Casa Fontana Vivace

Casa Fontana Vivace

La storia

“Fontana Vivace” è un’associazione costituita da tre famiglie genovesi, ciascuna delle quali vive l’esperienza dell’accoglienza familiare, ed è nata come frutto della loro amicizia.

Le famiglie Martinoia, Orlando e Castagnola, mosse dal desiderio di investire tutta la vita in tale amicizia, hanno cominciato a cercare una casa in cui poter vivere tutti insieme e che, nello stesso tempo, rispondesse alle loro esigenze personali e familiari.

Una ricerca molto difficile, durata due anni, che ha anche messo in forse la fattibilità dell’ipotesi.

Il tempo dedicato a questa ricerca non è stato inutile, tuttavia, perché in ogni famiglia genitori e figli hanno avuto la possibilità di rafforzarsi nella consapevolezza che quella era la strada giusta per loro.

L’incontro tra la Madre Generale delle Suore Marcelline di Milano e alcuni amici delle famiglie ha rappresentato il momento di svolta: la superiora della congregazione, venuta a conoscenza del progetto che i Castagnola, i Martinoia e gli Orlando desideravano attuare, ha ipotizzato di offrire per lo scopo un immobile nel quartiere di Albaro a Genova, già sede di una struttura residenziale per anziani gestita dalle suore stesse.

In tempi relativamente brevi è stato stipulato un accordo ed un contratto di locazione e sono stati avviati i lavori di ristrutturazione.

A gennaio 2011 è stata inaugurata con una grande festa l’opera “Fontana Vivace”: il nome è ripreso dal Canto XXXIII del Paradiso di Dante dedicato alla Madonna, che è anche una preghiera esposta nella sala comune della Casa e recitata quotidianamente dalle famiglie e dai loro ospiti.

Nell’ambito dell’Associazione sono stati attivati due minialloggi per l’accoglienza temporanea di nuclei familiari monoparentali con bambini; sono state inoltre costituite due comunità familiari, “La Grangia”, che fa capo alla famiglia Orlando e “Il Girasole” presso la famiglia Martinoia.

La realtà che si è creata in “Fontana Vivace” è oggi molto più che la semplice collaborazione a una stessa esperienza, perché implica il dono della vita intera: le famiglie si accompagnano in un percorso di totale condivisione.

La forma giuridica

“Fontana Vivace” è Associazione di volontariato L. 266/91 iscritta all’albo delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Liguria, P. 2812 n° 945 del 27.04.2010. Conta circa 60 soci. Fanno capo a “Fontana Vivace” i due minialloggi per l’accoglienza di nuclei madre-bambino e le comunità familiari “La Grangia” e “Il Girasole” operanti su autorizzazione rilasciata dal Comune di Genova. Ognuna può accogliere, in base all’attuale Regolamento della Regione Liguria, al massimo tre bambini in regime di casa-famiglia, a cui si aggiungono gli affidi alla famiglia e i figli naturali.

La struttura

L’immobile che ospita le tre famiglie è un palazzo antico, interamente ristrutturato per renderlo adeguato alle esigenze delle comunità familiari. E’ composto da tre appartamenti distribuiti su tre piani dell’immobile, da una zona comune e da due monolocali.

Ogni famiglia vive in un piano diverso. Al piano terra esiste uno spazio comune, dotato sia di ampi locali sia di una cucina, dove le famiglie si incontrano o dove vengono organizzate iniziative o cene con gli amici e con i visitatori.

“Fontana Vivace” è situata all’interno di un bellissimo e spazioso parco. Adiacente alla casa si trova un complesso scolastico, con asilo nido, scuola materna, scuola elementare e media, gestito dalle Suore Marcelline e una struttura ad uso foresteria, sempre gestita dalle stesse. Il parco offre una vista bellissima ed è un luogo in cui i bambini possono giocare e divertirsi. Sono presenti anche campi da calcio e da tennis.

Le spese di ristrutturazione dei locali hanno comportato un notevole investimento economico, totalmente a carico delle famiglie.

Le persone accolte

La famiglia Castagnola è composta da Alessandra e Marco e due figli adottivi, ora adolescenti. Nell’associazione “Fontana Vivace” i due coniugi hanno il compito di supportare ed accompagnare le due mamme con bambino accolte, perché possano seguire un percorso di autonomia e di reinserimento sociale. Laura e Luca Orlando hanno un figlio naturale e uno adottivo, uno affidato alla famiglia e uno alla comunità familiare. La famiglia Orlando ha fatto diverse accoglienze temporanee di adulti ed anche di un neonato in pronto intervento. La famiglia Martinoia gestisce la Casa “I Girasoli”. E’ composta da Sergio e Laura, da quattro figli naturali e da quattro bambini in affido, di cui tre alla casa-famiglia.

Il funzionamento

Al mattino i figli vanno a scuola e i genitori vanno al lavoro: le mamme riescono a fare degli orari di lavoro part time o flessibili, che permettono di essere presenti soprattutto nel pomeriggio, quando ci sono i vari impegni quotidiani, gli sport e i compiti.

I bambini delle varie famiglie sono amici tra loro e spesso studiano insieme o appena possono si cercano, per giocare o guardare un film.

Questo rende la vita all’interno di ogni casa particolarmente movimentata. La cena, però, è un momento privato all’interno di ogni casa, dove la famiglia si riunisce e si confronta con i figli propri e quelli accolti. Per facilitare questo momento quotidiano di intimità è stata fissata per i bambini qualche semplice regola come, ad esempio, aspettare che tutte le famiglie finiscano di cenare prima di rivedersi, oppure suonare sempre il campanello prima di entrare, o ancora rispettare le esigenze delle altre famiglie. C’è una grandissima libertà e confidenza anche tra bambini e i genitori delle altre famiglie, ma sempre nel rispetto dell’intimità di ogni nucleo familiare.
Un altro momento quotidiano è il caffè dopo cena, in cui si parla di com’è andata la giornata, o si discutono eventuali questioni. Ci si può confrontare ed esprimere liberamente, è un’occasione di compagnia molto semplice, in relax. Prima di salutarsi si recita insieme una preghiera.

I genitori periodicamente hanno proposto ai figli più grandi, naturali e accolti, un momento d’incontro, dato il desiderio dei ragazzi di essere maggiormente coinvolti e dei genitori di responsabilizzarli. Nel tempo si è rivelato uno strumento efficace.

Una volta al mese circa, ogni coppia prende del tempo per sé e tutte le famiglie si aiutano per favorire questa opportunità.

Le figure professionali e i volontari

I genitori affidatari si incontrano periodicamente con l’assistente sociale e la responsabile regionale di Famiglie per l’Accoglienza, che sono un solido punto di riferimento e spesso accompagnano la famiglia agli incontri con i servizi, per un confronto più approfondito su alcune questioni o tematiche urgenti. In base alla normativa vigente, l’Associazione Fontana Vivace e le due Case famiglia, non essendo comunità di tipo professionale non hanno l’obbligo di impiegare educatori professionali che in questo momento non sono presenti.

Saltuariamente ed al bisogno le famiglie si confrontano con una neuropsichiatra infantile, per consulenza su situazioni particolarmente problematiche.

Ogni mese e mezzo, infine, presso “Fontana Vivace” si svolge il gruppo affido, guidato da Luca Orlando, che permette alle famiglie affidatarie della zona che fanno riferimento all’Associazione Famiglie per l’Accoglienza di incontrarsi e di confrontarsi.

Le famiglie sono molto presenti le une nei confronti delle altre: chi ha più tempo prepara da mangiare anche per gli altri; le mamme e i papà si alternano nell’accompagnare i figli a scuola, ai vari sport o agli impegni pomeridiani. Questa collaborazione rappresenta già di per sé un forte supporto, ma sono presenti anche volontari, come, ad esempio, due insegnanti che, un pomeriggio a settimana, aiutano bambini e ragazzi nei compiti. Altre persone si rendono utili al bisogno. Sono circa 60 i volontari, che aderiscono all’Associazione Fontana Vivace Onlus.

Il metodo educativo

Alla base dell’esperienza educativa di quest’opera è l’amicizia tra i genitori, esempio di una comunione che non nasce dall’affinità dei temperamenti, bensì dall’unità dei cuori. “Fontana Vivace” offre ai bambini ed ai ragazzi la possibilità di crescere con una mamma, un papà e dei fratelli, di sperimentare su di sé il vantaggio dell’amicizia con altre famiglie e altri bambini – amicizia che porta inevitabilmente a un’apertura all’altro e a una dimensione di accoglienza totale. I bambini imparano a trattarsi tra loro come fratelli e c’è una grande naturalezza nell’includere chiunque. Migliorano così anche i rapporti tra i fratelli naturali accolti all’interno di Fontana Vivace.

La scelta e la modalità di accoglienza che i genitori sperimentano non viene da loro imposta ai propri figli, ognuno dei quali decide liberamente se e come coinvolgersi con l’opera.

I rapporti con il territorio

“Fontana Vivace” è molto conosciuta sul territorio e nelle realtà parrocchiali. Ci sono buoni rapporti con la realtà d’accoglienza COFAMILY, associazione che riunisce diverse case famiglia della Regione Liguria, e con altre comunità familiari dell’area genovese. Positivo anche il contatto con alcune realtà dell’Associazione Papa Giovanni XXIII.

Recapiti

via Zara 32/1
16145 Genova
Telefono: 010 8609592
email: fontanavivace@hotmail.it
Sito: www.fontanavivace.org