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Genera chi è generato

All’ultimo incontro del Gruppo Ospitalità di Bergamo due coniugi hanno testimoniato come la loro vita sia rinata a partire “da un abbraccio”.

Una coppia di nostri amici ci ha raccontato il cambiamento avvenuto nella loro vita a partire da fatti concreti. Il marito è stato il primo ad essere investito da questa novità: attraverso un dono semplice ed inaspettato ricevuto da una persona con la quale aveva un rapporto faticoso si è scoperto voluto bene. Da lì è nato uno stupore verso tutto ciò che gli accadeva e che lo ha rilanciato in un rapporto più vero e nuovo con la moglie, con i figli, con gli amici e con i colleghi.

immag“Scoprirsi capaci di guardare nello stesso modo con cui si è guardati è una vera rivoluzione, un vero ribaltamento dei soliti schemi. Di conseguenza è possibile, ad esempio, abbracciare e perdonare l’errore del proprio figlio perché ci si sente perdonati a nostra volta” hanno raccontato.

Il Bene sperimentato ha aperto la coppia ad accogliere, nella propria casa, una ragazza che, per frequentare una scuola vicino Bergamo, ha bisogno di una ospitalità settimanale, con rientri nella propria famiglia nei week-end.

In questo modo hanno imparato a poco a poco a desiderare sempre di più, a guardare e riconoscere la grandezza dell’altro fino a chiedersi: “Chi sono io e chi è quello che ho davanti?”.

E’ stato uno spettacolo guardarli mentre raccontavano di sé.

I loro occhi brillavano. Lui era un fiume di parole, chi l’ha sempre conosciuto si domandava: “Ma è proprio lui?”. E’ la stessa esperienza dei primi discepoli che duemila anni fa sono stati incontrati da Gesù e tornando a casa hanno guardato in modo diverso le loro mogli, il lavoro, la loro realtà. Il racconto di questi amici è stata una testimonianza della bellezza della famiglia cristiana e di come questa si origini ogni giorno da un incontro che non permette di dare per scontato nulla, a partire dalla stessa presenza tra i coniugi. Incontrarli è stata la possibilità per ciascuno di vivere la stessa bellezza.

Marinella, Beppe e Giovanni