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Dimmi che ne vale la pena

IL RAPPORTO DI COPPIA DI FRONTE AI FIGLI ADOLESCENTI

Il 24 gennaio 2026 abbiamo invitato a Udine la dott.ssa Annalisa Di Luca perchè ci aiutasse ad approfondire , insieme con le nostre famiglie, alcuni argomenti che stanno a cuore un po’ a tutti, pur nella diversità delle storie.

In particolare volevamo “occuparci” del rapporto di coppia di fronte ai figli adolescenti.

La dottoressa ci ha parlato della adolescenza come di  “….una potatura neurologica: vengono tirate via le connessioni più antiche e tutto questo avviene “senza airbag”, senza controllo sostanzialmente…” Noi vediamo questo come un discontrollo nei nostri ragazzi adolescenti e, i primi a non sapere quello che sta accadendo, sono proprio loro. A fare da cornice a tutta questa situazione c’è un tema interessante e cioè: che cosa succede alla coniugalità?

All’inizio della vita matrimoniale siamo, giustamente, totalmente concentrati sulla nostra coppia. Arrivano i figli e, per anni, siamo assorbiti da tutte le incombenze quotidiane che riguardano la loro crescita. Poi i figli diventano grandi ed escono di casa…marito e moglie si guardano straniti e si chiedono: “E io e te?”.Potremmo vivere tutto questo come il vuoto (sindrome da nido vuoto) oppure come un’opportunità di riscrivere un secondo capitolo della nostra storia. E’ importantissimo però avere cura della relazione di coppia anche mentre ci si occupa dei figli ad es. riservandosi dei momenti esclusivi da vivere insieme mettendo da parte, per un po’, i problemi meramente organizzativi.

Un altro punto importante, sul quale ci siamo soffermati nel corso del dialogo con la dottoressa Di Luca, è stato quello della responsabilità, punizione, riparazione: se i nostri figli ne combinano “una grossa”, soprattutto se sono ragazzi affidati e adottati, il termometro della gravità la dà sicuramente il confronto con le altre famiglie, grazie al quale, possiamo ridimensionare le situazioni. Poi però il tema è separare nettamente quella che è la responsabilità dalla punizione e dalla riparazione perchè altrimenti si rischia di far coincidere la punizione con la riparazione e questo può essere molto negativo perchè sembra non esserci via di uscita, fondamentale per andare oltre e cancellare la cosa accaduta, dando al ragazzo una opzione per riparare.

Infine abbiamo approfondito l’idea che abbiamo di famiglia che spesso ci immaginiamo come un luogo di positività, di emozioni e sentimenti buoni. In realtà questo ideale di perfezione non esiste e può succedere che i nostri ragazzi siano molto arrabbiati e agitati. Noi spesso ci spaventiamo e ci sentiamo feriti dalle cose che ci dicono in queste situazioni. Ci irrigidiamo nelle nostre posizioni e ci neghiamo davanti al loro tentativo di riparare. E’ un lavoro quotidiano di cura delle relazioni dentro le nostre famiglie quello che ci permette, pian piano, di superare le nostre resistenze, seppur molto comprensibili e umane, e di riconoscere che questi comportamenti non sono altro che delle richieste di aiuto, a volte maldestre, e un grande bisogno di essere accolti e amati così come sono.

E’ stato un incontro ricchissimo che è continuato, per alcuni, successivamente con un momento conviviale in pizzeria.

Ci sarà la trascrizione dell’incontro in una dispensa.