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Una nuova dimensione dell’accoglienza

Vivere l’accoglienza ai tempi del Coronavirus: l’editoriale di Luca Sommacal

Questo tempo di emergenza sanitaria ci ha costretto a sospendere le giornate di convivenza, gli incontri, i gruppi, i minicorsi, tutte le attività che fino a qualche settimana fa prendevano ampio spazio sul nostro sito web e che rappresentavano il volto quotidiano della vita dell’Associazione. Questo tempo ci interpella duramente e ci pone domande e sfide. Desideriamo aiutarci a viverlo insieme, offrendoci sostegno gli uni agli altri. Proprio perché la nostra consueta modalità di farci compagnia non è possibile, vogliamo cercare di utilizzare al meglio i nostri strumenti di comunicazione – il sito, appunto e la newsletter a cui è sempre possibile iscriversi – per guardare e sostenere la vita quotidiana, e l’accompagnamento reciproco con altre famiglie.

Rilanceremo i racconti e le testimonianze ricevute, affinché possano essere d’aiuto e spunto per ciascuno, siano esse scoperte del vivere questa nuova e inusuale quotidianità, o siano l’affrontare situazioni anche difficili. Perché tutto può essere guardato. La nostra opera è nata come risposta al bisogno e come sostegno ad una vita in atto: non si ferma, perciò, così come non si ferma la nostra vita, nonostante le forti limitazioni che dobbiamo responsabilmente accettare.

L’accoglienza, che abbiamo imparato a riconoscere come la possibilità di uno sguardo diverso e più vero sulle cose, acquista nelle nostre circostanze di oggi una dimensione ancora nuova, un significato da scoprire e approfondire. “La gratuità è affrontare i rapporti con se stessi e con gli altri e le cose alla luce del destino” (Luigi Giussani, Il Miracolo dell’ospitalità, Milano, 2012, p. 32). Sta a noi la verifica di questo.