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	<title>Emilia Romagna | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>Emilia Romagna | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Per sempre e per tutti: un’accoglienza che si fa carne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emiliaromagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 19:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bologna: incontro testimonianza con Lucia e Gabriele, genitori adottivi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="none">Il 7 marzo 2026 si è svolto a Boogna un incontro con Lucia e Gabriele, amici arrivati da Roma per raccontare la loro storia di adozione, che ha segnato un momento di aiuto per tutti. È stata una testimonianza che poggia su &#8220;una presenza ben precisa e praticata nella nostra vita&#8221;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><strong>Il miracolo prima del miracolo </strong></p>
<p><span data-contrast="none">La loro storia inizia vent&#8217;anni fa, tra il desiderio di maternità e una diagnosi seria che sembrava chiudere ogni porta. Lucia ricorda con estrema sincerità la rabbia e il dolore di quegli anni: &#8220;Ci sono state volte in cui si era particolarmente tristi, perché non rimanevo incinta&#8221;. Eppure, proprio in quel vuoto, è accaduto quello che loro definiscono il primo vero miracolo: &#8220;Nei 10 anni, piano piano&#8230; noi non ci siamo allontanati&#8221;. Hanno scelto di non cercare scappatoie, decidendo di basare tutto sulla propria unione: &#8220;Basiamo tutto sulla nostra unione e facciamo che prima di questo non ci sia altro&#8221;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><strong>Un &#8220;sì&#8221; che cammina un passo alla volta </strong></p>
<p><span data-contrast="none">L&#8217;adozione di Alexia non è stata la risposta eroica di una coppia forte, ma il cammino di due persone spaventate che hanno imparato a fidarsi. Gabriele racconta con commozione l’incontro con il giudice, descritta come un angelo che portava una buona notizia, e il momento in cui hanno visto per la prima volta quegli &#8220;occhi a cuoricino&#8221; della loro figlia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Questo percorso ha insegnato loro una pedagogia nuova, fatta di attesa e di accoglienza del limite altrui: &#8220;Sotto la croce gli sposi si incontrano e si ricordano&#8221;. Per Gabriele, essere un buon padre non è uno sforzo di bravura personale: &#8220;Non sono io che devo farmi bravo per essere un bravo marito / padre, è la realtà che mi viene incontro&#8221;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><strong>Una storia che appartiene a tutti </strong></p>
<p><span data-contrast="none">Oggi quella di Lucia, Gabriele e Alexia non è una vicenda privata. È diventata un libro illustrato per bambini e non, intitolato Per Sempre, e una mostra di ritratti nati dalla matita di Gabriele per restituire la bellezza di tanti figli incontrati nel cammino. Come hanno sottolineato loro, la vita è una chiamata a &#8220;dare il nostro contributo&#8221; al mondo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Anche di fronte alle nuove fatiche — come la sofferenza di una seconda domanda di adozione che sembra non trovare risposta — la posizione resta di fiducioso abbandono: &#8220;Un padre ha un piano per noi e che non ce lo dobbiamo aggiustare&#8221;. L&#8217;incontro si è concluso con la certezza che ogni ferita, se vissuta in una compagnia vera, può diventare la strada per incontrare Dio lì dove lo si è visto per la prima volta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/05/04/per-sempre-e-per-tutti-unaccoglienza-che-si-fa-carne/">Per sempre e per tutti: un’accoglienza che si fa carne</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>30° Dies natalis Novella Scardovi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:57:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sede nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[novella scardovi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Invitiamo tutti gli amici a partecipare alla Santa Messa del 9 maggio alle ore 17, a 30 anni dalla salita al Cielo di Novella Scardovi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Invitiamo tutti gli amici a partecipare alla Santa Messa a 30 anni dalla salita al Cielo di Novella Scardovi, tra i soci fondatori della nostra associazione in Emilia-Romagna, promotrice della Casa d&#8217;Accoglienza San Giuseppe Santa Rita di Castel Bolognese</strong></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/9-maggio_Invito.jpg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-31898" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/9-maggio_Invito-819x1024.jpg" alt="" width="819" height="1024" /> </a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/30/30-dies-natalis-novella-scardovi/">30° Dies natalis Novella Scardovi</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Accoglienza, imitazione dell’amore di Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emiliaromagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 13:57:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[il miracolo dell'ospitalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato a Cesena "Il miracolo dell'ospitalità". Racconti e testimonianze. Le foto e il video</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="post__header">
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<div><strong>Presentato a Cesena &#8220;Il miracolo dell&#8217;ospitalità&#8221;. Racconti e testimonianze. Le foto e il video</strong></div>
<div></div>
<div>L’accoglienza converte sempre. Passa dalla cura di sé stessi a quella degli altri. Di accoglienza si è parlato sabato scorso al Palazzo del Ridotto durante l’incontro per presentare una riedizione del volume di don Luigi Giussani “Il miracolo dell’ospitalità”. Il pomeriggio, cui hanno preso parte oltre un centinaio di persone, è stato promosso dall’associazione Famiglie per l’Accoglienza il cui responsabile regionale è il cesenate <strong>Paolo Baldisserri</strong>. In avvio ha portato un saluto il vescovo di Cesena-Sarsina, l’<strong>arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo</strong>, che, in tema di accoglienza, ha parlato di seme della vita, “chiamato a morire per fare nascere”.</div>
</div>
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<p>“L’accoglienza e la condivisione sono l’unica modalità – ha detto Baldisserri, citando il libro di don Giussani, in avvio di incontro – di un rapporto umanamente degno, perché solo in esse la persona è esattamente persona, vale a dire in rapporto con l’Infinito”. Sì, perché l’ospitalità non si esaurisce nel dare qualcosa, ma nell’offrire tutto sé stessi, “nell’implicazione di tutta la vita”.</p>
<p>Accogliere, ha proseguito Baldisserri, “chiede un grande lavoro su sé stessi per andare a fondo su ciò che si ha davvero a cuore, su quello che vale, sull’essenziale. Per noi è stato un cammino di conversione. Noi siamo cambiati”. Poi ancora: “Accogliere educa a tempi lunghi, ad aspettare con pazienza i piccoli passi possibili, spazzando via ogni pretesa. Sempre con letizia”.</p>
<p><a href="https://www.corrierecesenate.it/accoglienza-imitazione-dellamore-di-dio/">Leggi l’articolo intero sul Corriere Cesenate</a> dove trovi anche i link per rivedere foto e video dell&#8217;evento</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31789" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/Presentazione-MdO-Cesena.jpg" alt="" width="2048" height="1153" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/Presentazione-MdO-Cesena.jpg 2048w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/Presentazione-MdO-Cesena-300x169.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/Presentazione-MdO-Cesena-1024x577.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/Presentazione-MdO-Cesena-768x432.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/04/Presentazione-MdO-Cesena-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
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<p style="text-align: center;">Foto Pier Giorgio Marini</p>
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<div class="row"></div>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/03/accoglienza-imitazione-dellamore-di-dio/">Accoglienza, imitazione dell’amore di Dio</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;adozione: un viaggio inaspettato in cui la vita ci sorprende</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/10/ladozione-un-viaggio-inaspettato-in-cui-la-vita-ci-sorprende/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[emiliaromagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 21:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<category><![CDATA[adozione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Patrizia e Fulvio a Bologna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa di vertiginoso nell’aprire la porta di casa all’imprevisto. Spesso immaginiamo l&#8217;accoglienza come un progetto definito, una casella da riempire, eppure la realtà ha il potere di scardinare ogni nostro schema. È quello che è accaduto domenica 25 gennaio 2026 a Bologna, ascoltando la testimonianza di <strong>Patrizia</strong> e <strong>Fulvio</strong>. Il titolo dell’incontro, <em>“L’adozione: un viaggio inaspettato”</em>, non poteva essere più vero per descrivere la loro avventura umana.</p>
<p>Non servono grandi teorie per spiegare cosa accade quando un figlio entra nella tua vita e spariglia le carte. Fulvio usa un’immagine che ci fa sorridere ma che, al tempo stesso, colpisce per la sua verità, paragonando l’inizio della loro storia a una scena de <em>Lo Hobbit</em>: «un po&#8217; come nel Lo Hobbit in cui Gandalf porta a casa di Bilbo una compagnia invadente e un po&#8217; &#8220;fastidiosa&#8221;, poi lui segue e capisce che lì c&#8217;è qualcosa per lui. A me è successa un po&#8217; la stessa cosa». È proprio in questo &#8220;seguire&#8221; che si gioca la partita. Non è un calcolo, è un’intuizione: lì c’è qualcosa per me. Ed è commovente scoprire come questo movimento del cuore dei genitori diventi la roccia su cui il figlio costruisce se stesso. «Il fatto che abbiamo scelto proprio Ivan, proprio lui, è stato molto importante nella sua identità», racconta Fulvio. Sentirsi scelti è il primo passo per sapere chi si è, per mettere radici nel mondo.</p>
<p>Ma come si fa? Come si diventa padri e madri quando non c’è il legame di sangue a fare da guida automatica, quando la paura di non essere all&#8217;altezza bussa alla porta? La risposta di questi amici è disarmante nella sua semplicità: non esistono manuali di istruzioni, esiste solo la vita vissuta. Fulvio lo ammette con una sincerità che tocca le corde di tutti noi, confessando la sua fragilità: «io che non sono capace di essere un padre, che non so crescere un bimbo, vedo che riesco però a passare quello che ho ricevuto dai miei. Non ho un progetto educativo ma ho l&#8217;esperienza della mia famiglia». È qui che Patrizia ci regala una definizione che brilla come una piccola luce, un cambio di prospettiva che libera dal peso della prestazione: «Siamo passatori di vita, la vita che passa attraverso noi e va verso nostro figlio». Non proprietari, non scultori che devono modellare la materia a piacimento, ma canali di un Bene più grande.</p>
<p>Il cammino, però, non è privo di ostacoli. La quotidianità, specialmente quando i figli crescono e l&#8217;adolescenza irrompe con tutta la sua forza, ci mette alla prova. Quante volte cadiamo nella trappola di voler vedere risultati immediati? Fulvio ci invita a un cambio di sguardo radicale: una «assoluta mancanza di pretesa». È una sfida altissima, che richiede un amore gratuito, capace di attendere: «mai puoi condizionare l&#8217;affetto che gli vuoi al risultato che ottieni. Devi essere disposto a non pretendere che lui non sbagli, accettando anche la volontà distorta». Sembra impossibile, vero? Eppure, ci testimoniano loro, «Questa non-pretesa ricostruisce sempre il rapporto».</p>
<p>L&#8217;accoglienza, dunque, non è un&#8217;opera di beneficenza verso chi è stato meno fortunato, ma una rivoluzione per chi accoglie. Patrizia lo dice chiaramente: «l&#8217;adozione è diventata per noi un luogo di crescita personale». Di fronte alle ferite o alle difficoltà dei figli, l&#8217;istinto sarebbe quello di intervenire, di riparare, di &#8220;aggiustare&#8221;. Ma lei ha scoperto un&#8217;altra strada, più faticosa ma più vera: «Davanti ai nostri figli non è &#8220;come posso aggiustarlo?&#8221; perché ho capito che io lo devo guardare. Guardarlo mi costringe ad un lavoro su di me». È un lavoro concreto, fatto di dettagli, di toni di voce, di silenzi che parlano. Patrizia confida un aneddoto di vita domestica in cui molti di noi possono specchiarsi: «mi sono accorta che con Ivan alzavo sempre il tono della voce&#8230; e ho visto che il mio urlo lo feriva a tal punto che si chiudeva». Capire questo, e cambiare, è il vero miracolo.</p>
<p>Ed è proprio qui, in questa vulnerabilità condivisa, che fiorisce la speranza. Alla fine, chi è che educa chi? Ci accorgiamo che i ruoli si confondono in un abbraccio reciproco. «Per esserci lo dobbiamo vedere e paradossalmente siamo noi ad imparare da lui», concludono. L&#8217;adozione, allora, non è solo dare una famiglia a chi non ce l&#8217;ha, ma scoprire che avevamo bisogno di quel figlio, di quel viaggio inaspettato, per diventare finalmente noi stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/03/10/ladozione-un-viaggio-inaspettato-in-cui-la-vita-ci-sorprende/">L’adozione: un viaggio inaspettato in cui la vita ci sorprende</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>I 20 anni della Casa &#8220;Marta e Maria&#8221;</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/12/10/i-20-anni-della-casa-marta-e-maria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[emiliaromagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 20:59:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giorno 8 dicembre 2025 abbiamo festeggiato i 20 anni della Casa &#8220;Marta e Maria&#8221; situata a Zagonara, un paesino vicino a Lugo di Romagna. Perché ricordare questo evento? Per i 6 posti letto disponibili per accogliere i parenti di ammalati che vengono a curarsi...</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/12/10/i-20-anni-della-casa-marta-e-maria/">I 20 anni della Casa “Marta e Maria”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno 8 dicembre 2025 abbiamo festeggiato i 20 anni della Casa &#8220;Marta e Maria&#8221; situata a Zagonara, un paesino vicino a Lugo di Romagna.</p>
<p>Perché ricordare questo evento? Per i 6 posti letto disponibili per accogliere i parenti di ammalati che vengono a curarsi alla clinica Villa Maria Hospital che si trova nelle vicinanze?! Per le 150-200 persone che vengono ospitate tutti gli anni sin dall&#8217;inizio?!</p>
<p>C&#8217;è di più: si può dire che questo è un luogo di &#8220;cura&#8221;, gli ammalati arrivano, magari da molto lontano, per &#8220;curare il corpo&#8221; presso la clinica, i parenti che li accompagnano vengono ospitati presso la Casa Marta e Maria trovano una &#8220;cura&#8221; per le loro preoccupazioni e necessità, accolti, sostenuti e serviti dai volontari con i quali i sorrisi, gli abbracci ma anche i passaggi in auto o far la spesa non mancano mai.</p>
<p>Ma anche i volontari, che in questi anni si sono susseguiti, trovano una &#8220;cura&#8221; per i loro cuori &#8211; perché anche loro, come tutti, vivono fatiche e dolori nella loro vita &#8211; donando tempo ed energia e ricevendo in cambio affetto e bellezza.</p>
<p>Perché? Perché, consapevolmente o inconsapevolmente, tutti vengono a contatto con la &#8220;medicina che cura tutti i cuori&#8221;, che incontreremo fra qualche giorno in una grotta nelle forme di un Bambinello, che ci dice &#8220;Io sono qui per te&#8221;.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-31407 size-large" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/Marta-Maria-Lugo-1-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/Marta-Maria-Lugo-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/Marta-Maria-Lugo-1-300x169.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/Marta-Maria-Lugo-1-768x432.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/Marta-Maria-Lugo-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/Marta-Maria-Lugo-1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center">  <span style="text-align: center">In questi 20 anni le nostre attività sono state, e continuano ad essere possibili grazie al contributo derivante dai fondi dell’8 per mille per le attività caritative a disposizione della Diocesi di Imola</span></p>
<p style="text-align: center"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31764 aligncenter" style="text-align: start" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/8-per-mille.jpg" alt="" width="156" height="151" /></p>
<p style="text-align: center">grazie al contributo di Maria Cecilia Hospital di Cotignola</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-31763 aligncenter" style="text-align: center" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/GVM.png" alt="" width="282" height="141" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/GVM.png 401w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/GVM-300x150.png 300w" sizes="auto, (max-width: 282px) 100vw, 282px" /></p>
<p style="text-align: center">  e grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-31762 aligncenter" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/fondazione-imola.jpg" alt="" width="231" height="123" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/fondazione-imola.jpg 659w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/12/fondazione-imola-300x160.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px" /></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/12/10/i-20-anni-della-casa-marta-e-maria/">I 20 anni della Casa “Marta e Maria”</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>“Il miracolo dell’ospitalità”: la presentazione a Imola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 10:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Miracolo dell'ospitalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un incontro ricco e intenso, che non si è limitato a illustrare un libro, ma ha reso evidente come l’accoglienza sia un bene per chi la vive e per tutta la comunità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’accoglienza non è un fatto privato</strong>. Non è un’esperienza da confinare nelle case di famiglie e persone coinvolte. Sta nella sua stessa e intrinseca natura, fa parte della sua dinamica, la capacità di dilatarsi, di allargarsi ben oltre le mura domestiche e anche quelle associative, interessando e interpellando tutti. Politica compresa.</p>
<p>Lo si è capito bene sabato 12 settembre scorso quando, nell’ambito della <strong>Festa dei Giovani di Imola</strong> organizzata dall’associazione deSidera, davanti a oltre 200 persone è stata presentata la nuova edizione de <em><strong>Il miracolo dell’ospitalità</strong></em> di <strong>don Luigi Giussani</strong>. Un incontro ricco e intenso, che non si è limitato a illustrare un libro, ma ha reso evidente come l’accoglienza sia un bene per chi la vive e per tutta la comunità.</p>
<p><strong>Luca Sommacal</strong>, presidente di Famiglie per l’Accoglienza, ha ricordato nel suo intervento introduttivo che l’ospitalità non è un gesto unidirezionale, quasi concesso dall’alto, ma un bene reciproco: “Aprendo la porta delle nostre case facciamo entrare un mistero che cambia la vita”. Richiamando le parole di don Giussani, Sommacal ha ripercorso tre passaggi fondamentali del libro: la <strong>condiscendenza</strong>, l’<strong>amore al dolore </strong>e il <strong>perdono della diversità</strong>, atteggiamenti che descrivono il cuore di ogni vera esperienza di accoglienza.</p>
<p>Le testimonianze che sono seguite hanno dato corpo e concretezza a queste parole. <strong>Maria Grazia</strong>, madre affidataria insieme al marito da circa quindici anni, ha raccontato come abbia imparato in questo tempo quanto l’accoglienza sia <strong>totalizzante</strong>: coinvolge tutta la vita, a partire dall’accogliere sé stessi e la propria storia. Un’esperienza non priva di fatiche, ma resa possibile e sostenibile dall’amicizia con le famiglie dell’associazione, una compagnia che continua a sostenerla nel cammino.</p>
<p><strong>Alessia</strong>, con semplicità, ha condiviso la sua esperienza di ragazza accolta alla <strong>Casa d’Accoglienza San Giuseppe Santa Rita di Castel Bolognese</strong> (che fa parte dell’opera di Casa Novella). In quel luogo ha trovato un bene per sé e per suo figlio: la vicinanza di figure di riferimento come la responsabile Adele Tellarini, l’accompagnamento in un percorso verso l’autonomia, la possibilità di vivere momenti di bellezza e vacanze insieme a tante famiglie.</p>
<p>Un momento particolarmente significativo è stato poi il contributo di due rappresentanti politiche della Regione Emilia-Romagna, <strong>Manuela Rontini</strong> (sottosegretario alla presidenza) e <strong>Valentina Castaldini </strong>(consigliere regionale). Pur appartenendo a schieramenti opposti, hanno raccontato come, partendo da una conoscenza reciproca inizialmente difficile, sia stato possibile imparare a stimarsi e accogliersi, arrivando a costruire un’amicizia che consente di lavorare insieme per il bene comune, nel rispetto dei ruoli distinti tra chi fa parte della maggioranza di governo regionale e chi dell’opposizione. Rontini ha condiviso in particolare di essere rimasta colpita dall’idea di un “<strong>amore senza remore</strong>” raccontato nelle pagine del libro e dall’amicizia tra famiglie come segno concreto di comunità.</p>
<p>L’incontro ha mostrato che l’accoglienza, come ricordava don Giussani, è davvero un “miracolo”: un’esperienza che trasforma chi la vive e che diventa segno di speranza per tutti (<em>Giovanni Bucchi</em>).</p>
<div id="attachment_31148" style="width: 617px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/09/26/il-miracolo-dellospitalita-la-presentazione-a-imola/miracolo-ospitalita-festa-giovani-imola-3/" rel="attachment wp-att-31148"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31148" class=" wp-image-31148" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/09/Miracolo-Ospitalita-Festa-Giovani-Imola-3-768x1024.jpeg" alt="" width="607" height="809" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/09/Miracolo-Ospitalita-Festa-Giovani-Imola-3-768x1024.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/09/Miracolo-Ospitalita-Festa-Giovani-Imola-3-225x300.jpeg 225w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/09/Miracolo-Ospitalita-Festa-Giovani-Imola-3-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/09/Miracolo-Ospitalita-Festa-Giovani-Imola-3-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/09/Miracolo-Ospitalita-Festa-Giovani-Imola-3-600x800.jpeg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/09/Miracolo-Ospitalita-Festa-Giovani-Imola-3-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 607px) 100vw, 607px" /></a><p id="caption-attachment-31148" class="wp-caption-text">Un momento dell&#8217;incontro</p></div>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/09/26/il-miracolo-dellospitalita-la-presentazione-a-imola/">“Il miracolo dell’ospitalità”: la presentazione a Imola</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Occasione di bellezza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/09/16/occasione-di-bellezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Meeting Rimini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Meeting di Rimini è stato un momento intenso e ha offerto la possibilità di invitare a conoscere la nostra esperienza e incontrare una realtà viva. Il racconto di Gianluca</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il racconto di Gianluca al Meeting di Rimini 2025: l&#8217;esperienza dell&#8217;incontro con un&#8217;ospite speciale.</strong></div>
<div></div>
<div>
<p>«Quest’anno con mia moglie abbiamo deciso di passare molto tempo al Meeting. Mi è stato chiesto di accompagnare una personalità  &#8211; la Garante per i Minori dell&#8217;Emilia-Romagna &#8211; che abbiamo deciso a Bologna di invitare per la presentazione del libro “Il miracolo dell’ospitalità&#8221;.</p>
<p>È stata una giornata molto frenetica, fra incontri e mostre, ma mi premeva che potesse passare la bellezza che ogni anno stupisce me.</p>
</div>
<div>Dopo avere avuto la possibilità di stare ad alcuni incontri e avere visto una mostra, durante il rientro mi è arrivato un messaggio inaspettato: “Gentilissimo Gianluca, desidero rinnovarti i miei ringraziamenti per la calorosa accoglienza e per avermi fatto conoscere esperienze e persone speciali. Grazie! Un caro saluto”.</div>
<div></div>
<div>Era anche di più di quello che pensavo fosse accaduto. Nei giorni successivi mi è capitato di stare al nostro stand: è stato incredibile vedere come chi si fermava rimanesse colpito da quello che gli veniva raccontato».</div>
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		<title>L’amicizia tra famiglie. Storie di speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emiliaromagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 19:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest’anno abbiamo deciso di chiudere i nostri incontri prima della pausa estiva con una serata a Cesena dal titolo “Cocomerata estiva. L’amicizia tra famiglie. Storie di speranza” Presso il convento dei Cappuccini a Cesena erano presenti circa 200 persone, di cui circa 50 bambini,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche quest’anno abbiamo deciso di chiudere i nostri incontri prima della pausa estiva con una serata a Cesena dal titolo “Cocomerata estiva. L’amicizia tra famiglie. Storie di speranza”</strong></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-30992" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1-1024x768.jpg" alt="" width="339" height="254" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1-1024x768.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1-300x225.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1-768x576.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1-800x600.jpg 800w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/07/ce1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px" /> </a>Presso il convento dei Cappuccini a Cesena erano presenti circa 200 persone, di cui circa 50 bambini, per ascoltare la testimonianza di Margherita Ferri e Mauro Borghesi, di Lorenzo Lugaresi e Veronica Maccagnani, di Antonio Marinaro e Ilaria Guerra, con la guida di <strong>Don Gian Piero Casadei</strong> e l’introduzione della nostra amica <strong>Claudia Fava</strong>.<br />
Le esperienze che sono state condivise sono state storie di “amicizie operative” fra famiglie.<br />
Ed è per questo motivo che è sembrata particolarmente appropriata la canzone “Favola” di Chieﬀo, che invita a non arrendersi al buio, perché “c’è Qualcuno con te”.</p>
<p>Ce lo hanno raccontato innanzitutto <strong>Margerita</strong> (Meg) e <strong>Mauro</strong> (Mumu).<br />
La loro è l’esperienza di una fraternità vissuta come grazia. Un’amicizia che si sono trovati a vivere al di là delle loro aspettative e con tutte le diversità del caso. Sconosciuti che hanno chiesto di essere accolti nel loro gruppo di amici con cui condividono l&#8217;esperienza cristiana: ci sono motivi per dire di no?<br />
Con questo criterio, suggerito dalla persona che guida il loro gruppetto, hanno quindi aperto la loro amicizia all’accoglienza di altri “quasi estranei”. Ne è nata una famigliarità inaspettata: i ﬁgli e il modo di educarli sono questione di tutti, così come l’organizzazione della casa.<br />
La famigliarità è nata ed è vissuta come un dono, ma è il frutto della sequela al carisma di Comunione e Liberazione e richiede un’obbedienza ad un metodo, così come quando si sale in montagna: devi seguire chi sta davanti e conosce la strada.<br />
Anche nel gruppetto occorre vivere l’obbedienza al metodo che ci è stato consegnato, ricercare il giudizio degli amici, essere disposti a “spostarci”.</p>
<p>Il secondo dono vissuto in questa amicizia è poi stato l’apertura all’altro e il riconoscimento che nulla di ciò che accade di buono è meritato, ma che siamo oggetto di un’enorme grazia che ci è accaduta.<br />
Nella seconda testimonianza, <strong>Ilaria e Antonio</strong> ci hanno raccontato innanzitutto della loro storia personale e di come pian piano il Signore ha scavato nella loro vita, ﬁno a far comprendere loro in che modo potevano diventare fecondi e generativi.<br />
Fin dall’inizio della loro vita insieme, hanno vissuto il desiderio forte di paternità e maternità, ma i ﬁgli non arrivavano. E’ nata quindi in loro una grande domanda: ma perchè il Signore non ci dona questa gioia? Cosa abbiamo fatto? Di chi è la colpa?<br />
Così, iniziano un percorso di fecondazione assistita, ma i vari tentativi falliscono, ﬁno a quando Ilaria e Antonio si fanno la domanda che cambierà il loro sguardo di sposi: ma noi vogliamo un ﬁglio a tutti i costi o desideriamo aprire la nostra famiglia a una nuova vita? Entrambi si ritrovano così a constatare che il desiderio vero che avevano nel cuore era proprio quello di aprire la loro famiglia.<br />
Così, riprendono in mano l’idea dell’adozione che avevano inizialmente scartato, percorrono tutti i passi dell’indagine preadottiva, con tutti gli interrogativi e le veriﬁche che questa comporta, facendo i conti con tutti i loro limiti e le aspettative deluse. Arriva poi il decreto di idoneità e subito dopo arriva anche la chiamata dei servizi sociali.<br />
Non si tratta però della chiamata per la disponibilità all’adozione, bensì dell’accoglienza in aﬃdo di due sorelline.<br />
Di nuovo la realtà li spiazza: erano ormai pronti per l’adozione, mentre l’aﬃdo era una proposta radicalmente diversa. Ci pensano a lungo e poi decidono di dare comunque la loro disponibilità per l’aﬃdo delle due bimbe, o almeno avrebbero voluto provarci.<br />
Iniziano quindi gli incontri presso la struttura che ospitava le bambine.<br />
Nel frattempo, arriva anche la chiamata dal Tribunale per l’adozione di un bimbo, ma ormai per Ilaria e Antonio la strada è quella con le due bambine che stanno imparando a conoscere, passando momenti con loro in comunità, piano piano, ﬁno a costruire quel rapporto di ﬁducia che serve per ospitarle in casa loro.<br />
Arriva anche un’altra telefonata dal Tribunale, sempre per un bimbo appena nato; ma anche qui, con sempre maggiore decisione, riﬁutano. Da ottobre, quindi, A. e L. vivono a casa loro.<br />
Il loro arrivo ha aperto Ilaria e Antonio ad una dimensione dell’amore che va oltre l’umana comprensione. Sono consapevoli del fatto che, in qualunque momento le bambine potrebbero tornare alla loro famiglia biologica. Eppure, nel presente, è possibile vivere tutto l’amore, ﬁno in fondo.<br />
Nell’esperienza di questa modalità del tutto inaspettata di fare famiglia, Ilaria e Antonio riconoscono di essere stati aiutati dagli amici di Famiglie per l’Accoglienza e da tutti gli altri che li hanno accolti in una città che non era la loro (non sono infatti originari di Cesena) e che li hanno dapprima invitati ad una vacanza estiva e poi li hanno ospitati a casa loro per farsi compagnia nell’esperienza dell’aﬃdo. A questi amici e a questa esperienza vissuta non possono che esprimere tutta la loro profonda gratitudine.</p>
<p><strong>Lorenzo e Veronica</strong>, invece, sono sposati da 12 anni e hanno tre ﬁgli. Negli ultimi tempi hanno accolto in famiglia S., una ragazza di 18 anni che hanno conosciuto nella comunità “Amici di Gigi”, in cui lavorano entrambi come educatori.<br />
La decisione di accogliere S. è arrivata come frutto di un’esperienza vissuta anche con i ﬁgli naturali, dove tutto è un donarsi, un perdersi, un lasciarsi fare. S. quindi è arrivata non a riempire un vuoto, ma è arrivata per una sovrabbondanza di bene che Lorenzo e Veronica stavano già vivendo. Hanno detto quindi subito il loro sì, con entusiasmo, a questa accoglienza.<br />
Poi, sono arrivate le prime diﬃcoltà ed è per questo motivo che quella “pienezza” che è stata all’origine del sì, ha dovuto trovare nuovamente le sue ragioni. Di nuovo, quindi, hanno fatto ricorso a quella fraternità di amici con i quali avevano iniziato a condividere tutto, dall’educazione dei ﬁgli all’uso dei soldi. Lasciarsi giudicare per come educhi i ﬁgli, discutere di come usi i soldi, dà sicuramente fastidio e ti fa fare fatica, ma attraverso questo giudizio capisci che non sei solo, c’è un Altro con te. La fatica non ti è tolta, ma gli amici ti mostrano che al fondo c’è la Luce.<br />
Per Lorenzo, poi, l’accoglienza di S. è stata anche un po’ l’esperienza del limite.<br />
Dopo un inizio in cui si è sentito forte e capace, anche in virtù del lavoro come educatore, poi è arrivato il tempo di conoscere le peculiarità del carattere di S., del riconoscimento della propria inadeguatezza, della propria meschinità, e forse anche cattiveria.<br />
Anche questo scandalo è stato portato nell’amicizia della Fraternità, con quelli con cui lui e la moglie hanno deciso di condividere la vita. Il portare in quel luogo l’esperienza del fallimento è stato un ﬁdarsi di quel posto che ﬁn dall’università aveva iniziato a generare in loro un cambiamento. Se dunque quel luogo e quel metodo si erano rivelati veri e buoni, la sﬁda era rimetterli alla prova. Così, come esito della sequela a quel metodo, anche Lorenzo ha sperimentato su di sé un cambiamento di sguardo, un inizio di tenerezza inaspettata nel rapporto con S..<br />
Ma inizia anche ad intravedere cosa è nato di nuovo nei ﬁgli: per loro S. è sorella sin dal primo giorno. Non c’è stato un momento in cui hanno pensato che si trattava di qualcuno che avrebbe rubato loro dello spazio.<br />
Il rendersi conto di questo sguardo semplice dei ﬁgli, ha richiamato anche lui ad una conversione, al rendersi conto che, con l’apertura della loro casa all’accoglienza, avevano generato nei loro ﬁgli uno sguardo nuovo. Uno sguardo che i ﬁgli, nella loro semplicità, hanno maturato ﬁno alla preoccupazione per gli amici, che sono &#8211; evidentemente &#8211; la loro famiglia. Nella preghiera della sera e nelle domande fatte ai genitori, i bambini, infatti, chiedono sempre degli amici, riconoscendosi così parte di una storia che deborda i conﬁni stretti della famiglia.</p>
<p>La serata si chiude poi con la sintesi preziosa di <strong>don Gian Piero</strong>, che identiﬁca nel desiderio del cuore il punto su cui si genera l’accoglienza dell’altro. Che ci sia questa vitalità, questa apertura del cuore, è un dono che ci è stato fatto, un dono che abbiamo immeritatamente ricevuto e che non possiamo tenere per noi.<br />
Che cosa compie il mio cuore? E’ la domanda che ho io, ed è la domanda di chi viene accolto.<br />
Se ci guardiamo in azione, scopriamo che la risposta a questa domanda è ciò che serve alla nostra vita, e il fondamento di ogni legame umano è la memoria di questa domanda radicale; io, tutti, siamo mossi da questa urgenza.<br />
Se me ne dimentico, tutto diventa rivendicazione, lamentela, pretesa, verso Dio, verso gli altri ed anche verso noi stessi, mossi da una pretesa di compimento che corrisponde alla nostra misera misura.<br />
Invece, c’è già un dono presente per me, Dio già risponde alla domanda del mio cuore, Dio è talmente incarnato che è presente nelle circostanze meno attese e prevedibili della vita.<br />
E gli amici sono quelli che ci salvano dalla nostra misura, che non ci fanno chiudere nella pretesa di esiti che ci immaginiamo. Gli amici ci ricordano che non siamo noi a salvare il mondo, ma che siamo tutti abbracciati da un Altro e che ciascuno è segno di questo Amore. “Siate piuttosto felici perché i vostri nomi sono scritti nel Cielo”. I nostri nomi sono scritti nel cuore di Dio.<br />
Cosa compie dunque il nostro cuore? La certezza che Dio non si dimentica di noi, che ha i nostri nomi scritti nel Suo cuore.<br />
Questo abbiamo sentito in queste testimonianze: i nomi degli amici, i nomi dei ﬁgli.<br />
I nomi di chi amiamo, non li dimentichiamo. Neppure Dio li dimentica.</p>
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		<title>La doppia appartenenza nei ragazzi accolti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emiliaromagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 16:46:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terzo incontro del percorso regionale “Accoglienza, strada di speranza” con il contributo del dottor Mazzonis</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La mia casa sono i tuoi occhi che si destano</em><em><br />
</em><em>che guardano stupiti il mattino.</em><em><br />
</em><em>Che portano in questo mondo la certezza</em><em><br />
</em><em>del Mondo dove vive la Speranza.</em></p>
<p>La melodia e le parole del canto “<em>Mi casa”</em> hanno introdotto il terzo incontro del percorso regionale di quest’anno con a tema <em>“Accoglienza, strada di Speranza”</em> e oggi a Bologna conclusione con il contributo del dott. Gregorio Mazzonis, terapeuta esperto in affido, adozione e disabilità.</p>
<p>Abbiamo approfondito il tema della doppia appartenenza dei nostri figli accolti, tema molto caldo e ci tocca sia per l’esperienza delle famiglie affidatarie e che per quelle adottive.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-30575" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/Mazzonis-BO-2-e1744130435610.jpg" alt="" width="1347" height="557" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/Mazzonis-BO-2-e1744130435610.jpg 1474w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/Mazzonis-BO-2-e1744130435610-300x124.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/Mazzonis-BO-2-e1744130435610-1024x424.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/04/Mazzonis-BO-2-e1744130435610-768x318.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1347px) 100vw, 1347px" /></p>
<p>È sempre più evidente che dobbiamo tenere presente questa duplicità: i nostri figli hanno un prima, spesso un prima doloroso che ha ferito e che appesantisce così tanto da determinare tutto e poi hanno noi, la nostra famiglia, il nostro tentativo audace di volergli bene, di accompagnarli nel pezzo di vita che ci è chiesto.</p>
<p>Capiamo che la loro origine non può essere censurata o velata, ma a volte suscita paure che rischiano di creare distanze. Un’origine, un passato che occupa il presente, che non fa vivere l’oggi e nemmeno permette di poter progettare un futuro.</p>
<p>Eppure, abbiamo visto che se accompagniamo i nostri ragazzi, se stiamo davvero con loro si riesce a tenere dentro tutto, anche i pezzi che fanno così male così come cita la frase di una ragazza accolta: <em>“La storia è la mia e la voglio avere tutta!”</em></p>
<p>Ci interessa capire come nel rapporto con i nostri ragazzi accolti questa duplice appartenenza possa convivere, come il loro bagaglio di sofferenza e di paura di essere abbandonati possa essere alleggerito, gestito, perché a volte la loro rabbia e il loro dolore è così travolgente che sembra cancellare tutto e che tutto sia stato inutile.</p>
<p>Introdotti da Sara Bonfiglioli abbiamo approfondito come davvero questa doppia appartenenza possa essere risorsa e non inciampo e noi genitori come resistere e come possiamo essere davvero roccia che non crolla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/04/08/la-doppia-appartenenza-nei-ragazzi-accolti/">La doppia appartenenza nei ragazzi accolti</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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