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Il compito del padre nell’educazione: consegnare i figli ad una grande speranza

Come un amico che racconta di sé, guardando negli occhi e interpellando direttamente chi è lì presente, Don Vincent mette a fuoco la differenza del compito materno e paterno e l’importanza della figura paterna nell’educazione dei figli. Tuttavia, nell’epilogo è evidente che ciò che salva davvero, e che è al di sopra dei meriti e degli sbagli di padri e madri, è il Padre, Dio, nella sua immensa misericordia e pazienza verso tutti i Suoi figli. Giusi racconta.

Don Vincent esordisce affermando che il dubbio e la paura sono i peggiori nemici dell’educazione mentre ciò che la rende possibile è la certezza che vale la pena vivere e sperare, perché vivendo, soffrendo e morendo si partecipa alla salvezza del mondo: questa è l’unica possibilità di vita pienamente umana. Il padre e la madre, come egli documenta con la sua storia personale, in modo inconsapevole o meno, possono infliggere ferite profonde nel cuore dei propri figli eppure nemmeno questa mancanza di coerenza è l’ultima parola sull’esito dell’educazione. Pur senza la coscienza chiara dello scopo ultimo, i genitori sono chiamati innanzitutto, e il padre è fondamentale in questo, a consegnare i figli alla realtà, all’avventura della vita.

INCONTRO DON VINCENT 2015 3Per un figlio introdotto nella realtà diventa persino possibile perdonare gli errori dei propri genitori e riconciliarsi con la propria origine, come è accaduto a don Vincent. Infatti l’urgenza di una vita piena che sia un’avventura d’amore può emergere proprio nella mancata corrispondenza tra la proposta inadeguata ricevuta in famiglia e la sete indomabile del cuore di ciascuno. Per cui si può essere grati addirittura per ciò che non si è ricevuto dai propri genitori quando si incontrano altri padri con una letizia mai vista prima che indicano uno scopo e sono capaci di un amore talmente gratuito e vero da far rifiorire la persona. E gli stessi genitori potranno riconoscere, con un cuore rimasto desideroso di cose grandi, la bellezza di questo incontro e chiedere di essere parte di quel bene che ha affascinato e salvato loro figlio.

Quale dono più grande per un padre e una madre se non quello di poter vedere che la vita delle creature affidate loro da Dio stesso è dentro una strada di compimento pieno? Eppure Don Vincent ci ha ricordato che siamo chiamati unicamente a favorire che nostro figlio possa un giorno cadere in ginocchio e dire “Salvami, Gesù!”, fosse anche attraverso una strada di fallimenti e di sbagli. Noi padri e madri potremo non esserci quando accadrà ma, come per il buon ladrone pentitosi sulla croce, sicuramente questa conversione la vedranno gli occhi misericordiosi di Dio.

La testimonianza appassionata di don Vincent mi ha commosso ed ha confermato la mia gratitudine di figlia (adottiva) per essere stata oggetto di un amore non esente da errori, ma che è stato innanzitutto gratuito e che mi ha spalancato alla vita. Da madre, oggi, desidero continuare a vivere con passione questa avventura meravigliosa che è la mia vita, riaffidando con mio marito i nostri figli all’Unico che può riempire il loro cuore. Penso che questo sia possibile solo con la Grazia del Signore e dentro ad una strada di condivisione con altre famiglie.

Giusi M.