratiche, semplicemente, ed è nata una forte amicizia”. L’invito al pranzo di Natale per Sheela e suo figlio è stata ricambiato con una memorabile cena indiana.

Maddalena e Pietro hanno incontrato Famiglie per l’Accoglienza in un momento difficile del loro percorso verso l’adozione. Il dialogo con varie famiglie dell’Associazione li ha aiutati a rafforzare l’intuizione iniziale – non si accoglie a causa di una mancanza ma per una sovrabbondanza – ma anche a capire che la strada non è subito chiara: occorre avere la pazienza di seguire le “briciole di pane” che vengono lasciate sul nostro cammino. Il primo sì è a un affido temporaneo di una bambina. Mentre questo si stava concludendo, la proposta di prendere in affido due fratellini: “Ho fatto l’esperienza di essere abbracciato”.