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	<title>sicilia | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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	<description>Sentirsi accolti e amati</description>
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	<title>sicilia | Famiglie per l'Accoglienza</title>
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		<title>Il racconto del pellegrinaggio in Sicilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Ramero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 20:57:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 ottobre circa quaranta famiglie, giovani e meno giovani, con figli naturali, adottati e in affido, provenienti da varie città e paesi della Sicilia Orientale si sono date appuntamento a Siracusa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 13 ottobre circa quaranta famiglie, giovani e meno giovani, con figli naturali, adottati e in affido, provenienti da varie città e paesi della Sicilia Orientale si sono date appuntamento a Siracusa per il tradizionale pellegrinaggio con cui l’associazione inaugura il nuovo anno sociale. Un gesto iniziato notando un fatto: solo a poche centinaia di metri dal luogo del raduno, la Madonna, nell’agosto del 1953, aveva pianto nella modesta casa di un’umile famiglia di operai.</strong></p>
<p>Per una strana coincidenza con il tema della giornata, “Accoglienza, Strada di Speranza”, San Giovanni Paolo II, in visita nel 1994 per la dedicazione del Santuario alla Madonna delle Lacrime, chiamò quel pianto “Lacrime di speranza”, un giudizio che ci ha accompagnato per tutta la giornata.<br />
Il Pellegrinaggio è stato un cammino, una strada con le sue soste: il rosario meditato, la messa, il pranzo al sacco in condivisione e l’assemblea finale. Una strada senza buche se non le nostre fragilità, le nostre ferite che abbiamo consegnato al grande cuore della Madonna.<br />
Accolti dal saluto di padre Aurelio, rettore del santuario, abbiamo ascoltato la messa e al termine ci siamo recati nel salone delle Opere Pastorali per il pranzo, che è stato un momento di vera condivisione, chiassoso, ma ricco di nuove conoscenze e di storie, con tratti molto comuni.<br />
Dopo aver consegnato i figli ai ragazzi che li hanno intrattenuti con giochi e gare in cui mettersi in competizione, è iniziata l’assemblea, preceduta dalla visione di un video sulla lacrimazione della Madonna e introdotta da un canto, la Canzone del Destino di Claudio Chieffo, che i nostri giovani amici, Giuseppe e Matteo, hanno insegnato ai presenti affinché “l’impegno canoro” fosse partecipato e corale.<br />
“Accettare la sua diversità è faticoso ed è altrettanto faticoso e doloroso accettare di non riuscire a volergli bene come il mio cuore vorrebbe&#8221;: quanti all’assemblea si sono riconosciuti in queste parole di <strong>Francesca</strong>, parole che solo in un Santuario possono essere pronunciate, a condizione che siano mendicate.<br />
Il Filo Rosso sottolinea: “Quando tutto sembra contraddittorio e negativo, l’abbraccio del dolore di chi accogliamo già veicola un’esperienza di bene, che apre ad una prospettiva di certezza per il futuro” : lo sa bene <strong>Sara </strong>che conclude la sua testimonianza dicendo: “Ciò che mi sta più a cuore, ciò che chiedo al Mistero è che mi faccia cogliere dentro la vita di ogni giorno, dentro le cose quotidiane, il respiro dell’infinito, il respiro dell’eterno”, quel desiderio di bene che non si ferma neanche davanti al limite più insormontabile: la morte.</p>
<p>Qualche mese fa è venuta a mancare la nostra cara amica dell’associazione Gianna, e suo marito, <strong>Michele</strong>, ha accolto l’invito a testimoniare questo momento così doloroso per lui e per suo figlio. Terminato il suo commosso, ma misurato intervento, il nostro amico <strong>Giancarlo </strong>di Pescara, ha sottolineato che il filo conduttore della testimonianza è stato un “noi”, come a dire che la famiglia è rimasta intera.<br />
<strong>Matteo e Giuseppe</strong>, i due giovani padri che ci hanno fatto cantare, hanno poi fatto una domanda che riguarda le giovani coppie che si avvicinano all’adozione o all’affido : “come si capisce quando è il momento giusto per accogliere?”. <strong>Alfredo</strong>, chiamato in causa da Giancarlo, ha risposto con molta semplicità dicendo che si capisce perché è un’evidenza, è un fascino che accade e non ci sono istruzioni da seguire. La stessa evidenza di cui abbiamo fatto esperienza in una giornata come questa, dove tutto è apparso legato, dal pranzo, ai momenti insieme alla messa, tutto tenuto insieme dall’origine, Cristo. E la Madonna, con il suo pianto e la sua compassione, non si stanca di farci fare memoria.</p>
<p>Viene in mente l’esordio con cui il servo di Dio don Luigi Giussani, nel 2004, si rivolse ai partecipanti al pellegrinaggio di Loreto: “Oh Madonna tu sei la sicurezza della nostra speranza !”.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2.jpeg" data-lightbox="true" > <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-29982" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-300x169.jpeg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-1024x576.jpeg 1024w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-768x432.jpeg 768w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2-1536x864.jpeg 1536w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/11/foto-pelleginaggio-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </a></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/11/03/il-racconto-del-pellegrinaggio-in-sicilia/">Il racconto del pellegrinaggio in Sicilia</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La sorpresa più grande è la scoperta che l’accoglienza porta il sigillo della gratuità</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/01/26/la-sorpresa-piu-grande-e-la-scoperta-che-laccoglienza-porta-il-sigillo-della-gratuita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Catia Petta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 13:35:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho accettato di lasciarlo andare, anzi di accompagnarlo verso questa famiglia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Io e M<a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29.jpg" data-lightbox="true" > <img decoding="async" class="size-medium wp-image-28835 alignleft" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29-189x300.jpg 189w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2024/01/PHOTO-2024-01-12-09-33-29.jpg 402w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" /> </a>arcello siamo sposati da 24 anni ed entrambi viviamo l’impegno con il nostro lavoro quotidiano di insegnanti. Ora che ci stiamo avvicinando alla pensione e i ritmi potrebbero diventare più blandi abbiamo deciso di dare una nuova dimensione alla nostra famiglia, quella dell’accoglienza. Con degli amici, durante un doposcuola, ho incontrato un gruppo di bimbi ucraini in fuga dalla guerra e ospitato presso un istituto di suore della città in cui viviamo, Catania. Da più di un anno, abbiamo cominciato ad accogliere in casa un paio di bambini per volta, cercando di regalare loro momenti di spensieratezza ed affetto e facendogli vivere serene esperienze di vita in famiglia. Qualche sano divertimento al parco giochi, pranzo per lo più in casa, qualche giochino al cellulare, qualche “delizioso” panino al McDonald’s; chi l’avrebbe mai detto che dovessimo cambiare ogni tanto le nostre abitudini alimentari! Ma il tutto fatto con entusiasmo, coinvolti dalla felicità dei bambini nel vivere esperienze nuove. Nel tempo ci si affeziona, si creano legami, in particolare con uno di loro. La sorpresa più grande è la scoperta che l’accoglienza porta il sigillo della gratuità. Sin dall’inizio è nata un’affezione intensa nei confronti di un bambino in particolare. Adesso non viene più con noi la domenica perché è stato abbinato per l’affidamento ad un’altra famiglia del Sud Italia. Il padre viene a prenderlo il venerdì e lo riporta a Catania la domenica sera. Ho accettato di lasciarlo andare, anzi di accompagnarlo verso questa famiglia. Il padre affidatario ci ha chiesto di andare in aeroporto la domenica sera a prendere il bambino per riaccompagnarlo in istituto. Così facciamo e stiamo assistendo al crescere dell’affezione del piccolo per quello che sarà il suo papà, mentre noi diveniamo nel tempo meno importanti per lui. La cosa bella che è accaduta, che non è per nulla scontata, è che questa famiglia è molto cordiale e sta nascendo un’amicizia fra noi, tanto che siamo già stati invitati a trascorrere insieme alcuni giorni di vacanza. Stiamo continuando ad accogliere altri bambini la domenica e poi la sera andiamo in aeroporto e assistiamo, mettendoci un po’ da parte per discrezione, al saluto fra il bimbo e il suo futuro papà… Ora non ha più tanto occhi per noi, che rappresentiamo forse l’istituto a cui deve tornare, ma per il padre. Di fatto lo stiamo accompagnando verso la sua famiglia e ora lui ha una luce nuova negli occhi, perché sa che c’è una prospettiva nella sua vita. Alla domanda sul bene e sul perché continuare, dico che la contentezza viene dall’aver iniziato a comprendere che voler bene significa <em>volere il bene e la felicità dell’altro</em><em>,</em> con la disponibilità pur dolorosa – sembra una contraddizione – a lasciarlo andare per la sua strada. Tutto questo ha fatto bene alla mia famiglia perché osservo mio marito quando sta con i bambini.  Ognuno di noi due ha un modo diverso… eppure facciamo l’esperienza di una profonda condivisione. C’è sempre tanto da imparare in termini di affetto, pazienza e tenerezza dai bambini disagiati. Per questo vale la pena di continuare, cercando di accompagnarli verso il loro destino buono.</p>
<p>Lidia &#8211; Catania</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2024/01/26/la-sorpresa-piu-grande-e-la-scoperta-che-laccoglienza-porta-il-sigillo-della-gratuita/">La sorpresa più grande è la scoperta che l’accoglienza porta il sigillo della gratuità</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>“Non ci sono circostanze sfavorevoli ma tutto è occasione”</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/05/11/il-gusto-e-il-respiro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 10:17:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>"Questo tempo non è sospeso, ma donato": racconto del primo videcollegamento in Sicilia dall'inizio del lockdown.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Questo tempo non è sospeso, ma donato&#8221;: racconto del primo videcollegamento in Sicilia dall&#8217;inizio del lockdown.</strong></p>
<p>Sono le ore 21 del 28 aprile e Famiglie per l’Accoglienza della Sicilia, nelle persone di Paolo ed Alfredo, con Massimo Orselli, inizia un incontro in videocollegamento sull’esperienza del lockdown. Da Ragusa a Centuripe, da Messina a Catania, passando per Barcellona e Lentini, sono tantissime le facce che appaiono sullo schermo, soprattutto quelle dei bambini allegri e sicuri nelle loro case. Sono pochi i volti conosciuti, molti li incontro per la prima volta sullo schermo ed è subito familiarità.</p>
<p><strong>Veronica</strong>, <strong>Gianni</strong>, <strong>Giuseppe</strong>, <strong>Emanuele</strong> cominciano a raccontare le gioie della quarantena delle nuove famiglie adottive che godono i freschi legami di appartenenza familiare, ma dicono anche delle fatiche con i bambini più piccoli e delle difficoltà legate alla gestione scolastica a distanza o allo smart-working sempre più pressante.</p>
<p>Piano piano sgorgano le domande e <strong>Ugo</strong> le pone davvero stringenti: “Come ci aiutiamo nell’esperienza dell’accoglienza, già tra marito e moglie? Cosa ci sta insegnando la realtà di questi giorni?”. <strong>Barbara</strong> avverte forte la precarietà dell’esistenza e il desiderio grande di insegnare ai figli a guardare ed aprirsi alla totalità di ciò che sta accadendo. “Aggrapparsi alla vita”, lei dice, “è risposta al nulla”. Usa altre parole, ma è lo stesso che <strong>Massimo</strong> ricorda: “Vivere intensamente il reale”. Poi, raccontando la sua esperienza, dettaglia: ”Questa obbedienza alla realtà è obbedienza a Gesù, al Mistero che ci ha abbracciato e che ci abbraccia”.</p>
<p><strong>Gaetano</strong> aggiunge che “dire di sì ha la forma del seguire una compagnia. Ogni giorno c’è sempre qualcosa che bussa, che chiede il mio sì”. E <strong>Guglielmo</strong> precisa: “Fare memoria, riandare all’origine del nostro sì all’adozione dei figli, aiuta. Cosa ci ha mossi? Cosa ci ha sostenuti? E’ un Altro che bussa, a Lui dici sì. Riandare all’origine è come per Gesù risorto tornare in Galilea”.</p>
<p>“Il sì è detto ogni giorno – è <strong>Marcello</strong> ad intervenire &#8211; perchè il nulla è il nonsenso delle cose. Accade quando le cose ti sovrastano e tu perdi la direzione. Sono strappato dal nulla grazie alle facce, quella del Papa la mattina, quelle degli amici, quella di Van Thuan: è sempre una presenza che ti tira fuori dal nulla, ti fa guardare dove devi guardare”, perchè “chi hai accanto è il varco per cui un Altro ti cambia”, come testimonia <strong>Catia</strong>.</p>
<p>Nuovamente Massimo rilancia: “Il sì è detto a Uno senza il quale non possiamo far nulla. Letteralmente nulla. Questa carezza, questo abbraccio del Nazareno, per noi ha dei volti molto concreti. Non siamo noi, poveri cristi, in grado di aiutarci, ma è un Altro che ci aiuta in questa compagnia scalcagnata. Il sì è a Cristo dentro tutte le circostanze”.</p>
<p>“Non ci sono circostanze sfavorevoli ma tutto è occasione” riprende <strong>Pippo</strong>, ed esemplifica raccontando come l’impossibilità di continuare, come prima, a portare i pacchi alle famiglie non lo abbia fermato, anzi è diventata occasione per chiedere ad un&#8217;amica di farlo al posto suo. Lei ha accettato ed è ripartita una storia di caritativa interrotta molti anni prima. Ecco perché, conclude Maria, “questo tempo non è sospeso, ma donato. Per una vicinanza più decisiva”.</p>
<p>E mentre i bambini ormai dormono da un pezzo, dopo averci annunciato all’inizio del nostro incontro: “Noi stiamo andando a dormire… un pochino!” mi sorprendo a pensare che razza di casa sia questa compagnia, che ci fa respirare e gustare la Vita così, nei giorni in cui un virus sottrae proprio il gusto e il respiro. È questa la casa in cui, come i bambini, abitare lieti e dormire sicuri per sempre.</p>
<p><strong>Catia Petta</strong></p>

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		<title>Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/04/27/che-cosa-ci-aiuta-in-questo-periodo-di-emergenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 10:07:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli amici di Famiglie per l'Accoglienza della Sicilia si incontrano in videocollegamento martedì 28 aprile, per "imparare a guardare ciò che accade".</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/04/27/che-cosa-ci-aiuta-in-questo-periodo-di-emergenza/">Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli amici di Famiglie per l&#8217;Accoglienza della Sicilia si incontrano in videocollegamento martedì 28 aprile, per &#8220;imparare a guardare ciò che accade&#8221;.</strong></p>
<p>Abbiamo pensato di rivederci con tutti gli amici di Famiglie per l&#8217;Accoglienza della Sicilia, in video collegamento, martedì 28 aprile alle 21 , per confrontarci sull&#8217;esperienza che stiamo vivendo. Abbiamo capito che il modo migliore per aiutarci è imparare a guardare ciò che accade. Per rendere l’incontro più ordinato, vi suggeriamo delle domande a cui potete rispondere:</p>
<p>Racconta qual è l’esperienza di accoglienza che stai vivendo in questo periodo di crisi, quando la convivenza può essere più faticosa (per accoglienza intendiamo quella dei genitori verso i figli, dei figli verso i genitori, nonni, figli naturali e accolti, del marito,verso la moglie, e viceversa)<br />
Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?<br />
Come si gioca la nostra disponibilità di fronte al maggior tempo per stare insieme?<br />
Che cosa ci strappa dal nulla?</p>
<p>Chi desidera partecipare può inviare una mail a <a href="mailto:segreteria.sicilia@famiglieperaccoglienza.it">segreteria.sicilia@famiglieperaccoglienza.it</a> indicando il proprio nome e cognome: riceverà in questo modo le indicazioni tecniche per partecipare.<br />
Allo stesso indirizzo mail è possibile inviare il proprio contributo scritto in anticipo.</p>
<p>L’applicazione che utilizzeremo per il video collegamento è Cisco Webex, che vi invitiamo a scaricare e a provare.</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2020/04/27/che-cosa-ci-aiuta-in-questo-periodo-di-emergenza/">Che cosa ci aiuta in questo periodo di emergenza?</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La &#8220;svista&#8221; che cambia il mondo. La giornata di inizio anno in Sicilia.</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 09:49:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>"Venivamo dalla solitudine dei tentativi di fecondazione assistita, e abbiamo incontrato l’amicizia di tante famiglie".</p>
The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/10/22/la-svista-che-cambia-il-mondo/">La “svista” che cambia il mondo. La giornata di inizio anno in Sicilia.</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La &#8220;svista&#8221; che cambia il mondo. La giornata di inizio anno in Sicilia. Il racconto di Catia</strong></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-18-18-58-11.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-19164" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-18-18-58-11-774x1024.jpg" alt="" width="162" height="215" /> </a>Il Santuario della Madonna delle Grazie a Chiaramonte Gulfi è un po’ come una casa per le famiglie siciliane della nostra associazione. Ci siamo venuti più volte, a ringraziare e a domandare. A ripartire insieme &#8211; come abbiamo fatto domenica 13 ottobre &#8211; per un nuovo anno sotto il Suo Manto.</p>
<p>Tra bambini e adulti siamo un centinaio, e tra i sorrisi e gli abbracci, ci sono anche le lacrime. Segno che la vita si fa seria, più intensa, incisiva e vera. Perché nella generazione investiamo le più belle risorse della vita, in un duplice flusso direzionale: di chi può generare, perché a sua volta rinasce, continuamente generato.</p>
<p>Recitiamo insieme il Rosario. Chissà quanti volti, momenti, timori, consegniamo al Mistero scorrendo quei grani. Siamo tremanti, ma certi del Destino buono con il cuore di Padre, che intreccia gli incontri e rammenda la storia.</p>
<p><strong>Paolo Italia</strong>, responsabile per la Sicilia di Famiglie per l’Accoglienza, introduce l’incontro dopo un pranzo condiviso nei piatti e nella gioia. C’è attesa. Comincia il momento del dialogo e dell’ascolto. Si raccontano le storie accadute. Storie che segnano la vita di tante coppie, cementandole e rinnovandole, che portano in dono il frutto pieno della fecondità. E della verginità.</p>
<p><strong>Carmelina</strong> va dritta alla prima questione: “Il nostro affido si è subito manifestato come qualcosa di assai diverso da ciò che immaginavamo. Una cosa è l’idea, un’altra i fatti. Aveva 11 anni, e io poco dopo fui costretta a letto per la seconda gravidanza. Il suo affido è durato solo un anno, non potevamo più tenerla con noi. È tornata dalle suore, ma non l’abbiamo mai persa di vista.&#8221; Racconta di adesso, di quella bimba che ora ha 21 anni, della circostanza della morte della sua mamma e della loro presenza tenace e discreta. Di questa figlia che oggi riconosce la portata del bene ricevuto in quell’anno, fino a desiderare che ci siano altre due famiglie della nostra associazione per le sue sorelline più piccole. “Abbiamo vissuto il fallimento? Sì. Ma quello che è successo è andato oltre tutto ciò che immaginavamo!” E suo marito <strong>Salvo</strong> aggiunge: “Il rapporto oggi è ribaltato. Questa ragazza mostra a me come stare di fronte alla realtà, rialzandosi ogni volta”.</p>
<p>Un’altra storia, di adozione, la raccontano <strong>Maria Teresa e Giuseppe</strong>. Ha i colori neri neri e i capelli crespi di un fratellino e di una sorellina nigeriani (6 e 5 anni), entrati nella loro vita l’8 dicembre scorso, per l’Immacolata Concezione. “Avevo paura ogni mattina, di affrontare i bambini. Con il loro vissuto” dice Maria Teresa, ma guardandola con quel suo sorriso solare, non lo crederesti possibile. ”Ho imparato a non avere paura di avere paura. E sto imparando a chiedere aiuto”. Giuseppe, dal canto suo, spiega: “Abbiamo tanti amici a cui chiedere, incontrati nel percorso di adozione. L’accoglienza mi ha cambiato e ha cambiato la coppia, ci ha resi più uniti, più forti, più aperti. Mi ha aperto la mente. In essa c’è una mano divina”.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/20191013-Pellegrinaggio-FxA-12-e1572014603677.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-19197" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/20191013-Pellegrinaggio-FxA-12-1024x681.jpg" alt="" width="167" height="111" /> </a>L’affido di una bimba di tre anni, durato quasi cinque anni, con il rientro nella famiglia d’origine due mesi fa, fa piangere Silvana e così ascoltiamo il racconto dal marito <strong>Giuseppe</strong>. “Ha cambiato la nostra vita di coppia. Siamo diventati amici intimi in questa esperienza”. Racconta tanti particolari dell’amore donato a questa bimba: “Amore infinito, tanta gioia, felicità, viaggi, istruzione, la danza, la comunità parrocchiale”. C’è tanta gratitudine. E dolore. E domanda che un Altro guarisca le ferite.</p>
<p>“Si può essere ‘genitori part-time’, come è capitato a me e a Sara” &#8211; ci racconta <strong>Angelo</strong>, tra il sorriso e la commozione &#8211; “perché siamo una famiglia di appoggio per due sorelline che vengono da noi nel fine settimana, e avere la vita da due anni cambiata.” <strong>Ugo</strong> rilancia sulla relazione padre-figlio, a partire da un fatto imprevisto accaduto quest’anno e rilegge le parole di don Giussani: “Un figlio prende il ceppo dal padre, fa proprio, è costituito dal ceppo che gli viene dal padre, è costituito di suo padre. Per questo è tutto preso. Uno non può essere padre, generatore se non ha nessuno come padre. Non [attenzione] se “non ha avuto” [un padre], ma se “non ha” [al presente] nessuno come padre“. Ed è <strong>Gianni</strong> ad additare il dono della comunità: “Venivamo dalla solitudine dei tentativi di fecondazione assistita, e abbiamo incontrato l’amicizia di tante famiglie, nel percorso adozione, fatto insieme ad Alfredo. Con Rita ci siamo detti: ‘Da qui non ce ne andiamo più. Vogliamo stare qua dentro.’” <strong>Palma</strong> ricorda che la prima accoglienza è di se stessi, in quell’ “essere voluta bene, io che ero un disastro. Abbiamo bisogno di essere guariti e il Medico c’è.”</p>
<p><strong>Don Antonio Giacona</strong> raccoglie e distilla quanto ascoltato. “Capisco perché questo avvenimento, delle vostre famiglie, commuoveva don Giussani. È un seme di verità e di giustizia completa, nella storia. È la novità assoluta che è presente e cresce e cambia il mondo. Accade un miracolo che raggiunge noi, i bambini, i ragazzi. Un miracolo che viene fatto a noi, attraverso di noi. Quanto bisogno di guarigione in noi (perché ancora non siamo compiuti) e attorno a noi (di una povertà umana che va accolta, accompagnata, senza progetti, senza condizioni). È il metodo, l’essenza di Dio è carità. Può vincere qualunque danno, qualsiasi ferita. Le storie raccontate sono completamente diverse, ma un tratto le accomuna: la gratuità assoluta, un imprevisto e la verginità. A noi cosa chiede? Una libertà che si muove, un sì. Una incoscienza, una ‘svista’ dentro cui il Signore fa un miracolo. Strumenti sì, ma indispensabili. È così evidente che tutto ciò che avete raccontato non è il frutto della nostra capacità. Passa attraverso la nostra povertà. Quindi non perdiamoci il Medico, perché non abbiamo ad andarcene guariti e soli. Questa origine, che non è in noi, ci fa imparare. E ci lega al Suo luogo, la compagnia. Questo avvenimento, vi assicuro, vince ogni criminalità, anche dei politici e dell’economia! Vince il male, lo distrugge!”. Nella preghiera finale dell’Angelus, ci immergiamo nella svista, nel “soffio” del sì di Maria, desiderando Tutto.</p>
<p><strong>Catia Petta</strong><strong><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/20191013-Pellegrinaggio-FxA-2.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-19198" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/20191013-Pellegrinaggio-FxA-2-1024x681.jpg" alt="" width="852" height="568" /> </a></strong></p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/10/22/la-svista-che-cambia-il-mondo/">La “svista” che cambia il mondo. La giornata di inizio anno in Sicilia.</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Pellegrinaggio di Famiglie per l&#8217;Accoglienza in Sicilia</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/10/08/pellegrinaggio-di-famiglie-per-laccoglienza-in-sicilia/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 21:08:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 13 ottobre 2019 al Santuario Maria SS. di Gulfi (Chiaramonte Gulfi, Ragusa)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 13 ottobre 2019 al Santuario Maria SS. di Gulfi (Chiaramonte Gulfi, Ragusa)</strong></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-20190921-WA0023.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-19050" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-20190921-WA0023.jpg" alt="" width="1014" height="608" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-20190921-WA0023.jpg 1014w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-20190921-WA0023-600x360.jpg 600w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-20190921-WA0023-300x180.jpg 300w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-20190921-WA0023-768x460.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /> </a><br />
<strong>Programma</strong></p>
<p>Ore 10.30 &#8211; raduno presso il Santuario<br />
Ore 11.00 &#8211;  recita del Santo Rosario meditato<br />
Ore 12.00 &#8211;  Santa Messa<br />
Ore 13.00 &#8211; pranzo a sacco<br />
Ore 15.00 &#8211; assemblea con testimonianze</p>
<p><strong>Informazioni e adesioni</strong><br />
Alfredo Rosso +393387800842</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/10/08/pellegrinaggio-di-famiglie-per-laccoglienza-in-sicilia/">Pellegrinaggio di Famiglie per l’Accoglienza in Sicilia</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Una rete indistruttibile e la perfetta letizia</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/05/08/una-rete-indistruttibile-e-la-perfetta-letizia/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2019 18:34:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[messina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giornata di convivenza della Sicilia domenica 5 maggio a Messina, il racconto di Catia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La giornata di convivenza della Sicilia domenica 5 maggio a Messina, il racconto di Catia.</strong></p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/05/Sicilia-5mag2019-campanile.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17969" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/05/Sicilia-5mag2019-campanile-768x1024.jpg" alt="" width="207" height="276" /> </a>La giornata di Famiglie per l’Accoglienza in regione Sicilia si è svolta a Messina domenica 5 maggio, in compagnia del vicepresidente Massimo Orselli e dentro l’abbraccio paterno, carico di affetto, conferma e mandato, del Vescovo Ausiliare di Messina, <strong>S.E. Mons. Cesare Di Pietro</strong>.</p>
<p>Al mattino ci immergiamo nello sguardo e nelle parole degli amici che ci guidano tra le strade e il vento di Messina, tesi alla scoperta di alcune delle sue perle inestimabili.</p>
<p>Fermi sotto la torre dell’orologio della Cattedrale, si fa acuta nel cuore la domanda di che cosa possa veramente reggere l’urto del tempo, nel suo svolgersi fino ad un destino inevitabile di morte, tra le ingiustizie e le ferite &#8211; nostre e dei nostri figli &#8211; per circostanze spesso impossibili da vivere. Tra i rintocchi e i ruggiti del leone in cima all’orologio, tornano vere le parole di Machado: “Il mio cuore è desto, è desto. Nè dorme, nè sogna, guarda, i limpidi occhi aperti, segnali lontani e ascolta, a riva del grande silenzio”. Ed ecco venire dall’orologio, alle orecchie e agli occhi e subito al cuore, il canto di un gallo che saluta l’alba e il segno chiaro di una Chiesa che si erge a poco a poco dalla terra sabbiosa verso il cielo e di cui il cielo gioisce con un volo di colomba. È il santuario di Montalto ed è il santuario delle nostre famiglie, che Mons. Di Pietro indica nell’omelia come “la rete indistruttibile dove trovano accoglienza tanti figli e figlie” e dove le ferite diventano “feritoie dalle quali si sprigiona la luce del Risorto”.</p>
<p>Con la stessa pazienza di Gesù con Tommaso, gli amici messinesi ci portano davanti alla teca di Sant’Eustochia, la Santa “in piedi” canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1988, il cui corpo incorrotto documenta -a tutti, oggi- Chi regge l’urto del tempo. A lei il popolo affida le gravidanze desiderate e quelle difficili. A lei affidiamo i nostri desideri di fecondità per noi e per i nostri figli.</p>
<p><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/05/sic5.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17954" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/05/sic5.jpg" alt="" width="206" height="252" /> </a>Nel pomeriggio ci raccontiamo cosa impariamo nell’esperienza dell’accoglienza. <strong>Paolo Italia</strong>, responsabile regionale dell’Associazione, introduce <strong>Massimo Orselli</strong> e saluta il Vescovo, ed è subito clima di gratitudine, familiarità e condivisione. Come è possibile che le ferite diventino “quelle” feritoie? <strong>Annamaria</strong> rintraccia la via: “Mi faccio tante domande, di fronte alle mie ferite e a quelle dell’altro. Non sta a me chiuderle, chiuderei la porta a Dio. Le risposte non sono mai teoriche. La risposta è vivente, di Uno che si piega fino a me e mi abbraccia”. Massimo Orselli riprende: “Perché non solo Cristo è risorto, ma è vivo. C’è oggi”.</p>
<p>Interviene <strong>Domenico</strong>: “Per me ed Elisa nulla è scontato, è un continuo domandare. C’è una continua sproporzione e noi veniamo come montati e rismontati“. E Massimo: “la sproporzione la puoi vivere con la coscienza che un Altro compie. Oggi tu ed Elisa date il bene di cui questi figli hanno bisogno. Il compimento è nelle Sue mani”.</p>
<p><strong>Laura ed Enzo</strong>, insieme ai loro quattro figli, hanno accolto Saliou, 18 anni, senegalese, e dicono che sia un regalo: “Per lui, che ha vissuto l’inferno libico, la vita è seria e ha costretto tutta la famiglia ad una serietà maggiore. Il valore dell’accoglienza è che cambia lo sguardo su tutto. Mi ha fatto riscoprire la vocazione di madre e mi ha resa capace di una tenerezza impensabile anche con mia madre”.</p>
<p><strong>Palma</strong> testimonia come “L’accoglienza implichi l’amore alla libertà dell’altro”, amore che viene declinato da <strong>Tonino</strong> con le parole del canto Parsifal: “lottare&#8230; cercare dov’è il punto fermo tra le onde del mare, e questa isola c’è”. Dettaglia ancora Tonino: “E&#8217; la Misericordia del Padre il punto fermo, sperimentata in una amicizia concreta. La Sua memoria accende il desiderio di trattare mio figlio adolescente con delicatezza. Sto imparando, in questo luogo, una cosa che si chiama attesa”.</p>
<p>Concludendo l’incontro, Massimo mette a fuoco cosa sia questo luogo incontrato nei suoi tre giorni di visita in Sicilia, così densi di sorpresa: “Questo è il luogo della preferenza di Dio per ciascuno di noi. Grati, chiediamo al Signore di renderci capaci di stare qui, con tutte le nostre domande”.</p>
<p>Ci salutiamo e ripartiamo per le diverse strade del ritorno a casa, con l’affettuoso abbraccio e la benedizione del Vescovo che ci ha chiamati “migranti dalla terra al cielo”. Fanno ardere il cuore le sue parole, suscitate dalla prima lettura della Messa domenicale (At, 40-41): “Vi auguro la perfetta letizia degli apostoli: quando vi sentite scarnificati avendo portato Cristo ai vostri figli, anche a quelli più difficili, questa è perfetta letizia”.</p>
<p>Catia Petta</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/05/08/una-rete-indistruttibile-e-la-perfetta-letizia/">Una rete indistruttibile e la perfetta letizia</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Giornata di convivenza di Famiglie per l&#8217;Accoglienza Sicilia</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/30/giornata-di-convivenza-di-famiglie-per-laccoglienza-sicilia/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 11:01:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 5 maggio a Messina le famiglie si incontrano per condividere una visita al centro storico, il pranzo e alcune testimonianze.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 5 maggio a Messina</strong></p>
<p>L&#8217;associazione Famiglie per l&#8217;Accoglienza propone a tutti una giornata di convivenza a Messina con visita di alcuni monumenti del centro storico. Il pranzo sarà al sacco. Nel primo pomeriggio è previsto un momento di ascolto di alcune testimonianze.</p>
<p><strong><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Messina.jpg" data-lightbox="true" > <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17875" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2019/04/Messina.jpg" alt="" width="160" height="120" /> </a>Dove e quando</strong><br />
Istituto Cristo Re<br />
viale Principe Umberto, 89 &#8211; Messina</p>
<p>Domenica 5 Maggio 2019<br />
Ore 10.30 ritrovo</p>
<p>Conclusione prevista entro le ore 18.00</p>
<p><strong>Per informazioni</strong><br />
Paolo Italia, 375-5022786<br />
Elisa Patanè, 347-4939522</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2019/04/30/giornata-di-convivenza-di-famiglie-per-laccoglienza-sicilia/">Giornata di convivenza di Famiglie per l’Accoglienza Sicilia</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Amata da sempre: presentazione del libro</title>
		<link>https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/07/20/amata-da-sempre-presentazione-del-libro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2017 10:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sedi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[amata da sempre]]></category>
		<category><![CDATA[giusi musumeci]]></category>
		<category><![CDATA[ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'associazione Famiglie per l'Accoglienza ed il Centro Socio Culturale Ibleo organizzano la presentazione del libro "Amata da sempre- Storia di una figlia adottiva" di Giusi Musumeci</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il libro di Giusi Musumeci presentato a Ragusa</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12310" src="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/07/Amata-da-sempre-Giusi-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/07/Amata-da-sempre-Giusi-200x300.jpg 200w, https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2017/07/Amata-da-sempre-Giusi.jpg 333w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" />L&#8217;associazione Famiglie per l&#8217;Accoglienza ed il Centro Socio Culturale Ibleo organizzano la presentazione del libro &#8220;Amata da sempre- Storia di una figlia adottiva&#8221; di Giusi Musumeci. Interviene l&#8217;autrice.</p>
<p><strong>Dove e quando</strong><br />
Villa Montalto-Pansini<br />
Via Reno 6, 1° trav. Via Fontana Nuova, c/da Fontana Nuova s.p. Ragusa &#8211; Marina di Ragusa<br />
Sabato 5 Agosto 2017, ore 18.00</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Rosso Alfredo cell 338/7800842</p>The post <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/2017/07/20/amata-da-sempre-presentazione-del-libro/">Amata da sempre: presentazione del libro</a> first appeared on <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it">Famiglie per l'Accoglienza</a>.]]></content:encoded>
					
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