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“Abbiamo conosciuto famiglie che hanno condiviso un pezzo del loro cammino con altri”.

Concluso a Torino il ciclo d’incontri per famiglie adottive e per famiglie che si avvicinano all’esperienza dell’affido familiare. Un lavoro comune di diverse associazioni: Famiglie per l’Accoglienza, Papa Giovanni XXIII, Aibi, La Pietra Scartata, Adottiamo e Amici di Don Bosco, in collaborazione con la Diocesi di Torino.

Quanta ricchezza di esperienza umana ha caratterizzato i due percorsi! Sono stati due gli incontri di preparazione alla celebrazione del rito di benedizione delle famiglie adottive, durante i quali le coppie hanno provato a verificare il senso vocazionale della scelta adottiva, attraverso la lettura di alcuni brani dalle Sacre Scritture (lo smarrimento di Gesù nel tempio ed i discepoli di Emmaus) e le testimonianze di alcune coppie, che hanno raccontato la propria storia e come nel cammino che li ha portati all’adozione hanno scoperto maggiormente il loro essere una famiglia speciale e per certi versi preferita.

Durante il rito tenutosi lo scorso 20 gennaio sono state benedette 8 famiglie, sia coppie con figli che coppie “in attesa”. All’ultimo incontro, successivo al rito, è stato chiesto loro di raccontare se e quale aiuto abbia fornito il percorso fatto insieme: “Noi non ci sentiamo più soli perché Dio c’è nelle azioni quotidiane e nella rete che abbiamo trovato”; “Io finalmente, qui ho trovato il mio posto, dopo aver tanto cercato”; “A noi mancava qualcosa, il cammino di fede, essere in tre. Se il Signore ci ha messi su questa strada è perché possiamo essere anche noi genitori”; “A settembre il percorso adottivo sembrava nebuloso, oggi le cose stanno andando avanti in maniera coerente e costante. Accetteremo le cose che succederanno”.

Da questi commenti si comprende come, il seppur breve cammino fatto insieme, abbia portato ad una maggiore consapevolezza e quanto l’esperienza di queste famiglie, pur vissuta con tante difficoltà, corrisponda al loro desiderio più autentico, che oggi può essere sostenuto in una rete di amicizie e di rapporti che potranno continuare nel tempo.

Il percorso sull’accoglienza affidataria ha visto la partecipazione di una ventina di coppie con cui si è dialogato sui principali aspetti dell’affido e su tutti gli attori coinvolti in questa avventura. Ogni incontro è stato aperto da brevi insegnamenti tratti da figure bibliche paragonate all’esperienza dell’affidamento (Mosè e la vocazione, Giuseppe il Patriarca e il perdono, Giuda Iscariota e il tradimento).

I preziosi racconti di famiglie affidatarie hanno concluso gli appuntamenti. “Gli incontri”, hanno detto Antonello e Valentina, “Sono stati prima di tutto un’occasione per vedere che c’è un mondo di bene intorno a noi! Abbiamo avuto l’occasione di conoscere famiglie che, mosse da un vuoto che non le lasciava tranquille, hanno riempito di senso la loro vita e che con coraggiosa libertà hanno condiviso un pezzo del loro cammino con altri”.

Un’altra coppia, Amelia e Enzo, ci scrive: “Certamente il percorso dell’affidamento familiare è una strada straordinaria, una scelta d’amore e di consapevolezza. Sapere che ci sono le Associazioni e le famiglie affidatarie di supporto è un sollievo, perché il confronto è un aiuto importantissimo per avere dei consigli e per condividere le difficoltà. Avete dato molti spunti di riflessione, come la motivazione che può spingere a questo tipo di accoglienza, le proprie risorse e capacità, l’essere genitori per un periodo limitato di tempo, ma che rimane per sempre. Abbiamo riflettuto insieme su quanto è vero che il punto di forza è la vita donata dalle famiglie dei bambini affidati e il loro bisogno di essere accolti con la propria storia e la propria famiglia, rispettando le loro radici, perché sono le loro origini e parte di loro stessi. E tanto tanto altro ancora che ci aiuterà a capire qual è la nostra strada”.