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Il miracolo dell’ospitalità: incontro con don Alberto Cozzi

“Voi non siete un’organizzazione, siete un’esperienza. Guardandovi all’opera io colgo il nesso con il Mistero”. E’ questa una delle frasi più significative che don Alberto Cozzi, teologo e professore presso la Facoltà teologica di Milano, ha pronunciato durante la presentazione del libro Il miracolo dell’ospitalità avvenuta a Varese lo scorso 7 febbraio nel Salone Estense del Comune, affollato come non mai con oltre 200 persone, alla presenza del sindaco, Davide Galimberti, e del Prefetto, Rosario Pasquariello.

L’incontro è stato introdotto da Ambrogio Nicora, Responsabile delle Famiglie per l’Accoglienza di Varese, che ha spiegato le ragioni che hanno portato l’Associazione a volere un momento di dibattito pubblico per presentare un testo che si può definire fondativo dell’esperienza delle Famiglie per l’Accoglienza. “Siamo qui perché siamo testimoni di una bellezza che abbiamo incontrato e vissuto” e che, proprio per questo, merita di essere raccontata.”

Paola e Eugenio, genitori adottivi, hanno raccontato della loro esperienza, passata attraverso la pazienza dell’attesa (prima fra tutte quelli di uno dei due sposi che attende i tempi di maturazione dell’altro nella decisione di adottare), la sensazione di fallimento di fronte ad un affido concluso per decisione dei Servizi e non dei genitori, la bellezza di un’amicizia con le Famiglie per l’Accoglienza che li ha aiutati nel cammino che hanno percorso negli anni. Tutto ciò semplicemente “stando”, stando davanti ai dolori dei loro figli adottati e affidati e dando loro la possibilità di esprimere il loro grido. “A cosa serve stare?” – si è chiesto don Cozzi. “A nient’altro se non a dire a quel ragazzo cui stai davanti che è figlio. Può avere tutti i difetti del mondo ma è figlio. E’ questo è il generare. Perché un genitore affidatario o adottivo non deve ‘rendere bravo’ il ragazzo che ha davanti ma donargli un’identità da figlio, con gesti di accoglienza spesso così totali e gratuiti che sono realmente ‘imitazione dei gesti di Dio’. ”

Alberto Federici