Alzare lo sguardo
La giornata di inizio anno in Friuli Venezia Giulia
L’11 ottobre abbiamo iniziato l’anno sociale della nostra associazione con un pellegrinaggio alla Chiesetta della Madonna della Salute a Marano Lagunare (UD) per chiedere a Maria di accompagnarci nel nostro percorso, affidandoLe le nostre famiglie, i nostri figli, le persone accolte e, in particolare, chi sta facendo più fatica.
Abbiamo incominciato recitando il Santo Rosario e camminando tutti insieme, attraverso le strade del paese, facendo, per ogni mistero, delle soste, l’ultima delle quali all’interno della chiesetta: un gesto davvero suggestivo vissuto da tutti con molta intensità e profondità.
In seguito ci siamo recati nell’oratorio dove una coppia di nostri cari amici, Lisa e Flavio, ci ha regalato una preziosa testimonianza raccontando della loro bella famiglia con 6 figli e del desiderio di aprire la loro casa all’accoglienza tramite l’adozione o l’affido.
Inizialmente il marito non considerava l’affido e avrebbe preferito seguire la strada dell’adozione. Poi succede un imprevisto: una telefonata da una mamma di una compagna di scuola della loro figlia: “C’è una bimba gravemente disabile che ha bisogno di una famiglia…cosa dite?” Ci pensano, capiscono in breve che è proprio per loro e, in due, tre giorni fanno la preparazione: a 16 mesi di vita la bimba arriva a casa loro. Questa piccola è stata accolta molto bene anche dai 6 fratelli i quali le vogliono un gran bene e sono disponibili anche ad occuparsene. Il primo anno è stato duro per problemi di salute ma poi le cose hanno incominciato ad andare sempre meglio e la bimba ha fatto molti passi avanti grazie a tutto questo amore che la circonda: dorme tutta la notte nel suo lettino, cosa che non accadeva all’inizio, e si percepisce che è più rilassata e serena.
Lisa e Flavio, anche se il giudizio degli altri non è sempre favorevole e benevolo, vanno avanti su questa strada mossi da motivazioni profonde: desiderano davvero “glorificare Dio con la loro vita” e ritornare tutto il bene ricevuto attraverso di lei. Quando fanno più fatica, li aiuta la preghiera e la consapevolezza che Qualcun Altro sta chiedendo loro questo sacrificio. “Non puoi prenderti il dolore della piccola ma solo accompagnarla”.
Raccontano che quando si sveglia al mattino fa un sorriso meraviglioso e ciò li ripaga della tanta fatica, e quindi “si ricomincia”. Aggiungono poi “…non siamo speciali, facciamo semplicemente quello che è da fare…”.
All’inizio la paura del distacco, che può avvenire prima o poi nell’affido, preoccupava particolarmente Flavio ma in seguito, grazie a questa esperienza, hanno maturato nel tempo la convinzione che tutti i figli, naturali o accolti, non sono nostri ma sono “in prestito”: noi li possiamo solo accompagnare verso il compimento del loro destino.
Si spera che la bimba possa tornare nella sua famiglia di origine ma, se ciò non accadesse, “noi la lasceremmo solo se verrà individuata per lei una struttura che sia meglio di una famiglia, non necessariamente la nostra, ma una famiglia.“ Una bella sfida.
La giornata di inizio anno ci fa proprio “alzare lo sguardo”, come ci dice don Giussani.
Con tanta commozione nel cuore dopo l’ascolto di questa toccante storia, abbiamo concluso il pomeriggio con un piacevole momento conviviale.