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	<title>liguria | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>liguria | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Il Miracolo dell’Ospitalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 17:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[il miracolo dell'ospitalità]]></category>
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		<category><![CDATA[presentazione libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le vive testimonianze di una gratuità sorprendente.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/01/22/il-miracolo-dell-ospitalita-liguria/">Il Miracolo dell’Ospitalità</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s2"><strong><span class="s3">Venerdì 16 gennaio a Genova, presso l&#8217;Auditorium Montale del teatro Carlo Felice, si è svolto l&#8217;incontro di presentazione del libro di don Luigi Giussani</span><span class="s3">, </span><span class="s3">in occasione della sua riedizione</span><span class="s3">: si tratta di una raccolta di </span><span class="s3">dialoghi e riflessioni che il sacerdote ha avuto con i membri</span> <span class="s3">di Famiglie per l’Accoglienza</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> tra il 1984 e il 1996.</span></strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-31517" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160731-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160731-300x225.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160731-1024x768.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160731-768x576.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160731-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160731-800x600.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="s2"><span class="s3">Davanti a un folto pubblico, che ha gremito la sala anche sostando in piedi,</span><span class="s3"> sullo schermo scorrevano tante immagini della storia di Famiglie per l’Accoglienza, dai primi tempi in compagnia di Don Giussani fino all’oggi.</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">I</span><span class="s3"> primi saluti, sinceri nella stima e nell&#8217;esprimere una familiarità, sono stati quelli del Presidente del Tribunale dei Minorenni, Domenico Pellegrini, dell&#8217;assessore al Welfare Cristina Lodi</span><span class="s3">, </span><span class="s3">di Matteo Campora consigliere della Regione e del Vicario Episcopale Mons. Piero Pigollo. </span></p>
<p class="s2"><span class="s3">Tutti i relatori hanno poi confrontato le parole di Giussani con la propria personale esperienza. Moderava l&#8217;incontro <strong>Siro Roncallo</strong>-padre affidatario- in rappresentanza di Famiglie per l&#8217;Accoglienza genovese; <strong>Luca Sommaca</strong>l -attuale Presidente dell&#8217;Associazione -che ha con chiarezza evidenziato i punti fondamentali del libro e  tre temi chiave</span><span class="s3"> nella relazione con chi accogli</span><span class="s3">:  la </span><span class="s3">condiscendenza, l&#8217;amore al dolore, il perdono della diversità. Raccontando della storia di tante accoglienze di minori o famiglie in difficoltà, ha sottolineato come l&#8217;ospitalità trasformi non solo le</span> <span class="s3">vite degli ospitati, ma anche quelle degli ospitanti.</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">Era invitata al dialogo anche <strong>Giuliana Tondina</strong>, Procuratore della Repubblica al Tribunale dei minorenni di Brescia, che dalla</span> <span class="s3">sua prospettiva giuridica e sociale, ha sottolineato </span><span class="s3">la</span><span class="s3"> grande</span> <span class="s3">fragilità</span><span class="s3"> dei ragazzi di oggi</span><span class="s3">: hanno bisogno di “essere pensati” da adulti che li ”portino nel </span><span class="s3">cuore”, soprattutto quando si sentono scartati dalla società. </span><span class="s3">Ed ha poi</span><span class="s3"> invitat</span><span class="s3">o tutti a passare ad una più aperta idea di accoglienza ed ospitalità: anche di </span><span class="s3">un </span><span class="s3">amico, un collega, un vicino di casa, un alunno.</span></p>
<p class="s2"><span class="s3"><strong>Raffaele Caruso</strong>, avvocato penalista e padre affidatario, in un racconto vivace e coinvolgente ha colpito i presenti  nel suo</span> <span class="s3">personale viaggio nell’ospitalità</span><span class="s3">;</span><span class="s3"> ha ricordato il dolore e la gioia di tanti ragazzi, soprattutto quelli che ha difeso quando si sono resi colpevoli di  reati: gesti che gridano la domanda di essere perdonati, non di nuovo abbandonati.</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">Ha commosso la lettura dei messaggi di uno di questi ragazzi feriti alla madre affidataria, ma si è anche sorriso all&#8217;immagine dell&#8217;avvocato che sulla sua potente moto va a prendere un ragazzo per riportarlo in comunità&#8230;rendendolo fiero di quell&#8217;attenzione</span><span class="s3">, di quella presenza instancabile</span><span class="s3">!</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">La serata si è conclusa con la  testimonianza di <strong>Rosy Serio</strong>, ex vice presidente e </span><span class="s3">fondatrice di Famiglie per l&#8217;Accoglienza in Liguria: madre </span><span class="s3">naturale e affidataria, oggi </span><span class="s3">nonna di molti nipoti</span><span class="s3">;</span><span class="s3"> da </span><span class="s3">qualche tempo si</span><span class="s3"> dedica  al marito ammalato</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> che  </span><span class="s3">con lei</span><span class="s3"> aveva condiviso</span><span class="s3"> l’esperienza di accoglienza di bambini e adolescenti. Rosy è stata ed </span><span class="s3">è ancora, nonostante la situazione attuale, un punto di riferimento per le tante</span><span class="s3"> coppie</span><span class="s3"> che </span><span class="s3">hanno deciso di intraprendere il percorso dell’affido o dell’adozione. </span><span class="s3">Accompagnando tante famiglie, lavorandoin dialogo coi servizi sociali: ricordava tra l’altro il progetto di formazione congiunta tra operatori e famiglie svolto anni fa in diverse edizioni-</span><span class="s3">uno spazio di confronto autentico, in cui soggetti diversi </span><span class="s3">avevano </span><span class="s3">saputo custodire il proprio ruolo senza sovrapporsi, scoprendosi però complementari e capaci di lavorare insieme.</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">Rosy ha </span><span class="s3">approfondito</span><span class="s3"> ciò che</span> <span class="s3">Giussani scrive: la gratuità è un amore senza tornaconto, umanamente “senza motivi” che la</span> <span class="s3">ragione sappia spiegare. Ed è questo che oggi, più che mai, Rosy testimonia nella vita</span> <span class="s3">quotidiana con</span><span class="s3">i suoi familiari.</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">Giussani diceva che </span><span class="s3">“</span><span class="s3">basterebbe una</span><span class="s3"> sola famiglia”</span><span class="s3">,  che si muov</span><span class="s3">esse</span><span class="s3"> verso l’ospitalità e l’accoglienza, </span><span class="s3">per cambiare un mondo che è in attesa, ha bisogno di questo: l’interesse, la curiosità suscitati dall’incontro di venerdì (tantissimi sono stati i messaggi di ringraziamento nei giorni successivi) dimostrano che </span><span class="s3">questo modo di vivere “contagia”, è capace di raggiungere il cuore dell’uomo e di cambiarlo.</span></p>
<p>Video dell’incontro completo: <a title="Video presentazione nuova edizione Genova" href="https://youtu.be/bC5UFYMw4I8" target="_blank" rel="nofollow noopener">LINK AL VIDEO.</a></p>
<h3 class="s2"><span class="s3">INTERVISTE TRA IL PUBBLICO</span></h3>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-31516" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160744-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160744-300x225.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160744-1024x768.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160744-768x576.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160744-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/01/P1160744-800x600.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="s2"><span class="s3">“</span><span class="s3">Oggi non parliamo più di miracoli: ci sembrano lontani da noi, dal nostro “fare”, ma forse venerdì sera, ascoltando e guardandomi intorno, ho avuto l’evidenza che il miracolo dell’ospitalità è accaduto per tanti di noi</span><span class="s3">,</span><span class="s3">ed è possibile</span><span class="s3">”(una mamma adottiva)</span><span class="s3">.</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">&#8220;Ho pianto questa sera: sono stata toccata nel profondo, anche per la mia storia. E sono grata </span><span class="s3">che esistano tante famiglie e persone con un amore così grande da donare con gratuità a noi </span><span class="s3">ragazzi con</span><span class="s3"> tante </span><span class="s3">cicatrici del passato”. </span><span class="s3">(</span><span class="s3">una ragazza adottata,</span> <span class="s3">ormai, a sua volta, giovane mamma</span><span class="s3">)</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">“O</span><span class="s3">gnuno</span><span class="s3"> dei presenti</span><span class="s3"> si è sentito raggiunto nell&#8217;esatto punto in cui si trova</span><span class="s3">, dove aspetta chi lo guardi amandolo -come il ragazzo aspettava l’avvocato in moto&#8230;-</span><span class="s3"> e rinasce il desiderio di cercare  luoghi dove si e&#8217; ancora amati così. Non so esprimer</span><span class="s3">mi</span><span class="s3"> meglio</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> ma volevo ringraziarvi</span><span class="s3">” (una mamma e nonna)</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">“Ho visto </span><span class="s3">un&#8217;ospitalità oltre l&#8217;esperienza specifica dell&#8217;affido&#8230;.A  me ha dato spunti interessanti come papà di due adolescenti</span><span class="s3"> e</span><span class="s3">  come marito . È importante star</span><span class="s3">e di fronte alle loro fatiche,</span> <span class="s3">stare: </span><span class="s3">senza tanti discorsi</span><span class="s3">”</span> <span class="s3">(un collega di lavoro)</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">“Io posso dire che ho visto e sentito ciò di cui avevo bisogno. Non è venuta meno la motivazione iniziale, avrei voluto vedere famiglie aperte, case dove le fatiche fossero leggere e ”l&#8217;aria fresca”: in questi anni ho visto e tuttora vedo intorno a noi e ai nostri figli tanto dolore. Ma all’incontro ho sentito che questo non è obiezione a una vita umanamente conveniente, un amore puo essere  vissuto senza un contraccambio immediato” (una mamma affidataria)</span></p>
<p class="s2"><span class="s3">“Ho toccato con mano che c’è un luogo dove ci si può commuovere fino alle lacrime e guardare in faccia il proprio limite, senza sentirsi giudicato. Mi sono commossa per quella bellezza, che non era la perfezione, ma la possibilità di sentimi amata proprio dentro quella circostanza che mi è data da vivere”. (una mamma adottiva)</span></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/01/22/il-miracolo-dell-ospitalita-liguria/">Il Miracolo dell’Ospitalità</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Pellegrinaggio al Santuario di Montallegro</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/10/18/inizio-anno-montallegro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 14:58:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio inizio anno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le famiglie liguri ritornano dalla Madonna per offrire l’inizio del cammino dei quest’anno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s2">Le famiglie liguri ritornano al Santuario di Montallegro, ogni volta che c’è da offrire l’inizio del cammino o ringraziare per il concludersi di un anno. Proprio come facevano i marinai in partenza per un viaggio, o grati alla Madonna per la sua protezione, al ritorno da un’impresa faticosa e incerta.</p>
<p class="s2">Anche questa volta ci accoglie un tempo splendido, dal piazzale ammiriamo la baia di Rapallo con il Monte di Portofino sullo sfondo, sotto il cielo limpido.</p>
<p class="s4"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-31196" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/48a0224f-114d-485f-9db3-a3d29df7cedc-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/48a0224f-114d-485f-9db3-a3d29df7cedc-225x300.jpeg 225w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/48a0224f-114d-485f-9db3-a3d29df7cedc-768x1024.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/48a0224f-114d-485f-9db3-a3d29df7cedc-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/48a0224f-114d-485f-9db3-a3d29df7cedc-600x800.jpeg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/48a0224f-114d-485f-9db3-a3d29df7cedc.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Questa volta il “filo rosso” che ci accompagna durante le tappe del Rosario ci fa soffermare sul mistero dell’amore coniugale, ricordando i Beati e Santi coniugi degli ultimi secoli, sulla compassione che passa attraverso gesti concreti, sul nostro diventare creature nuove ed incontrabili. Fino a meditare sulle parole del Papa in questo anno Giubilare: “<span class="s3">Siamo un popolo in cammino. Questa coscienza non ci allontana ma ci immerge nell’umanità, come </span><span class="s3">il lievito nella pasta, che la fa tutta fermentare</span><span class="s3">”</span></p>
<p class="s2">In un mondo lacerato e senza pace lo Spirito Santo ci educa a camminare insieme come pellegrini.</p>
<p class="s2">Chiediamo a Valeria di raccontarci la sua esperienza all’interno del corso per le famiglie affidatarie nel comune di Chiavari, che è stata per lei l’occasione per mettere in gioco la propria esperienza di mamma affidataria, e per fare nuovi incontri con coppie che finalmente hanno cominciato a dire il proprio bisogno, con sincerità.</p>
<p class="s2"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-31195" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/b7f57b0e-37a8-4177-8c1e-c2e77222d6b2-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/b7f57b0e-37a8-4177-8c1e-c2e77222d6b2-225x300.jpeg 225w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/b7f57b0e-37a8-4177-8c1e-c2e77222d6b2-768x1024.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/b7f57b0e-37a8-4177-8c1e-c2e77222d6b2-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/b7f57b0e-37a8-4177-8c1e-c2e77222d6b2-600x800.jpeg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/b7f57b0e-37a8-4177-8c1e-c2e77222d6b2.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />Pia- professoressa di civiltà bizantina-ci aiuta poi a comprendere il significato dell’Icona di Montallegro, immagine della “DormitioVirginis” , complessa ma semplice al tempo stesso, nel mostrare la tenerezza con cui la Trinità abbraccia l’anima della Madonna.</p>
<p class="s2">Con la S.Messa e i giochi di grandi e piccoli sul piazzale prosegue la giornata, e infine proviamo a cantare tutti insieme, seduti sulla scalinata: i gruppi che arrivano in pellegrinaggio si fermano ad osservarci, incuriositi. E’ raro vedere mamme, papà e bambini che suonano e cantano insieme, in un momento di grande serenità e allegria!</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/10/18/inizio-anno-montallegro/">Pellegrinaggio al Santuario di Montallegro</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Ho risposto a uno sguardo</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/07/18/ho-risposto-a-uno-sguardo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 21:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[giornata di fine anno]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto di Tommaso e Marta, genitori affidatari, in occasione della giornata di fine anno delle famiglie liguri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno, cercando nella campagna dell’entroterra un po’ di ristoro dalla calura, le famiglie liguri si sono incontrate a Creto per la giornata di fine anno. Insieme a coppie adottive e affidatarie, tanti erano gli amici con figli naturali, a testimonianza di un’amicizia che cresce e della vicinanza di tanti, anche non facenti parte dell’Associazione, alla nostra esperienza.<br />
La minaccia del temporale ci fa sostare per la Messa al Santuario della Madonna delle tre Fontane a Montoggio, dove don Mario da tanti anni accoglie ragazzi provenienti principalmente dall’Africa, senza tetto né lavoro.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-30985" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-2-300x225.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-2-768x576.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-2-800x600.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Mentre i bambini sul piazzale giocano a bandiera, gli adulti ascoltano il racconto di due giovani affidatari, arrivati da Milano in Liguria da qualche anno: oltre ai loro tre figli, oggi accolgono nel fine settimana due vivaci fratellini indiani che, dicono, hanno “sconvolto” le tranquille dinamiche familiari e aperto lo sguardo di genitori e figli. Marta ricorda come avesse posto ad un amico missionario le domande sulla propria vocazione, e di come abbia poi riconosciuto la risposta in quel gesto di accoglienza semplice, non progettato. Per Tommaso, preso nel “loop” di organizzazione della settimana tra lavoro-famiglia-riposo, si è trattato solo di rispondere allo sguardo di un amico, anche lui papà affidatario, che con la sua faccia interrogativa esprimeva: “perché non tu? “ di fronte alla segnalazione dei fratellini da accogliere. Così si sono aperte per loro prospettive nuove, è entrato nella vita un respiro, condiviso – cosa sottolineata da entrambi – con gli amici, dentro una compagnia che continuamente li sostiene.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-30986 alignright" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-3-300x225.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-3-1024x768.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-3-768x576.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-3-1536x1152.jpg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-3-800x600.jpg 800w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ho-risposto-a-uno-sguardo-3.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La giornata si è conclusa sul prato di Siro e Betta, mangiando e giocando insieme, grandi e bambini, come sempre accade in queste nostre belle giornate insieme.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/07/18/ho-risposto-a-uno-sguardo/">Ho risposto a uno sguardo</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Vi racconto di mia mamma Rosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2024 17:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo anziani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il miracolo della cura e del colore</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il miracolo della cura e del colore</strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">In varie regioni proseguono gli incontri dei &#8220;Gruppi anziani&#8221; o &#8220;Gruppi accoglienze varie&#8221;, dove si ritrovano e si confrontano famiglie che accolgono a casa i propri genitori, o parenti ammalati: nei gruppi si condividono la fatica e la bellezza di sostenere chi ha bisogno, quotidianamente, di una presenza amorevole. I racconti dei nostri amici, della loro forza e spesso creatività nell&#8217;accompagnare chi è sofferente sono per noi un insegnamento. Riportiamo qui l&#8217;esperienza di Silvana di Rapallo, dei suoi fratelli e della mamma riportata al sorriso dalla loro compagnia e persino dalla proposta di un lavoro, che nuovamente la fa sentire utile e protagonista.</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel luglio 2023 mia mamma- 95 anni- ha cominciato a stare male, finché una sera, decisamente peggiorata, è finita al Pronto Soccorso. Dopo gli esami e l’attesa, si affaccia una dottoressa che dice: “ma sua mamma ha il diabete! Non ho mai visto una persona viva con questi valori”. Era in coma glicemico, mi sono resa conto che l’avevamo ripresa al volo… E’ stata ricoverata per diversi giorni. Nonostante il personale facesse tutto il possibile, la mamma ha trascorso il tempo ferma nel letto, con tutti i tubicini attaccati; la possibilità di visite per noi era limitata agli orari concessi. Il 2 agosto è stata dimessa e la dottoressa, viste le condizioni oggettive e le mie domande un “po’ strane”, mi prepara e dice: “Non pensi che sua mamma possa alzarsi dal letto ”. Tornata a casa, insieme ai miei due fratelli e alle cognate abbiamo trasformato completamente la camera con tutti gli apparati necessari. Per tre volte alla settimana venivano gli infermieri domiciliari della ASL per curare le piaghe da decubito che aveva acquistato stando ferma in ospedale . Abbiamo poi imparato a misurare la glicemia, per tenere sotto controllo il presunto diabete, mentre per nutrirla potevamo solo darle frullati, omogeneizzati, e la cannuccia per bere l&#8217;acqua. Mia mamma era quindi allettata e difficile da spostare. Con il passare dei giorni insistendo con l&#8217;alimentazione e costringendola a mangiare, o meglio, a “buttare giù” quello che a volte con insistenza le inserivamo nella bocca, ha iniziato a migliorare attraverso una cura continua basata soprattutto sulla mia/ nostra presenza. Ci siamo accorti poi che non c’era più bisogno dell&#8217;ossigeno. Nel frattempo le piaghe curate dagli infermieri si stavano rimarginando, e soprattutto cominciava a bere acqua (non vino, ma questo poi lo avrebbe recuperato!); non c&#8217;è stato più bisogno di flebo, né di catetere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il passaggio più importante è stato quando mia cognata Roberta, fisioterapista, ha scoperto che la mamma poteva stare in posizione seduta al bordo del letto, poggiando le gambe a terra. Questa posizione le permetteva di appoggiarsi a un tavolino e quindi ha iniziato a mangiare stando seduta </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’altra conquista è stata quella di farle raggiungere il tavolo in sala, e mangiare insieme a noi tre iniziando a usare le posate per nutrirsi con cibo solido tagliuzzato. Nel giro di qualche mese, stando a casa e stimolando continuamente l&#8217;autonomia e il movimento senza l&#8217;uso di particolari medicinali, la mamma è tornata quasi nella condizione precedente all‘ospedalizzazione e ora la glicemia che continuiamo a misurare una volta al giorno, si è stabilizzata a livelli quasi normali, anche se la sua testa è sempre più confusa .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-30037" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/vi-racconto-di-mia-mamma-rosa-1-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/vi-racconto-di-mia-mamma-rosa-1-300x164.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/vi-racconto-di-mia-mamma-rosa-1-1024x558.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/vi-racconto-di-mia-mamma-rosa-1-768x419.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/vi-racconto-di-mia-mamma-rosa-1-1536x837.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ma c’è un’altra “resurrezione” che vorrei raccontare. La mamma prima leggeva o giocava a carte e solo qualche volta ascoltava la tv. Aveva poi abbandonato questi interessi o passatempi e quindi la maggior parte del tempo stava seduta e inattiva. La badante mi ha suggerito di provare a farla colorare. Ho deciso di disegnare io stessa (fa parte del mio lavoro) per poi farla colorare dicendole che i disegni mi servono e che devo portarli ai bambini delle scuole: lei dunque lo ha considerato quasi un lavoro che deve fare per me, per aiutarmi. Avevo la possibilità, grazie al mio lavoro da dipendente pubblico, di usufruire del congedo straordinario della legge 104 per curare mia mamma. Provenivo da un periodo molto demotivante nel mio lavoro e quindi ho approfittato di questo nuovo ruolo di </span><i><span style="font-weight: 400;">caregiver</span></i><span style="font-weight: 400;"> per riprendere attività creative che facevano bene anche a me. Allestito il tavolo della sala con pennarelli e matite colorare, ho Iniziato disegnando su un album in formato piccolo per poi passare al formato più grande. Mi sono guardata intorno facendomi ispirare da ciò che vedevo , riproducendo forme e geometrie, fiori, oggetti, facce, foglie, casette, senza un pensiero preciso. La mamma, che era una maestra, riusciva a stare dentro i contorni e spesso sceglieva i colori, ma la cosa che più mi sorprende anche oggi è che quest’ attività è l‘unica che la tiene impegnata e un po’ concentrata e la distoglie, almeno per un breve tempo, dai pensieri e le domande ripetitive ed ossessive che le occupano la testa, senza tregua. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi mesi abbiamo prodotto tra originali e fotocopie centinaia di disegni colorati e così il 13 luglio, giorno del mio compleanno, (lei sostiene che ho circa 30 anni..) mi è venuta un idea: abbiamo portato con noi la mamma e alla fine della festa, lei seduta al tavolo, aveva i disegni arrotolati che le avevo fatto preparare, ogni amico sceglieva un disegno e la mamma firmava “dal vivo” le sue opere. Lei non ricorda più nulla e la sua memoria in questo tempo ha fatto tanti passi indietro. La casa è piena di cartelli con la risposta alle solite stesse domande. In conclusione: a distanza di un anno, mia mamma oggi mangia con noi, fa qualche passo col suo carrellino, addirittura a volte ci scappa per andare in bagno da sola! Certo la tempra di alcuni soggetti, come mia mamma, è davvero sorprendente ma … Posso dire per esperienza e non per competenza che una ripresa di vitalità, anche nelle persone più anziane, nonostante i segnali non diano speranze, è favorita certamente dalla cura in ambito familiare. Tutto ciò quindi che può incoraggiare tale scelta sia per l’anziano che nel fine vita, va appoggiato, sostenuto e …caldeggiato. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Silvana</span></i><span style="font-weight: 400;">, Rapallo</span></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/11/24/vi-racconto-di-mia-mamma-rosa/">Vi racconto di mia mamma Rosa</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Un legame è per sempre</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 17:09:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
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		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio inizio anno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest’anno le famiglie liguri si sono ritrovate a Montallegro, nel luogo dove la Madonna apparve e dove sorge il Santuario.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche quest’anno le famiglie liguri si sono ritrovate a Montallegro, nel luogo dove la Madonna apparve e dove sorge il Santuario. </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29950 alignright" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre_3-225x300.jpeg" alt="" width="219" height="292" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre_3-225x300.jpeg 225w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre_3-768x1024.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre_3-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre_3-600x800.jpeg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre_3.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px" />Il pellegrinaggio si è svolto lungo il sentiero segnato dalle cappelle della Via Crucis: la preghiera e il canto hanno coinvolto tutti, mentre i bambini si arrampicavano nel bosco alla ricerca di ghiande! Durante una delle stazioni, i nostri amici Serenella e Roberto hanno raccontato della loro esperienza di accoglienza durata soltanto tre settimane: un bimbo appena nato, arrivato in casa dopo una disponibilità immediata da parte loro. Il si inaspettato di Roberto, che vede in questa richiesta un segno di bene,  l’atteggiamento sorprendente dei figli, dapprima apparsi indifferenti o in disaccordo (“ma perché la mamma non pensa di più a se stessa?”) poi cambiati, di fronte all’evidenza di un dono per tutta la famiglia. Dolcissima e profonda la favola scritta dalla mamma affidataria per lui: protagonista è il “principe gattino” che viene guidato a trovare la famiglia che gli vorrà bene.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-29948" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre-300x225.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre-1024x768.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre-768x576.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre-800x600.jpeg 800w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/10/famiglieperaccoglienza-un-legame-e-per-sempre.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Mentre i nostri amici raccontano il momento di consegnare il piccolo all’abbraccio dei genitori adottivi, molti di noi ripensano alle accoglienze fatte o in corso oggi, e si immedesimano in quel gesto semplice e gratuito, avvenuto senza troppo preavviso, e in quella fatica nella separazione, piena però di speranza per il bene del bambino. Il papà rilegge per noi la pagina del “Piccolo Principe” di Saint Exupery, dove la volpe insegna al bambino che un legame è per sempre, e dà valore ad ogni cosa vissuta: “Bellissimo, ho sempre amato quella pagina!” esclama una signora di passaggio verso il ristorante; incontrandoci per caso, con un sorriso si ferma con noi ad ascoltare l’ultima parte del loro racconto.</p>
<p>Laura, Genova</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/10/29/un-legame-e-per-sempre/">Un legame è per sempre</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Accogliere è come costruire una cattedrale</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/07/15/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 07:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[giornata di fine anno]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 16 giugno siamo stati a Creto, nell’entroterra di Genova, per la giornata di fine anno dell’associazione ligure.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/07/15/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale/">Accogliere è come costruire una cattedrale</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 16 giugno siamo stati a Creto, nell’entroterra di Genova, per la giornata di fine anno dell’associazione ligure. Ci siamo ritrovati in tanti, famiglie con figli naturali o con figli accolti, giovani coppie in attesa di completare l&#8217; iter per l’adozione, nonni, molti che non avevano esperienza di affido o di adozione, presenti con entusiasmo perché invitati da amici, che invece stanno percorrendo la strada dell’accoglienza. Tutto era segno di una amicizia che ha a tema il <strong>desiderio di essere felici</strong>.<br />
Ha colpito tutti noi più “anziani” quante famiglie ci abbiano chiesto di poter partecipare, riconoscendo quel luogo buono per sé, un luogo in cui è evidente la convenienza umana nello stare insieme e nel condividere l’esperienza.<br />
La giornata è trascorsa in modo semplice. Al mattino, dopo una passeggiata nei boschi, tutti – grandi e piccoli – si sono divertiti a giocare in un grande prato: come sempre Fabio organizza gare di tutti i tipi, e chi non è abituato a vedere adulti che si rincorrono o si lanciano una enorme palla tenendosi per mano, resta stupito e divertito!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-29578" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_2-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_2-300x169.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_2-1024x576.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_2-768x432.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_2-1536x864.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_2-rotated.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Pranzo insieme a casa di Siro e Betta all’ombra dei castagni, parlando e raccontando di sè , anche delle proprie fatiche e dolori; poi abbiamo cantato insieme e ascoltato la testimonianza di una giovane coppia che, dopo esperienze varie di accoglienza , ora ha in affido una bimba di un anno. “È’ successo un po’ all’improvviso”, ci raccontavano: dopo anni di attesa, questo SI è stato dato di getto: la bambina doveva uscire dall’ospedale, aveva bisogno subito di una casa. La mamma affidataria ha dovuto dare la notizia dell’allontanamento dal lavoro ai colleghi, e in mezzo a tanti commenti comunque positivi, uno l’ha colpita in particolare. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-29579 alignright" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_3-169x300.jpeg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_3-169x300.jpeg 169w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_3-577x1024.jpeg 577w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_3-768x1364.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_3-865x1536.jpeg 865w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/07/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale_3.jpeg 1126w" sizes="auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px" />La signora addetta alle pulizie dell’ufficio ha detto con emozione: “Quello che voi fate, <strong>accogliere nella vostra famiglia</strong>, è un po’ come la costruzione di una cattedrale: <strong>una cosa bella in modo evidente agli occhi di chiunque</strong>, ma che soprattutto è un segno per tutti. <strong>Non serve solo a quel bambino lì, serve a tutti</strong>. &#8221;</p>
<p>La libertà con cui molti amici hanno vissuto questa giornata, mettendosi in gioco, ci ha stupito.<br />
Era a tutti evidente come le nostre esperienze sono il segno che la dimensione dell’accoglienza, dentro la vita, vale per tutti i rapporti : riconoscere l’altro come un dono cambia tutto, nelle aspettative verso i figli, nelle nostre decisioni, nel nostro modo di guardare e di porci con fermezza piuttosto che con tolleranza, ma muovendoci sempre certi di un bene presente.</p>
<p>Laura e Betta, Genova</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/07/15/accogliere-e-come-costruire-una-cattedrale/">Accogliere è come costruire una cattedrale</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il vento dell’imprevisto</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 14:59:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In una bellissima giornata, calda, di inizio estate, saliamo al santuario di Montallegro. L’invito è arrivato da Federico, grande amico dei nostri ragazzi, qui con un gruppo di coetanei lombardi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In una bellissima giornata, calda, di inizio estate, saliamo al santuario di Montallegro: io, mio marito e il più piccolo che abbiamo in affido, di due anni. L’invito è arrivato da Federico, figlio di nostri cari amici, anche loro famiglia affidataria: lo conosciamo da quando è nato, grande amico dei nostri ragazzi, e oggi lo ritroviamo fidanzato e insegnante, qui con un gruppo di coetanei lombardi.</strong></p>
<p>Durante la S. Messa, nell’omelia, il Rettore del Santuario anticipa senza saperlo un tema che ritornerà più volte nella giornata: quello della novità che irrompe nella vita, dell’imprevisto che come il vento per i marinai, vuol dire viaggio, cambiamento, buona notizia.</p>
<p>Davanti a noi ci sono 22 giovani, ragazzi e ragazze di Milano e dintorni, giovanissimi sposi o papà da pochi mesi, o ancora fidanzati. Uno ha lasciato a casa la ragazza a preparare le nozze alle quali mancano solo sei giorni!</p>
<p>Dopo la Messa racconto al gruppo della costruzione di N.S. di Montallegro, dell’apparizione del 1557, della grande devozione dei marinai e degli abitanti di Rapallo fino ai nostri giorni. Poi tutti a casa dei genitori di Federico, dove nel prato troviamo una bella tavolata con manicaretti preparati da Fabio, il papà.</p>
<p>Prima però ci viene chiesto di raccontare la nostra storia di famiglia accogliente: dai primi affidi all’amicizia con altre famiglie affidatarie e adottive, dalla compagnia di <em>Famiglie per l’Accoglienza</em> fino alla decisione, con altre due coppie, di costituirsi in casa-famiglia facendo nascere, a Genova, “<em>Fontana vivace</em>” (<a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/aree-di-esperienza/case-famiglia/lassociazione-dimore-per-laccoglienza/" target="_blank" rel="noopener">qui il link a &#8220;Dimore per l&#8217;Accoglienza</a>).</p>
<p>Le domande dei ragazzi sono “toste”, vanno subito al cuore della questione: perché vale la pena di unirsi in matrimonio? Perché oggi mettere al mondo dei figli? E poi, chi ve lo fa fare di continuare col sorriso, pur nelle fatiche di tutti i giorni, questa opera di accoglienza?</p>
<p>Il dialogo è serrato: si racconta con l’esperienza “il bello” del matrimonio, una relazione in cui si è dono reciproco senza misurarsi e senza pretese, dando fiducia all’altro, in cui ciascuno è grato al marito o alla moglie perché permette di compiere la propria vocazione, mediante modalità anche inaspettate.</p>
<p>Poi le pagine più divertenti e quelle più drammatiche di questi anni, con il filo rosso dell’imprevisto: non un progetto, ma l’affronto del quotidiano con le sue novità inimmaginabili, come il vento per i marinai che fa ripartire la barca, aprendo il cuore ai segni che accadono. Nel nostro caso, segni che ci hanno portato all’esperienza dell’affido familiare e poi alla scelta della Casa famiglia, vissuta in comunione stretta con altre due coppie.</p>
<p>Noi sessantenni plurigenitori siamo impressionati dallo sguardo curioso e profondo di questi ragazzi, che si accingono ad iniziare, entusiasti ma un pochino timorosi, una vita di coppia.</p>
<p>Per ben concludere l’ incontro non mancano la pasta al pesto, la focaccia…mentre il nostro piccolino, un vero terremoto, sotterra le sue macchinine distruggendo i bei fiori di Fabio e Laura! Naturalmente tutti i presenti sono invitati a <em>Fontana vivace</em>, non appena finiranno i lavori di ristrutturazione della casa e potremo festeggiare con una nuova inaugurazione.</p>
<p>Laura e Luca, Genova</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/06/01/il-vento-dell-imprevisto/">Il vento dell’imprevisto</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Famiglie che raccontano l&#8217;accoglienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2024 17:49:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Su Primocanale, tv locale, si è parlato di affido nel 40esimo anniversario della legge.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Su Primocanale, tv locale, si è parlato di affido nel 40esimo anniversario della legge.</strong></p>
<p>Ci ha contattato una giornalista per la trasmissione &#8220;People&#8221;, su Primocanale, emittente molto seguita dai liguri. In questa puntata si parlava di affido, nel 40esimo anniversario della legge, ed erano state invitate famiglie di diverse associazioni &#8211; Famiglie per l&#8217;accoglienza, Papa Giovanni XXIII, Batya- oltre naturalmente alle responsabili del Servizio affidi del Comune di Genova. L&#8217;emozione della diretta non ha intimorito mamme e papà che hanno raccontato le loro storie di accoglienza.</p>
<p>Ha colpito tutti l&#8217;intervento di uno dei figli presenti, poco più di vent&#8217;anni, che con decisione ha voluto dire il bene che è stato per la sua vita l&#8217;essere accolto. Desiderava soprattutto sottolineare il buon rapporto di fiducia, il sincero legame tra gli affidatari e i genitori naturali.<br />
Io ho raccontato la mia storia di madre affidataria, e l&#8217;avventura di amicizia tra famiglie che da 13 anni vivo a Genova con gli amici della casa Fontana vivace. Insieme a me Alberto di Loano, testimone di due affidi conclusi col rientro dei bambini nel nucleo d&#8217;origine.</p>
<p>Tutti i presenti erano concordi nel dire che per accompagnare i bambini entrati nella nostra casa occorre un &#8220;villaggio&#8221;: una rete di famiglie che condividano e sostengano, che non lascino soli in questo cammino.</p>
<p>A tutti la giornalista chiedeva, a conclusione, un &#8220;appello&#8221; ai telespettatori. Il nostro è stato &#8220;Venite a vedere. Venite a conoscere le famiglie dell&#8217;associazione, per una chiacchierata, un caffè&#8230;Non c&#8217;è come incontrare lo sguardo cambiato di genitori accoglienti per capire che può essere una strada per tutti, che ne vale la pena&#8221;.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/02/18/famiglie-che-raccontano-la-accoglienza/">Famiglie che raccontano l’accoglienza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Far festa insieme</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 17:48:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Eravamo un bel gruppo domenica, a Chiavari: adulti e bambini, famiglie adottive e affidatarie, l’amico Luca del gruppo “In famiglia”, le coppie conosciute in occasione dei mini-corsi sull’affido, le case famiglia Fontana vivace e Il Sole nascente</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/01/08/far-festa-insieme/">Far festa insieme</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il racconto di un pomeriggio tra famiglie a Chiavari</strong></p>
<p>Eravamo un bel gruppo domenica, a Chiavari: adulti e bambini, famiglie adottive e affidatarie, l’amico Luca del gruppo “In famiglia”, le coppie conosciute in occasione dei mini-corsi sull’affido, le case famiglia Fontana vivace e Il Sole nascente. Sono venuti a trovarci anche altri amici, che non hanno esperienze di accoglienza ma da sempre sono legati all’Associazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28755" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/famiglie-per-accoglienza-liguria-far-festa-insieme-300x184.jpeg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/famiglie-per-accoglienza-liguria-far-festa-insieme-300x184.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/famiglie-per-accoglienza-liguria-far-festa-insieme-1024x630.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/famiglie-per-accoglienza-liguria-far-festa-insieme-768x472.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/famiglie-per-accoglienza-liguria-far-festa-insieme.jpeg 1135w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Abbiamo voluto iniziare vedendo insieme il filmato che racconta del viaggio, in giro per l’Italia, della mostra “<em>Non come ma quello, la sorpresa della gratuità”</em> alla quale molti di noi hanno collaborato durante l’esposizione a Chiavari e Genova; abbiamo poi cantato coi bambini canzoni natalizie e giocato insieme. Alessandro- papà adottivo, che fa parte di una compagnia teatrale- ha raccontato ai bambini la favola delle renne di Babbo Natale. Infine l’immancabile tombola a premi! E durante la merenda, ottima e curata con il contributo di tutti, le chiacchiere e gli auguri: un modo semplice di stare insieme, senza fare grandi cose; contava però l’attenzione ad ogni particolare e al volto di ciascuno. Ciò che emergeva chiaramente era la consapevolezza di essere su una strada buona, dentro un’amicizia che non abbandona , e dunque il desiderio di continuare il cammino nel prossimo anno ormai vicino.</p>
<p>Al termine della festa, N. la nostra bimba in affido di 9 anni, ha salutato le ragazzine della Casa famiglia con la promessa di andarle presto a trovare: non le aveva mai conosciute…come sempre dentro questi gesti semplici, l’estraneità lascia subito il posto ad una vera condivisione.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/01/08/far-festa-insieme/">Far festa insieme</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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