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Da un semplice sì l’incontro con un angelo e il dono di un’amicizia impensata

La nostra amica Lori ci ha raccontato una storia di amicizia nata in una situazione difficile

Un giorno son MADRE E FIGLIO o stata chiamata dagli amici di Famiglie per l’Accoglienza per fare compagnia ad una mamma straniera incinta che vive in un’altra città ma che, aspettando un bambino a cui era stato diagnosticato un grave problema al cuore, sarebbe venuta a partorire presso l’ospedale di Bergamo.

Prima di andare a trovare questa donna in ospedale l’ho chiamata e già al telefono mi ha risposto con gioia. Lei aveva conosciuto il Banco Alimentare e sapeva che qualcuno sarebbe andato a trovarla. Quando ci siamo viste in reparto, io non sapevo neanche pronunciare il suo nome però dopo esserci riconosciute ci siamo abbracciate. Mi ha commosso la familiarità che si è creata da subito, nonostante la nostra differenza di cultura e religione. Anche il marito è stato colpito dal fatto che un’estranea si fosse interessata a loro mentre i loro parenti non erano andati mai a trovarli in ospedale e ha detto: “solo i cristiani fanno così”.

Lei mi ha raccontato la sua storia e anche una situazione familiare molto complicata, tra cui i problemi del marito con la giustizia. Tuttavia mi sono subito resa conto che non potevo risolverle le difficoltà: insieme ad altri amici potevamo solo farle compagnia. Si è così creato un giro di persone che andavano a trovarla e l’aiutavano come potevano: portandole vestiti per lei e per il bambino; semplicemente andando a salutarla in reparto portandosi dietro anche i figli.

Dopo più di due mesi il bambino è stato dimesso e li abbiamo accompagnati a casa. La situazione era gravissima, le probabilità che vivesse erano molto basse. C’è stato un nuovo ricovero, questa volta a Milano, e poi dopo alti e bassi il bambino è morto.

Dopo poco tempo, gradualmente alcuni problemi di quella famiglia si sono risolti: il marito è uscito di prigione, sono riusciti a fare arrivare in Italia l’altra figlia, hanno trovato casa, hanno avuto un’altra bambina. Io le ho detto: “Adesso che il tuo bambino è un angioletto ti ha sistemato tutto!” e lei, pur nel grande dolore che si portava dentro ha riconosciuto questa evidenza.

L’aspetto più commovente di questa storia è che da un semplice sì è nata una grande amicizia. Quando condividi il dolore vai subito alla profondità del rapporto e questo ti fa sentire sorella una donna che non conoscevi neanche. Tu dai la disponibilità e il resto lo fa il Padreterno.

Lori