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	<title>friuliveneziagiulia | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>friuliveneziagiulia | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Dove ci porta l&#8217;accoglienza?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Friuli: festa di fine anno sociale</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/06/22/dove-ci-porta-laccoglienza/">Dove ci porta l’accoglienza?</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-converted-space"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2026-06-27-19-47-37-3.jpg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-32281" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2026-06-27-19-47-37-3-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2026-06-27-19-47-37-3-300x196.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2026-06-27-19-47-37-3-1024x670.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2026-06-27-19-47-37-3-768x503.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2026-06-27-19-47-37-3-1536x1005.jpg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2026-06-27-19-47-37-3.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a> </span>Festa di fine anno sociale 2026 di Famiglie per l’Accoglienza.</p>
<p>Il 21 giugno abbiamo fatto la festa di fine anno sociale della nostra associazione in una località molto accogliente e ricca di storia che è l’Hospitale di San Giovanni a Majano (UD).<span class="Apple-converted-space">  </span>Nell’occasione sono venuti a raccontarci la loro storia Chiara e Adriano di Trieste, genitori adottivi di cinque figli.</p>
<p>Chiara ha raccontato di come percepissero un disegno su di loro che ancora non erano in grado di comprendere ma che, con il passare degli anni, si è svelato pian piano: “Qualcuno con la Q maiuscola ci ha presi e portati dentro questa strada che abbiamo intrapreso tanti anni fa con grande entusiasmo e di cui siamo veramente orgogliosi…”. E’ stata e continua ad essere una<span class="Apple-converted-space">  </span>bellissima avventura ricca di momenti belli, e di momenti in cui hanno dovuto stringere i denti.</p>
<p>Nonostante ciò hanno un grande senso di gratitudine per questo dono che hanno ricevuto: stare dentro a questa storia che non si sono proprio scelti ma che si sono trovati a vivere.</p>
<p>Per vivere questo percorso si sono avvicinati all’Associazione Famiglie per l’Accoglienza e nel giro di pochi anni sono arrivati i primi tre figli che hanno “riempito” la loro casa. Molto presto è stato chiaro per loro che, di fronte alle caratteristiche di ognuno, per amare la loro libertà, era necessaria la decisione consapevole di partire sempre da ciò che c’era, valorizzandoli sempre e cercando di farli sentire “giusti” non perchè “loro facessero cose così giuste, ma perchè loro non erano sbagliati, nonostante la fatica e la ferita che si portavano dentro. Questo percorso ha fatto crescere loro ma ha messo anche noi di fronte al gioco della nostra libertà…accettare loro e rispettare i loro tempi.” Tutto il cammino dell’adozione è stato “un percorso di pazienza, di aspettare che loro raggiungessero il tempo giusto, che non era il nostro tempo: non era<span class="Apple-converted-space">  </span>spesso il tempo della scuola, non era spesso il tempo del mondo e dei loro coetanei, ma è stato il loro tempo. E questa, detta così, può sembrare una cosa molto semplice, però, dato che è fatta di ore, di giorni, di anni scolastici, di difficoltà, anche di fallimenti, di ricadute, di riportarsi su, ci ha fatto capire che, così come c’è Qualcuno che ama noi in maniera incondizionata, a noi, indipendentemente dalle nostre fragilità, è chiesto di amare loro nello stesso modo.”</p>
<p>Dopo qualche anno sono arrivati, in momenti diversi, altri due figli che hanno arricchito ulteriormente la famiglia. Adriano e Chiara hanno potuto imparare che “a volte, l’affetto dentro una casa vale più di centomila medicine..” E che “stare davanti a questi ragazzi vuol dire accettare la loro libertà, i loro limiti e il loro tentativo di cercare la loro strada nel mondo”.</p>
<p>Sono immensamente grati per quello che hanno ricevuto dai loro figli anche perchè tutto il percorso di adozione ha permesso loro “di tenere il cuore vivo”.</p>
<p>Adriano si è inserito nel discorso evidenziando come hanno imparato ad avere tanta pazienza ma specialmente hanno capito che non erano loro a dettare i tempi. Sono sempre stati legati dallo stesso “filo conduttore” e tante opportunità non se le sono andati a cercare, ma se le sono trovate e hanno semplicemente detto sì alle circostanze, a quello che la realtà proponeva loro,<span class="Apple-converted-space">  </span>anche con una certa “baldanza”. Ha poi raccontato dell’esperienza di volontariato che fanno presso il dormitorio di Trieste evidenziando come quel tempo che danno per gli altri permette loro di ritornare a casa “pieni”.</p>
<p>Chiara ha continuato dicendo che “a noi è chiesto di seminare, ma i frutti non sono nelle nostre mani. I figli devono avere il tempo di maturare, capirsi, volersi bene…nel percorso adottivo, abbiamo imparato ad aspettare che “vengano fuori” come loro sono.”</p>
<p>Avere cinque figli è stata una avventura sicuramente impegnativa e con i suoi alti e bassi. Ogni famiglia, nella sua unicità, ha i suoi equilibri e le sue stranezze ma, comunque, “non esiste un modello di famiglia: io sono io, noi siamo noi!” A volte dietro a famiglie apparentemente perfette ci sono grosse problematiche, magari molto ben mascherate. La cosa importante è non essere soli ed avere un luogo fatto di persone che fanno la tua stessa fatica, in cui ci si possa mettere a nudo nella propria fragilità, come è stata ed è, per loro, la nostra associazione.</p>
<p>In conclusione, dopo questa ricchissima condivisione che i nostri amici ci hanno regalato, abbiamo vissuto un momento conviviale, gustando in allegria<span class="Apple-converted-space">  </span>una buona merenda tutti insieme.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/06/22/dove-ci-porta-laccoglienza/">Dove ci porta l’accoglienza?</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Udine: Il miracolo dell&#8217;ospitalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 08:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Udine. Presentazione de "Il miracolo dell'ospitalità"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL MIRACOLO DELL’OSPITALITA’ ”</p>
<p>Il 7 febbraio 2026 si è svolta a Udine, presso una sala dell’Università degli Studi, la presentazione del libro “Il miracolo dell’ospitalità” di Luigi Giussani.</p>
<p>L’intento era quello di creare un dialogo non solo sul contenuto del libro, ma anche sulle esperienze concrete di accoglienza, attraverso i racconti dei nostri ospiti: Paolo Zenarolla, vicepresidente della Caritas diocesana e padre adottivo, Francesco e Valentina, nostri cari amici nonché famiglia accogliente e Marco Mazzi, pediatra e già Presidente della nostra associazione Famiglie per l’Accoglienza.</p>
<p>Dopo un breve saluto da parte dell’Assessore Andrea Zini in rappresentanza del Sindaco di Udine, si è entrati nel vivo dell’argomento iniziando con Paolo Zenarolla che ha raccontato come nel percorso adottivo insieme a sua moglie, entrambi hanno sentito il bisogno di confrontarsi e condividere le esperienze con altre famiglie e perciò si sono avvicinati all’Associazione Famiglie per l’Accoglienza.</p>
<p>Si è approcciato al testo con curiosità riconoscendo parecchi aspetti che appartenevano già alla sua esperienza di vita: anche se in luoghi differenti, siamo tutti in un cammino di conversione, di umanizzazione, di ricerca di identità e di senso che “ci avvicina gli uni agli altri, perché è come se si andasse verso un essenziale che è un centro e che è comune per tutti.”</p>
<p>Un altro punto è stato il tema della gratuità. L’accoglienza come apertura ad una chiamata alla gratuità “…non si fanno delle rivoluzioni perché si risolvono i problemi, ma si segna un cambiamento di stile che rappresenta in sé già una rivoluzione, perché quando noi cambiamo il nostro percorso di vita, abbiamo già fatto una tappa molto importante della quale resta traccia e testimonianza per gli altri.”<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Prosegue poi evidenziando che, nel testo, Don Giussani ci invita a scoprire come dentro l’accoglienza, dentro l’apertura, un dire sì a un qualche cosa che entra nella propria storia personale e<span class="Apple-converted-space">  </span>familiare, c&#8217;è qualcosa di grande: una vita che è in grado di dare e ricevere.</p>
<p>Continua Paolo: “c’è un amore che abbiamo ricevuto: se non siamo consapevoli di essere stati amati è difficile poi stare dentro in questa dinamica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Io sono qui non a fare il professore, ma a condividere<span class="Apple-converted-space">  </span>la fatica di molti .Per questo dico che è indispensabile sentire<span class="Apple-converted-space">  </span>che siamo stati amati, altrimenti la fatica non riesce a trovare<span class="Apple-converted-space">  </span>il suo posto. E quando io penso all&#8217;esperienza che mi sta dando questa questa mia storia<span class="Apple-converted-space">  </span>di adozione è quella di una scarnificazione della mia esperienza di fede perché incomincio a pensare a come io ho accolto l&#8217;amore di Dio nei miei confronti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Siamo tutti impastati della stessa storia,<span class="Apple-converted-space">  </span>abbiamo tutti una paura matta di essere amati, di lasciarci amare, di abbandonarci all&#8217;amore degli altri, come tanti nostri figli che da una parte ti chiamano papà e ti danno i baci, e dall’altra ti danno i calci alle ginocchia che ti fanno male. Quindi il tema della gratuità e il tema<span class="Apple-converted-space">  </span>dell&#8217;accoglienza non sono qualcosa di pacifico, almeno per la mia esperienza, ma un percorso, un cammino di profondità che ci obbliga a<span class="Apple-converted-space">  </span>saper leggere<span class="Apple-converted-space">  </span>dentro i fatti quotidiani che sono molte volte piccole vicende di emotività, che però hanno bisogno di essere significati. Penso che sicuramente questo percorso è un percorso che non sarà mai completato.</p>
<p>In questo senso, per esempio, il percorso e l&#8217;esperienza fatte in Caritas si incrociano molto col cammino dell’associazione, col lavoro che l&#8217;associazione sta facendo che è quello di dire: l&#8217;accoglienza e l&#8217;ospitalità sono la via.<span class="Apple-converted-space">  </span>Noi in Caritas abbiamo sempre sostenuto la disponibilità delle comunità, la necessità per le comunità di aprirsi all&#8217;accoglienza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Che credo sia la stessa fatica che si fa nel dire alle famiglie “apritevi all&#8217;esperienza dell’accoglienza, provate, giocatevi in questa esperienza perché non è il problema di risolvere la permanenza dei minori nelle comunità, ma è la necessità di scoprire la capacità che la famiglia ha di essere ancora soggetto vitale, capacità di essere un soggetto che sa dare senso alle vite delle persone. Nella precarietà in cui molte volte si vive, nella temporaneità delle relazioni lavorative, amicali, anche familiari, affettive provare a porre dei segni che vogliono rimanere presenti,<span class="Apple-converted-space">  </span>con tutta la fatica che questo comporta, io credo che sia ciò di cui le nostre comunità hanno bisogno e forse anche quello<span class="Apple-converted-space">  </span>di cui noi abbiamo bisogno come persone umane, come dicevo per umanizzarci. Perché se no siamo fermi. Invece credo che l&#8217;accoglienza, il fatto stesso,<span class="Apple-converted-space">  </span>l&#8217;atto stesso<span class="Apple-converted-space">  </span>di far entrare nella tua storia personale familiare un&#8217;alterità ti obbliga a metterti in cammino. Perché devi confrontarti con pensieri, punti di vista, prospettive, scelte di futuro, spazi, interessi. E tutto questo ti obbliga a metterti in moto. E allora forse<span class="Apple-converted-space">  </span>il segreto della vita è questo, non è la irenica felicità che deriva dal fatto di avere tutto ciò che vogliamo.</p>
<p>Noi adulti su cosa siamo disposti a giocarci?</p>
<p>Leggendo questo testo mi sono ritrovato proprio a essere sollecitato ad una serie di riflessioni che riguardano sia la mia dimensione spirituale, sia il percorso di vita familiare,<span class="Apple-converted-space">  </span>dove sei insieme anche con un altro, con tua moglie con tuo marito e questo, tutto questo, non te lo giochi da solo,<span class="Apple-converted-space">  </span>ma te lo giochi sempre in un costante dialogo e confronto.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Che per certi versi è una sfida. Io ricordo di aver parlato con molte persone,<span class="Apple-converted-space">  </span>che dicono “ma sì interessante questa cosa, bello però sai forse chissà non so<span class="Apple-converted-space">  </span>alla fine andiamo a rompere degli equilibri”. Sicuramente vai a rompere degli equilibri nel momento in cui<span class="Apple-converted-space">  </span>fai una scelta di affido, però forse è una scelta sana, vivificante, perché questi equilibri sono degli equilibri che ti fanno stare fermo lì dove sei. “<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Francesco e Valentina hanno fatto diverse esperienze di accoglienza e l’idea di confrontarle con questo libro a loro piaceva molto. Hanno raccontato come si sono avvicinati all’idea dell’accoglienza: “Sposati con due figli e dentro un&#8217;esperienza di fede che stavamo vivendo insieme ad un gruppo di famiglie non era una cosa scontata,…. anzi era proprio una consapevolezza di essere stati amati.<span class="Apple-converted-space">  </span>E quindi un grandissimo sentimento di gratuità, il libro lo scrive bene: -dice: solo se si è amati, si ama: non da chi e nei modi che noi desideriamo, ma molto più profondamente ed essenzialmente-. Quindi questa gratitudine che vivevo…io desideravo restituire qualcosa….”.</p>
<p>Francesco era colpito da come le famiglie che si accostavano a questa esperienza fossero contente, nonostante a volte fossero tanti i problemi da affrontare.</p>
<p>Prosegue Valentina dicendo che nel tempo i figli sono cresciuti e la motivazione è un<span class="Apple-converted-space">  </span>po’ cambiata e la spiega facendo riferimento al libro: “… c’è un passaggio che parla dell&#8217;accoglienza come perdono del diverso nel senso di riuscire a superare questo primo impatto della diversità. E poi continua in un altro punto: accoglienza come esperienza suprema di carità. Cioè, dell&#8217;amore gratuito che non è generato e non si sostiene per un calcolo o per un tornaconto, non è vissuto per un calcolo, l&#8217;accoglienza realizza insomma la virtù della carità, quindi è un gesto libero che, per chi è cristiano, ci fa avvicinare a quello che è un po&#8217; lo sguardo di Dio su di noi che c&#8217;è e non ha aspettato che noi fossimo degni di lui, bravi come lui, per venire incontro a noi.”<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Da ultimo è intervenuto Marco Mazzi sull’onda della dedica che don Giussani fece all&#8217;associazione. Uno stralcio dice: se il Signore si è chinato sui più piccoli per segnare la strada ai grandi, voi che fate lo stesso siete resi segno di una novità che, come onda, si dilata di famiglia in famiglia, dalla più prossima alla più lontana, in un movimento che è inizio di una società più umana, perché è fatta di persone appassionate al destino degli uomini, dareste la vita per uno solo di essi, avendo voi conosciuto il fattore che dà la vita e il respiro ad ogni cosa, così che chiunque, incontrandovi, si senta finalmente a casa, cioè ospitato e sicuro come un bimbo tra le braccia del padre.</p>
<p>“…è un libro che nasce dentro la vita, è un libro che nasce da degli incontri non è un libro che è stato fatto teoricamente per descrivere cos&#8217;è l&#8217;accoglienza familiare.”<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Marco ha spiegato poi che per lui e sua moglie la testimonianza delle famiglie con le quali hanno condiviso le esperienze è stata importantissima perchè ha permesso loro di capire che, pur nei propri limiti, l’esperienza dell’accoglienza era una strada possibile ed un bene per loro. “…chiaramente dentro un confronto, dentro una condivisione…tra l&#8217;altro farlo insieme voleva dire arricchire insieme, voleva dire che noi, con queste famiglie, riconoscevamo qualcosa che stava accadendo tra noi l&#8217;uno nell&#8217;altro anche aiutandoci, come ben scritto nel libro, in quell’equilibrio, in quella prudenza, in quella non presunzione, perché a volte la generosità può nascere da una presunzione anche di salvare l’altro…e invece Giussani scrive una parola che a me piace tantissimo l&#8217;accoglienza è un’obbedienza, una povertà, un’adesione alle circostanze che Qualcun altro suggerisce. E quindi noi abbiamo detto: proviamo!….”</p>
<p>Marco ha poi raccontato come, in una delle esperienze di accoglienza che lui e sua moglie hanno fatto, ha capito il significato di una parola molto importante che è la parola condiscendenza. “…..Cioè, noi siamo chiamati a scendere negli anfratti della persona che accogliamo, tentando, cercando con molta umiltà, con molti tentativi, con molto sacrificio ad immedesimarci in quello che lei vive…. Ecco cercando di immedesimarci in questa storia piena di attesa e di dolore che abbiamo davanti senza la pretesa di salvarla, riconoscendo che dentro c’è un bene che porta a noi e tentando con pazienza di portare quel bene che possiamo portare noi…”</p>
<p>Marco ha poi evidenziato un altro aspetto molto importante: “….ho imparato un&#8217;altra cosa: che quello che accade nell&#8217;accoglienza non va perduto, non si perde niente, magari passerà da travagli, da distanze, da percorsi inaspettati ma non va perduto. Lo sguardo che queste persone hanno ricevuto, questo dono che sono state per la nostra vita non si smarrisce, continua magari riemergerà dopo anni, però riemerge.”</p>
<p>E’ stato un incontro estremamente ricco e coinvolgente per tutti che si è concluso con i dovuti ringraziamenti e la lettura, da parte del moderatore Emanuele Greco, di una frase di San Paolo citata nel frontespizio del libro: “ Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo.”</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/02/08/udine-il-miracolo-dellospitalita/">Udine: Il miracolo dell’ospitalità</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Sono figli come i nostri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 09:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata una testimonianza forte quella che abbiamo ascoltato durante il pellegrinaggio di inizio anno. Ci ha aperto un mondo del quale sentiamo dire di tutto e di più, ma non con uno sguardo così&#8230; Lorena e Francesco, famiglia con figli già grandi e vari...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-06.49.57-8.jpeg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-32016" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-06.49.57-8-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" /> </a>E&#8217; stata una testimonianza forte quella che abbiamo ascoltato durante il pellegrinaggio di inizio anno. Ci ha aperto un mondo del quale sentiamo dire di tutto e di più, ma non con uno sguardo così&#8230;<br />
Lorena e Francesco, famiglia con figli già grandi e vari nipoti, ci racconta che fin dal matrimonio hanno desiderato essere famiglia accogliente, tanto che hanno strutturato la loro casa con spazi adatti a poter accogliere tante persone e così è stata sempre la loro vita.<br />
Durante il Covid, quando si poteva uscire solo da soli e solo per portare fuori il cane, Lorena passava davanti a una caserma con il parcheggio pieno di macchine di polizia, caserma che era diventata centro di accoglienza di migranti e questo la interrogava. Alcuni amici si stavano interessando a questi temi e loro hanno voluto capire di più e si sono aggregati.<br />
&#8220;Si parlava di ragazzini minorenni che facevano disastri, confusione&#8230;Ma come?? Minori che sono qui da soli? Pensavo al confronto con i nostri&#8230;Sono qui da soli senza nessuno&#8230;<br />
Siamo andati alla struttura dove erano alloggiati e abbiamo conosciuto le loro storie: è venuto fuori un mondo! Conosci qualcosa di loro e ti si aprono mille altre domande. &#8221;<br />
Un gruppetto  di ragazzini ha accettato di raccontare la loro vicenda in un incontro tra amici, poi solo uno ha acconsentito di raccontarsi davanti a tanta gente, e ha commosso tutti. Anche lui era commosso per l&#8217;attenzione che gli era stata riservata. Alla fine i ragazzi di GS (studenti di Gioventù Studentesca di Udine), con i quali era nata un&#8217;amicizia, lo hanno portato al Meeting di Rimini dove, ancora una volta ha raccontato la sua storia nell&#8217;ambito della Mostra di GS e ha potuto incontrare un mondo speciale.<br />
&#8220;Questo incontro con G. e i suoi amici è una cosa totalmente imprevista. E&#8217; un&#8217;amicizia preziosa che ti cambia, che non ti lascia come prima, ti fa conoscere cose nuove, ti spalanca l&#8217;orizzonte, ti rimette in discussione. Cambi anche il pensiero che avevi verso gli altri paesi.<br />
In realtà, dice Francesco, noi non siamo mai stati interpellati per fare questa accoglienza, per incontrare G.: è stato un percorso.<br />
Questi ragazzi ti chiedono di essere guardati per se stessi, ci dicono: non siamo tutti uguali, non considerateci tutti dello stesso gruppo che fa disastri&#8230;<br />
Rispetto a noi: noi ci siamo, ma loro hanno la loro libertà che dobbiamo rispettare. Quando hai un amico lo vai a trovare, gli telefoni, lo porti con te per fargli vedere in che mondo è arrivato, per fargli conoscere come stiamo insieme, lo aiuti nelle cose pratiche&#8230;ma senza pretese.<br />
E&#8217; stato un semplice aderire a una cosa iniziata da altri. Poi ti accorgi che dici un sì e non sai dove vai a finire&#8230;&#8221;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/10/14/sono-figli-come-i-nostri/">Sono figli come i nostri</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>I fondamenti dell&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/06/16/i-fondamenti-dellaccoglienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 15:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Festa di fine anno delle famiglie dell'associazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p class="Corpo">FESTA DI FINE ANNO</p>
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<p class="Corpo">Il 15 giugno ci siamo riuniti, con le nostre famiglie, presso la meravigliosa Villa Giacomelli di Pradamano che ci ospita da tanti anni per la consueta festa di fine anno sociale della nostra associazione.</p>
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<p class="Corpo">Abbiamo incominciato con il dono della testimonianza di Elisa e Carlo, cari amici del Trentino, che ci hanno dato l’opportunità di approfondire e riflettere su parecchi argomenti molto interessanti per tutti noi.</p>
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<p class="Corpo">Desiderio, gratitudine e incontro sono le 3 parole cardine nella loro esperienza di vita attorno alle quali si è sviluppato il loro racconto.</p>
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<p class="Corpo">Elisa già da molto giovane era rimasta colpita da come vivevano le famiglie dell’associazione: pur con tanti problemi, vivevano con grande letizia, avevano una marcia in più.</p>
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<p class="Corpo">Per Carlo il punto di partenza è stata la famiglia di origine che accoglieva la nonna: pochi discorsi ma ha avuto modo di guardare in diretta quello che era l’accoglienza.</p>
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<p class="Corpo">Quando si sono sposati si sono resi conto di avere in comune lo stesso desiderio: nella loro casa era normale prevedere uno spazio per l’accoglienza.</p>
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<p class="Corpo">Vivere l’accoglienza nella loro famiglia è stato quindi molto “naturale” anche se c’era il rischio della scontentezza e poi della superficialità; in realtà ha influito su tutti gli aspetti della loro vita compreso il lavoro perchè ha cambiato anche il modo di porsi nelle situazioni di responsabilità.</p>
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<p class="Corpo">In più nel tempo si capisce sempre meglio quanto sia importante lo “stare” sia nelle circostanze scelte che in quelle non scelte.</p>
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<p class="Corpo">L’accoglienza ti espone a fare i conti con i tuoi limiti e quindi sei “obbligato” a fare un lavoro su di te, non puoi rifugiarti nella tua confort-zone. Carlo ha raccontato che sentirsi accolto, guardato, riconosciuto nonostante il suo limite è stato fonte di un’azione rappacificante con il suo senso di inadeguatezza e questo gli ha fatto capire che poteva “dilatare” ad altri questa esperienza condividendola.</p>
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<p class="Corpo">“ Vi auguro di non essere mai tranquilli..” diceva  Don Giussani  ne “Il miracolo dell’ospitalità”: va bene se questo allarga lo sguardo e mi fa scoprire il mio bisogno di essere sostenuto e perdonato. Bisogna essere aiutati continuamente a ricentrare lo sguardo</p>
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<p class="Corpo">Ci hanno raccontato di come loro figlio li tenga sempre desti in questo senso siamo …”siamo sempre tutti al lavoro”…: a volte perdonare la diversità dell’altro non è facile e questo vale sia per i genitori che per i figli.</p>
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<p class="Corpo">Cosa sostiene questa fatica? Innanzitutto non essere soli e condividere la vita con le persone più care e con gli amici richiamandosi su questi temi, riconoscendo ed evidenziando insieme i piccoli aspetti di cambiamento nostri e di chi ci circonda.</p>
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<p class="Corpo">Anche la scoperta di un limite ha bisogno di un luogo dove essere consegnato: gli amici ci aiutano a guardare e a valorizzare anche queste caratteristiche che magari facciamo fatica ad accettare nei nostri figli. Oltre a ciò i gesti di vicinanza ci aiutano a dire di sì alle circostanze.</p>
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<p class="Corpo">Non ci sono istruzioni per l’uso da dare alle famiglie ma si può guardare la realtà insieme e cercare di capire cosa desidera il cuore dei nostri figli.</p>
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<p class="Corpo">Ci chiediamo: cosa noi desideriamo? Bisogna riconoscere il bene e farlo generare, la speranza va coltivata.</p>
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<p class="Corpo">Purtroppo spesso pensiamo che la felicità dei nostri figli dipenda dalle loro performances: “…nostro figlio è un mistero di cui noi vediamo solo una parte, non è proprio tutto in mano nostra…”.</p>
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<p class="Corpo">Alcuni dei presenti sono poi intervenuti evidenziando altri temi molto interessanti:</p>
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<p class="Corpo">* “Mi pervade il senso di fallimento perchè la situazione non è risolta…”</p>
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<p class="Corpo">La speranza viene dal fatto che noi sappiamo che abbiamo seminato qualcosa: quello che il bimbo ha vissuto con voi in famiglia è un bene che rimane. Noi non siamo chiamati a risolvere i problemi degli altri, possiamo solo farci prossimi. L’esperienza del fallimento è legata a questa aspettativa. A noi è chiesto di accompagnarli e di fare un pezzo di strada insieme.</p>
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<p class="Corpo">Un’esperienza che magari sembra andata male ha fatto mettere le radici per fare altre accoglienze.</p>
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<p class="Corpo">* “Cosa significa costruire ponti? Cosa vuol dire accoglienza in momenti pesanti?”</p>
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<p class="Corpo">Più che bloccarsi su situazioni esplosive, bisogna cercare punti di contatto in cui potersi mettere in relazione. La prima cosa è non scandalizzarci di quello che succede, perchè sarebbe l’inizio della costruzione di un muro.</p>
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<p class="Corpo">* Nell’esperienza del limite è fondamentale chiedersi: ma tu cosa desideri? Questa è la posizione giusta e vi ringrazio per averla sottolineata.”</p>
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<p class="Corpo">Fondamentale che il figlio percepisca la nostra presenza: “Io ci sono”. Dobbiamo guardare cosa nostro figlio desidera e poi fare il tifo per lui.</p>
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<p class="Corpo">Abbiamo concluso il pomeriggio con una bella merenda, “corredata” anche di gelato finale, continuando a raccontarci, con un po’ di più consapevolezza, del grande dono che è questa nostra bella amicizia.</p>
<p>E sempre molto grati ai signori Giacomelli che ci ospitano per questa bella occasione.</p>
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		<title>Incontro con la bellezza</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/05/19/incontro-con-la-bellezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 12:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le famiglie alla Cappella degli Scrovegni. Domenica 18 maggio abbiamo fatto una gita a Padova con le nostre famiglie per vedere la Cappella degli Scrovegni. La proposta di questa méta è arrivata dal nostro amico Gianluca il quale si è preso l&#8217;incarico di organizzare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/18-scaled.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-30902" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/18-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/18-300x200.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/18-1024x683.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/18-768x512.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/18-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a>Con le famiglie alla Cappella degli Scrovegni.</p>
<p style="font-weight: 400">Domenica 18 maggio abbiamo fatto una gita a Padova con le nostre famiglie per vedere la Cappella degli Scrovegni.<br />
La proposta di questa méta è arrivata dal nostro amico Gianluca il quale si è preso l&#8217;incarico di organizzare tutto nei minimi dettagli e lo ha fatto magnificamente.<br />
All&#8217;arrivo abbiamo partecipato alla S.Messa nell&#8217;antica chiesa degli Eremitani e subito dopo siamo andati tutti insieme nei Giardini dell&#8217;Arena dove abbiamo pranzato raccontandoci le nostre vicende, allietati anche da un bel sole splendente.<br />
Ciò che ha caratterizzato questa giornata non è stata solo la possibilità di contemplare opere d&#8217;arte meravigliose ma anche l&#8217;incontro e l&#8217;accompagnamento di amici come Filippo che ci ha introdotto in maniera efficace ed appassionata alla visita della Cappella degli Scrovegni e Sante che, pur non essendo un esperto della Basilica di S. Antonio come ha specificato lui stesso, ci ha trasmesso con forza quanto è rimasto colpito dalla storia di questo santo.<br />
Un grande dono per tutti è stata poi la testimonianza di Serena ed Emanuele che ci ha fatto letteralmente &#8220;toccare con mano&#8221; come il Signore opera sempre anche nelle situazioni più difficili e complicate.<br />
È stata una domenica davvero ricca in cui ci siamo sentiti &#8220;abbracciati&#8221; da tanta bellezza sia artistica che umana.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/05/19/incontro-con-la-bellezza/">Incontro con la bellezza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Affettività e sessualità: come accompagnare i figli accolti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 13:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[affettività]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incontro con dott.ssa D&#8217;Angelo. Domenica 6 aprile ci siamo riuniti con le nostre famiglie a Udine per collegarci online con la dott.ssa Giuliana D&#8217;Angelo, psicologa di Milano, prezioso aiuto nel nostro cammino. L&#8217;argomento che volevamo approfondire era: &#8220;Affettività e sessualità nei figli accolti in adozione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400">Incontro con dott.ssa D&#8217;Angelo.</p>
<p style="font-weight: 400">Domenica 6 aprile ci siamo riuniti con le nostre famiglie a Udine per collegarci online con la dott.ssa Giuliana D&#8217;Angelo, psicologa di Milano, prezioso aiuto nel nostro cammino.<br />
L&#8217;argomento che volevamo approfondire era: &#8220;Affettività e sessualità nei figli accolti in adozione e affido&#8221;.<br />
Molte sono state le domande sorte dalle nostre famiglie e che abbiamo girato alla dottoressa per preparare l&#8217;incontro e tra queste: &#8220;Perchè i nostri figli cercano spesso le amicizie più &#8220;scassate&#8221;? che li sfruttano&#8230;(bisogno di sentirsi utili? Riscatto per sè?)&#8221;; e ancora: &#8230;&#8221;Spesso i figli adottati hanno avuto esperienze pregresse dove l&#8217;affettività è stata vissuta come carente, dannosa o addirittura pericolosa; siccome all&#8217;affettività è connessa anche la sessualità, come possiamo aiutare i ragazzi adolescenti a non strumentalizzare la sessualità per stringere relazioni dannose che non portano ad una autentica affettività?&#8221;&#8230;<br />
La dott.ssa D&#8217;Angelo ci ha aiutato a riflettere sul fatto che l&#8217;affettività è il motore della vita.<br />
Lo sguardo di bene e tutte le attenzioni che si scatenano normalmente intorno al bambino appena nato (&#8220;tutti si occupano di me&#8221;)   nelle storie dei nostri ragazzi si interrompono a causa dell&#8217;abbandono o di problematiche famigliari molto pesanti . Questo provoca in loro una &#8220;rottura&#8221; che li porta a pensare: &#8230;&#8221;c&#8217;è qualcosa in me che non va bene&#8230;sono sbagliato&#8221;&#8230;&#8221;Non sono stato in grado di tenermi la mamma&#8221;&#8230;&#8221; Non valgo niente perché non mi hanno voluto tenere&#8230;&#8221;Dietro l&#8217;angolo c&#8217;è una fregatura&#8221;&#8230;<br />
Tutto ciò è devastante per loro e porta ad un calo dell&#8217;autostima e ad una svalutazione di sè per cui &#8230;&#8221;chiunque mi vuole bene e mi dedica attenzioni va bene&#8221;&#8230; e così succede che si attaccano al primo che trovano perché è come se avessero paura di non trovare altri. Hanno un grande bisogno di affetto.<br />
È importantissimo che guardiamo i nostri figli con una stima grandissima consapevoli del fatto che loro non sono in grado di darsi la stima da soli e che ciò che fanno, anche quando non approviamo, è un tentativo, a volte maldestro, di cercare la felicità e quindi è una spinta positiva per cercare un bene (anche se in modo distorto!).<br />
Più che essere tanto preoccupati di raddrizzarli è importante mettere in moto la nostra umanità e &#8220;ascoltarli&#8221;, &#8220;incontrarli&#8221; stimandoli e facendo capire loro che possiamo guardare insieme tutto: sia le azioni che commettono nel bene e nel male, sia il grande dolore che hanno dentro. Quanto sei esperto della tua umanità? Questo serve a un figlio, non quanto sei esperto su adozione e affido.<br />
Il legame genitore/figlio è un legame che vale gratis, al di là di quella che è la risposta o le reazioni del figlio.<br />
Bisogna farsi aiutare. Quando uno fa fatica rischia di perdere la speranza, ma questo non bisogna lasciare che accada.<br />
E&#8217; stato un incontro ricchissimo di spunti e riflessioni, evidenziato dalle tante domande emerse nel dialogo finale.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/04/07/affettivita-e-sessualita-come-accompagnare-i-figli-accolti/">Affettività e sessualità: come accompagnare i figli accolti</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Accoglienza e gratuità. Una giornata insieme</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/18/accoglienza-e-gratuita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 16:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo dati appuntamento con le nostre famiglie in un luogo interessante poco lontano da Udine</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">Ci siamo dati appuntamento con le nostre famiglie in un luogo interessante poco lontano da Udine:  “ l’Hospitale di S.Giovanni di Gerusalemme” a San Tomaso (UD). E’ un complesso fondato alla fine del XII sec. dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme e costituiva una tappa importante della Via del Tagliamento nell’antica Via di Allemagna, che collegava l’Europa fino ai Paesi Baltici con i porti dell’Adriatico. Questa costruzione faceva da luogo di ristoro, pernottamento e cura dei viandanti e dei pellegrini che transitavano lungo l’antica Via d’Allemagna per arrivare fino in Terra Santa.<u></u><u></u></p>
<p class="x_MsoNormal">Il complesso, mirabilmente restaurato, è tuttora in funzione, pur essendo cambiati i tempi, e accoglie gratuitamente pellegrini a piedi o in bicicletta, con la possibilità di fruire di una cena e una colazione, accolti da un ospitaliere.<u></u><u></u></p>
<p class="x_MsoNormal">Con le nostre famiglie abbiamo potuto seguire la visita guidata al complesso e ci è stata anche offerta la merenda.<u></u><u></u></p>
<p class="x_MsoNormal">Con l’ospitaliere che ci accompagnava abbiamo condiviso temi come accoglienza, gratuità, generosità tanto cari anche alla nostra Associazione e si è anche prospettata la possibilità di portare qualche nostra testimonianza durante eventi che lì organizzano.</p>
<p dir="ltr">Ci siamo spostati in pizzeria per pranzare insieme e condividere la vita degli ultimi tempi.<br />
È stato bello vedere come alcune bambine presenti, pur essendo anche di età diverse, abbiano &#8220;fraternizzato&#8221; fra loro con molta naturalezza &#8220;respirando&#8221; il clima lieto che si era creato tra noi adulti, felici di essere insieme e di farci compagnia raccontandoci le ultime novità.<br />
Questi momenti sono davvero una grande ricchezza per tutti noi perchè ci permettono di ritemprarci e di &#8220;ritornare&#8221; nella nostra quotidianità con una carica nuova e con la consapevolezza di non essere soli.<br />
Se non fosse stato che il ristorante aveva necessità di chiudere, avremmo continuato ancora a chiacchierare della vita senza alcuna fretta di tornare a<br />
casa.</p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2.jpeg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30234" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2-300x225.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2-1024x768.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2-768x576.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2-800x600.jpeg 800w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-18-at-16.23.47-2.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/01/18/accoglienza-e-gratuita/">Accoglienza e gratuità. Una giornata insieme</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Inizio anno in Friuli</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/10/14/31022/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 21:16:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizio anno dell'associazione in Friuli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400">Udine, 13 ottobre 2024</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Giornata di Inizio Anno di <em>Famiglie per l’Accoglienza</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400"> Il 13 ottobre 2024 ci siamo riuniti, con tutte le nostre famiglie, presso il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Udine dove abbiamo dato inizio al nuovo anno sociale con il tradizionale pellegrinaggio. E’ stato un momento di preghiera molto intenso che ci ha permesso di approfondire il tema dell’accoglienza come strada di speranza, sulla traccia del filo rosso di quest’anno.</p>
<p style="font-weight: 400">E’ seguita poi la testimonianza della nostra cara amica Tiziana che ci ha raccontato la sua esperienza, condivisa con il marito, nella nostra associazione. Vi proponiamo un estratto di quanto ci ha detto:</p>
<p style="font-weight: 400">“Io sono nell’Associazione da diciotto anni. Pensando a cosa raccontare oggi, mi sono detta: non parlo dell’adozione, ma dell’Associazione.</p>
<p style="font-weight: 400">Perché vengo qui da diciotto anni?</p>
<p style="font-weight: 400">Perché qui trovo pace, speranza, ogni volta riesco a fermare il tempo e a sentirmi umana.</p>
<p style="font-weight: 400">È un regalo, questo tempo di riflessione.</p>
<p style="font-weight: 400">In questa Associazione ho trovato un giudizio sulla realtà delle nostre famiglie, ma senza sentirmi giudicata.</p>
<p style="font-weight: 400">Una riflessione sulle nostre famiglie, sulle nostre realtà, senza esprimere giudizi sulla vita delle persone e delle esperienze che viviamo. Questo è un elemento prezioso per me.</p>
<p style="font-weight: 400">Ogni volta che esco dai nostri incontri mi sento molto fortunata di aver avuto questo regalo: questa ora, o queste due ore di compagnia, ma soprattutto di riflessione sulle nostre esperienze, sul valore della nostra vita, sul valore delle nostre famiglie, dei nostri figli, di chi ci sta intorno… e mi sento un po’ rinata perchè ti elevi dalle fatiche quotidiane per riuscire ad incontrarti veramente con i cuori e con lo spirito.</p>
<p style="font-weight: 400">Questa è stata per me l’Associazione in questi 18 anni, oltre che un confronto tra le esperienze, la condivisione e tutto il resto e anche, devo essere sincera, un cammino di fede. Poi ognuno ha il suo cammino.</p>
<p style="font-weight: 400">Ho detto a  mio marito: ma cosa gli racconto? Perchè la nostra è storia vecchia. Chi adotta adesso ha un’altra società, un altro mondo …</p>
<p style="font-weight: 400">Lui ha condiviso con me il fatto di raccontare perchè vengo qui, poi racconto tutto a lui, perchè condividiamo tutto.</p>
<p style="font-weight: 400">Ecco, questo ci tenevo a dire: perchè continuo a venire nonostante  il figlio  sia grande?  E’ proprio un momento di aiuto per me, per la famiglia… Prima, durante il Rosario abbiamo detto “La speranza nella realtà”.…Ecco, ritrovare sempre la speranza, la speranza però nella realtà delle nostre vite.</p>
<p style="font-weight: 400">Tutto questo mi ha dato l’associazione, oltre che l’amicizia, il pacere di incontrarsi…</p>
<p style="font-weight: 400">Noi abbiamo adottato un bambino che all’epoca aveva sette anni e adesso è un giovane uomo.</p>
<p style="font-weight: 400">L’adozione è sempre un’esperienza nuova come per tutti i figli, però per me è un’esperienza particolare, perché hai sùbito l’impatto con il diverso, sùbito.</p>
<p style="font-weight: 400">Attraverso l’adozione ho scoperto la mia umanità.</p>
<p style="font-weight: 400">Sono grata di questo, altrimenti sarei troppo…piena di certezze, e sono contenta quando non le ho.</p>
<p style="font-weight: 400">Quando sono in crisi, bisogna esercitare la pazienza, la speranza, la sapienza (anche se ne ho poca).</p>
<p style="font-weight: 400">E quindi per me questo è un grande esercizio di umanità. E ringrazio Dio che me l’ha data, altrimenti sarei troppo piena di me stessa e non va bene.</p>
<p style="font-weight: 400">Devo dire che grazie a nostro figlio, che ci fa fare delle belle ginnastiche mentali, riscopro l’umiltà di essere una persona.”</p>
<p style="font-weight: 400">E’ stato un momento molto toccante, commovente e profondamente vero.</p>
<p style="font-weight: 400">Il pomeriggio si è concluso con una merenda insieme durante la quale abbiamo continuato a raccontarci le nostre “vicende” stando piacevolmente in compagnia.</p>
<p style="font-weight: 400">The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/10/14/31022/">Inizio anno in Friuli</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>A Udine la mostra &#8220;Non come ma quello. La sorpresa della gratuità&#8221;: parlano le testimonianze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[friuliveneziagiulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 14:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 14 al 22 ottobre la mostra per i 40 anni di Famiglie per l'Accoglienza è stata ospite a Udine.<br />
Davanti alla bellezza che abbiamo vissuto, lasciamo parlare le testimonianze.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/11/28/a-udine-la-mostra-non-come-ma-quello-la-sorpresa-della-gratuita/">A Udine la mostra “Non come ma quello. La sorpresa della gratuità”: parlano le testimonianze</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/Mostra-itinerante-Udine-3.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-28604" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/Mostra-itinerante-Udine-3-768x1024.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/Mostra-itinerante-Udine-3-768x1024.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/Mostra-itinerante-Udine-3-225x300.jpg 225w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/Mostra-itinerante-Udine-3-1152x1536.jpg 1152w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/Mostra-itinerante-Udine-3-600x800.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/Mostra-itinerante-Udine-3.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /> </a>Dal 14 al 22 ottobre la mostra per i 40 anni di Famiglie per l&#8217;Accoglienza è stata ospite a Udine.<br />
Davanti alla bellezza che abbiamo vissuto, lasciamo parlare le testimonianze.</p>
<p>Questa prima parte viene dai post-it che soprattutto i ragazzi hanno lasciato. Sono passati circa 500 studenti.<br />
“Mi è piaciuta perché  è stato bello, perché mi ha sorpreso tutto quello che mi hanno detto (Chiara, 2° elementare).<br />
“E’ stato molto interessante, e ne esci pieno di domande”.<br />
“E’ stata un’esperienza molto interessante e mi è piaciuto tanto come gli artisti hanno espresso una delusione e si sono rialzati verso la felicità”.<br />
“E’ rallegrante vedere delle persone essere felici!”<br />
“Questa mostra mi ha insegnato che accogliere fa del bene e dà felicità a tutti. Noi tutti per crescere dobbiamo passare attraverso il dolore”.<br />
“Questa esperienza mi ha fatto aprire gli occhi e capire che nulla è dovuto. Ogni piccolo gesto è inaspettato e potrebbe cambiare totalmente l’esistenza di quella determinata persona”.<br />
“Può accogliere veramente solo chi riesce quotidianamente e costantemente a svuotarsi, per fare spazio…a tutto, anche agli imprevisti che hanno un volto”.</p>
<p>Altri pensieri, da chi ha vissuto in prima persona la realizzazione della mostra.</p>
<p>“Sono grata a questa esperienza perchè da voi ho imparato a stare con gratuità davanti alla vita, in particolare oggi con la mamma ammalata, ma anche con i figli…<br />
Ho presentato la mostra a molte persone che non conoscevo. Mi ha colpito vedere nei loro occhi questa sorpresa, vedere che si coinvolgevano e che si lasciavano provocare dai pannelli.<br />
E’ stato un rilancio per me, voglio anch’io guardare le cose così”</p>
<p>“Innanzitutto quando mi è stato chiesto se volevo partecipare all&#8217;allestimento della Mostra “Non come ma quello”, non ho avuto alcuna esitazione ad accettare. Perchè? Non è solo per amicizia, ma perchè la storia che ci unisce ormai da molti anni ci ha educati a cosa guardare: all&#8217;”ESSENZIALE”.<br />
Cosa mi preme principalmente vedere? Sono dei volti cambiati perchè hanno incontrato LUI. Così è successo anche agli artisti, scrittori, compositori, pittori che hanno incontrato le persone dell&#8217;Associazione Famiglie per l&#8217;Accoglienza, capaci di stare di fronte a situazioni diffcili e complicate con cuore diverso.<br />
Ho sempre ritenuto l&#8217;associazione e gli incontri che fa  utili per la mia vita, desiderosa sempre di più di trovare persone vere che sanno dove volgere il proprio sguardo.”</p>
<p>“La mostra è stata per me un momento eccezionale.<br />
A scuola, i ragazzini che sono venuti a visitarla hanno tirato fuori le cose sentite alla mostra…Hanno visto qualcosa di diverso, hanno percepito qualcosa di diverso che ha potuto muovere il cuore delle persone e che è stato riconosciuto dalle persone. Il Signore si è reso presente, perchè è Lui che opera quando le persone cambiano! Lui si è servito di noi per rendersi presente.”</p>
<p>“E’ stato chiaro che la mostra è stata voluta dal Signore, noi eravamo solo le Sue braccia. Si è visto ancora una volta come a noi, nonostante cerchiamo di organizzare bene le cose,  succedano sempre tanti imprevisti, però alla fine tutto si conclude nel migliore dei modi.”</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/post-it-mostra-rotated.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-28584 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/post-it-mostra-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/post-it-mostra-225x300.jpg 225w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/post-it-mostra-768x1024.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/post-it-mostra-1152x1536.jpg 1152w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/post-it-mostra-600x800.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2023/11/post-it-mostra-rotated.jpg 1512w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /> </a>“Tutti sono rimasti stupiti, anche persone che conoscevo e credevo sapessero già.<br />
E’ venuta fuori una bella amicizia tra di noi: tutti quelli che hanno contribuito a fare e disfare è stato come fosse casa loro.  Anche la nostra diversità è venuta fuori, ma è stata una ricchezza.<br />
Abbiamo avuto ritorni stupefacenti, chissà cosa è risuonato in queste persone…”</p>
<p>“La mostra mi è piaciuta molto, soprattutto per quello che mi ha ricordato. Infatti mi sono ritrovata in molti passi, anche in quello che ci ha detto la guida. Basta pensare alla frase di inizio di Don Giussani: parla di due cose delle quali ho capito l’importanza in questi sei anni di affido. Quanto sia importante sentirsi accolti, in questo caso in una famiglia, e di come ci si possa sentire a condividere non solo le cose materiali, ma anche le cose intime, “quelle dentro di noi”.<br />
Quando la guida ci parlava di suo figlio, di come fosse il loro rapporto o di come fosse difficile all’inizio accettarsi, mi sentivo come se stesse descrivendomi. Quello che più ho apprezzato  è stato il pannello dove c’erano testimonianze di ragazzi che hanno vissuto in prima persona l’affido o l’adozione, mi sono riconosciuta in loro. E’ importante sentire chi vive queste esperienze in prima persona, sia delle famiglie che accolgono che dei ragazzi accolti.<br />
Già prima ammiravo, apprezzavo e rispettavo ciò che le famiglie accoglienti fanno, ora tutto ciò si è moltiplicato enormemente. Grazie.”</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/11/28/a-udine-la-mostra-non-come-ma-quello-la-sorpresa-della-gratuita/">A Udine la mostra “Non come ma quello. La sorpresa della gratuità”: parlano le testimonianze</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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