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	<title>dimore per l'accoglienza | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>dimore per l'accoglienza | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Vita di Dimore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mambretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 21:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dimore]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due giovani, una volontaria e una tirocinante, raccontano della propria esperienza dentro le case, con entusiasmo e gratitudine</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/02/vita-di-dimore/">Vita di Dimore</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Due giovani, una volontaria e una tirocinante, raccontano della propria esperienza dentro le case famiglia, con entusiasmo e gratitudine.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli  amici di <a href="https://www.betaniadimaria.org/"><strong>Casa Betania</strong></a> (</span><span style="font-weight: 400;">Verolanuova, in provincia di Brescia), </span><span style="font-weight: 400;">hanno voluto condividere con noi la bellissima lettera di una ragazza che ha fatto presso di loro un periodo di volontariato internazionale:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Uno dei miei più grandi desideri è sempre stato quello di conoscere nuove persone e vivere culture diverse, non solo come viaggiatrice, ma lavorando con i bambini e con persone meravigliose a cui poter restare accanto nella quotidianità. Volevo essere qualcuno capace di portare un sorriso agli altri, senza mai immaginare che, in quel viaggio, sarei stata io a ricevere il dono più grande.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mio arrivo per un tirocinio di volontariato presso la Casa di Verolanuova, in Italia, è stata una di quelle esperienze magiche che semplicemente non si possono dimenticare. Le parole sono spesso troppo povere per descrivere l&#8217;ospitalità e l&#8217;amore incondizionato che ho percepito e che porterò con me per sempre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se il mio soggiorno a Brescia è durato quasi due mesi, il tempo è volato come se fossero passati solo cinque giorni. Fin dal primo istante, non mi sono sentita un&#8217;estranea o una semplice volontaria, ma un membro alla pari di una grande e nobile famiglia. Questa è una casa famiglia che dedica tutto il proprio cuore a bambini che hanno un disperato bisogno di pazienza e comprensione; far parte di una realtà simile ha lasciato un segno indelebile nella mia anima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ho mai provato così tanto calore, emozione pura e profonda comprensione umana in tutta la mia vita. Questa esperienza mi ha cambiata nel profondo. Mi ha insegnato, proprio come fanno loro, a vedere il meglio in ognuno e ad approcciarmi al mondo con il cuore aperto. Oggi so che, da qualche parte là fuori, ho una famiglia che amo come se fosse la mia e una casa dove potrò sempre tornare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Italia non mi ha regalato solo nuovi paesaggi: mi ha dato una lezione d&#8217;amore che non conosce confini e persone che mi hanno resa una persona migliore. Sono la mia seconda famiglia, a cui voglio un bene immenso e che continuerò sicuramente a visitare per il resto della mia vita”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Elisa, dopo aver trascorso il suo tirocinio nella <strong>Casa <a href="https://www.fontanavivace.org/index.html">Fontana Vivace</a></strong> di Genova, facendo compagnia a bambini e ragazzini di diverse età e affiancando Francesca, la nostra educatrice, si è laureata, ha voluto ricordare il periodo trascorso nella nostra casa scrivendo queste parole nei “ringraziamenti” della sua tesi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> “Grazie per tutto quello che fate per i vostri ragazzi. Grazie perchè trascorrendo con voi tre mesi ho riscoperto totalmente il significato dell’accoglienza, ho capito, nuovamente, cosa significhi accogliere l’altro. Tante volte l’accoglienza è scomoda, difficile e richiede sacrifici. Guardare voi metterla in pratica non  è stato solo bellissimo, ma mi ha fatto riflettere su quanto ci sia bisogno di qualcuno come voi nel mondo. Grazie per l’opera di un Bene che ogni giorno attuate. Grazie perchè mi avete fatto riaccendere lo sguardo sulle persone e sulla vita. Grazie perchè attraverso di voi mi sono resa conto di quanto, ogni tanto, si abbia bisogno solo di qualcuno che sappia dirci “ti voglio bene, io ci sono”.</span></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2026/04/02/vita-di-dimore/">Vita di Dimore</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>In vacanza a Varigotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mambretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 21:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Dimore]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dimore per l'accoglienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Noi liguri conosciamo bene Varigotti, questa volta però l’occasione è particolare...". Il racconto di un weekend di vacanza delle nostre case-famiglia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.15.jpeg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class=" wp-image-30873 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.15-121x300.jpeg" alt="" width="136" height="337" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.15-121x300.jpeg 121w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.15-415x1024.jpeg 415w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.15.jpeg 605w" sizes="(max-width: 136px) 100vw, 136px" /> </a></strong>Noi liguri conosciamo bene <strong>Varigotti</strong>, splendido borgo della Riviera di Ponente, e tante volte abbiamo frequentato la Casa san Francesco, luogo di accoglienza dove anche don Giussani fu ospitato agli inizi della storia di Gioventù Studentesca. Questa volta però l’occasione è particolare: si incontrano qui le case di Dimore per l’accoglienza, per un breve soggiorno insieme, adulti e bambini. Come nelle precedenti vacanze di qualche anno fa – a Firenze, Roma, Massa Marittima – è un popolo particolarmente vivace quello che invade le sale della casa. Si va dai pochi mesi della più piccola ai vent’anni dei più grandi, e si sentono accenti liguri, veneti, lombardi, romagnoli e piemontesi… ci sono i genitori delle varie Dimore, ma anche alcune mamme accolte ed educatori.</p>
<p>Le giornate trascorrono tra passeggiate, giochi e momenti di incontro.</p>
<p>La salita alla Torre di Varigotti, le foto davanti al panorama che spazia su tutta la Riviera; poi il cammino lungo il sentiero che conduce all’antica chiesa di san Lorenzo; la visita alla Badia di Finalpia, dove un simpatico frate coinvolge i ragazzi con il racconto dell’attività di apicoltura. Infine un’ultima tappa panoramica, Borgio Verezzi e la sua terrazza aperta al mare.</p>
<p>E’ davvero sorprendente come <strong>bambini e ragazzi che si vedevano</strong>, quasi tutti, <strong>per la prima volta</strong>, <strong>in un attimo abbiano vinto l’estraneità</strong>, e scherzino tra loro, si raccontino le loro storie, giochino da amici. Bellissimo vedere grandi e piccoli sulla spiaggia mentre giocano a bandiera!</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.26.jpeg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-30872 aligncenter" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.26-300x138.jpeg" alt="" width="537" height="247" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.26-300x138.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.26-1024x472.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.26-768x354.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.26-1536x708.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.08.26.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /> </a></p>
<p>Per noi grandi queste giornate sono, come sempre,<strong> l’occasione per dirsi la vita nelle case, gli avvenimenti e le fatiche, confrontandoci e sostenendoci, programmando insieme gli appuntamenti futuri.</strong></p>
<p>Anche le serate trascorrono gioiosamente. È   bello sentire al telefono Lia Sanicola, fondatrice di “Dimore”, che per problemi di salute non può essere con noi, e che ci incoraggia a proporre la nostra esperienza di amicizia alle case-famiglia che incontriamo. Oppure ascoltare un amico giovane sacerdote che racconta la sua esperienza in missione; o rivedere le immagini delle passate vacanze dove tutti si riconoscono…un po’ più giovani! E infine si canta insieme.</p>
<p>Quello che sembrava arduo organizzare, ma che tutti desideravamo, si conclude con lo stringersi di un legame e una nuova spinta nel vivere il quotidiano delle nostre case, certi di una compagnia lieta che condivide il nostro cammino, in tanti luoghi d’Italia.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.55.jpeg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class=" wp-image-30871 aligncenter" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.55-300x138.jpeg" alt="" width="537" height="247" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.55-300x138.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.55-1024x472.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.55-768x354.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.55-1536x708.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.55.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /> </a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/06/17/in-vacanza-a-varigotti/">In vacanza a Varigotti</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>A Trivolzio, mettiamo a tema la speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mambretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 21:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dimore]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le famiglie di Dimore hanno incontrato a Trivolzio, terra di San Riccardo Pampuri, il caro amico Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le famiglie di Dimore hanno incontrato a <strong>Trivolzio</strong>, terra di San Riccardo Pampuri, il caro amico <strong>Mons. Corrado Sanguineti</strong>, Vescovo di Pavia. È stata una giornata serena e conviviale, iniziata con la Santa Messa, poi il pranzo insieme e i giochi dei bambini e ragazzi negli spazi del santuario. Il dialogo con il Vescovo è stato infine un momento importante per noi adulti: il tema caro a tutti era ‘<strong>la speranza</strong>’, che tante volte sembra mancare a chi accogliamo nelle nostre case. È stato uno degli argomenti approfonditi durante un corso di formazione di Dimore, ed è pure tema giubilare in questo anno.</p>
<p>La prima domanda è stata posta da Alessandra, della casa di Genova:</p>
<p>&#8220;Noi accogliamo ragazzi, bambini, segnati da ferite molto profonde, che li accompagneranno per tutta la vita; spesso vediamo proprio in loro la difficoltà ad affrontare la vita con speranza, come se fossero ancorati a una visione negativa, prevalgono la loro chiusura e la rabbia. Allora ci chiediamo: quale speranza è più forte della ferita che per le loro storie si portano dentro? Come possiamo noi trasmetterla? E per noi stessi, <strong>che cosa significa continuare a sperare</strong>?&#8221;</p>
<p>Poi Luca, il papà della casa di Brescia, racconta delle ultime accoglienze, in particolare di una situazione difficile che li sta mettendo alla prova.</p>
<p>Mons. Sanguineti ci ha aiutato con tanti spunti di riflessione:</p>
<p>“Tu puoi avere uno sguardo di speranza sulla tua vita e quindi anche sulle vite dei ragazzi, che voi avete accolto e state accogliendo, anche su quelle situazioni che apparentemente non sono andate come tu pensavi. Che cos&#8217;è che fa stare in piedi anche quando uno fallisce, o le cose non vanno come vorremmo? Ci deve essere “un pieno” su cui la tua vita riposa, se c&#8217;è un pieno su cui la tua vita consiste, allora  rimane la sofferenza, rimane il dolore, uno strappo, rimane anche a volte una situazione di ansia: immagino cosa avrete provato. Però tu sai che dentro la tua vita la Speranza è la novità che è entrata, una Presenza buona che mi viene ridonata anche attraverso dei volti, attraverso una amicizia, attraverso un abbraccio alla mia vita. Per sperare sulla vita degli altri bisogna che tu abbia una speranza sulla tua vita, altrimenti è impossibile… <strong>Quello che mi dà speranza non è tanto una previsione del futuro, ma c&#8217;è già qualcosa, adesso, nel presente, su cui posso riposare, che mi permette di dire che la mia vita e abbracciata da una Presenza buona.</strong> Come diceva una volta papa Benedetto, “comunque andrà la mia vita, è in mani buone”.</p>
<p>Nell’esperienza umana ci sono delle stagioni diverse, magari c&#8217;è un momento in cui tu sei un po&#8217; soffocato dalle spine, ma soprattutto nel cuore dell&#8217;uomo c&#8217;è sempre uno spazio di terreno buono, risicato magari… ma quel pezzetto c’è sempre: quel seme può attecchire, anche se intorno è tutto spine, tutto un caos, però c’è quel punto lì. La Speranza è non perdere di vista questo punto. Io credo che tutti voi, anche rispetto ai figli naturali, abbiate delle attese buone, non tanto un progetto, un’attesa buona: che la sua vita cammini verso un bene, che sia feconda, e poi magari questa attesa, o non si realizza subito o magari si realizza in maniera totalmente diversa: c’è il mistero della libertà, che fa fiorire la vita dei figli come non ci aspettiamo.&#8221;</p>
<p>Mons. Sanguineti ci ha anche sollecitato a coltivare l’amicizia tra noi adulti delle case: “Credo che sia fondamentale che l&#8217;avventura che vivete, uno non la viva, come dire, come un eroe solitario, ma la viva dentro un’amicizia.”</p>
<p>Ed è così per noi famiglie di Dimore, un&#8217;amicizia che è una grazia incredibile, anche se siamo lontani e non ci frequentiamo spesso: possiamo anche raccontarci di  cose anche molto personali, difficoltà che uno vive… c&#8217;è una grande attenzione a chi magari è in un momento di fatica o di dolore personale; si è creato un legame, che è un bellissimo dono.</p>
<p>Infine, bellissima la ripresa del Vescovo sull’episodio evangelico del Padre misericordioso: un figlio in cui ad un certo punto scatta la “memoria della casa” dove è stato voluto bene, e un padre che è l’unico a conservare l’identità del figlio, che accoglie nel suo abbraccio riconoscendone comunque intatta la dignità.</p>
<p>“È chiaro che i vostri ragazzi il male che hanno vissuto non lo possono cancellare, è una zavorra che rimarrà. Non la potrete cancellare voi, non la cancella nemmeno Dio, una volta che una cosa è fatta è fatta, è vissuta. Però tutto il bene che in questi anni voi gli comunicate, entra nelle loro vite, ed è come se si facesse spazio, e ruba spazio a quell&#8217;oscurità.”</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.23.jpeg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-30855 aligncenter" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.23-300x78.jpeg" alt="" width="627" height="163" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.23-300x78.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.23-1024x266.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.23-768x200.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.23-1536x400.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2025/06/WhatsApp-Image-2025-06-03-at-16.20.23.jpeg 1599w" sizes="auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px" /> </a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/06/16/a-trivolzio-mettiamo-a-tema-la-speranza/">A Trivolzio, mettiamo a tema la speranza</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Una giornata di bellezza e gratitudine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[anto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 07:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[case famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[dimore per l'accoglienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 17 maggio il gruppo affido di Milano ha vissuto a Casa San Giuseppe, realtà afferente a Dimore per l’Accoglienza, una giornata straordinaria. In questa occasione si è concluso anche il corso introduttivo all’affidamento familiare a cui hanno partecipato sei famiglie.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 17 maggio il gruppo affido di Milano ha vissuto una giornata straordinaria a Casa San Giuseppe, realtà afferente a <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/aree-di-esperienza/case-famiglia/">Dimore per l’Accoglienza</a> e gestita dalle famiglie Barraco e Manna.</strong></p>
<p>La mattina si è svolta la c<strong>hiusura del corso sull’affidamento familiare</strong>, presenti sei famiglie che hanno partecipato ai cinque moduli del percorso e che hanno avuto l’opportunità di ascoltare Marco, Gimmy, Lorenzo e Miriam. Un fiume di certezza, permessa dal tempo e dal fiore dal seme piantato.</p>
<p>«La prima accoglienza &#8211; dice Marco -, è di noi a noi stessi, è il compimento della nostra umanità, un’avventura in cui non siamo lasciati soli».</p>
<p>Gimmy parla di una novità nella vita iniziata quarant’anni fa e dell’esperienza di condividere il cammino con gente lieta. “«C’è un seme che viene messo nella vita e che racchiude il mistero del dolore e il mistero del bene». Racconta dei tanti affidi e dice che «è una storia che non finisce mai, anche quando rientrano a casa loro. E non finisce anche quando sembra che non si accorgano: come quel ragazzo in apparenza sempre infastidito dalla prossimità dei rapporti che risponde invece ad un sms: ‘Apprezzo, anche se non sembra, che mi pensiate’».</p>
<p>«Ma c’è un rischio -continua Gimmy &#8211; anche nell’accoglienza: la solitudine. Il viverla, in fondo, a porte chiuse. E allora la domanda che sorge è: qual è la tenuta della famiglia? Chi ce lo fa fare?».</p>
<p>«L’esperienza di essere accolti è l’esperienza di essere abbracciati &#8211; dice Marco &#8211; è un’esperienza di perdono». L’affido, continua Marco, ha dentro una vertigine. Dentro a una condizione di provvisorietà si gioca la totalità della famiglia. Ciò che è chiesto è una gratuità totale, che sembra provvisoria, ma ontologicamente non finirà mai e segna la vita. Per questo, dice Gimmy, è un cammino da condividere, da vivere insieme, accompagnati. Questo purifica lo sguardo, è una consegna quotidiana. Ci ricorda che bisogna entrare in punta di piedi nelle situazioni di questi figli, che hanno pensieri che mai ci immagineremmo. E in questo cammino, ogni gesto ha un valore grande: un pranzo, del tempo dedicato, tutto assume dignità.</p>
<p>Ci soffermiamo nel dialogo con loro, sull’aspetto dell’amicizia coniugale e del rapporto con i figli naturali. L’accoglienza, dicono entrambi, è decisa dagli adulti e poi proposta ai figli. Spesso ci diciamo: gli abbiamo fatto fare una bella fatica! Ma non li abbiamo &#8216;rovinati&#8217;, dice Gimmy.</p>
<p>«L’accoglienza dell’altro è qualcosa che ti sposta, è una esperienza privilegiata, un dono con un sacrificio dentro. È un dono per la propria vocazione coniugale &#8211; dice Marco -. Di solito davanti alla proposta di accoglienza si parte dal suggerimento della moglie, ma poi interviene l’aspetto dell’equilibrio che è più un elemento paterno», concordano entrambi.</p>
<p>Poi è il turno di Lorenzo che aiuta ad addentrarci nella natura della associazione e rilancia lo sguardo sul fattore di libertà delle famiglie, che si accompagnano e verificano insieme la convenienza della accoglienza nella loro vocazione matrimoniale. Racconta dei momenti di condivisione della associazione, degli strumenti. Ma è incredibile quando racconta di sé e della sua storia di padre adottivo, di come abbia cambiato il suo approccio con la vita, educandolo ad un dominio di sé. Lorenzo dice che ha imparato a guardare l’altro e comprendere che è un dono, al di là del “rendimento”. Questo suo approccio alla vita ha impattato anche il luogo di lavoro.</p>
<p>Le famiglie del corso sono state molto grate di questo percorso insieme ed è stato evidente, come ha detto una giovane partecipante Elisa, che «anche se alcuni dubbi rimangono e le domande sono aumentate, quello che mi determina ora è l’impressione di essere chiamata a questo luogo, è il desiderio di non ignorare questa commozione del cuore. Tutta la somma delle perplessità, non rende il passo incerto del desiderio di fare questo cammino».</p>
<p>Ha colpito infine il racconto di Andrea, il marito di Elisa che racconta di come anni fa hanno abbellito e sistemato la tomba di un piccolo bimbo, mancato nella comunità dove lavora la moglie. La grande commozione è stata sentire come sulla tomba abbiano posto al centro il fiorellino che la mamma del piccolo aveva lasciato &#8211; la mamma che poi era fuggita di fronte a questo lutto immenso. Eppure aveva messo un fiore e dentro quel fiore c’era tutto il suo grido.</p>
<p>Questa custodia, questa stima del grido pur confuso di una madre è ciò a cui siamo chiamati, e solo insieme ne possiamo essere capaci.</p>
<p>Dopo il pranzo in condivisione c’è stata la breve testimonianza delle due famiglie di <a href="https://www.sangiuseppedomus.it/">Casa San Giuseppe</a>, che hanno raccontato di come vivono insieme, di cosa li ha portati a costruire una “dimora”, di come sono testimoni uno all’altro.</p>
<p>Infine nel pomeriggio ci ha raggiunto tutto il gruppo affido e, condotti da Alda Vanoni, prima presidente dell’associazione, abbiamo visto insieme il documentario su <a href="https://www.casanovella.it/">Novella Scardovi</a>: di nuovo è stato un fiume in piena di fecondità e umanità. Ne è seguito quindi un dialogo intenso e un racconto di famiglie affidatarie che, anche nella difficoltà di alcuni affidi, testimoniano la convenienza di questa esperienza; pur nel dolore della separazione dai figli accolti che rientrano, sperimentano una letizia prima sconosciuta. Marco, papà adottivo e affidatario, ha detto: «Questo affido sulla carta non sta insieme, questo figlio è evidente che non vuole stare con noi, eppure tutto ciò non determina quello che io sento, che è invece un attaccamento a questo luogo e una gratitudine».</p>
<p>È stata una giornata di rara bellezza, in cui ho compreso la grande fortuna di stare dentro questa storia, e quale impatto anche culturale possa avere sul mondo, per la possibilità di guardare ai figli accolti e naturali con libertà, senza essere ricattati dall’esito, che chiede la mentalità dominante e che spesso chiediamo anche noi.</p>
<p><em>Maria Elena</em></p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/05/20/una-giornata-di-bellezza-e-gratitudine/">Una giornata di bellezza e gratitudine</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Sei di speranza Fontana Vivace</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/04/18/sei-di-speranza-fontana-vivace/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 14:09:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del Venerdì Santo, Il Sussidiario pubblica un articolo sulla casa famiglia Fontana Vivace di Genova</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In occasione del Venerdì Santo, Il Sussidiario pubblica un articolo sulla casa famiglia Fontana Vivace di Genova</strong></p>
<p>Nella nostra casa di accoglienza “Fontana Vivace” a Genova, di cui abbiamo già raccontato su queste pagine un anno fa, incontriamo ogni giorno tutto l’umano, nella sua bellezza e anche nella drammaticità delle sue ferite. Non ci riferiamo solo agli accolti, ragazzi e adulti, o a chi entra in contatto con noi spinto dal proprio bisogno di aiuto: anche noi adulti, che abbiamo dato vita a quest’opera, facciamo i conti con il nostro bisogno umano, che adesso ha anche i tratti di chi non è più giovane e deve fare i conti con tutto ciò che ne consegue.</p>
<p><a href="https://www.ilsussidiario.net/editoriale/2025/4/18/sei-di-speranza-fontana-vivace/2824508/">Leggi l&#8217;articolo intero su Il Sussidiario</a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2025/04/18/sei-di-speranza-fontana-vivace/">Sei di speranza Fontana Vivace</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Una &#8220;casa&#8221; che accoglie non è un alloggio, ma una compagnia</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/09/19/una-casa-che-accoglie-non-e-un-alloggio-ma-una-compagnia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 13:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Laura e Luca Orlando di Casa Fontana Vivace (Genova) sono intervenuti, insieme a Gianni Romeo della Cooperativa La Terra, al Meeting di Rimini 2023: il video dell&#8217;incontro. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Laura e Luca Orlando di Casa Fontana Vivace (Genova) sono intervenuti, insieme a Gianni Romeo della Cooperativa La Terra, al Meeting di Rimini 2023: il video dell&#8217;incontro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="UNA “CASA” CHE ACCOGLIE NON È UN ALLOGGIO, MA UNA COMPAGNIA | Agorà Cdo - Meeting 2023" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/gMZL8z-DAQA?list=PLbo04DVSN60dUvtNe-qa9Tkt4MaudlETH" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2023/09/19/una-casa-che-accoglie-non-e-un-alloggio-ma-una-compagnia/">Una “casa” che accoglie non è un alloggio, ma una compagnia</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Una nuova casa a lungo attesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 07:55:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Casa Pim Pam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trasloco di una numerosa casa-famiglia, tra timori, desideri, cambiamenti e novità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il trasloco di una numerosa casa-famiglia, tra timori, desideri, cambiamenti e novità</strong></p>
<p>Francesca, mamma di Casa Pim-Pam, ci racconta:</p>
<p>&#8220;A metà dicembre siamo riusciti finalmente a trasferirci nella nuova casa, attesa per ben tre anni!</p>
<p>Come sempre accade nella vita, è stata la realtà stessa a dettare i passi: due delle nostre figlie affidate erano prossime al compimento della maggiore età; abbiamo sempre detto loro, sin da quando sono arrivate, che la nostra casa era un luogo in cui sarebbero potute rimanere, che loro non &#8220;scadevano&#8221; come i documenti dell’ affido! Per me e per Alberto in questa storia, che ormai prosegue da 12 anni, è sempre più evidente come l&#8217;essere madre e padre non sia semplicemente una questione biologica: i figli che arrivano da noi, per un lungo o per un breve periodo, sono comunque figli per sempre.</p>
<p>Così, da dicembre, viviamo tutti e nove in questa nuova bellissima casa situata a Carasco!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-24396" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2021/05/nuova-casa-pim-pam-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2021/05/nuova-casa-pim-pam-300x169.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2021/05/nuova-casa-pim-pam-768x432.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2021/05/nuova-casa-pim-pam-600x337.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2021/05/nuova-casa-pim-pam.jpg 980w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per tutti è stato piuttosto complesso il trasferimento, che ha voluto dire non solo un cambio di spazi e lo spostamento di un milione di cose (solo quando si fa un trasloco si capisce quanto siamo riusciti a collezionare negli anni precedenti!), ma anche una nuova organizzazione.</p>
<p>Ora che i lavori sono quasi conclusi, abbiamo al piano terra, oltre all&#8217;appartamento dei nonni, che condividono con noi l&#8217;opera fin dalla sua nascita, due appartamenti per i ragazzi maggiorenni, nei quali a partire dal mese di marzo è stato avviato il progetto &#8220;<em>Insieme verso l&#8217;autonomia</em>”.</p>
<p>Nei due piani superiori invece ci sono gli spazi della casa- famiglia, spazi comuni ma anche spazi &#8220;privati&#8221; che ognuno tenta di personalizzare: ed è una bella dichiarazione del loro forte desiderio di appartenere ad un luogo!&#8221;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2021/05/05/una-nuova-casa-a-lungo-attesa/">Una nuova casa a lungo attesa</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Quanti amici sullo schermo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 10:12:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I “video-incontri” delle case-famiglia di Dimore per l’Accoglienza.<br />
E’ emersa la vita delle Case in tempo di “quarantena”.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/05/06/quanti-amici-sullo-schermo-2/">Quanti amici sullo schermo!</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I video-incontri delle case famiglia di Dimore per l’Accoglienza, come si vive in tempo di quarantena. Raccontano gli amici di Genova.</strong></p>
<p>Subito tutti hanno notato la presenza sullo schermo dell’amico di Torino risultato positivo al virus, e con gioia abbiamo notato che sta bene. Lontano da casa, in quarantena, ha vissuto tanti giorni pensando alla moglie, sola coi bambini. Stavolta invece manca un papà genovese, ancora ricoverato in ospedale, tutti desiderano sue notizie.</p>
<p>Poi parlano le famiglie di Varese, Ferrara, Verona, Peschiera Borromeo&#8230;tutti raccontano come passino le giornate, come la fantasia aiuti ad inventare giochi e momenti insieme, piacevoli per genitori e figli. Da tutti la certezza che questi giorni fanno stringere i legami, fanno riguardare i volti dei figli e degli accolti con verità.</p>
<p>Quando scopriamo i nostri ragazzi pieni di desiderio, è come se li conoscessimo ancora di più, li sentiamo vicini a noi, e vogliamo loro ancora più bene. Quando accettano la condivisione con noi adulti, ne può nascere un dialogo bellissimo. C’è l’adolescente che dopo tanto tempo ha voglia di “raccontarsi”, il ragazzo che sta in disparte e si auto-esclude, ma poi, in occasione di feste di compleanno, piano piano si fa coinvolgere, si sente di nuovo “voluto”.</p>
<p>Ci sono case ancora sostenute dalla presenza di educatori, altre che invece devono farne a meno: Non mancano i dolori: una mamma accolta che decide all’improvviso di andarsene, subito prima dei decreti, un ragazzo che cerca un appartamento per conto suo e i genitori in pensiero per la sua sicurezza. Bambini che soffrono per la distanza della famiglia d’origine (e a volte l’assoluta mancanza di contatti e notizie).</p>
<p>Il pensiero di tutti è andato infine agli amici di Bergamo, che vedono ancora intorno a sé la situazione tragica della loro provincia. Hanno avuto un po’ di febbre, ora stanno bene, ma dover negare anche un abbraccio ai figli, soprattutto alla loro piccola, è condizione dura da accettare. Uno dei ragazzi ha fatto notare ai grandi un bell’albero fiorito fuori dalla finestra: “Non me ne ero accorto!” ha esclamato il padre. La bellezza si fa scoprire, con stupore, anche in tempo di pandemia, e allarga il cuore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-20770" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/05/dimore-300x174.png" alt="I “video-incontri” delle case-famiglia di Dimore per l’Accoglienza" width="360" height="209" /></p>
<p>E’ stata importante per tutti la formazione, continuata attraverso incontri in video-conferenza. Noi famiglie abbiamo bisogno, vivendo questo momento di grande fragilità e complessità, di aiuto a vedere in esso un’occasione e un bene, a capire che ora più che mai non sta nelle sole nostre forze la soluzione e la risposta al disagio dei figli e degli accolti, ma possiamo accompagnarli guardando con loro la realtà di questo momento, chiedendo loro di fidarsi.</p>
<p>Molti hanno testimoniato la fedeltà a gesti di preghiera o alle Messe in video.</p>
<p>Tutti sono rimasti colpiti dalle parole di Cecilia, da Como: l’occasione, per la nostra vita, non è “dopo” il problema, ma “dentro” di esso.</p>
<p>Laura racconta come le telefonate tra gli adulti della casa (a Genova sono tre le famiglie unite nell&#8217;opera) avvengano da stanze separate per la sicurezza di tutti, ma questo non faccia venir meno l’unità: anzi, le parole e lo sguardo, un tempo condivisi durante il caffè serale, ora sono più pieni e più veri.</p>
<p>I saluti tra noi erano carichi del desiderio di rivedersi. Abbiamo persino progettato una vacanza insieme!”</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/05/06/quanti-amici-sullo-schermo-2/">Quanti amici sullo schermo!</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fontana Vivace: &#8220;Cosa significa entrare nella nostra casa&#8221;.</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/01/24/nove-anni-dallinizio-dellopera-incontro-coi-soci-a-fontana-vivace/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[liguria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 13:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Genova si è svolto sabato sera l’incontro per il rinnovo dello statuto di Fontana vivace, associazione che riunisce in un’opera di accoglienza più case famiglia e luoghi di ospitalità per mamme con bambini.</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/01/24/nove-anni-dallinizio-dellopera-incontro-coi-soci-a-fontana-vivace/">Fontana Vivace: “Cosa significa entrare nella nostra casa”.</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Genova si è svolto sabato sera l’incontro per il rinnovo dello statuto di Fontana vivace, associazione che riunisce in un’opera di accoglienza più case famiglia e luoghi di ospitalità per mamme con bambini. Un’occasione in partenza formale, che i soci e gli amici hanno però subito percepito come il desiderio di vedersi per raccontare, condividere, da parte delle tre famiglie che hanno aperto la Casa nel 2011.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-19986 " src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG-20200114-WA0003-1024x473.jpg" alt="Nove anni dall'inizio dell’opera: incontro coi soci a Fontana vivace" width="741" height="343" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG-20200114-WA0003-1024x473.jpg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG-20200114-WA0003-600x277.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG-20200114-WA0003-300x138.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG-20200114-WA0003-768x354.jpg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG-20200114-WA0003.jpg 1599w" sizes="auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px" /></p>
<p><strong>Luca</strong>, come presidente, ha raccontato un po’ il quotidiano della casa: le accoglienze, la bellezza vissuta tra gli adulti ma anche le fatiche dei ragazzi e delle mamme accolte. Si è soffermato sul desiderio di stringere ancora di più il legame con quanti ci hanno accompagnato in questi anni e il ringraziamento ai volontari che in modi diversi hanno sostenuto l’opera. Non è mancato il riferimento a Famiglie per l’Accoglienza, che è all&#8217;origine della nostra storia, e a Dimore per l’Accoglienza, con gli amici delle case famiglia in Italia e all&#8217;estero, che in maniera sempre più stringente ci accompagnano nel cammino.</p>
<p>“Abbiamo voluto chiedere ai presenti &#8211; dice Luca &#8211; cosa significa per loro entrare nella nostra casa: Gemma, Laura, Rosi, Gianlorenzo hanno raccontato di sé, di quello che li ha colpiti, e domandato di noi, di come riusciamo a guardarci dopo nove anni senza che i difetti e le difficoltà prevalgano. Hanno chiesto come vivano le accoglienze i nostri figli naturali ormai grandi. Molti hanno espresso il desiderio di aiutarci anche in piccole cose, ciò di cui la casa ha bisogno: opere educative, aiuto allo studio, ma anche manutenzione e giardinaggio! Paola, che per una brutta caduta è ancora ferma a casa, ci ha detto di voler lavorare al computer per aggiornare i nostri registri e contabilità: in attesa, come insegnante appena andata in pensione, di sostenere i nostri bambini nei compiti”.</p>
<p>L’incontro non poteva concludersi che con una bella cena insieme nella sala comune.</p>
<p>Laura</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/01/24/nove-anni-dallinizio-dellopera-incontro-coi-soci-a-fontana-vivace/">Fontana Vivace: “Cosa significa entrare nella nostra casa”.</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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