Il Miracolo dell’Ospitalità
Venerdì 16 gennaio a Genova, presso l’Auditorium Montale del teatro Carlo Felice, si è svolto l’incontro di presentazione del libro di don Luigi Giussani, in occasione della sua riedizione: si tratta di una raccolta di dialoghi e riflessioni che il sacerdote ha avuto con i membri di Famiglie per l’Accoglienza, tra il 1984 e il 1996.

Davanti a un folto pubblico, che ha gremito la sala anche sostando in piedi, sullo schermo scorrevano tante immagini della storia di Famiglie per l’Accoglienza, dai primi tempi in compagnia di Don Giussani fino all’oggi.
I primi saluti, sinceri nella stima e nell’esprimere una familiarità, sono stati quelli del Presidente del Tribunale dei Minorenni, Domenico Pellegrini, dell’assessore al Welfare Cristina Lodi, di Matteo Campora consigliere della Regione e del Vicario Episcopale Mons. Piero Pigollo.
Tutti i relatori hanno poi confrontato le parole di Giussani con la propria personale esperienza. Moderava l’incontro Siro Roncallo-padre affidatario- in rappresentanza di Famiglie per l’Accoglienza genovese; Luca Sommacal -attuale Presidente dell’Associazione -che ha con chiarezza evidenziato i punti fondamentali del libro e tre temi chiave nella relazione con chi accogli: la condiscendenza, l’amore al dolore, il perdono della diversità. Raccontando della storia di tante accoglienze di minori o famiglie in difficoltà, ha sottolineato come l’ospitalità trasformi non solo le vite degli ospitati, ma anche quelle degli ospitanti.
Era invitata al dialogo anche Giuliana Tondina, Procuratore della Repubblica al Tribunale dei minorenni di Brescia, che dalla sua prospettiva giuridica e sociale, ha sottolineato la grande fragilità dei ragazzi di oggi: hanno bisogno di “essere pensati” da adulti che li ”portino nel cuore”, soprattutto quando si sentono scartati dalla società. Ed ha poi invitato tutti a passare ad una più aperta idea di accoglienza ed ospitalità: anche di un amico, un collega, un vicino di casa, un alunno.
Raffaele Caruso, avvocato penalista e padre affidatario, in un racconto vivace e coinvolgente ha colpito i presenti nel suo personale viaggio nell’ospitalità; ha ricordato il dolore e la gioia di tanti ragazzi, soprattutto quelli che ha difeso quando si sono resi colpevoli di reati: gesti che gridano la domanda di essere perdonati, non di nuovo abbandonati.
Ha commosso la lettura dei messaggi di uno di questi ragazzi feriti alla madre affidataria, ma si è anche sorriso all’immagine dell’avvocato che sulla sua potente moto va a prendere un ragazzo per riportarlo in comunità…rendendolo fiero di quell’attenzione, di quella presenza instancabile!
La serata si è conclusa con la testimonianza di Rosy Serio, ex vice presidente e fondatrice di Famiglie per l’Accoglienza in Liguria: madre naturale e affidataria, oggi nonna di molti nipoti; da qualche tempo si dedica al marito ammalato, che con lei aveva condiviso l’esperienza di accoglienza di bambini e adolescenti. Rosy è stata ed è ancora, nonostante la situazione attuale, un punto di riferimento per le tante coppie che hanno deciso di intraprendere il percorso dell’affido o dell’adozione. Accompagnando tante famiglie, lavorandoin dialogo coi servizi sociali: ricordava tra l’altro il progetto di formazione congiunta tra operatori e famiglie svolto anni fa in diverse edizioni-uno spazio di confronto autentico, in cui soggetti diversi avevano saputo custodire il proprio ruolo senza sovrapporsi, scoprendosi però complementari e capaci di lavorare insieme.
Rosy ha approfondito ciò che Giussani scrive: la gratuità è un amore senza tornaconto, umanamente “senza motivi” che la ragione sappia spiegare. Ed è questo che oggi, più che mai, Rosy testimonia nella vita quotidiana coni suoi familiari.
Giussani diceva che “basterebbe una sola famiglia”, che si muovesse verso l’ospitalità e l’accoglienza, per cambiare un mondo che è in attesa, ha bisogno di questo: l’interesse, la curiosità suscitati dall’incontro di venerdì (tantissimi sono stati i messaggi di ringraziamento nei giorni successivi) dimostrano che questo modo di vivere “contagia”, è capace di raggiungere il cuore dell’uomo e di cambiarlo.
Video dell’incontro completo: LINK AL VIDEO.
INTERVISTE TRA IL PUBBLICO

“Oggi non parliamo più di miracoli: ci sembrano lontani da noi, dal nostro “fare”, ma forse venerdì sera, ascoltando e guardandomi intorno, ho avuto l’evidenza che il miracolo dell’ospitalità è accaduto per tanti di noi,ed è possibile”(una mamma adottiva).
“Ho pianto questa sera: sono stata toccata nel profondo, anche per la mia storia. E sono grata che esistano tante famiglie e persone con un amore così grande da donare con gratuità a noi ragazzi con tante cicatrici del passato”. (una ragazza adottata, ormai, a sua volta, giovane mamma)
“Ognuno dei presenti si è sentito raggiunto nell’esatto punto in cui si trova, dove aspetta chi lo guardi amandolo -come il ragazzo aspettava l’avvocato in moto…- e rinasce il desiderio di cercare luoghi dove si e’ ancora amati così. Non so esprimermi meglio, ma volevo ringraziarvi” (una mamma e nonna)
“Ho visto un’ospitalità oltre l’esperienza specifica dell’affido….A me ha dato spunti interessanti come papà di due adolescenti e come marito . È importante stare di fronte alle loro fatiche, stare: senza tanti discorsi” (un collega di lavoro)
“Io posso dire che ho visto e sentito ciò di cui avevo bisogno. Non è venuta meno la motivazione iniziale, avrei voluto vedere famiglie aperte, case dove le fatiche fossero leggere e ”l’aria fresca”: in questi anni ho visto e tuttora vedo intorno a noi e ai nostri figli tanto dolore. Ma all’incontro ho sentito che questo non è obiezione a una vita umanamente conveniente, un amore puo essere vissuto senza un contraccambio immediato” (una mamma affidataria)
“Ho toccato con mano che c’è un luogo dove ci si può commuovere fino alle lacrime e guardare in faccia il proprio limite, senza sentirsi giudicato. Mi sono commossa per quella bellezza, che non era la perfezione, ma la possibilità di sentimi amata proprio dentro quella circostanza che mi è data da vivere”. (una mamma adottiva)