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Una strada da scoprire insieme.

In un’aula gremita da oltre 150 persone è stato presentato a Verona il libro di don Giussani che ha segnato la nostra storia.  Molti giovani, molti operatori sociali, molte persone che partecipano ad altre opere e molte famiglie che sono coinvolte nell’ avventura dell’accoglienza. A raccontare la profondità de “Il miracolo dell’ospitalità” il responsabile della Caritas Diocesana don Matteo Malosto e il direttore dell’Ufficio famiglia della regione Veneto dott. Pasquale Borsellino, accanto al presidente dell’associazione Luca Sommacal.

Una lettura, la loro, che ha colto la radice profonda dell’essere fatti per amore, chiamati a fare della propria vita un dono e a guardare chi incontriamo non come nemico ma come arricchimento reciproco, come ricordava don Matteo. Una via semplice e preziosa che testimonia una novità in un mondo sempre più segnato dalla solitudine, fino a chiedersi “come lavora oggi lo Spirito Santo?” Perché è la Sua via che siamo chiamati a seguire. Ed è bello riconoscere che è una strada da scoprire insieme. Strada affascinante, anche se non facile, che si concretizza in gesti semplici e quotidiani, tipici della famiglia.

Il dott. Borsellino ha colto il valore per tutti dell’accoglienza dicendo: “Io conosco me stesso solo in rapporto con l’altro, camminando insieme nella scoperta del valore di ciascuno e della verità.” E ha aggiunto come questo sia oggi particolarmente importante, in un tempo in cui si impone il primato della tecnica sulla prossimità, anche nel prendersi cura. “L’ accoglienza – ha affermato –  è iscritta nella “genetica” dell’uomo, ma quando accade, come nelle famiglie che accolgono, accade qualcosa che sa di miracolo e genera stupore.

E in questo mettersi in gioco le famiglie diventano più sé stesse e migliori”. Affermazioni riprese da Luca Sommacal, presidente dell’Associazione, che ha ricordato come don Giussani ci ha illuminato sui fattori costitutivi dell’accoglienza primo fra tutti il “perdono della diversità”, perché per accogliere chi è diverso da come noi penseremmo, occorre uno sguardo pieno di perdono che ama il cuore e accompagna il cammino. E occorre la “condiscendenza”, la strada di scendere dove l’altro è, per condividere quello che lui vive. E commuove essere spettatori di questo che accade in tante famiglie, ed essere testimoni di vite rifiorite.

Alla fine dell’incontro, per proseguire il dialogo e un confronto su questi temi, è stato presentato un percorso di introduzione all’ accoglienza e alla solidarietà familiare, in collaborazione con il Comune di Verona, che era rappresentato dall’Assessore al sociale Luisa Ceni. Questo percorso dal titolo “Aiutare un bambino a crescere: ci hai mai pensato?” si articolerà in tre serate con professionisti e testimonianze che racconteranno come l’esperienza dell’accoglienza, anche nelle sue forme più semplici e quotidiane, ha fatto maturare le nostre famiglie e i minori accolti.